“Elisa” è il film diretto da Leonardo Di Costanzo, che firma la sceneggiatura con Bruno Oliviero e Valia Santella.
Il film è ispirato al saggio “Io volevo ucciderla” dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali,
che studiano i motivi alla base di crimini efferati in soggetti apparentemente “normali”.
“Elisa” è ambientato in Svizzera, in diverse località del Mendrisiotto (Cantone Ticino).
Il film è stato in concorso alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia.
“Elisa” è una produzione tempesta / carlo cresto-dina con Rai Cinema, in coproduzione con Amka Films Productions (Svizzera),
in coproduzione con RSI Radiotelevisione svizzera,
opera realizzata con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo,
con il supporto di Ufficio federale della cultura (UFC), con il sostegno di IDM Film Commission Südtirol, sviluppato con il sostegno di Emilia-Romagna Film Commission,
con il supporto di Ticino Film Commission.
Il film è prodotto da Carlo Cresto-Dina e Manuela Melissano, co-prodotto da Michela Pini e Amel Soudani.
Nel cast di Elisa ci sono:
Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon,
Valeria Golino, Giorgio Montanini, Hippolyte Girardot, Monica Codena e altri.
Elisa segue la storia di una donna (Elisa Zanetti), interpretata da Barbara Ronchi, incarcerata per aver ucciso la sorella e tentato di fare lo stesso con la madre.
Dopo dieci anni, entra in contatto con il criminologo Alaoui e partecipa a uno studio condotto assieme al criminologo.
Ricordi sopiti iniziano a riaffiorare, portandola ad affrontare il senso di colpa e aprendo una via possibile verso la redenzione
È il quarto lungometraggio di Di Costanzo, seguito ideale del precedente Ariaferma (2021).
Di Costanzo ha dichiarato sul tema della colpa e della trasformazione:
«Io è da un po’ di tempo che mi occupo di colpa, l’ho raccontata in vari film come ne ‘L’intrusa’ ad esempio.
Durante ‘Ariaferma’ mi era venuta l’idea di entrare nella cella e filmare il male in faccia se questo è possibile.
È un lavoro politico perché non bisogna inchiodare un colpevole per sempre alla sua colpa o pensare solo alla vendetta e alla punizione
che ci sembra il sentimento dominante in questo periodo che stiamo vivendo».
Sul percorso interiore del personaggio Elisa continua il regista:
«Se Ariaferma si concentrava sulle relazioni in carcere, Elisa è la storia di un percorso interiore, quello di una donna che ha compiuto un atto di estrema violenza.
Oscilliamo tra la comprensione e il rifiuto, tra la freddezza e la sofferenza.
È un lavoro di consapevolezza che Elisa compie con il criminologo».




Il Premio BAFF – B.A. Film Festival diretto da Steve della Casa e Paola Poli è organizzato da B.A. Film Factory,