tre ciotole

Tre Ciotole diretto da Isabel Coixet che firma anche la sceneggiatura con Enrico Audenino con Alba Rohrwacher, Elio Germano

Tre Ciotole è il film diretto da Isabel Coixet

che firma anche la sceneggiatura con
Enrico Audenino,

tratta dal libro Tre Ciotole di Michela Murgia (Mondadori)
tre ciotoleNel cast di Tre Ciotole ci sono:

Alba Rohrwacher, Elio Germano, Silvia D’Amico, Galatea Bellugi, Francesco Carril, Sarita Choudhury.

Il film è prodotto da: Cattleya (parte di ITV Studios), Ruvido Produzioni, Bartlebyfilm,

Vision Distribution Buenapinta Media, Bteam Prods, Perdición Films,

Apaches Entertainment, Tres Cuencos Aie.

Tre Ciotole va in onda su Sky Cinema in prima TV esclusiva  lunedì 9 febbraio alle 21:15 su Sky Cinema Uno, in streaming solo su NOW e disponibile on demand.

Il progetto è realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo,

in collaborazione con Sky e con la partecipazione di RTVE e MAX, con il finanziamento dell’Instituto de la Cinematografía y de las Artes Audiovisuales (ICAA)

del Ministero della Cultura del Governo di Spagna.

Marta è un’ex atleta che insegna ginnastica in un liceo.

La sua vita viene improvvisamente scossa dalla fine della relazione con Antonio, chef in ascesa che sembra immergersi nel lavoro per dimenticare, senza riuscirci davvero.

Marta reagisce alla separazione chiudendosi in sé stessa.

L’unico segnale che non può ignorare è una improvvisa mancanza di appetito,

che presto si rivela essere il sintomo di qualcosa di più profondo e grave.

La scoperta di una malattia cambia il suo rapporto con il corpo, con il cibo, con il desiderio e con il dolore, trasformando la perdita in un percorso di consapevolezza e rinascita.

Il film prosegue il percorso di Isabel Coixet nell’esplorazione dei sentimenti femminili,

del corpo e della fragilità emotiva, temi centrali nella sua filmografia.

Il cibo, elemento narrativo chiave, diventa metafora di identità, amore e sopravvivenza emotiva.

La presenza di Alba Rohrwacher ed Elio Germano segna uno dei sodalizi attoriali più intensi del cinema italiano recente.

Isabel Coixet racconta il cuore del film:

«Tre Ciotole è una storia sul corpo che parla prima ancora delle parole, su ciò che perdiamo e su ciò che impariamo a desiderare di nuovo.

“Il racconto Tre ciotole è molto breve, ma intenso.

Quello che abbiamo fatto è stato prendere questo nucleo e svilupparlo in un film, lavorando molto sui silenzi, sui gesti quotidiani,

e trasformare un racconto breve in una storia cinematografica più ampia… mantenendo la delicatezza e la profondità del testo originale, ampliandolo senza tradirlo».

Alba Rohrwacher sul lavoro sul libro:

“Michela riusciva sempre a mostrare una prospettiva altra rispetto alle cose che ci raccontava – e anche la Roma che vediamo nel film,

almeno rispetto alla Roma che io abito, è una città altra, che mi ha aperto un’altra angolazione rispetto alle stesse strade che io percorro tutte le mattine.”

 

The Death of Robin Hood

The Death of Robin Hood scritto e diretto da Michael Sarnoski con protagonista Hugh Jackman

The Death of Robin Hood è il film scritto e diretto da Michael Sarnoski.

Michael Sarnoski figura tra i produttori esecutivi, insieme a una squadra che include Aaron Ryder, Andrew Swett e Alexander Black.

La distribuzione è affidata ad A24,

The Death of Robin Hood Nel cast di The Death of Robin Hood  il protagonista è Hugh Jackman, e al suo fianco ci sono:

Jodie Comer, Bill Skarsgård, Murray Bartlett e Noah Jupe

Nel film compaiono anche:

Faith Delaney, Tabitha Smyth, Beau Thompson, Alfie Lawless, Asher de Silva, Elijah Ungvary e Fintan Shevlin.

La produzione ha scelto di girare gran parte delle scene in Irlanda del Nord,

sfruttando i suoi paesaggi aspri e selvaggi per rafforzare l’atmosfera cupa e introspettiva che attraversa tutto il film.

Il regista trae ispirazione dalla ballata tradizionale inglese Robin Hood’s Death,

che racconta gli ultimi istanti di vita dell’eroe, un tema che raramente gli adattamenti cinematografici hanno esplorato.

Il pubblico ha notato fin dalle prime immagini il radicale cambiamento estetico di Hugh Jackman, che porta capelli brizzolati e barba incolta,

un dettaglio che trasmette visivamente il peso degli anni, delle ferite e delle battaglie affrontate dal suo Robin Hood.

Hugh Jackman ha raccontato come per lui questo film rappresenti un’occasione di esplorare un personaggio profondamente umano:

“Robin Hood è un uomo vero nella nostra storia, con tutte le cicatrici, il dolore, il rimpianto e, sì, l’amore.

Questo film è uno dei progetti più intensi e umani della sua carriera.

Robin Hood è un uomo pieno di cicatrici, fisiche ed emotive, che guarda indietro alla propria vita con consapevolezza e dolore.

L’attore ha parlato di un personaggio che non cerca più la gloria, ma una forma di pace e di redenzione.

Il regista Michael Sarnoski ha spiegato la sua visione del film in modo ancora più esplicito:

“Era questo fuorilegge omicida che ha fatto molte cose terribili, ed era in un certo senso mostruoso.

Ma ha vissuto abbastanza a lungo da vedere questa leggenda creare intorno a sé un folklore.

Sta cercando di capire come si sente al riguardo, essere rappresentato come un eroe quando sa cosa era in realtà”.

Sarnoski ha aggiunto:

“quasi arriva a sembrare un film di guerra, per come combattevano davvero in quei tempi;

non era gente che danzava o scherzava, era gente nel fango che cercava di spaccare la testa all’altro con una pala”.

la grazia

La grazia il film scritto e diretto da Paolo Sorrentino con Toni Servillo con Ferzetti, Venturiello, Marigliano

La grazia è il film scritto e diretto da Paolo Sorrentino.

La produzione è affidata a Fandango e Lucky Red.

la graziaNel cast de La grazia con il protagonista Toni Servillo troviamo:

Anna Ferzetti, Massimo Venturiello, Orlando Cinque, Milvia Marigliano,

Giuseppe Gaiani, Giovanna Guida, Alessia Giuliani, Roberto Zibetti,

Vasco Mirandola, Linda Messerklinger, Rufin Doh Zeyenouin, Guè.

Il film racconta la vita di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica interpretato da Toni Servillo, uomo vedovo e profondamente cattolico,

che si trova negli ultimi mesi del suo mandato a prendere decisioni cruciali.

Deve decidere se concedere la grazia a due condannati coinvolti in un omicidio controverso e se firmare una legge sull’eutanasia.

Questi eventi diventano il catalizzatore di un viaggio interiore fatto di dubbi e riflessioni, intrecciando il dramma pubblico

con le questioni intime legate alla perdita della moglie e al rapporto con la figlia Dorotea,

voce della coscienza e dell’equilibrio morale della storia.

Alcune scene del film sono state girate in location istituzionali ricostruite con grande attenzione ai dettagli,

dalle sale del Quirinale fino agli spazi privati del protagonista, rendendo l’ambiente credibile e al tempo stesso simbolico.

La Grazia è caratterizzato da dialoghi intensi e riflessivi, molti dei quali sono nati direttamente dall’interazione tra Servillo e Ferzetti sul set,

conferendo autenticità emotiva e profondità ai rapporti tra i personaggi

Toni Servillo ha raccontato la sua esperienza sul set de La grazia:

“il film è una riflessione profonda sul potere e sulla solitudine di chi deve prendere decisioni che cambiano la vita degli altri.

Interpretare Mariano De Santis mi ha permesso di esplorare lati inediti della psicologia umana e delle responsabilità morali.

Anna Ferzetti, parlando del suo ruolo nel film, ha spiegato:

“Dorotea è la voce della coscienza, ma anche un ponte emotivo tra il padre e lo spettatore.

Ogni dialogo con lui è una piccola battaglia interiore che racconta molto senza parole”.

Paolo Sorrentino ha dichiarato:

 “Il dubbio è una forma altissima di rispetto verso gli altri.

Con questo film volevo mostrare che le decisioni più importanti non riguardano solo la legge o la politica, ma anche l’animo umano”.

Anche Guè, che interpreta se stesso, ha commentato:

“Entrare in questo mondo così lontano dal mio quotidiano è stato sorprendente. La musica diventa un ponte tra generazioni e modi di vedere la vita”.

 

Elena del ghetto

Elena del ghetto di Stefano Casertano con Micaela Ramazzotti, Valerio Aprea, Giulia Bevilacqua, Caterina De Angelis

Elena del ghetto è il film diretto da Stefano Casertano

che firma anche la sceneggiatura con Alessandra Kre, Francesca Della Ragione.

La produzione è a cura di Titanus Production, Masi Film, M74, Sound Art 23 e Titanus SpA, in collaborazione con Rai Cinema.

Elena del ghettoIl film è distribuito da Adler Entertainment.

Nel cast di Elena del ghetto ci sono:

Micaela Ramazzotti, Valerio Aprea, Giulia Bevilacqua, Caterina De Angelis, Marcello Maietta e Giovanni Calcagno.

 Elena del ghetto  racconta la vita intensa e anticonformista di Elena Di Porto,

figura reale del ghetto di Roma che, tra il 1938 e il 1943, sfidò fascismo e nazismo con un coraggio fuori dal comune.

Il film si muove tra le strade del ghetto di Roma negli anni delle leggi razziali e dell’occupazione nazista,

restituendo un clima di paura e tensione che si intreccia con la vitalità disarmante di Elena.

Considerata “matta” dai suoi compaesani per il suo stile di vita libero e anticonvenzionale — fuma, beve, indossa i pantaloni, gioca a stecca e vive separata dal marito

Elena Di Porto diventa invece un simbolo di resistenza civile.

Affronta i fascisti senza timore, subisce arresti e intimidazioni, ma continua a difendere la sua comunità.

Quando scopre in anticipo i piani del rastrellamento del 16 ottobre 1943, tenta disperatamente di avvisare i suoi concittadini, combattendo contro il pregiudizio che da sempre la circonda.

Nelle sue note di regia su Elena del ghetto , Stefano Casertano sottolinea :

“Elena è il cuore pulsante del film: ribelle, intuitiva, ironica, incapace di piegarsi.

Il film è costruito come un’opera: pochi personaggi principali e una comunità che fa da
contrappunto, in un equilibrio costante tra dramma e leggerezza.

È un racconto che guarda alla tradizione italiana e al neorealismo, ma con un linguaggio vivo, contemporaneo.

I dialoghi scorrono rapidi, spesso già “in corsa”, come nella vita vera. In questo modo il
realismo non è solo estetico, ma emotivo.

L’obiettivo è restituire un ritratto autentico e attuale di Elena Di Porto:

donna libera, eroica e contraddittoria, simbolo dimenticato di una Roma che
non smette di resistere”.

La produzione spiega che raccontare la storia di Elena Di Porto significa:

“restituire dignità a tutte quelle donne ribelli che, nel corso dei secoli, sono state etichettate come “matte” per ridurre al silenzio la loro indipendenza e la loro forza.

La figura di Elena appare oggi più attuale che mai, perché parla a chi fatica a trovare spazio nel mondo, a chi vive l’isolamento dell’anticonformismo,

a chi non rinuncia alla propria libertà anche quando costa caro.

La scelta di Micaela Ramazzotti si rivela centrale:

la sua interpretazione dà corpo a un personaggio imprevedibile, vibrante e profondamente umano, capace di unire ferite personali e resistenza collettiva”.

L’Ombra del Corvo è il film diretto da Dylan Southern con Benedict Cumberbatch

L’Ombra del Corvo è il film diretto da Dylan Southern, tratto dal romanzo Il dolore è una cosa con le piume di Max Porter.

La produzione è curata da SunnyMarch, Film4 e Lobo Films, mentre la distribuzione italiana è affidata ad Adler Entertainment.

l'ombra del corvoIl cast di L’Ombra del Corvo è composto da Benedict Cumberbatch, Richard Boxall e Henry Boxall, Eric Lampaert.

Completano il cast Vinette Robinson, Sam Spruell e Leo Bill.

La trama de L’Ombra del Corvo segue un padre devastato dalla perdita improvvisa della moglie,

costretto a confrontarsi con il proprio dolore mentre cerca di proteggere e crescere i suoi due figli.

La loro quotidianità viene sconvolta dall’arrivo di una creatura misteriosa, un enorme Corvo che sembra essere la materializzazione del lutto e della paura.

Questa presenza, a metà tra il reale e il simbolico, sconvolge gli equilibri familiari e costringe il protagonista a un doloroso percorso interiore.

Tra le curiosità de L’Ombra del Corvo, una delle più affascinanti riguarda la creazione del Corvo:

 invece di utilizzare effetti digitali, Southern e la produzione hanno scelto di realizzare la creatura attraverso un costume e complessi animatronics,

conferendole una presenza fisica palpabile che dialoga in modo più diretto con gli attori.

Questa scelta estetica conferisce al Corvo una forza disturbante e quasi tattile, rendendo le sue apparizioni ancora più incisive.

Un’altra curiosità riguarda i due giovani interpreti, Richard e Henry Boxall, fratelli anche nella vita reale, scelti per la loro autenticità e

per la naturalezza nel rappresentare un legame familiare spezzato dal dolore.

Inoltre, molte scene del film sono state girate in location isolate per accentuare il senso di vuoto e sospensione emotiva dei personaggi,

trasformando gli ambienti in veri e propri amplificatori psicologici del lutto.

Benedict Cumberbatch ha spiegato cosa ha fatto per prepararsi al ruolo:

«Ho usato le voci degli attori che interpretano i figli come un dispositivo per mettermi nel loro dolore, nella loro perdita, nella loro prospettiva.

È raro vedere il lutto sullo schermo, e in particolare il lutto maschile. Questo film dice che è OK per gli uomini sentirsi persi, perdere il controllo, essere spaventati»

Infine l’attore ha ammesso che durante le riprese ha pianto più che in tutta la sua vita:

«Quando ho dovuto farlo, non ho mai pianto così tanto» .

Sul perché ha scelto questo progetto, Cumberbatch ha detto che il romanzo da cui è tratto il film è «un’idea sorprendentemente originale – formale, giocosa, unica – per esprimere qualcosa che nella classe media britannica spesso resta sepolto».

 

 

buen camino

Buen Camino il nuovo film di Zalone Nunziante sbanca al botteghino di Natale

Buen Camino è il diretto da Gennaro Nunziante da una sceneggiatura dello stesso Nunziante e Checco Zalone.

buen caminoNel cast di Buen Camino con il protagonista Checco Zalone ci sono:

Letizia Arnò, Martina Colombari, Beatriz Arjona, Alfonso Santagata, Hossein Taheri.

La produzione è curata da Medusa Film e Indiana Production,

con la collaborazione di Netflix, che ha contribuito alla diffusione e alla promozione dell’opera.

Checco è un uomo estremamente ricco, viziato e abituato al lusso sfrenato: ville, supercar e feste esuberanti sono elementi della sua quotidianità.

La sua vita cambia radicalmente quando la figlia Cristal, adolescente in cerca di senso e indipendenza, scompare per intraprendere il celebre Cammino di Santiago de Compostela, un pellegrinaggio a piedi di circa 800 km.

Costretto ad abbandonare la sua “comfort-zone”, Checco decide di seguirla, trasformando la ricerca in un percorso fisico ed emotivo

che lo porta a confrontarsi con le proprie priorità e a riscoprire il valore dei legami familiari.

Lungo il tragitto affrontano insieme fatiche, incontri improbabili e momenti di introspezione, in un equilibrio fra risate e riflessione.

Le riprese si sono svolte in location suggestive, tra cui paesaggi della Galizia spagnola lungo il celebre Cammino di Santiago, oltre a scene girate in Italia per catturare il contrasto tra la vita lussuosa di Checco e l’austerità del pellegrinaggio.

Curiosità legate al film:

Si tratta del sesto lungometraggio con protagonista Zalone, dopo titoli di enorme successo come Cado dalle nubi (2009), Che bella giornata (2011), Sole a catinelle (2013), Quo vado? (2016) e Tolo Tolo (2020

Dal punto di vista commerciale, Buen Camino ha registrato un esordio record il giorno di Natale, incassando oltre 5,67 milioni di euro in 24 ore e

contribuendo a portare l’incasso complessivo italiano oltre i 7 milioni di euro nel solo giorno di lancio, con una quota di mercato vicina all’80 %:

dati che non si vedevano dal 2011 e che testimoniano l’impatto del film sul pubblico italiano.

 

Dichiarazioni di Checco Zalone su Buen Camino e sul suo lancio:

“È inutile essere ipocriti… ci aspettiamo di fare i soldi, di incassare, perché gli incassi possono far bene a tutto il comparto.

“James Cameron dovrebbe svegliarsi il 26 mattina e dire ‘ma chi ca… è questo?’

Sul cammino di Compostela Zalone ha detto:

“Ho sentito così tanti racconti mentre giravamo… chissà che un giorno non vada a farlo per davvero.”

 

the great flood

The Great Flood diretto da Kim Byung-woo con Kim Da-mi e Park Hae-soo in onda su Netflix

The Great Flood arriverà su Netflix il 19 dicembre, dopo l’anteprima mondiale al Busan International Film Festival del 18 settembre 2025.

La regia è di Kim Byung-woo, autore anche della sceneggiatura insieme a Han Ji-su.

the great floodIl film è prodotto da Hwansang Studios ed è uno dei titoli coreani più attesi della fine dell’anno.

Vale la pena evidenziare come la produzione di Hwansang Studios abbia impiegato mesi per realizzare ambienti semi-sommersi e sequenze tecniche complesse:

Le riprese si sono svolte tra luglio 2022 e gennaio 2023.

In un futuro prossimo, un’inondazione globale travolge il pianeta trasformando una giornata ordinaria in un incubo.

La ricercatrice di IA An-na rimane intrappolata con suo figlio in un edificio completamente sommerso. Nel tentativo di sopravvivere incontrerà Hee-jo, membro di una misteriosa squadra di sicurezza che sembra sapere più di quanto riveli.

Con l’acqua che sale e il tempo che scorre, i due dovranno affrontare non solo il disastro naturale, ma anche scelte morali e rivelazioni che toccano il destino dell’umanità.

Protagonisti del film sono : Kim Da-mi e Park Hae-soo.

Completano il cast di The Great Flood: Kwon Eun-seong, Jeon Hye-jin, Park Byung-eun, Kim Dong-yeong e Kang Bin.

Curiosità sul film:

Il film combina il disaster movie con la fantascienza, introducendo elementi di IA, mistero e visioni sul futuro dell’umanità.

Molte scene sono state girate in set costruiti come vere “torri allagate”, per creare realismo nelle sequenze claustrofobiche.

Altro punto di forza è che il cast unisce volti amatissimi nel K-cinema e attori emergenti, combinazione che ha attirato molta attenzione già prima del debutto.

Il film segna uno dei progetti coreani Netflix più ambiziosi del 2025, con un impatto visivo che punta a competere con le grandi produzioni hollywoodiane.

 

Il regista descrive il progetto così:

«The Great Flood non è solo un film catastrofico: è un racconto sci-fi sulle conseguenze delle nostre scelte come specie.»

Una sfida emotiva e visiva», mirata a far vivere allo spettatore «la sensazione di trovarsi dentro il disastro

An-na dice la sua interprete è «una donna trasportata ai limiti della sua umanità», simbolo di resilienza e di lotta».

Hee-jo evidenziano i creatori  ha «una missione che è più complessa del semplice soccorso: il suo passato modificherà il percorso della storia».

 

emily in paris 5

“Emily in Paris” la serie ideata, prodotta e diretta da Darren Star con protagonista Lily Collins giunge alla sua quinta stagione

Emily in Paris la quinta stagione arriva su Netflix l’11 dicembre 2025, con dieci episodi.

La serie è ideata,  prodotta e diretta da Darren Star .

emily in paris 5I produttori esecutivi di Emily in Paris sono: Tony Hernandez, Lilly Burns e Andrew Fleming.

Le case di produzione sono:  Darren Star Productions, Jax Media, MTV Studios.

Nel cast di Emily in Paris quinta stagione ci sono:

Lily Collins, Philippine Leroy-Beaulieu, Ashley Park, Lucas Bravo, Samuel Arnold, Bruno Gouery, William Abadie e Lucien Laviscount.

Eugenio Franceschini, Minnie Driver.

Emily parte per Roma per seguire l’espansione dell’agenzia e si ritrova immersa in un nuovo ritmo di vita, tra opportunità professionali e un legame sentimentale che sembra offrirle una stabilità inattesa.

Tuttavia, il ritorno a Parigi porta con sé conseguenze emotive e professionali che Emily non può ignorare.

Il rapporto irrisolto con Gabriel torna a occupare spazio nei suoi pensieri, mentre segreti e decisioni difficili mettono alla prova la sua crescita personale.

Le riprese hanno portato la troupe tra Roma, Parigi e Venezia, integrando paesaggi iconici e atmosfere differenti per accompagnare la trasformazione della protagonista.

Dunque la scelta dell’Italia come scenario principale nasce dalla volontà di raccontare una fase di trasformazione profonda.

Le location romane e veneziane contribuiscono a dare alla serie un nuovo respiro visivo,

mentre l’ingresso di nuovi personaggi promette intrecci legati all’alta società e al mondo del potere.

Appare chiaro che l’assenza storica di Camille ridefinisce le dinamiche sentimentali, aprendo la strada a nuovi sviluppi romantici e professionali.

 

Darren Star, infatti, sulla decisione di ambientare la stagione in Italia dice:

«Volevamo portare Emily fuori dalla sua comfort zone e farle scoprire una nuova versione di sé stessa.

L’Italia è diventata la cornice ideale per raccontare questa evoluzione».

Roma e Parigi sono due mondi che si completano e si scontrano allo stesso tempo.

Questa stagione vive proprio in quell’equilibrio instabile.»

Lily Collins sul suo personaggio dice:

«Emily sorride in modo diverso, questa volta.

Non è più un sorriso di facciata: è un sorriso che nasce dal sentirsi finalmente allineata con ciò che desidera davvero.

Le sue relazioni diventano più complesse, ma anche più autentiche.

Emily impara che maturare significa scegliere, e scegliere significa anche perdere qualcosa.»

Minnie Driver new entry della serie sul suo personaggio  dice :

«Princess Jane porta con sé un’energia imprevedibile e sofisticata.

È un personaggio che sfida Emily senza alzare la voce, e questo la rende ancora più potente.»

Camille Razat, che non sarà più nel cast sul suo addio alla serie ha detto:

«Ho preso la decisione di allontanarmi.

Questo personaggio ha significato molto per me e ho sentito che la sua storia è giunta naturalmente al termine.

Mi sembrava il momento giusto per esplorare nuovi orizzonti».

all her fault

All Her Fault  la serie scritta e creata da Megan Gallagher con Sarah Snook, Jake Lacy, Dakota Fanning

All Her Fault  è la serie scritta e creata da Megan Gallagher, produttrice esecutiva insieme a Nigel Marchant, Gareth Neame e Joanna Strevens per Carnival Films,

insieme a Sarah Snook, Minkie Spiro, Christine Sacani e Jennifer Gabler Rawlings.

all her faultLa regia è di Minkie Spiro e Kate Dennis ed è tratta dall’omonimo bestseller dell’autrice pluripremiata Andrea Mara.

Il cast principale di All Her Fault include:

Sarah Snook, Jake Lacy, Dakota Fanning, Michael Peña, Sophia Lillis, Abby Elliott, Daniel Monks, Jay Ellis, Thomas Cocquerel, Duke McCloud e Kartiah Vergara.

Nel cast ricorrente ci sono Johnny Carr, Linda Cooper e Melanie Vallejo.

La produzione di All Her Fault è curata da Terry Gould.

Marissa Irvine è andata a prendere suo figlio Milo dopo un pomeriggio di gioco con un compagno della sua nuova scuola.

Ma la donna che apre la porta non è una madre che lei conosce. Non è la tata. Non ha Milo con sé.

In quel momento Marissa inizia a realizzare che suo figlio è scomparso.

All Her Fault  è un thriller psicologico mozzafiato che porta alla luce i segreti più profondi di una comunità, svelando strati di inganni e tradimenti nascosti dietro vite all’apparenza perfette.

La serie è girata principalmente a Melbourne (Australia) nonostante sia ambientata in una suburbia statunitense.

E sulla scelta di girare in Australi Sarah Snook dice

«L’industria cinematografica che abbiamo qui, in tutti i reparti – dal cast alla troupe – è di livello mondiale. C’è sempre un atteggiamento positivo, propositivo.

Mi ha colpito in particolare l’impegno del nostro team nel rendere All Her Fault una produzione sostenibile: stiamo dimostrando che si può ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla qualità.»

Dakota Fanning sul suo legame con il tema della maternità:

«Ho sempre voluto essere madre, da che ho memoria. È qualcosa che farò, qualunque cosa accada.

Per me interpretare un ruolo che parla di genitorialità e paura è stato naturale, ma anche profondamente emotivo.»

Sul fascino dei thriller psicologici aggiunge :

«Penso che parte del motivo per cui amiamo questi thriller sia il desiderio incontrollabile di sapere cosa è successo.

È come voler risolvere un enigma, imparare qualcosa di noi stessi lungo il percorso.»

Andrea Mara sulla costruzione dei personaggi e delle atmosfere ha detto:

«Mi affascina l’idea di togliere gli strati di una persona apparentemente normale e scoprire qualcosa di straordinario, o di oscuro, sotto la superficie.

Le persone comuni possono avere segreti incredibili.»
parla, inoltre di  un’esperienza personale che ha ispirato la trama:

«Una volta camminavo con mia figlia per mano… poi, per un attimo, ho pensato di averla persa.

È stata una paura tremenda, e mi ha fatto riflettere su quanta fiducia riponiamo negli altri quando lasciamo i nostri figli a scuola o a un play-date.»

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“Dracula – L’amore perduto” è il film diretto da Luc Besson con Caleb Landry Jones, Zoë Bleu, Christoph Waltz, Matilda De Angelis

“Dracula – L’amore perduto” è il film diretto da Luc Besson che firma anche la sceneggiatura.

“Dracula – L’amore perduto” è una coproduzione Francia-Regno Unito, EuropaCorp, LBP Productions.

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Transilvania XV secolo il principe Vladimir, dopo una tragedia personale – la morte improvvisa della donna amata –

rinnega Dio e si conquista una maledizione eterna: diventare vampiro.

Condannato a vivere per secoli in solitudine e tormento, il protagonista attraversa epoche diverse con un solo obiettivo:

ritrovare l’amore perduto che ha segnato il suo inizio e la sua rovina.

Nei secoli successivi, spinto da visioni e reincarnazioni, si troverà di fronte all’amata sotto nuova veste, in un intreccio di ossessione, speranza e immutabile dolore.

Nel cast di “Dracula – L’amore perduto” ci sono: 

Caleb Landry Jones, Zoë Bleu, Christoph Waltz, Matilda De Angelis,

Ewens Abid, Guillaume de Tonquédec e diversi altri interpreti internazionali.

Le riprese sono iniziate il 27 marzo 2024 in Finlandia per sfruttare paesaggi innevati e suggestivi, poi proseguite in Francia e Parigi.

Per alcune sequenze è stato ricostruito in CGI il ponte storico Ponte Vecchio a Firenze, utilizzando fotografie reali e cancellazione digitale di elementi moderni.

Luc Besson: «Odio gli horror, ma questo è un Dracula che ama.

Il titolo “L’amore perduto” sottolinea il punto focale: non tanto la paura, quanto la perdita e la ricerca.

 Avevo dimenticato che il libro di Bram Stoker trattasse di una storia d’amore…

 In realtà è un uomo innamorato, disposto ad aspettare 400 anni per dire addio alla donna che ama

Il mio Dracula morde per amore».

Caleb Landry Jones sulla sua versione del noto vampiro dice: «Sono il Dracula più romantico della storia»

Zoë Bleu sul film dice:

«Il nostro è un Dracula più gentile e tenero… non è un mostro.

È bello come Besson immagini una nuova essenza di questo personaggio».

Matilda De Angelis e il suo amore per la storia di Dracula:

«Sono sempre stata affascinata da Dracula e da Vlad l’Impalatore che lo ha ispirato. In questa versione ho sentito qualcosa di mio:

una storia d’amore perduto e poi ritrovato, un sentimento che sopravvive al tempo, attraversa la morte»