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la mia amica zoe

La mia amica Zoe il film con Sonequa Martin-Green, Natalie Morales, Ed Harris, Morgan Freeman

La mia amica Zoe è il film diretto da Kyle Hausmann-Stokes,

ispirato a una storia vera e tratto dal cortometraggio Merit for Zoe dello stesso Hausmann-Stokes che firma anche la sceneggiatura con Amanda Bermudez.

la mia amica zoeNel cast di La Mia Amica Zoe  ci sono:

Sonequa Martin-Green, Natalie Morales, Ed Harris, Morgan Freeman, Utkarsh Ambudkar, Gloria Reuben, Rich Paul,

Drew Rausch, Assia Lau’ren, Alicia Borja, Thom Tran, Zeke Alton.

La distribuzione è di Europictures mentre la produzione a cura di Legion M, Radiant Media Studios, ReCre8 Entertainment.

Nel passato, Merit è un’addetta riparazioni dell’unità Bravo 63.

In un accampamento in Afghanistan condivide coi suoi commilitoni l’apprensione per la possibile presenza di un cecchino a compromettere la sicurezza del perimetro.

Nel presente, Merit è una veterana dell’esercito degli Stati Uniti.

È orfana di padre ma è giovane, è tornata a casa ma è segnata dalla perdita della sua migliore amica, la sua “sister in arms” Zoe, morta, ma non di certo scomparsa.

Merit infatti la vede ancora, e la sente scherzare e annoiarsi col suo carattere irriverente, oltre ad essere tormentata dai terribili stati confusionari e allucinatori

che la bloccano ogni qual volta tenti di parlarne a qualcuno.

La sua vita si divide quindi tra un complicato rapporto con la defunta amica, quello altrettanto complesso con la madre e

l’obbligo di frequenza al gruppo di sostegno per veterani – dove è finita per un incidente di sua responsabilità – ,

il cui counselor non firmerà fogli di presenza di sorta finché non la vedrà disposta ad aprirsi e a parlare di sé, del suo disturbo, e quindi di Zoe.

L’aggravarsi delle condizioni del nonno di Merit poi – anch’esso veterano, ma del Vietnam – ,

a cui viene diagnosticato l’Alzheimer, la costringerà ad un ritorno ai tempi e ai luoghi dell’infanzia, a prima dell’Afghanistan,

tra la volontà di salvarsi e la paura, come è stato per Zoe, di finire tra i sommersi

 

Sul film il regista dice: “Volevo raccontare la storia della mia ‘tribù’, i veterani, in un modo che raramente si vede: una commedia nera con temi universali come la perdita e il senso di colpa.

“Per molti di noi, soprattutto in fanteria, il mantra è sopprimere tutto e andare avanti. Ma è tossico nella vita civile.

 Per guarire, bisogna parlarne.

 Ho dedicato quasi tutta la mia carriera cinematografica a raccontare storie riguardanti l’esperienza militare e dei veterani entrambe parti così formative del mio passato e della mia identità.

La Mia Amica Zoe è la culminazione di tutto ciò che ho vissuto, di tutto ciò da cui sono cresciuto, da quando ho lasciato l’esercito nel 2008.

Questo film è nato come una missione (letteralmente), affidatami da un saggio comandante di battaglione vent’anni fa.

Ho impiegato molto tempo per capire – e alla fine un veterano del Vietnam me l’ha finalmente fatto comprendere – che i nostri amici morti, le persone care che abbiamo perso,

vorrebbero davvero che rimanessimo intrappolati nel dolore?

Assolutamente no. Vorrebbero che prosperassimo. Perché noi siamo ancora qui, ancora vivi, e questo è un dono.

Quello che ho dovuto imparare, e il tema principale del film, è che il modo in cui onoriamo le persone che abbiamo perso è sì attraverso il lutto, ma poi continuando a vivere.

Vivendo al meglio la nostra vita”.