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il mago del cremlino

“Il mago del Cremlino” scritto e diretto da Olivier Assayas con Jude Law, Paul Dano, Alicia Vikander

“Il mago del Cremlino” è il film diretto da Olivier Assayas

che firma anche la sceneggiatura con Emmanuel Carrère.

Il film è basato sul romanzo Le Mage du Kremlin di Giuliano da Empoli.

il mago del cremlinoLa produzione di “Il mago del Cremlino” è a cura di :

Curiosa Films, Gaumont, Pierce Capital Entertainment

La Distribuzione di Il mago del Cremlino è di Gaumont.

Nel cast de “Il mago del Cremlino” ci sono:

Jude Law, Paul Dano, Alicia Vikander, Will Keen, Tom Sturridge, Dmitri Sidorov, Jeffrey Wright.

Il film è ambientato nella Russia post‑sovietica degli anni ’90, in una fase di caos politico e sociale dopo il crollo dell’URSS.

Vadim Baranov, inizialmente regista d’avanguardia,

diventa poi produttore televisivo e infine lo spin doctor di Vladimir Putin, allora ex agente del KGB che mira a conquistare il potere.

Baranov diventa così la mente dietro l’immagine pubblica di Putin, modellando la narrazione politica, la propaganda e la comunicazione ufficiale.

Nel frattempo, la figura di Ksenia (Vikander) offre una contrapposizione morale e personale.

Anni dopo Baranov decide di ritirarsi ma rompe il silenzio, svelando retroscena tra verità e finzione.

Le riprese principali sono state girate a Riga, in Lettonia.

La trasformazione fisica di Jude Law in Putin ha colpito per la forte somiglianza ottenuta senza l’uso di intelligenza artificiale

La pellicola è stata presentata in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 (82ª edizione).

Jude Law sull’interpretare Putin dice:

“Non ho paura di interpretare Putin… Ho dovuto adottare una recitazione interiore.

Il ruolo è stato come “scalare una montagna”, una sfida per restituire il volto pubblico distante di Putin e al tempo stesso trasmettere emozione”.

Giuliano da Empoli, autore del romanzo, ha dichiarato:

Putin non è un personaggio cinematograficamente memorabile come forma fisica, è piuttosto anonimo, e la trasformazione nel film mira a sottolineare il suo essere gelido, distante”.

Il regista  Olivier Assayas, regista ha detto:

“Il film non racconta solo della Russia o di un leader, ma di meccanismi politici universali, di come la politica sia diventata comunicazione, propaganda e manipolazione”.

the fabelmans

“The Fabelmans” è il film di Steven Spielberg che ha scritto anche la sceneggiatura con Tony Kushner

“The Fabelmans” è il film di Steven Spielberg che ha scritto anche la sceneggiatura con Tony Kushner

Nel cast di “The Fabelmans”  ci sono: Gabriel LaBelle, Michelle Williams, Paul Dano, Seth Rogen, Jeannie Berlin, Keeley Karsten,

Robin Bartlett, Oakes Fegley, Julia Butters, Gabriel Bateman, Judd Hirsch, Nicolas Cantu, Sam Rechner, Chloe East, Isabelle Kusman, David Lynch.

the fabelmansLa distribuzione del film è a cura di 01 Distribution.

La produzione del film è di: Amblin Entertainment, Amblin Partners, Universal Pictures

The Fabelmans di Steven Spielberg, ritratto intimo e coinvolgente di un’infanzia nell’America del ‘900,  ripercorre gli eventi che hanno scandito la vita e la carriera del filmmaker.

Questo racconto di formazione, incentrato sul desiderio di un ragazzo di riuscire a realizzare i propri sogni, ha un’eco universale nella sua esplorazione di temi

quali l’amore, l’ambizione artistica, il sacrificio, nonché di quei segreti inconfessabili che consentono di fare luce su sé stessi e sui propri cari, con chiarezza ed empatia.

Sammy Fabelman è appassionato di cinematografia, un interesse alimentato in lui anche da sua madre Mitzi, donna dalla spiccata vena artistica.

Suo padre Burt, è invece un uomo di scienza dalla brillante carriera che, pur non opponendosi alle aspirazioni del figlio, le considera alla stregua di un hobby.

Nel corso degli anni, Sammy continuerà a documentare le vicende della sua famiglia, girando film amatoriali sempre più elaborati, interpretati da sua sorella e dai suoi amici.

A 16 anni è già un acuto osservatore e narratore della sua realtà familiare, ma quando i suoi si trasferiscono altrove,

Sammy scoprirà una verità sconvolgente che riguarda sua madre e

che cambierà per sempre il suo rapporto con lei, con ripercussioni sul suo futuro e su quello dell’intera famiglia.

 

LA STORIA

Nei suoi 50 anni di brillante carriera, il regista Steven Spielberg ha prodotto alcuni dei film più amati e innovativi della storia del cinema,

fra cui Lo squalo, E.T., I predatori dell’arca perduta, Jurassic Park, Schindler’s List e Munich.

In ciascuna delle sue creazioni, che spaziano da fantasiose speculazioni su incontri con prodigiosi alieni ad attente riflessioni morali sulla storia recente,

Spielberg ha condiviso con il pubblico qualcosa di sé e del suo passato.

Dopo aver ultimato le riprese del suo primo musical, West Side Story, Spielberg torna con una storia inedita ambientata nell’America del 900, in cui un bambino cerca il suo posto nel mondo:

un racconto di formazione ispirato direttamente all’infanzia del leggendario filmmaker che racconta i suoi primi passi nel mondo del cinema.

 “La maggior parte dei miei film riflettono le esperienze della mia formazione come filmmaker”,

 spiega Spielberg

 “Quando un regista dirige un film, anche se è basato sulla sceneggiatura di qualcun altro, riversa, volente o nolente, il proprio vissuto nella storia.

 E in questo caso, The Fabelmans non è neanche una metafora, perché attinge direttamente ai ricordi”.

Spielberg spiega che si tratta di un film a cui pensava già da molto tempo.

Tuttavia, ha iniziato a prendere in seria considerazione il progetto solo grazie al forte legame professionale con Tony Kushner.

Kushner e Spielberg, nel corso di 16 anni di interviste saltuarie, intense conversazioni e sessioni di scrittura che Spielberg scherzosamente paragona a una sorta di “terapia”,

hanno trasformato le esperienze di infanzia di Spielberg nella storia di The Fabelmans.

“Non avrei potuto realizzare questo film senza il contributo di Kushner, una persona a me vicina, che ammiro profondamente, che mi conosce bene e che rispetto enormemente”

afferma Spielberg

 “Per dare una forma a questa storia, è stato fondamentale potermi aprire senza riserve con qualcuno, abbandonando qualsiasi imbarazzo o vergogna”.

Tutto è iniziati sul set di Munich quando Spielberg disse:

ora ti racconto una storia:

Una storia che ha inizio nel 1952, quando all’età di sei anni, si è recato al cinema, a Philadelphia, per vedere Il più grande spettacolo del mondo di Cecile B. DeMille,

un’esperienza che gli ha provocato una sensazione di grande meraviglia, accendendo in lui un forte interesse per i film.

Negli anni dell’adolescenza, mentre già ardeva in lui il fuoco sacro per il cinema,

ha fatto un altro incontro determinante per la sua carriera, quello con John Ford, il leggendario regista di Ombre rosse, Sentieri selvaggi, L’uomo che uccise Liberty Valance.

Fissando questi due momenti salienti della sua vita all’origine della sua carriera, Spielberg ha raccontato a Kushner dei suoi genitori, Arnold Spielberg, uno dei primi programmatori informatici,

e Leah Adler, una pianista ricca di talento, e di come i loro rispettivi valori e personalità — il padre, un tecnico brillante;

la madre, un’artista piena di passione – abbiano plasmato il suo carattere e la sua identità artistica.

Spielberg ha raccontato a Kushner del drammatico trasferimento a ovest degli Stati Uniti della sua famiglia, quando era adolescente, dal New Jersey all’Arizona fino alla California;

ha condiviso con Kushner il segreto che ha causato la deriva del matrimonio dei suoi genitori e il loro successivo divorzio,

rivelando come il dolore generato da quella scoperta abbia per sempre modificato la sua prospettiva sugli altri e le sue narrazioni.

“Quando ero molto giovane, è accaduto qualcosa, un evento che racconto nel film, che ha cambiato la mia percezione di mia madre:

improvvisamente non era più solo un genitore, bensì una persona”

spiega Spielberg

 “Credo che succeda a tutti i bambini, a un certo punto della loro vita, di rendersi conto che i loro genitori sono anche persone come le altre.

Questa scoperta, per me, ha avuto luogo all’età di 16 anni”.

Kushner, dopo aver ascoltato il racconto di Spielberg, ha detto:

Questa storia è pazzesca! ‘Steven, devi assolutamente farne un film!’ E Spielberg ha risposto: ‘Beh, in effetti qualche volta ci ho pensato…’”

“Ho avuto il privilegio di raccogliere le confidenze di Steven, di aiutarlo a scavare nella sua memoria”, racconta Kushner.

 “Steven aveva appena perso suo padre, e penso che tutto ciò che ha esternato in quel momento sia scaturito anche dall’elaborazione del dolore e del lutto.

In alcuni momenti pensavo che, anche non avessimo realizzato nulla, sarebbe stata comunque stata un’esperienza straordinaria”.

Invece, qualcosa è successo: il risultato è stato un trattamento di 90 pagine, che conteneva talmente tanto materiale da poterne fare sei, di film, dice Kushner.

Ogni volta che gli mostravo una parte, lui diceva, ‘Ah, ma non ti ho detto come mai è successo questo, e aggiungeva altri dettagli.

Alla fine, gli ho detto “Basta, non mi raccontare altro! Non c’è più spazio!”

Kushner e Spielberg hanno iniziato a scrivere il copione il 2 ottobre 2020, utilizzando Final Draft, e lavorando insieme tre giorni alla settimana, per quattro ore al giorno