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fatti vedere

“Fatti vedere” il film diretto da Tiziano Russo con Matilde Gioli, Francesco Centorame, Pierpaolo Spollon, Asia Argento

“Fatti vedere” è la commedia diretta da Tiziano Russo da una sceneggiatura di Roberto Proia e Giulio Carrieri, in onda su Disney+, prodotta da Eagle Pictures.
fatti vedereNel cast di “Fatti vedere” ci sono:
Matilde Gioli, Francesco Centorame, Pierpaolo Spollon, Asia Argento.
Sandra, psicologa neoassunta su una piattaforma di terapia online, ritorna da una lunga convivenza con Stefano, appena lasciata via bigliettino.
Il primo giorno di lavoro la vede assegnata – per errore – all’identità di un’anziana terapeuta… e Stefan diventa suo paziente.
Decide quindi, con l’aiuto dell’investigatore Marco e dell’amica Benedetta, di travestirsi per scoprire il motivo della rottura e, forse, riconquistare se stessa.
Matilde Gioli su “Fatti vedere”  dice:
“Le maschere ci aiutano a essere liberi… Quando Sandra la indossa, invecchiando si sente più forte e più sicura.
Non dobbiamo pensare che se una relazione dura 10 anni allora l’amore sia ok. Il confronto è necessario, senza nascondere nulla.
È esplosa una mania di protagonismo… dovremmo farci vedere di più dagli altri per mostrarci non al top ma per come siamo” .
Asia Argento spiega il suo personaggio:
“Anche lei indossa una maschera, finge di essere più forte di com’è realmente perché ha paura di parlare dei suoi problemi…
La maschera ha finito per essere più amata di me”  .
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Pierpaolo Spollon parla del suo personaggio così:
“Marco è un personaggio tra le nuvole… quell’amico che, quando hai bisogno di fare una cavolata, ti presta una spalla”  .
E sull’equilibrio tra privacy e social:
Non sono terrorizzato che qualcuno scopra il mio privato… oggi siamo abituati a svendere tutto e il privato è necessario per avere qualcosa di nostro”  .
Tiziano Russo sul taglio dato al film dice:
“Le commedie romantiche hanno smesso di dirci qualcosa… abbiamo provato a raccontare la realtà non avendo paura di mostrare anche le cose sbagliate dell’amore.
“Ci si può innamorare anche virtualmente… è quasi un consiglio: mostrati per quello che sei”  .
doc - nelle tue mani

Doc- nelle tue mani su Rai 1 la seconda stagione con Luca Argentero

Doc – nelle tue mani, seconda stagione, debutta in prima serata su Rai 1 con un boom di ascolti: seguita da 7 milioni di italiani.

doc- nelle tue mani Questa seconda stagione di Doc- nelle tue mani si compone di otto puntate, sedici episodi,

per inscenare ciò che accade nel reparto di medicina intensiva di un ospedale di Milano,

ma soprattutto per riprendere il racconto da dove si era interrotto nelle prima serie.

Ritroviamo in Doc- nelle tue mani  tutti i personaggi, ed anche alcuni nuovi,

che hanno permesso a questo medical drama di raggiungere il trenta per cento di share e di essere venduto in oltre cento paesi:

Luca Argentero, Matilde Gioli, Pierpaolo Spollon, Alice Arcuri, Sara Lazzaro, Simona Tabasco, Alberto Malanchino,

Beatrice Grannò, Marco Rossetti, Elisa Di Eusanio, Silvia Mazzieri, Giovanni Scifoni, Gaetano Bruno, Gianmarco Saurino e Giusy Buscemi.

La regia è affidata a Beniamino Catena e Giacomo Martelli.

Una produzione Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction prodotta da Matilde e Luca Bernabei.

Doc (Luca Argentero) ha trovato nel reparto la sua nuova famiglia e un nuovo equilibrio di vita. Lo ritroviamo proprio lì all’inizio della stagione.

Ma non può immaginare che genere di tempesta si stia per abbattere su tutti: la peggior pandemia degli ultimi cento anni, la prima nella storia di estensione globale, con Milano come epicentro mondiale.

Doc e i suoi colleghi, come tutti i medici italiani, affronteranno l’emergenza Covid.

Ma questa seconda stagione della serie non indugerà sulla fase critica dell’emergenza sanitaria: racconterà piuttosto il ritorno alla normalità dopo la fine della pandemia.

La seconda stagione, come e più della prima, parlerà di speranza raccontando l’esperienza della malattia come quella di una seconda occasione.

Non volevamo parlare del Covid – dice Luca Bernabei – per rendere ancora più cupo il nostro presente ma era doveroso centrare questa serie sulla pandemia per poterne ricavare tutti gli aspetti positivi ed una speranza.

Con questo lavoro – afferma Matilde Bernadei – abbiamo cambiato modo di lavorare perché la serie è stata venduta in 100 paesi e

quindi bisognava realizzare un prodotto che andasse bene sul mercato italiano, ma di respiro internazionale.

Il fatto che abbiamo trovato consensi in tanti paesi dimostra che stiamo lavorando nel modo più giusto.

Per me è stata una sfida bellissima, – dichiara Argentero – speciale, difficilmente nella vita si ha un’occasione come questa;

il mio personaggio mi ha fatto cambiare, sono più diretto, perdo meno tempo e ne faccio, di conseguenza, perdere meno a chi si rapporta con me.

Sono sincero e diretto, sempre.

Sul set si è creato un ambiente positivo in cui è stato bello lavorare. Il nostro set è durato tanto, sette mesi, tra mille difficoltà, sia quelle normali che quelle legate al Covid.

Matilde Gioli fa eco al suo collega ed aggiunge: anche io mi sento diversa rispetto a prima, ho preso alcune cose dal mio personaggio e le ho fatte mie.

Tutto il cast ha capito, dovendo usare tutti i dispositivi sanitari che avevano in dotazione gli ospedali, che battaglia sia stata condotta dai medici, dal personale sanitario tutto, e

soprattutto ha avuto contezza del mostro che abbiamo davanti.

Spero davvero che anche grazie a Doc il pubblico capisca quanto sia difficile stare in questa pandemia.

Due registi diversi firmano i sedici episodi ma questo non ha creato disequilibri nella serie:

siamo abituati a lavorare – dicono i registi – a quattro mani ed abbiamo anche seguito le indicazioni dei nostri colleghi in regia nella prima serie.

C’è un equilibrio narrativo tale da procedere in regia con una certa semplicità, pur dando le nostre intenzioni de idee.

Siamo felici – conclude Argentero –  di interpretare storie così valide ed emozionanti, firmate dai nostri sceneggiatori, Francesco Arlanch eViola Rispoli,

che hanno tratteggiato dei personaggi così belli che a noi tocca solo restituirli al meglio, per non rovinare il loro grande lavoro.