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tre ciotole

Tre Ciotole diretto da Isabel Coixet che firma anche la sceneggiatura con Enrico Audenino con Alba Rohrwacher, Elio Germano

Tre Ciotole è il film diretto da Isabel Coixet

che firma anche la sceneggiatura con
Enrico Audenino,

tratta dal libro Tre Ciotole di Michela Murgia (Mondadori)
tre ciotoleNel cast di Tre Ciotole ci sono:

Alba Rohrwacher, Elio Germano, Silvia D’Amico, Galatea Bellugi, Francesco Carril, Sarita Choudhury.

Il film è prodotto da: Cattleya (parte di ITV Studios), Ruvido Produzioni, Bartlebyfilm,

Vision Distribution Buenapinta Media, Bteam Prods, Perdición Films,

Apaches Entertainment, Tres Cuencos Aie.

Tre Ciotole va in onda su Sky Cinema in prima TV esclusiva  lunedì 9 febbraio alle 21:15 su Sky Cinema Uno, in streaming solo su NOW e disponibile on demand.

Il progetto è realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo,

in collaborazione con Sky e con la partecipazione di RTVE e MAX, con il finanziamento dell’Instituto de la Cinematografía y de las Artes Audiovisuales (ICAA)

del Ministero della Cultura del Governo di Spagna.

Marta è un’ex atleta che insegna ginnastica in un liceo.

La sua vita viene improvvisamente scossa dalla fine della relazione con Antonio, chef in ascesa che sembra immergersi nel lavoro per dimenticare, senza riuscirci davvero.

Marta reagisce alla separazione chiudendosi in sé stessa.

L’unico segnale che non può ignorare è una improvvisa mancanza di appetito,

che presto si rivela essere il sintomo di qualcosa di più profondo e grave.

La scoperta di una malattia cambia il suo rapporto con il corpo, con il cibo, con il desiderio e con il dolore, trasformando la perdita in un percorso di consapevolezza e rinascita.

Il film prosegue il percorso di Isabel Coixet nell’esplorazione dei sentimenti femminili,

del corpo e della fragilità emotiva, temi centrali nella sua filmografia.

Il cibo, elemento narrativo chiave, diventa metafora di identità, amore e sopravvivenza emotiva.

La presenza di Alba Rohrwacher ed Elio Germano segna uno dei sodalizi attoriali più intensi del cinema italiano recente.

Isabel Coixet racconta il cuore del film:

«Tre Ciotole è una storia sul corpo che parla prima ancora delle parole, su ciò che perdiamo e su ciò che impariamo a desiderare di nuovo.

“Il racconto Tre ciotole è molto breve, ma intenso.

Quello che abbiamo fatto è stato prendere questo nucleo e svilupparlo in un film, lavorando molto sui silenzi, sui gesti quotidiani,

e trasformare un racconto breve in una storia cinematografica più ampia… mantenendo la delicatezza e la profondità del testo originale, ampliandolo senza tradirlo».

Alba Rohrwacher sul lavoro sul libro:

“Michela riusciva sempre a mostrare una prospettiva altra rispetto alle cose che ci raccontava – e anche la Roma che vediamo nel film,

almeno rispetto alla Roma che io abito, è una città altra, che mi ha aperto un’altra angolazione rispetto alle stesse strade che io percorro tutte le mattine.”

 

non essere cattivo

“Non essere cattivo” il film-testamento di Claudio Caligari con Alessandro Borghi e Luca Marinelli

“Non essere cattivo” è il film diretto da Claudio Caligari che firma anche la sceneggiatura con Giordano Meacci e Francesca Serafini.

Il film chiude idealmente la sua trilogia iniziata con Amore tossico (1983) e proseguita con L’odore della notte (1998).

non essere cattivoLa produzione è a cura di: Kimerafilm, Rai Cinema, Taodue Film, Leone Films; con il sostegno di Valerio Mastandrea come produttore delegato.

Nel cast di “Non essere cattivo” ci sono: Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei.

E con Alessandro Bernardini, Valentino Campitelli.

Ostia, 1995. Cesare e Vittorio, amici da sempre, sono due giovani in bilico tra piccola criminalità e sballo continuo.

Vivono nella periferia romana, in un mondo dove le dosi e le rapine rappresentano un’alternativa stentata alla vita comune.

Una notte, Vittorio vive un’esperienza allucinatoria dopo l’assunzione di droga e decide di cambiare vita.

Trova lavoro, si innamora di Linda e tenta di trascinare anche Cesare verso una via più stabile.

Ma le radici della periferia e del dolore di Cesare, legato alla sorella morta di Aids e alla nipote malata, sono troppo profonde:

scivola di nuovo nell’abisso dello sballo e della criminalità.

Curiosità:

Si tratta del testamento cinematografico di Claudio Caligari, realizzato mentre era già gravemente malato

“Non essere cattivo”  è ambientato nella stessa periferia di Amore tossico, con scene che richiamano immagini e inquadrature del film precedente.

Valerio Mastandrea, amico del regista, promosse e completò il film dopo la morte di Caligari, anche rivolgendosi a Martin Scorsese in una lettera aperta per sostenere il progetto.

Alla 72ª Mostra di Venezia, presentato fuori concorso, ha vinto i Premi Pasinetti per Miglior Film e Miglior Attore a Marinelli.

Ai Nastri d’Argento ha vinto come: Film dell’Anno, Miglior Produttore, Attore Rivelazione, Miglior Fotografia, Miglior Sonoro in presa diretta, Premio Persol

Ai David di Donatello:  Premio per il Miglior Sonoro in presa diretta, diverse nomination (tra cui Miglior Film, Regista, Attori, Colonna sonora, Sceneggiatura) .

 

Luca Marinelli sulla forza emotiva della sceneggiatura dice:

“La sceneggiatura di “Non essere cattivo” andrebbe pubblicata: è scritta meravigliosamente.

È pazzesca: mi ricordo che mentre la leggevo la mia compagna si è avvicinata e mi ha chiesto come stavo. Avevo il fiatone.”

 

E ricorda con commozione l’incontro con Claudio Caligari:

“Incontrare Claudio è stata una fortuna: purtroppo non posso più augurarla a nessuno.

Però lui è nei suoi film e quelli ci rimangono.

Una volta, per spiegare una scena, ha detto che non bisogna avere paura sul set: mi ha colpito molto. È vero: non bisogna avere paura.”

Alessandro Borghi sul suo desiderio di ruoli sfidanti dice:

Mi piacerebbe un cattivo vero. Uno che spara tanto e male, senza redenzione. […] nemmeno un buono a senso unico, altro ruolo che mi piacerebbe.”

Inoltre, Borghi descrive  così l’intimità sviluppata con Marinelli:

“Questo è un film meraviglioso, tratto da una storia vera che parla di due amici veri, quasi fratelli…

io e Luca Marinelli, i due protagonisti, abbiamo fatto un lavoro soprattutto su di noi, parlando molto e

passando molto del nostro tempo insieme proprio per cercare sul set  l’empatia che serve ai due personaggi per essere reali.”

christian

Christian al via le riprese della seconda stagione della serie con Edoardo Pesce e Claudio Santamaria

Christian, il supernatural-crime drama Sky Original prodotto da Sky e Lucky Red in collaborazione con Newen Connect, avrà una seconda serie.

christianConsiderato il successo della prima stagione questa è davvero una bella notizia per tutti coloro che hanno amato Edoardo Pesce interpretare Christian.

Christian nasce da un’idea di Roberto “Saku” Cinardi,  è una serie Sky Original prodotta da Sky e Lucky Red in collaborazione con Newen Connect, anche distributore internazionale della serie,

e liberamente ispirata alla graphic novel Stigmate di Lorenzo Mattotti e Claudio Piersanti (edita da Logos Edizioni).

Il soggetto di serie è di Francesco Agostini, Giulio Calvani, Valerio Cilio, Stefano Lodovichi, con la collaborazione di Patrizia Dellea.

Christian è scritta da Valerio Cilio, Patrizia Dellea, Stefano Lodovichi e Valentina Piersanti.

Sei nuovi episodi compongono la  seconda stagione di Christian, interamente diretta da Stefano Lodovichi (anche produttore creativo nonché fra gli autori dei nuovi episodi),

che vede il ritorno sul set dei protagonisti della prima, i vincitori del David di Donatello Edoardo Pesce  e Claudio Santamaria.

 

Nel cast con i due protagonisti ci sono:

Silvia D’Amico nei panni di Rachele, ex tossica dal passato doloroso, miracolata da Christian e rinata a nuova vita,

Antonio Bannò in quelli di Davide, erede dell’impero di Lino, il boss locale,

Francesco Colella nel ruolo di Tomei, il losco veterinario del quartiere,

Gabriel Montesi è l’amico della compagnia di Christian, Penna,

Giulio Beranek e Ivan Franek ancora nei panni rispettivamente del carismatico Biondo e di Padre Klaus, esorcista che ha un conto in sospeso con Christian.

Sul set anche Romana Maggiora Vergano  che sarà di nuovo Michela, nella prima stagione morta e risorta per mano di Christian.

Nuovi ingressi nel cast

Non ci sarà in questa stagione Lina Sastri perchè il suo bellissimo personaggio è morto nella prima stagione ma ci sono nuovi ingressi di prestigio:

Laura Morante  che interpreterà un misterioso personaggio pieno di sorprese, e

Camilla Filippi, che nella seconda stagione di Christian sarà Esther, una donna che non sembra vivere bene la presenza di Christian.

 

Cosa succede nella seconda stagione di Christian:

Dopo la morte del boss Lino la Città-Palazzo ha bisogno di un nuovo re e per Christian arriva il momento di applicare il suo dono e costruire quel regno predetto dal Biondo.

Christian dovrà imparare cosa significhi passare da piccolo delinquente a santo, da uno dei tanti a punto di riferimento di un’intera comunità,

diventando “il re” di Città-Palazzo ed imparando a compiere scelte in nome del bene di tutti.

Al suo fianco i vecchi amici ma anche nuovi ostacoli e nemici sempre più insidiosi.

 

 

 

christian

Christian la serie supernatural prodotta da Sky e Lucky Red con Pesce e Santamaria

Christian è una produzione Sky e Lucky Red in partecipazione con Newen Connect che debutterà il 28 gennaio su Sky Atlantic.

christianLa prima serie italiana supernatural con protagonista Edoardo Pesce in sei episodi diretti da Stefano Lodovichi, anche produttore creativo, e Roberto “Saku” Cinardi.

Christian è creata da Valerio Cilio, Roberto “Saku” Cinardi e Enrico Audenino, da un’idea di Roberto “Saku” Cinardi, e

liberamente ispirata a Stigmate, la graphic novel di Claudio Piersanti e Lorenzo Mattotti edita da Logos Edizioni.

Le sceneggiature sono di Valerio Cilio, Enrico Audenino, Renato Sannio e Patrizia Dellea.

Christian – dice Sonia Rovai, director scripted production Sky Italia – è un progetto fuori dai canoni, un thriller diverso dagli altri,

una serie visionaria che si interroga su temi importanti senza mai dimenticarsi di essere divertente;

liberamente ispirato a una graphic novel di Claudio Piersanti e Lorenzo Mattotti, da cui fu tratto un cortometraggio di Roberto Saku Cinardi, con Gabriele Mainetti in veste di attore.

E soprattutto è bello avere tra le mani qualcosa di spiazzante, di diverso e divertente.

Edoardo Pesce interpreta Christian, lo scagnozzo di un boss della Roma di periferia che si guadagna da vivere facendo l’unica cosa che sa fare: menare.

Fino a quando non gli compariranno alle mani quelle che sembrano a tutti gli effetti delle stimmate, le ferite dei santi, con le quali inizierà a fare miracoli.

Sulle tracce di Christian e del suo mistero si metterà presto Matteo,

scettico emissario del Vaticano ossessionato dal trovare qualcuno i cui poteri taumaturgici siano veri, interpretato da Claudio Santamaria.

Nel cast ci sono:

Silvia D’Amico, Giordano De Plano, Antonio Bannò Francesco Colella; Gabriel Montesi, Lina Sastri, Ivan Franek e Giulio Beranek.

Inutile dire – dichiara Pesce – il piacere di prendere parte ad un progetto coì interessante, creato da un gruppo di professionisti;

quando la scrittura dei personaggi è fatta così bene gli attori devono solo studiare la parte e andare in scena.

E’ il mio primo ruolo da protagonista di serie ed ho scoperto che è come fare un lavoro diverso, bisogna dare tutte le sfaccettature del personaggio in un arco temporale lungo, nel caso specifico in tre mesi.

Nel leggere la sceneggiatura della serie ho notato che il mio personaggio poteva avere delle cose tipiche del mio carattere:

l’ironia, il cazzeggio, la voglia di alleggerire anche la storia, la situazione in cui ci si trova.

Christian è un ragazzo semplice che non ha obiettivi di potere nella vita, gli capita il superpotere, le stimmate, e non sa cosa farne. A

lui basta avere soldi sufficienti, che la madre stia bene, è un semplice nell’accezione positiva.

Sono felice della fiducia che hanno riposto in me e ho provato ad arricchire Christian con del mio, ma non ci sono solo io in questo lavoro.

Questa serie è, secondo me, molto corale, parla di storie, infatti di ogni personaggio si conosce, a poco a poco, un passato che li porta ad essere quello che sono.

Tutti i personaggi, quindi, hanno una grande umanità che sono sicuro il pubblico amerà.

Christian – dice il regista Stefano Lodovichi – è una serie crime sovrannaturale ambientata nella Roma dei nostri giorni, a Città-Palazzo che è più di un quartiere, è una vera e propria micro-città autosufficiente.

Pur partendo da una base crime, non ci troviamo davanti a una serie come Gomorra.

Il realismo è il primo strato della nostra narrazione ma su quello si innestano componenti di altro genere, nella creazione di un linguaggio personale e originale.

Se il genere è un mix di crime e supernatural, i

l tono è un “dramedy-pop” con una propensione al sacrale che diviene fusione tra la commedia all’italiana degli anni ‘60\’70 di Monicelli, Risi, Germi,

con il cinema di intrattenimento internazionale di Scorsese, De Palma, Guy Ritchie o Luc Besson.

Perché Christian in fin dei conti è un “supereroe all’amatriciana.

Lina Sastri è Italia la madre di Christian:

sono felice di avere preso parte a questo lavoro, che mi è capitato in un momento particolare della vita.

Il regista ha chiesto di essere quanto più possibili reali nell’interpretare i nostri personaggi, pur trovandoci in un mondo irreale ed il mio è il personaggio più reale e semplice di tutti.