Mese: Marzo 2025

iddu

Iddu diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza con Toni Servillo, Elio Germano, Barbora Bobulova

Iddu è il film scritto e diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Nel cast di Iddu ci sono: Toni Servillo, Elio Germano, Daniela Marra, Barbora Bobulova, Giuseppe Tantillo, Fausto Russo Alesi

e con Antonia Truppo, con la partecipazione di Tommaso Ragno, Betti Pedrazzi, Filippo Luna.

idduIddu è una produzione INDIGO FILM con RAI CINEMA in coproduzione con LES FILMS DU LOSANGE

con il sostegno di CANAL+, con la partecipazione di CINÉ +OCS.

La pellicola va in onda, in prima tv, lunedì 31 marzo alle 21:15 su Sky Cinema Uno, in streaming su NOW e disponibile on demand.

Dopo alcuni anni in prigione per mafia, Catello, politico di lungo corso, ha perso tutto.

Quando i Servizi Segreti italiani gli chiedono aiuto per catturare il suo figlioccio Matteo, ultimo grande latitante di mafia in circolazione,

Catello coglie l’occasione per rimettersi in gioco.

Uomo furbo dalle cento maschere, instancabile illusionista che trasforma verità in menzogna e menzogna in verità,

Catello dà vita a un unico quanto improbabile scambio epistolare con il latitante, del cui vuoto emotivo cerca d’approfittare.

Un azzardo che con uno dei criminali più ricercati al mondo comporta un certo rischio…

 

Sul film gli sceneggiatori e registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza dicono:

abbiamo iniziato a sviluppare Iddu nel 2020, tre anni prima dell’arresto di Matteo Messina Denaro.

Il giorno dell’arresto, 16 gennaio 2023, eravamo già in preproduzione.

Le lettere di Matteo Messina Denaro ci avevano aperto infatti uno squarcio sorprendente e inaspettato

sull’intimità di questo famoso criminale che sembrava coltivare buone letture – confermate adesso dalla

quantità di libri trovati nei suoi ultimi covi – e inclinazioni cinefile.

I cosiddetti ‘pizzini’, attraverso i quali gestiva la sua vita in clandestinità e i suoi affari criminali,

trascendevano la loro funzione pratica di comunicazione criminale, mostrando un certo gusto per l’uso

del linguaggio e la capacità di modulare il tono e la lingua a seconda dei diversi destinatari.

La sceneggiatura di Iddu trae libera ispirazione proprio dai suoi pizzini e in particolare dal carteggio

del 2004 tra il latitante e l’ex sindaco di Castelvetrano e dal contesto – tragico e ridicolo, paradossale e

realissimo – che quelle lettere dischiudono.

Protagonisti sono Matteo e il personaggio immaginario di Catello Palumbo, forgiati su atti

giudiziari e dati biografici di dominio pubblico che riguardano la vicenda di Matteo Messina Denaro.

Commedia nera, tragica e ridicola, che si sviluppa a partire dal diverso tono del racconto dei due crediti non contrattuali 7 protagonisti:

quello dell’esuberante Catello, saltimbanco, parolaio, maschera comica, grottesca, sublime, tenera nella sua solare amoralità; quello più claustrofobico che esplora l’infantile e patologico narcisismo di Matteo.

C’è una corrispondenza in termini strutturali, tematici, sensoriali, cromatici fra l’evoluzione della messinscena di Catello e l’evoluzione della messinscena di Matteo.

Un travaso fra i loro due mondi dettato dallo scambio epistolare.

Un progressivo ricongiungimento dei due diversi toni di messinscena che ritma in una progressiva accelerazione l’intreccio della storia,

lega il destino dei due protagonisti e sugella il finale nel quale Catello finisce inesorabilmente intrappolato nella stessa dimensione mortifera di Matteo

The Trauma Code: Il turno degli eroi

The Trauma Code: Il turno degli eroi è la serie non in lingua inglese più vista di Netflix

The Trauma Code: Il turno degli eroi è la serie, disponibile in streaming su Netflix, diretta da Lee Do-yoon con sceneggiatura di Choi Tae-kang.

The Trauma Code: Il turno degli eroi La serie, di genere medical, è basata sul romanzo-web Trauma Center: Golden Hour di Lee Nak-jun

aka Hansanleega che nel 2019 è stato trasformato in un webtoon.

Vale la pena sottolineare come, in poco tempo,

The Trauma Code: Il turno degli eroi sia diventato lo show non in lingua inglese più visto di Netflix scalzando così il fortunatissimo Squid game.

Nel cast di The Trauma Code: Il turno degli eroi  troviamo: Ju Ji-hoon, Choo Young-woo, Ha Young , Yoon Kyung-ho, Jung Jaw-kwang.

Baek Gang-hyeok è un brillante chirurgo specializzato nei traumi e nelle emergenze,

che decide di accettare di entrare nel team di medici di un ospedale universitario famoso proprio per avere difficoltà nella gestione delle emergenze.

Il suo arrivo scuote una situazione che era diventata statica proprio perché ha abilità imparate durante gli anni in zone di conflitti nel mondo.

I suoi modi poco ortodossi si scontrano con gli altri medici ma pian piano finirà per entrare nei cuori di tutti e

a trovare il modo per collaborare per trasformare l’ospedale in un centro d’eccellenza.

 

Lee Nak-jun   Sulla trasformazione della sua opera in serie tv di Neflix dice

“Netflix? All’inizio, pensavo fosse solo un sogno.

Quando ho sperato per la prima volta che il mio romanzo potesse diventare un webtoon e alla fine un drama nel 2019, sembrava impossibile.

Ma poi, i diritti sono stati venduti.

Dopo un lungo periodo senza riprese, all’improvviso, la produzione è iniziata nel 2023”.

Sulal possibilità di una seconda e terza stagione Lee nak-jun aggiunge:

“Se il drama avrà successo, ci sarà una seconda stagione.

La prima stagione non ha ancora concluso la sua storia.

Se gli spettatori sono curiosi di sapere cosa succede dopo, possono leggere il mio webtoon o web novel.

Lo show è stato realizzato pensando già alle stagioni 2 e 3.

E per stimolare la curiosità dei lettori aggiungiamo quanto detto da Lee nak-jun su una delle scen della serie:

quella in cui Baek Kang Hyuk deve trasportare Yang Jae Won su una spalla attaccati alla corda mentre scendono da un elicottero in volo.

“Il regista era preoccupato e si chiedeva se esistesse in Corea un dottore che potesse calarsi in corda doppia da un elicottero.

Poi ci siamo detti che questo è un romanzo fantasy medico quindi dovevamo trovare il modo di farlo funzionare”

 

Un’ombra aleggia sul futuro della serie dal puntio di vista registico per le sibilline dichiarazioni di Lee Do-Yoon:

Non so cosa succederà domani, quindi non so se lo farò o chi si occuperà della seconda stagione, ma ho preparato i miei dispositivi per ogni evenienza”.

Intanto tutto il cast si gode un successo incredibile della prima stagione di The Trauma Code: Il turno degli eroi.

heretic

Heretic il film di Scott Beck e Bryan Woods con un inedito Hugh Grant nelle sale cinematografiche

Heretic è il film diretto da Scott Beck, Bryan Woods che firmano anche soggetto e sceneggiatura.

Scott Beck, Bryan Woods con Stacey Sher, Julia Glausi cono i produttori di Heretic.

Le case di produzione di Heretic sono: A24, Beck/Woods, Catchlight Studios, Shiny Penny.

La distribuzione in italiano è a cura di Eagle Pictures.

HereticNel cast di Heretic ci sono:

Hugh Grant, Sophie Thatcher, Chloe East, Topher Grace, Elle Young, Julie Lynn Mortensen.

 

Heretic racconta la storia di due ragazze mormone, sorella Barnes e sorella Paxton che vanno a fare proselitismo porta a porta.

Stanno per concludere la loro giornata di evangelizzazione, quando vengono colte da un temporale.

Le due giovani decidono quindi di concludere la giornata, presentandosi alla porta dell’ultima persona sulla loro lista, il signor Reed.

Questa volta, però, hanno bussato alla porta sbagliata, perché il signor Reed le accoglierà con modi cordiali

per poi iniziare con loro un sadico e mortale gioco del gatto col topo, dal quale per uscirne vive dovranno mettere in discussione tutto ciò in cui credono.

I registi sono molto convinti della scelta Hugh Grant per il loro protagonista:

È stata in un certo senso la nostra attrazione per Hugh Grant, prima di tutto, quando abbiamo pensato a lui per questo ruolo,

è che ha costruito così tanta benevolenza con il pubblico di tutto il mondo per i suoi film di commedie romantiche che tutti amiamo

e con cui siamo cresciuti, ma è anche entrato in questo lato più oscuro della sua persona negli ultimi 12 anni da Cloud Atlas.

Amiamo come la miscela di questi due – il fascino, l’arguzia, ma anche l’intelletto e quel lato più oscuro – si fondano tutti in questo mondo.

È pazzesco vederlo sul set perché sembra un attore di metodo.

È il signor Reed.

Guardi il signor Reed, e parli con il signor Reed, poi concludiamo e torna a casa e sembra una star del cinema.

È così bello e figo al punto che pensi: ‘Chi è questo tizio? Siamo stati in giro con il signor Reed tutto il giorno.’ È incredibile.

 

Hugh Grant per approntare il suo personaggio ha studiato molto i serial killer come ha dichiarto in recenti interviste:

«La gente parla spesso così gentilmente delle mie commedie romantiche

ed è bello che guardino e apprezzino qualcosa di diverso.

«È stato molto divertente, ripartire lentamente e in una nuova direzione»,

«Non sono sicuro che la gente abbia ancora molte aspettative nei miei confronti dopo gli ultimi otto anni»

 

La cosa curiosa del film è che le due interpreti delle sorelle mormoni nella vita reala ebabiamùno ricevuto entrambe un’educazione religiosa  di talke tipo ma il regista ha spiegato che però non era necessariamente nei piani della produzione nella fase di casting.

“Non pensavamo di trovare per forza due attrici cresciute mormoni ma hanno ottenuto il ruolo perché erano così autentiche nell’interpretarlo.

Continuavamo a tornare dal nostro direttore di casting chiedendo se ci fossero altre persone come loro due perché c’era della verità”.

Chloe East ha spiegato di sentire molto il suo personaggio

:”Vorrei non conoscerlo così bene e dover fare ricerche ma mi sono detta di esserci già dentro.

Purtroppo, sono stata questa persona e ho questa persona dentro di me che posso usare per questo film. Ma è molto bello avere un ruolo che viene abbastanza naturale”.

 

Anche Sophie Thatcher parla di un legame immediato con il personaggio:

“Abbiamo trovato molti parallelismi e nelle nostre vite e ci siamo connesse.

Penso che loro abbiano visto questa sincerità nel nostro legame con la religione” ha spiegato la co-star di Hugh Grant in Heretic.

 

Chloe è molto più in contatto, quindi ho avuto molti feedback da lei e ho guardato i suoi amici.

Mi mostrava l’Instagram dei suoi amici.

Così ho compreso com’è un mormone moderno ed è tutto così normale.

Ci sono molti livelli diversi”.

l'arte della gioia

“L’arte della gioia” è la serie diretta ed interpretata da Valeria Golino tratta dal libro di Goliarda Sapienza

L’arte della gioia è la serie Sky Original diretta da Valeria Golino liberamente adattata dall’omonimo romanzo di culto di Goliarda Sapienza (edito da Einaudi).

Valeria Golino ha sceneggiato la serie con Luca Infascelli, Francesca Marciano, Valia Santella e Stefano Sardo.

La serie L’arte della gioia è prodotta da Sky Studios e da Viola Prestieri per HT Film.

l'arte della gioiaNel cast ci sono: Tecla Insolia, Valeria Bruni Tedeschi, Guido Caprino e con Jasmine Trinca.

Ed inoltre Alma Noce, Giovanni Bagnasco Giuseppe Spata

L’arte della gioia racconta la drammatica e avventurosa storia di Modesta,

una ragazza orfana della Sicilia rurale di inizio ‘900

che scopre la sessualità e il desiderio di una vita migliore di quella che ha sempre avuto,

che la porterà a lottare per la sua emancipazione e la sua felicità,

sbaragliando le leggi dei padroni che hanno già scritto il suo posto nel mondo.

Modesta è fin dall’infanzia, animata da un insaziabile desiderio di conoscenza, di amore e di libertà,

è disposta a tutto pur di perseguire la sua felicità, senza piegarsi mai alle regole di una società oppressiva e patriarcale a cui sembra predestinata.

Dopo un tragico incidente che la strappa alla sua famiglia, viene accolta in un convento e, grazie alla sua intelligenza e caparbietà, diventa la protetta della Madre Superiora.

Il suo cammino la conduce poi alla villa della Principessa Brandiforti, dove si renderà indispensabile ottenendo sempre più potere nel palazzo.

Questo suo incessante movimento di emancipazione si accompagna a un percorso di maturazione personale e sessuale,

che la porta a varcare il confine tra lecito e illecito, conquistando giorno dopo giorno il suo diritto al piacere e alla gioia.

Sulla prima lettura del romanzo a cui la serie s’ispira la regista Golino dice:

«L’ ho sentito alieno.

Mi ha turbato per la sua scabrosità

l’ho trovato morboso. Non lo sentivo simile a me.

Poi l’ho ripreso in mano per un progetto cinematografico, ma con gli sceneggiatori non trovavamo il bandolo della matassa.

Non capivamo come mettere insieme tutto. Per questo abbiamo optato per una serie tv».

La Golino spiega il senso della serie così:

«Questa serie è sul woman empowerment, ma fuori dal didascalico. Ha la forza di rompere gli stereotipi, pur giocando con gli archetipi.

Modesta è un unicum nella letteratura italiana.

È molto raro trovare personaggio del genere, ed è incredibile che nessuno avesse pensato a un film o a una serie molto prima.

 Modesta è oltre la modernità, è più avanti di noi.

 Mi è piaciuto raccontare una donna così poco edificante,

un femminile con tutti i difetti che di solito appartengono agli uomini. Modesta li ha tutti. Comunemente i grandi antieroi sono maschi».

 

Jasmine Trinca sul suo personaggio dice:

«Valeria è magnetica, sono attratta dal suo cinema e dal suo sguardo.

Mi piacerebbe che le spettatrici della mia generazione e oltre, potessero guardare la serie in modo più possibile e lecito,

e non come Madre Leonora, che non si autorizza al desiderio verso Modesta. Rispetto a questo racconto dovremmo pensare: il mio desiderio non è lecito, ma è possibile.

Mi auguro che la serie, fatta con uno sguardo speciale, sveli agli uomini un altro orizzonte».

L’Arte della Gioia è realizzata con il sostegno della Regione Siciliana – Assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo –

Sicilia Film Commission e del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo.

la treccia

La treccia è il film scritto e diretto da Laetitia Colombani con Mia Maelzer, Sajda Pathan, Nehpal Gautam, Fotinì Peluso

La treccia è il film scritto e diretto da Laetitia Colombani.

Nel cast de La treccia ci sono: Mia Maelzer, Sajda Pathan, Nehpal Gautam, Fotinì Peluso, Kim Raver, Mara Spinelli, Cecilia Zingaro.

la trecciaIn occasione della Giornata Internazionale della Donna arriva in prima TV su Sky Cinema

 in onda sabato 8 marzo alle 21:15 su Sky Cinema Due, in streaming su NOW e disponibile on demand.

La distribuzione del film è a cura di Indigo Film.

I produttori sono: Olivier Delbosc, Marc Missonnier, Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Richard Lalonde, Deborah Benattar

La produzione è di: Curiosa Films, Moana Films, Indigo Film, SND Groupe M6, France 2 Cinéma, Panache Productions, Forum Films,

con il contributo del Ministero della Cultura, Canal +, France Télévisions con il sostegno di Regione Lazio, con il sostegno di Apulia Film Commission.

 La Treccia segue la storia di tre donne che vivono in tre continenti, diverse in tutto ma unite da un destino comune: la lotta per la sopravvivenza.
Giulia è una ragazza italiana, la sua famiglia produce parrucche riutilizzando i capelli tagliati o caduti spontaneamente.

Quando suo padre è vittima di un grave incidente, Giulia scopre che l’azienda è piena di debiti e il mondo le crolla improvvisamente addosso.
Smita ha una figlia e in India essere donna significa sottostare alla legge di tuo padre e di tuo marito, ma lei vuole un futuro migliore per la sua bambina.

Per farlo deve andare lontano e ricominciare altrove una nuova vita.
La terza protagonista vive in Canada, si chiama Sarah, è un’avvocatessa di successo e una madre di famiglia.

Tutto sembra andare per il meglio fino a quando la scoperta di un tumore al seno sconvolge la sua vita.
Tre donne, tre universi legati dalla forza di combattere, unite senza saperlo, da una rete di speranza e solidarietà.

Laetitia Colombani parla della genesi del suo film:

“Ho accompagnato una delle mie amiche più care in un negozio di parrucche: aveva appena scoperto di avere un cancro e stava iniziando la chemioterapia.

Ha scelto una parrucca fatta di capelli indiani naturali.

In quel momento ho ricordato un documentario che avevo visto in televisione anni prima,

che mostrava come i capelli donati dai pellegrini in un tempio indiano viaggiassero fuori dal paese e

venissero utilizzati come base per la produzione di parrucche.

Da lì mi è venuta l’idea di una storia ambientata su tre continenti:

un’indiana che donava i suoi capelli in un tempio, un’occidentale che li riceveva, e una lavoratrice che li trasformava.

Da sempre, i capelli sono associati a un certo concetto di femminilità.

Avendo seguito il percorso di un’amica che ha perso i suoi capelli, so quanto questa perdita possa essere dolorosa e associata alla malattia.

Mi piaceva questo simbolo della femminilità, ma anche quello della resistenza:

 la cheratina è una materia molto resistente, e l’idea di questo capello, sottile ma forte allo stesso tempo,

mi piaceva, perché è anche una metafora dei miei tre personaggi”.

the fabelmans

“The Fabelmans” è il film di Steven Spielberg che ha scritto anche la sceneggiatura con Tony Kushner

“The Fabelmans” è il film di Steven Spielberg che ha scritto anche la sceneggiatura con Tony Kushner

Nel cast di “The Fabelmans”  ci sono: Gabriel LaBelle, Michelle Williams, Paul Dano, Seth Rogen, Jeannie Berlin, Keeley Karsten,

Robin Bartlett, Oakes Fegley, Julia Butters, Gabriel Bateman, Judd Hirsch, Nicolas Cantu, Sam Rechner, Chloe East, Isabelle Kusman, David Lynch.

the fabelmansLa distribuzione del film è a cura di 01 Distribution.

La produzione del film è di: Amblin Entertainment, Amblin Partners, Universal Pictures

The Fabelmans di Steven Spielberg, ritratto intimo e coinvolgente di un’infanzia nell’America del ‘900,  ripercorre gli eventi che hanno scandito la vita e la carriera del filmmaker.

Questo racconto di formazione, incentrato sul desiderio di un ragazzo di riuscire a realizzare i propri sogni, ha un’eco universale nella sua esplorazione di temi

quali l’amore, l’ambizione artistica, il sacrificio, nonché di quei segreti inconfessabili che consentono di fare luce su sé stessi e sui propri cari, con chiarezza ed empatia.

Sammy Fabelman è appassionato di cinematografia, un interesse alimentato in lui anche da sua madre Mitzi, donna dalla spiccata vena artistica.

Suo padre Burt, è invece un uomo di scienza dalla brillante carriera che, pur non opponendosi alle aspirazioni del figlio, le considera alla stregua di un hobby.

Nel corso degli anni, Sammy continuerà a documentare le vicende della sua famiglia, girando film amatoriali sempre più elaborati, interpretati da sua sorella e dai suoi amici.

A 16 anni è già un acuto osservatore e narratore della sua realtà familiare, ma quando i suoi si trasferiscono altrove,

Sammy scoprirà una verità sconvolgente che riguarda sua madre e

che cambierà per sempre il suo rapporto con lei, con ripercussioni sul suo futuro e su quello dell’intera famiglia.

 

LA STORIA

Nei suoi 50 anni di brillante carriera, il regista Steven Spielberg ha prodotto alcuni dei film più amati e innovativi della storia del cinema,

fra cui Lo squalo, E.T., I predatori dell’arca perduta, Jurassic Park, Schindler’s List e Munich.

In ciascuna delle sue creazioni, che spaziano da fantasiose speculazioni su incontri con prodigiosi alieni ad attente riflessioni morali sulla storia recente,

Spielberg ha condiviso con il pubblico qualcosa di sé e del suo passato.

Dopo aver ultimato le riprese del suo primo musical, West Side Story, Spielberg torna con una storia inedita ambientata nell’America del 900, in cui un bambino cerca il suo posto nel mondo:

un racconto di formazione ispirato direttamente all’infanzia del leggendario filmmaker che racconta i suoi primi passi nel mondo del cinema.

 “La maggior parte dei miei film riflettono le esperienze della mia formazione come filmmaker”,

 spiega Spielberg

 “Quando un regista dirige un film, anche se è basato sulla sceneggiatura di qualcun altro, riversa, volente o nolente, il proprio vissuto nella storia.

 E in questo caso, The Fabelmans non è neanche una metafora, perché attinge direttamente ai ricordi”.

Spielberg spiega che si tratta di un film a cui pensava già da molto tempo.

Tuttavia, ha iniziato a prendere in seria considerazione il progetto solo grazie al forte legame professionale con Tony Kushner.

Kushner e Spielberg, nel corso di 16 anni di interviste saltuarie, intense conversazioni e sessioni di scrittura che Spielberg scherzosamente paragona a una sorta di “terapia”,

hanno trasformato le esperienze di infanzia di Spielberg nella storia di The Fabelmans.

“Non avrei potuto realizzare questo film senza il contributo di Kushner, una persona a me vicina, che ammiro profondamente, che mi conosce bene e che rispetto enormemente”

afferma Spielberg

 “Per dare una forma a questa storia, è stato fondamentale potermi aprire senza riserve con qualcuno, abbandonando qualsiasi imbarazzo o vergogna”.

Tutto è iniziati sul set di Munich quando Spielberg disse:

ora ti racconto una storia:

Una storia che ha inizio nel 1952, quando all’età di sei anni, si è recato al cinema, a Philadelphia, per vedere Il più grande spettacolo del mondo di Cecile B. DeMille,

un’esperienza che gli ha provocato una sensazione di grande meraviglia, accendendo in lui un forte interesse per i film.

Negli anni dell’adolescenza, mentre già ardeva in lui il fuoco sacro per il cinema,

ha fatto un altro incontro determinante per la sua carriera, quello con John Ford, il leggendario regista di Ombre rosse, Sentieri selvaggi, L’uomo che uccise Liberty Valance.

Fissando questi due momenti salienti della sua vita all’origine della sua carriera, Spielberg ha raccontato a Kushner dei suoi genitori, Arnold Spielberg, uno dei primi programmatori informatici,

e Leah Adler, una pianista ricca di talento, e di come i loro rispettivi valori e personalità — il padre, un tecnico brillante;

la madre, un’artista piena di passione – abbiano plasmato il suo carattere e la sua identità artistica.

Spielberg ha raccontato a Kushner del drammatico trasferimento a ovest degli Stati Uniti della sua famiglia, quando era adolescente, dal New Jersey all’Arizona fino alla California;

ha condiviso con Kushner il segreto che ha causato la deriva del matrimonio dei suoi genitori e il loro successivo divorzio,

rivelando come il dolore generato da quella scoperta abbia per sempre modificato la sua prospettiva sugli altri e le sue narrazioni.

“Quando ero molto giovane, è accaduto qualcosa, un evento che racconto nel film, che ha cambiato la mia percezione di mia madre:

improvvisamente non era più solo un genitore, bensì una persona”

spiega Spielberg

 “Credo che succeda a tutti i bambini, a un certo punto della loro vita, di rendersi conto che i loro genitori sono anche persone come le altre.

Questa scoperta, per me, ha avuto luogo all’età di 16 anni”.

Kushner, dopo aver ascoltato il racconto di Spielberg, ha detto:

Questa storia è pazzesca! ‘Steven, devi assolutamente farne un film!’ E Spielberg ha risposto: ‘Beh, in effetti qualche volta ci ho pensato…’”

“Ho avuto il privilegio di raccogliere le confidenze di Steven, di aiutarlo a scavare nella sua memoria”, racconta Kushner.

 “Steven aveva appena perso suo padre, e penso che tutto ciò che ha esternato in quel momento sia scaturito anche dall’elaborazione del dolore e del lutto.

In alcuni momenti pensavo che, anche non avessimo realizzato nulla, sarebbe stata comunque stata un’esperienza straordinaria”.

Invece, qualcosa è successo: il risultato è stato un trattamento di 90 pagine, che conteneva talmente tanto materiale da poterne fare sei, di film, dice Kushner.

Ogni volta che gli mostravo una parte, lui diceva, ‘Ah, ma non ti ho detto come mai è successo questo, e aggiungeva altri dettagli.

Alla fine, gli ho detto “Basta, non mi raccontare altro! Non c’è più spazio!”

Kushner e Spielberg hanno iniziato a scrivere il copione il 2 ottobre 2020, utilizzando Final Draft, e lavorando insieme tre giorni alla settimana, per quattro ore al giorno

 

folleMente

FolleMente scritto e diretto da Paolo Genovese con Santamaria, Puccini, Fogliati, Giallini, Leo, Pandolfi, Papaleo, Giannetta, Lastrico

FolleMente è il film diretto da Paolo Genovese che firma anche la sceneggiatura con Isabella Aguilar, Lucia Calamaro, Paolo Costella e Flaminia Gressi.

FolleMenteNel cast di FolleMente ci sono:

Claudio Santamaria, Vittoria Puccini, Pilar Fogliati, Marco Giallini, Edoardo Leo, Claudia Pandolfi, Emanuela Fanelli, Rocco Papaleo, Maria Chiara Giannetta, Maurizio Lastrico.

La distribuzione è di 01 Distribution e la produzione è di Lotus Production.

 FolleMente racconta la storia di un primo appuntamento.

Un classico scenario romantico, ma con una svolta unica:

attraverso i pensieri dei protagonisti, vediamo come le diverse personalità che abitano la loro mente interagiscono tra di loro.

Nel corso del film, ogni aspetto della loro psiche, dalla razionalità alla follia, dall’istinto alla romanticismo,

prende vita discutendo, litigando, gioendo e commuovendosi nel tentativo di prevalere e guidare la decisione finale.

Il risultato è un affascinante gioco psicologico che ci svela i misteriosi meccanismi che ci fanno agire, riflettere e scegliere.

Una commedia romantica che non solo esplora il cuore dei protagonisti, ma anche il caos e la bellezza della nostra mente, sempre in bilico tra desideri contrastanti e decisioni cruciali.

Sul suo ritorno alla commedia Genovese dichiara:

«Alla commedia ci sarei tornato anche prima, ma non avevo l’idea giusta.

È il genere per me più difficile da scrivere, ma l’idea di Follemente

ovvero quella di raccontare cosa c’è dentro la testa in un momento emozionante come il primo appuntamento 

l’ho trovata estremamente divertente.

Ho dovuto fare un taglio di circa mezz’ora al film e mi è dispiaciuto molto,

ma è giusto anche che il regista sia cinico».

Edoardo Leo parla anche lui della difficoltà delle commedia:

«Non facevo commedie da diversi anni, proprio come Paolo.

È il genere in assoluto più difficile da scrivere, recitare e anche da guardare,

perché stare in sala dopo che hai fatto una commedia con i presupposti che sia divertente ti fa venire il terrore che non faccia ridere ed è terrificante.

Ti ci vuole una grande idea e le grandi idee ti vengono quando hai una predisposizione d’animo che ti porta a cercare quel divertimento.

Ritrovarmi a farla insieme a Paolo è stata una coincidenza felice».