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thunderbols

Thunderbolts il film diretto da Jake Schreier con Florence Pugh, Sebastian Stan, Wyatt Russell, Olga Kurylenko, Lewis Pullman

Thunderbolts è il film diretto da Jake Schreier.

I personaggi di  Thunderbolts , il fumetto, li hanno creati Kurt Busiek, Peter David e Mike Deodato Jr.

La storia è di Eric Pearson, mentre la sceneggiatura è a firma di Eric Pearson, Joanna Calo.

thunderbolsIl produttore è Kevin Feige mentre quelli esecutivi sono: Louis D’Esposito, Brian Chapek, Jason Tamez.

La casa di produzione è Marvel Studios.

La distribuzione in italiano è di Walt Disney Studios Motion Pictures.

Nel cast  di Thunderbolts ci sono :

Florence Pugh, Sebastian Stan, Wyatt Russell, Olga Kurylenko.

Lewis Pullman, Geraldine Viswanathan, David Harbour, Hannah John-Kamen, Julia Louis-Dreyfus, Harrison Ford,
Wendell Pierce, Alexa Swinton, Eric Lange, Chiara Stella.
Yelena Belova, addestrata nel brutale programma della Stanza Rossa per diventare una Vedova, vive ormai in uno stato di profonda apatia.

Continua a svolgere i lavori per cui è stata preparata – operazioni clandestine per conto di Valentina Allegra de Fontaine – ma senza vera convinzione.

Dopo una visita al suo padre putativo, Alexei Shostakov (alias Red Guardian), decide di portare a termine un’ultima missione prima di dedicarsi a un incarico più tranquillo.

Tuttavia, in questa operazione finisce in trappola, insieme ad altri agenti: Ghost, Taskmaster e John Walker.

Mentre si scontrano tra loro, i quattro si rendono conto di non essere soli.

Nel complesso in cui sono stati inviati si trova anche Bob, un uomo affetto da amnesia che sembra incapace di ricordare il motivo per cui è lì o come uscirne.

A prima vista non appare come un pericoloso agente, ma quando tocca gli altri, questi rivivono le visioni dei momenti più traumatici delle loro vite.

Il regista Jake Schreier su  alcune decisioni cruciali della pellicola, come l’uccisione di Taskmaster ad opera di Ghost e Schreier,  ha dichiarato:

La decisione di farlo quando l’abbiamo fatto, abbiamo esaminato molte versioni diverse e ci abbiamo pensato molto attentamente.

E ci è sembrato che, anche se sarebbe stato molto bello – e Olga è un’attrice meravigliosa – averla nella squadra per più tempo,

quella morte avrebbe avuto un riverbero molto più forte e avrebbe reso più difficile trovare il nostro equilibrio totale se fosse avvenuta più avanti nel film”.

 

Sulla forza della pellicola  dice Wyatt Russel

Il superpotere di Thunderbolts* è che parla di eroi realistici in cui tutti possono rivedersi.

Se i classici film Marvel tendono a essere aspirazionali con protagonisti a cui tutti sognano di assomigliare,

basta pensare a Capitan America, Ironman, Thor, con il nostro film non è così, i protagonisti assomigliano già a persone normali”.

the waterfront

The Waterfront è la serie televisiva creata da Kevin Williamson con Holt McCallany, Jake Weary, Maria Bello

The Waterfront è la serie televisiva creata da Kevin Williamson.

La serie, composta da otto episodi, è in streaming su Netflix, e visibile anche su Sky Q, Sky Glass e Now tramite la app Smart Stick.

the waterfrontIl cast di The Waterfront è composto da:

Holt McCallany, Jake Weary, Maria Bello, Melissa Benois, Rafael L. Silva, Humberly González.

Con la partecipazione straordinaria di: Topher Grace, Dave Annable, Michael Gaston, Gerardo Celasco.

Per decenni, la famiglia Buckley ha controllato la vita economica di Havenport:

pesca, ristoranti, affari.

Ma ora tutto è in bilico.

Il patriarca Harlan è in convalescenza dopo due infarti, e tocca alla moglie Belle e al figlio Cane tenere insieme l’impero familiare.

I loro tentativi si rivelano però disastrosi, spingendoli ad agire su un piano sempre più pericoloso.

Nel frattempo, la figlia Bree, ex tossicodipendente in recupero, lotta per riavere la custodia del figlio e per tenersi fuori da una relazione che potrebbe distruggere quanto resta della famiglia.

La trama di The Waterfront trae ispirazione da eventi realmente accaduti nella vita del suo creatore, Kevin Williamson.

Il padre del creatore della serie era un pescatore della Carolina del Nord, che negli anni Ottanta attraversò un periodo difficile, poiché l’industria ittica era in crisi.

In cerca di un modo per mantenere la famiglia, accettò di trasportare droga sulla sua barca, ma l’operazione lo portò all’arresto e una condanna ad alcuni anni di carcere.

Le riprese sono state effettuate tra Wilmington e Southport, nella Carolina del Nord, un’ambientazione autentica e suggestiva con coste sabbiose, case coloniali e strutture portuali.

 

Il creatore Kevin Williamson sulla serie ha dichiarato:

Penso che la serie possa solo migliorare.

Ho capito chi sono questi attori nei loro ruoli e mi piacerebbe avere la possibilità di scrivere per loro e approfondirli.

Penso che la serie possa solo migliorare.

Ho già in mente un’intera seconda stagione e, francamente, anche una terza.

Quindi spero di avere la possibilità di raccontare quelle storie.

Penso che sia una serie divertente, diversa da qualsiasi cosa abbia mai fatto. Spero solo che piaccia al pubblico.

 Holt McCallany  protagonista di the Waterfront racconta come gli è arrivata la proposta per il ruolo:

Avevo saputo di questa serie e mi sarebbe piaciuto farne parte ma non ero la prima scelta.

Quando non me lo aspettavo più  ho ricevuto una chiamata in cui mi hanno offerto il ruolo principale. 

Ho accettato con gioia.

E sul suo personaggio dice:

“Harlan è profondamente protettivo nei confronti della sua famiglia e si rende conto che sono cresciuti in questa bolla privilegiata, come persone benestanti in una piccola città.

 C’è una certa eredità lì che è molto interessato a proteggere, e quindi deve correre dei rischi per cercare di mandare avanti tutto – ed è un modo difficile per guadagnarsi da vivere”.

Dato il finale aperto della prima stagione l’attore si augura che possa andare avanti:

“C’è ancora molto terreno drammatico da esplorare, e Kevin è uno scrittore prolifico con un sacco di idee; Spero che saremo rinnovati, ma nel mondo dello spettacolo non ci sono garanzie.

Ci sono storie interessanti da esplorare per questi personaggi nelle prossime stagioni, sicuramente.

Ma bisogna concentrarsi sul viaggio, non sulla destinazione.

Voglio vivere il momento e essere grato di essere dove sono adesso, in questo momento”.

 

 

la mia amica zoe

La mia amica Zoe il film con Sonequa Martin-Green, Natalie Morales, Ed Harris, Morgan Freeman

La mia amica Zoe è il film diretto da Kyle Hausmann-Stokes,

ispirato a una storia vera e tratto dal cortometraggio Merit for Zoe dello stesso Hausmann-Stokes che firma anche la sceneggiatura con Amanda Bermudez.

la mia amica zoeNel cast di La Mia Amica Zoe  ci sono:

Sonequa Martin-Green, Natalie Morales, Ed Harris, Morgan Freeman, Utkarsh Ambudkar, Gloria Reuben, Rich Paul,

Drew Rausch, Assia Lau’ren, Alicia Borja, Thom Tran, Zeke Alton.

La distribuzione è di Europictures mentre la produzione a cura di Legion M, Radiant Media Studios, ReCre8 Entertainment.

Nel passato, Merit è un’addetta riparazioni dell’unità Bravo 63.

In un accampamento in Afghanistan condivide coi suoi commilitoni l’apprensione per la possibile presenza di un cecchino a compromettere la sicurezza del perimetro.

Nel presente, Merit è una veterana dell’esercito degli Stati Uniti.

È orfana di padre ma è giovane, è tornata a casa ma è segnata dalla perdita della sua migliore amica, la sua “sister in arms” Zoe, morta, ma non di certo scomparsa.

Merit infatti la vede ancora, e la sente scherzare e annoiarsi col suo carattere irriverente, oltre ad essere tormentata dai terribili stati confusionari e allucinatori

che la bloccano ogni qual volta tenti di parlarne a qualcuno.

La sua vita si divide quindi tra un complicato rapporto con la defunta amica, quello altrettanto complesso con la madre e

l’obbligo di frequenza al gruppo di sostegno per veterani – dove è finita per un incidente di sua responsabilità – ,

il cui counselor non firmerà fogli di presenza di sorta finché non la vedrà disposta ad aprirsi e a parlare di sé, del suo disturbo, e quindi di Zoe.

L’aggravarsi delle condizioni del nonno di Merit poi – anch’esso veterano, ma del Vietnam – ,

a cui viene diagnosticato l’Alzheimer, la costringerà ad un ritorno ai tempi e ai luoghi dell’infanzia, a prima dell’Afghanistan,

tra la volontà di salvarsi e la paura, come è stato per Zoe, di finire tra i sommersi

 

Sul film il regista dice: “Volevo raccontare la storia della mia ‘tribù’, i veterani, in un modo che raramente si vede: una commedia nera con temi universali come la perdita e il senso di colpa.

“Per molti di noi, soprattutto in fanteria, il mantra è sopprimere tutto e andare avanti. Ma è tossico nella vita civile.

 Per guarire, bisogna parlarne.

 Ho dedicato quasi tutta la mia carriera cinematografica a raccontare storie riguardanti l’esperienza militare e dei veterani entrambe parti così formative del mio passato e della mia identità.

La Mia Amica Zoe è la culminazione di tutto ciò che ho vissuto, di tutto ciò da cui sono cresciuto, da quando ho lasciato l’esercito nel 2008.

Questo film è nato come una missione (letteralmente), affidatami da un saggio comandante di battaglione vent’anni fa.

Ho impiegato molto tempo per capire – e alla fine un veterano del Vietnam me l’ha finalmente fatto comprendere – che i nostri amici morti, le persone care che abbiamo perso,

vorrebbero davvero che rimanessimo intrappolati nel dolore?

Assolutamente no. Vorrebbero che prosperassimo. Perché noi siamo ancora qui, ancora vivi, e questo è un dono.

Quello che ho dovuto imparare, e il tema principale del film, è che il modo in cui onoriamo le persone che abbiamo perso è sì attraverso il lutto, ma poi continuando a vivere.

Vivendo al meglio la nostra vita”.

pulse

Pulse è la serie Netflix creata da creata da Zoe Robyn e Carlton Cuse con Willa Fitzgerald, Colin Woodell, Justina Machado

Pulse è il primo procedurale medico prodotto direttamente da Netflix, diretto da Kate Dennis, Sarah Boyd, Carlton Cuse, SJ Main Muñoz, Wendey Stanzler.

pulseLa serie, creata da Zoe Robyn  con Carlton Cuse è in onda su Netflix e

visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick, è divisa in dieci episodi.

Nel cast di Pulse ci sono:

Willa Fitzgerald, Colin Woodell, Justina Machado, Jack Bannon, Jessie T. Usher,

Chelsea Muirhead, Daniela Nieves, Jessy Yates,

Néstor Carbonell, Jessica Rothe, Santiago Segura, Ash Santos, Arturo Del Puerto.

La dottoressa Danny Simms, specializzanda di medicina d’urgenza al terzo anno,

riceve inaspettatamente una promozione quando l’amato capo degli specializzandi, il Dott. Xander Phillips, viene sospeso.

Intanto un uragano si sta avvicinando pericolosamente all’ospedale.

Il tempo peggiora, aumentano le emergenze mediche e l’ospedale si ritrova isolato.

Danny e Phillips devono riuscire a lavorare insieme, nonostante inizino a trapelare i dettagli di una loro storia d’amore clandestina e travagliata.

Gli altri membri del pronto soccorso dovranno affrontare sia le conseguenze della relazione tra i due

sia le proprie sfide, personali e professionali, con la consapevolezza che la posta in gioco è la vita.

Perché, per questo affiatato gruppo di medici, salvare la vita dei pazienti è spesso meno complicato che vivere la propria.

Gli ideatori di Pulse svelano cose importanti sulla serie e sul rapporto tra i due protagonisti:

“Sono entrambi persone che vogliono essere buoni partner, ma hanno ancora molto lavoro da fare su se stessi.

Entrambi devono risolvere le proprie questioni personali prima di potersi realmente dedicare l’uno all’altra”.

Sul finale  e sul rapporto tra i protagonisti c’è molto da dire in quanto è aperto come sottolineato dagli sceneggiatori:

 “Si vogliono bene, ma quale sarà il loro futuro? Danny è ancora una specializzanda.

 Xander è di nuovo il suo superiore, in un ruolo diverso. Speriamo che il pubblico continui a seguire la loro storia”.

La protagonista di Pulse Willa Fitzgerald svela il senso dell’ ultima scena della serie:

“È stato un momento straordinario da girare. Ed è stato altrettanto significativo per il personaggio.

È stato sia un rilascio catartico per Danny sia una resa simbolica alle maree della sua vita e alle cose che non può controllare”.

diabolik chi sei

Diabolik, chi sei? diretto dai Manetti bros. con Giacomo Gianniotti, Miriam Leone e Valerio Mastandrea

Diabolik, chi sei? è il film diretto dai Manetti bros.

Nel cast di Diabolik, chi sei?  ci sono:

Giacomo Gianniotti, Miriam Leone e Valerio Mastandrea, Monica Bellucci,

diabolik chi seiPier Giorgio Bellocchio, Chiara Martegiani, Massimiliano Rossi, con Mario Sgueglia, Francesco Turbanti, Emanuele Linfatti,

Michele Ragno, Amanda Campana, Andrea Arru, Max Gazzè,

con la partecipazione di Carolina Crescentini, Paolo Calabresi con Lorenzo Zurzolo

con la partecipazione straordinaria di Barbara Bouchet,

il sostegno Dell’Emilia-Romagna Film Commission e Friuli-Venezia Giulia Film Commission

con il contributo di Calabria Film Commission.

Diabolik, chi sei?  va in onda martedì 17 giugno su Rai 4 alle 21.20.

Diabolik, chi sei? ha la sceneggiatura firmata da Antonio Manetti, Marco Manetti, Michelangelo La Neve

La fotografia di Francesca Amitrano, la produzione di Mompracem, Rai Cinema e la distribuzione di 01 distribution.

Diabolik Chi sei?, diretto da Antonio e Marco Mainetti, è il terzo film sul re del terrore.

Diabolik e la sua complice, nonché amante, Eva Kant sono pronti a mettere in atto un nuovo ingegnoso piano,

mentre l’ispettore Ginko cercherà ancora una volta di impedire alla coppia di portare a termine la loro missione e riuscire finalmente ad arrestarli.

Questa volta il ladro e l’ispettore verranno entrambi catturati da una banda di criminali, ritrovandosi faccia a faccia intrappolati nella stessa cella.

Non avendo alcuna via d’uscita e sicuri di essere destinati alla morte, i due uomini avranno un confronto, durante il quale Diabolik rivelerà a Ginko il suo passato oscuro.

Nel frattempo sia Eva Kant che Altea sono alla ricerca dei loro uomini. Le due donne uniranno le forze per salvare i loro amati?

 

I fratelli Manetti  sul film dicono: Da lettori abbiamo visto Diabolik attraversare gli anni con quella capacità

magica, che hanno sempre i fumetti, di restare identico,

 e apparentemente della stessa età, mentre passano i decenni.

Abbiamo voluto metter e anche questa caratteristica nel film, facendo un balzo in avanti di un decennio.

Dopo gli anni 60 del primo e del secondo capitolo, ci troviamo improvvisamente negli anni 70.

Questo ha rappresentato una sfida per noi e per i nostri collaboratori artistici.

Scenografie, costumi e fotografia sono cambiati in modo piuttosto radicale:

dalla fredda razionalità ed eleganza che caratterizza gli anni 60, siamo passati alla follia eccentrica e rivoluzionaria del decennio successivo.

Questo ha dato un taglio completamente diverso al film , anche dal punto di vista cinematografico e di ritmo del racconto.

Se non bastasse, nella seconda parte, quando raccontiamo la sorprendente infanzia di Diabolik, abbiamo fatto un tuffo in dei non ben definiti anni 40,

cambiando ancora una volta lo stile, in maniera ancora più repentina, passando a un immaginario espressionista rigorosamente in bianco e nero.

Un’altra caratteristica del fumetto è che ogni storia nuova ti fa entrare in un mondo a sé, con personaggi nuovi che vivono una vita complessa e “tridimensionale” che inizia e finisce all’interno della storia stessa.

Così in questo film, oltre al cast fisso già presente negli altri  si sono aggiunti tanti nuovi attori a disegnare un caleidoscopio di personaggi, sia nella storia principale che nel racconto del passato del

leggendario criminale.

Diabolik stesso viene interpretato da più attori.

Per concludere, il terzo film è pieno di canzoni e di straordinarie interpretazioni

di grandi cantanti italiani e non.

Per il brano dei titoli di testa, dopo l’oscurità di Manuel Agnelli e l’eleganza di Antonio Diodato, siamo passanti al funky frizzante e stiloso dei Calibro 35 in coppia con Alan Sorrenti.

Questa canzone rappresenta la profonda differenza di questo film rispetto ai precedenti.

bettlejuice

Beetlejuice Beetlejuice di Tim Burton con Michael Keaton, Winona Ryder, Catherine O’Hara, Justin Theroux, Monica Bellucci, Jenna Ortega, e Willem Dafoe

Beetlejuice Beetlejuice è il film diretto da Tim Burton.

Il film è il sequel di Beetlejuice – Spiritello porcello.

E’ stato il film d’apertura, Fuori Concorso, dell’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Lunedì 16 giugno alle 21:15 il film arriva in prima TV su Sky Cinema, su Cinema Uno, in streaming su NOW e disponibile on demand.

Su Sky il film sarà disponibile on demand anche in 4K.

beetle juiceLa sceneggiatura è di Alfred Gough & Miles Millar, una storia di Gough & Millar e

Seth Grahame-Smith basata sui personaggi creati da Michael McDowell e Larry Wilson.

I produttori del film sono: Marc Toberoff, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Tommy Harper e Tim Burton.

Sara Desmond, Katterli Frauenfelder, Gough, Millar, Larry Wilson, Laurence Senelick e Brad Pitt alla produzione esecutiva.

Nel cast ci sono:

Michael Keaton, Winona Ryder, Catherine O’Hara, Justin Theroux, Monica Bellucci, Jenna Ortega, e Willem Dafoe.

Beetlejuice Beetlejuice  uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 5 settembre, distribuito da Warner Bros. Pictures.

Dopo un’inaspettata tragedia familiare, tre generazioni della famiglia Deetz tornano a casa a Winter River.

Ancora perseguitata da Beetlejuice, la vita di Lydia viene sconvolta quando la figlia adolescente e ribelle, Astrid,

scopre il misterioso modellino della città in soffitta e il portale per l’Aldilà viene accidentalmente aperto.

Con i problemi che stanno nascendo in entrambi i regni,

è solo questione di tempo prima che qualcuno pronunci tre volte il nome di Beetlejuice e il demone dispettoso torni nuovamente per scatenare il suo caos.

 Il visionario regista ha dichiarato: “Sono entusiasta.

Significa molto per me avere la prima mondiale di questo film alla Mostra di Venezia”.

e su Wimona Ryder ha aggiunto:

“Quando l’ho conosciuta, mi ha ricordato come mi sentivo da adolescente. E possedeva ciò che amo negli attori.

Può dire qualunque cosa attraverso gli occhi, rispecchiano la sua anima.

Così senza bisogno di dialogo esprime tante emozioni.

Questo è il motivo per cui facciamo film.”

Winona Ryder ha provato per decenni a realizzare un sequel di Beetlejuice tanto da incontrarsi segretamente col regista Tim Burton:

“Ci sono state un sacco di volte in cui i miei agenti non sapevano neppure che lo avrei incontrato”.

Michael Keaton sul regista ha dichiarato:

“Tim Burton è eccezionale nello scegliere gli attori” ha spiegato Keaton. “Non sempre gli viene riconosciuto il merito, ma se guardate i suoi film, ha sempre scelto cast davvero eccezionali”.

Jenna Ortega sul regista dice:

“Mi ha sicuramente aiutato a sentirmi meno sola.

“Sul set ti senti molto solo, può essere spaventoso.

Poter parlare con qualcuno che conosce bene questo ambiente e che la sperimentato tutto questo in prima persona è stata una grande fonte di conforto per me.

 Non potrò ringraziarla abbastanza per questo”.

 

30notti con il mio ex

30 notti con il mio ex diretto da Guido Chiesa con Micaela Ramazzotti, Edoardo Leo, Gloria Harvey

30 notti con il mio ex è il film diretto da Guido Chiesa remake della pellicola “30 noches con mi ex” di Adrián Suar.

Nel cast di  30 notti con il mio ex ci sono:

30notti con il mio exMicaela Ramazzotti, Edoardo Leo, Gloria Harvey, Francesca Valtorta, Tommaso Ramenghi, Claudio Colica

e la partecipazione di Beatrice Arnera, Andrea Pisani e Anna Bonaiuto.

Bruno, ansioso da manuale, si lascia convincere dalla figlia adolescente a ospitare per un mese la sua ex moglie Terry, appena uscita da un lungo ricovero psichiatrico.

Sono solo 30 notti del resto, cosa potrà mai andare storto?

Eppure, l’esuberanza di Terry e la sua schiettezza mettono a dura prova la routine di Bruno,

incastrato in una relazione che non fa scintille e in un lavoro in cui non riesce a imporsi come vorrebbe.

Sul film il regista chiesa dice:

«30 notti con il mio ex ci riguardata tutti perché ci fa vedere quanto può essere complesso relazionarci con l’altro,

che può essere tanto un partner quanto un figlio, un amico, un datore di lavoro, un proprio vicino.

L’altro è sempre il nostro limite, spesso non riusciamo ad accettarlo perché vorremmo fosse come noi lo desideriamo.

Perciò non resta che sbaragliare le carte, come avviene con Bruno che si è chiuso su se stesso, impaurito da Terry che è piena di vita.

Ci sono tanti film meravigliosi che affrontano la tematica della salute mentale da un punto di vista drammatico

Ma con una protagonista come Terry sentivamo di poter agganciarci ai modi di fare della commedia italiana del passato in cui venivano prese delle tematiche serie per poi raccontarle con umorismo».

 

Anche Leo parla del film  e lo fa in questi termini:

“Tutti siamo stati amati da qualcuno con cui è stato difficile convivere, con cui non si riusciva a stare insieme.

 Un grande amore che non si è concretizzato per questo. Su cui ci siamo chiesti: perché non riusciamo a passare una giornata insieme senza litigare?

Come dice un vecchio proverbio, prima di giudicare qualcuno fai un po’ di chilometri con le sue scarpe».

 

Sul suo personaggio la Ramazzotti spiega:

«Di pazzerelle al cinema ne ho fatte.

Però di solito erano donne molto chiuse nella loro interiorità, nella loro depressione.

Stavolta mi piaceva l’idea di esplorare un personaggio attivo, affamato di vita, che mostrasse che non bisogna avere paura di rapportarsi con la malattia mentale, tantomeno renderla uno stigma».

Su come affronta il suo personaggio il disagio mentale la Ramazzotti  dice:

«Ne parla sempre, di continuo.

Perché il disagio non aumenta affrontando le cose, anzi, è esattamente il contrario.

La mente umana è fatta di paure, di fragilità.

Però si può guarire, si può riuscire a stare al mondo, grazie soprattutto alle cliniche e agli spazi che si prendono cura di persone che vivono la stessa situazione di Terry.

Ma la verità è sempre che bisogna avere paura di chi è fuori queste strutture, non chi c’è dentro».

 

 

 

ticket to paradise

Ticket to paradise di Ol Parker con George Cloney e Julia Roberts in onda su canale 5

Ticket to Paradise è il film diretto da Ol Parker autore anche, con Daniel Pipski, della sceneggiatura.

Il film è realizzato da  Universal ed è realizzato grazie agli incentivi del governo federale australiano e alla Production Attraction Strategy di Screen Queensland.

ticket to paradiseIl cast di Ticket to Paradise  è con i premi Oscar Julia Roberts e George Clooney

e con Tim Bevan, Eric Fellner, Sarah Harvey, Deborah Balderstone, Grant Heslov,  Lisa Roberts Gillan, Marisa Yeres Gill.

In Ticket to Paradise, George Clooney e Julia Roberts portano in scena i personaggi di David e Georgia,

una coppia divorziata che sembra essere d’accordo solo su una cosa: il loro amore per la figlia Lily.

E quando quest’ultima, durante il suo viaggio di laurea a Bali, incontra un allevatore di alghe di nome Gede,

si innamora di lui e annuncia ai suoi genitori che lo sposerà, c’è solo una cosa che possono fare:

collaborare per impedirle di compiere lo stesso errore commesso da loro tanti anni prima.

Quando a Bali David e Georgia si coalizzano con l’obiettivo di fermare la figlia, David inizia a rendersi conto che potrebbe provare ancora qualcosa per la ex moglie, anche se finge che non sia così.

L’obiettivo principale di Georgia quando arriva a Bali è assicurarsi che sua figlia non commetta gli stessi suoi errori.

Non vuole che Lily perda delle opportunità a causa di una decisione impulsiva.

E se è vero che Georgia ha un nuovo fidanzato più giovane,

Paul (Lucas Bravo), inizia a mettere in discussione quella relazione dopo aver passato del tempo con il suo ex marito.

Il film va in onda lunedì 9 giugno su Canale 5 alle 21.20.

“Le commedie romantiche rendono felici le persone, sono qualcosa di gioioso e ottimista,

ha spiegato il regista Ol Parker

Per questo, durante la prima ondata della pandemia da CoVid ho deciso di scrivere una storia che avesse come obiettivo quello di ridere collettivamente,

avendo da subito in mente la coppia Roberts e Clooney”.

David è sicuro di molte cose che riguardano la sua vita, tranne che del suo rapporto con Georgia,

dice del suo personaggio  Clooney.

Provava ancora qualcosa per lei anche durante gli anni in cui erano divorziati, ma era convinto che l’ex moglie fosse andata avanti e che lui dovesse farsene una ragione.

Lei ha un nuovo fidanzato e una nuova vita di cui lui non fa parte, e lui non vuole rischiare di stare male per essere stato tagliato fuori o di rendere le cose più complicate di quanto non siano già.

E, più di ogni altra cosa, non vuole compromettere il suo rapporto con la figlia Lily”.

Su una scena particolarmente spassosa la Roberts dice:

“Sono convinta che la scena in cui beviamo sia quella che tutti non vedevano l’ora di vedere.

Una scena molto divertente, che vedeva la presenza di gran parte del cast.

La scena del ballo era stata discussa prima, ma quel giorno abbiamo fatto tutto ciò che ci veniva in mente in quel momento.

Ed è giusto dire che ogni volta era diversa.

Ricordo che a fine giornata ero molto accaldata, sudata e stanca, e mi facevano male le guance per aver riso di George!”.

 

 

 

 

 

Berlinguer. La grande ambizione

“Berlinguer La grande ambizione” diretto da Andrea Segre con Elio Germano e Stefano Abbati, Paolo Calabresi

“Berlinguer La grande ambizione”  è il film diretto da Andrea Segre

autore anche della sceneggiatura con Marco Pettenello.

La fotografia è opera di Benoît Dervaux.

Berlinguer. La grande ambizioneUna produzione Vivo film e Jolefilm con RAI CINEMA

in coproduzione con Tarantula,  AGITPROP.

Il film va in onda lunedì 26 maggio su Sky Cinema  Uno in prima TV, in streaming su NOW e disponibile on demand.

Berlinguer La grande ambizione”, presentato come film d’apertura della 19ª edizione della Festa del Cinema di Roma,

ha vinto due David di Donatello alla settantesima edizione della cerimonia,

aggiudicandosi il premio per Miglior Attore Protagonista a Elio Germano e Miglior Montaggio.

Nel cast di “Berlinguer La grande ambizione”  con Elio Germano ci sono:

Stefano Abbati, Francesco Acquaroli, Fabio Bussotti, Paolo Calabresi, Ugo Pecchioli,

Roberto Citran, Pierluigi Corallo, Nikolay Danchev, Svetoslav Dobrev

Luca Lazzareschi, Lucio Patanè, Andrea Pennacchi, Paolo Pierobon

Elena Radonicich, Fabrizia Sacchi.

Quando una via sembra a tutti impossibile, è necessario fermarsi?

Non l’ha fatto Enrico Berlinguer, segretario negli anni Settanta del più importante partito comunista del mondo occidentale,

con oltre un milione settecentomila iscritti e più di dodici milioni di elettori, uniti

dalla grande ambizione di realizzare il socialismo nella democrazia.

Sfidando i dogmi della guerra fredda e di un mondo diviso in due, Berlinguer e il PCI tentarono per cinque anni di andare al governo,

aprendo a una stagione di dialogo con la Democrazia Cristiana e arrivando a un passo dal cambiare la Storia.

Dal 1973, quando sfuggì a Sofia a un attentato dei servizi bulgari, attraverso le campagne elettorali e i viaggi a Mosca,

le copertine dei giornali di tutto il mondo e le rischiose relazioni con il potere,

fino all’assassinio nel 1978 del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro:

la storia di un uomo e di un popolo per cui vita e politica, privato e collettivo, erano indissolubilmente legati.

 

Il regista Segre su “Berlinguer La grande ambizione” dice:

Su Enrico Berlinguer sono stati realizzati molti documentari, libri, saggi, ma nessuno ha mai provato ad affidare al cinema di finzione la ricostruzione “da dentro” della sua vita,

o di parte di essa, del suo mondo e del suo popolo.

Insieme a Marco Pettenello, sceneggiatore e compagno di tanti viaggi importanti, ho deciso di

misurarmi con questa sfida e due sono stati i cardini che mi hanno aiutato ad arrivare fin qui:

 

da una parte il rispetto della serietà e della sobrietà di Berlinguer, dall’altra la scelta di non

imitare né idealizzare, ma di provare sempre a capire.

Non sono due indicazioni puramente razionali, credo siano profondamente poetiche.

Seguendole, ho cercato di entrare nel pensiero di Berlinguer, nella sua relazione diretta con

quanto ha voluto e ha fatto,

con le sue ambizioni, le sue tensioni e le sue paure, negli anni forse

più complessi e decisivi della sua esperienza politica.

E ho cercato di penetrare nel suo mondo,

in quell’universo parallelo unico, intenso e non privo di contraddizioni, così singolare nella

storia d’Europa, che ha rappresentato il Partito Comunista Italiano,

 a cui Berlinguer ha dedicato la vita intera.

Aver scelto, sin dal primo istante, Elio Germano come protagonista è stato essenziale,

 perché sapevo e ora so ancora meglio che anche lui avrebbe lavorato per capire e non per rappresentare.

Ho seguito Enrico/Elio con una regia di immersione, grazie alla maestria della camera di Benoît Dervaux, dentro ai luoghi e alle scelte di quegli anni così densi,

 veri spartiacque dello sviluppo sociale e politico dell’Italia e non solo.

death of unicorn

Death of Unicorn il film scritto e diretto da Alex Scharfman con Paolo Rudd e Jenny Ortega

Death of a Unicorn è il film scritto e diretto, per la prima volta, da Alex Scharfman.

death-of-a-unicornIl film è prodotto da: Lucas Joaquin, Tyler Campellone, Drew Houpt, Lars Knudsen, Alex Scharfman

Tim Headington, Theresa Steele Page

Il cast di Death of a Unicorn  è formato da: Paolo Rudd, Jenna Ortega, Will Poulter

Tè Leoni, Richard E. Grant.

Le case di produzione di Death of a Unicorn sono:

Motore segreto, Monoceros Media, Piolo quadrato, Royal Budapest Film Co, Ley Line Entertainment.

Elliot e Ridley sono un padre e una figlia diretti verso la casa di Odell Leopold un ricco magnate farmaceutico.

Elliot è un avvocato che sta cercando di entrare nelle grazie di Odell e, per raggiungere il suo obiettivo,

ha deciso di accettare l’invito nella sua magione immersa in un parco sperduto tra le montagne.

Durante il viaggio, la macchina di Elliot e Ridley investe quello che sembra un animale selvatic e che invece si rivela un cucciolo di unicorno.

Mentre si trova al capezzale dell’animale esanime, Ridley tocca il suo corno e per un attimo entra in contatto con un mondo lontano e sconosciuto.

Elliot carica l’animale in macchina pensando sia morto, ma una volta arrivati a destinazione scoprirà non solo che l’unicorno è vivo,

ma che ha poteri magici in grado di guarire dalle piccole ferite alle malattie invalidanti.

Odell ci si butta a capofitto e insieme alla moglie Belinda e al figlio Shepard  farà di tutto per entrare in possesso del corpo dell’unicorno.

Peccato che il cucciolo abbia una famiglia che è venuta a cercarlo e che ha tutta l’intenzione di farla pagare agli esseri umani che gli hanno fatto del male.

Sul cast del film il regista racconta come lo ha composto una star dopo l’altra:

La teatralità, la violenza cruenta e le peripezie comiche erano un punto centrale per gli attori che

cercavo per ricoprire i ruoli dei Kintner e dei Leopold.

Ho scritto il personaggio di  Elliot Kintner per Paul Rudd, prediletto attore

comico  che per primo ha accettato la produzione.

Con Rudd a bordo, è diventato più facile assegnare gli altri ruoli principali.

Ho visto il film slasher revisionista di Ti West, X, qualche mese dopo aver completato la sceneggiatura.

Ho visto per la prima volta Jenna Ortega recitare nel ruolo di membro di una troupe

cinematografica che si trasforma in un’aspirante porno star durante le riprese di un film ambientato

nel Texas rurale degli anni ’70.

Il fine settimana prima che Mercoledì fosse trasmesso in streaming ho inviato Death of a Unicorn al

suo manager.

Ortega ha adorato la sceneggiatura e ha firmato, nonostante stesse rapidamente

diventando una delle attrici più ambite di Hollywood.

È come se avessimo vinto alla lotteria con Paul e Jenna a bordo”.

 

Jenny Ortega sulla sua famiglia in Death of a Unicorn dice:

  “I Leopold sono semplicemente orribili, le persone peggiori che tu possa mai incontrare in tutta la tua

vita.

Privilegiati oltre ogni misura, ma anche completamente fuori dal mondo,

si preoccupano solo di sé stessi e non potrebbero fregarsene di meno del resto del

mondo e dello stato in cui si trova”.