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ti mangio il cuore

Ti mangio il cuore di Pippo Mezzapesa con protagonisti di Elodie e Francesco Patanè

Ti mangio il cuore è il film di Pippo Mezzapesa con Elodie, al suo esordio cinematografico, e Francesco Patanè.

Ti mangio il cuore sarà in sala il 22 settembre distribuito da 01 Distribution.

ti mangio il cuoreNel cast con Elodie e Francesco Patanè ci sono:

Michele Placido, Tommaso Ragno, Brenno Placido, Francesco Di Leva, Lidia Vitale, Giovanni Trombetta, Letizia Pia Cartolaro, Giovanni Anzaldo, Gianni Lillo.

La sceneggiatura è firmata da Antonella W. Gaeta, Pippo Mezzapesa e Davide Serino,

la fotografia è di Michele D’Attanasio,

il montaggio di Vincenzo Soprano, le musiche di Teho Teardo, la scenografia di Daniele Frabetti, i costumi di Ursula Patzak.

Puglia. Il promontorio del Gargano è conteso da criminali con regole basate sulla lege del più forte.

Una terra arcaica da far west, in cui il sangue si lava col sangue.

Un amore proibito riaccende un’antica faida tra due famiglie rivali:

quello tra Andrea, riluttante erede dei Malatesta, e Marilena, bellissima moglie del boss dei Camporeale.

Una passione fatale che riporta i clan in guerra.

Ma Marilena,donna di grande forza e volontà,  esiliata dai Camporeale e prigioniera dei Malatesta, contesa e oltraggiata,

si opporrà con forza di madre a un destino già scritto.

Ti mangio il cuore  è liberamente tratto dall’omonimo libro di Carlo Bonini e Giuliano Foschini edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore

Prodotto da Indigo Film con Rai Cinema in collaborazione con Paramount+

“Ti mangio il cuore  – dice il regista  Pippo Mezzapesa  –

contiene materia ad alta temperatura.

Amore, morte, criminalità, riti e impossibile redenzione in un meridione oscuro e misterioso.

Tutti elementi magnetici che ho deciso di raccontare in bianco e nero, perché da subito ho sentito che erano questi i colori di una storia contemporanea,

eppure così profondamente ancestrale nei sentimenti, negli atti, nelle sentenze”.

Interamente girato in bianco e nero il film rappresenta l’esordio al cinema della cantante Elodie.

Non è certo la prima volta che una giovane cantante abbandoni, momentaneamente, il microfono per dedicarsi alla settima arte, ma considerato il tipo di film in oggetto, la curiosità cresce.

Dopo il canto, il ballo, Elodie è pronta, dunque, a sfoggiare le sue doti da attrice.

Restiamo in attesa di vedere il film a settembre.

come prima

Come prima film diretto da Tommy Weber con Francesco Di Leva ed Antonio Folletto è nelle sale

Come prima è il film diretto da Tommy Weber che, con  Filippo Bologna e Luca Renucci, ha curato anche la sceneggiatura.

Come prima, tratto dall’opera Come Prima di Alfred © Editions Delcourt, è attualmente nelle sale.

come primaNel cast di Come prima  ci sono: Francesco Di Leva, Antonio Folletto, Massimiliano Rossi, Gianluca Gobbi, Hugo Dillon.

Il film è una produzione MAD ENTERTAINMENT con RAI CINEMA, prodotto da Maria Carolina Terzi, Luciano e Carlo Stella,

coprodotto da Angelo Laudisa Laurence Clerc e Olivier Thery Lapiney

in collaborazione con Rosebud Entertainment Pictures e Alcatraz Films.

Le musiche originali sono di Antonio Fresa.

Dieppe. Estate 1957. Fabio, dopo una sconfitta molto dura subita in un incontro di boxe, si trova di fronte il fratello minore, che non vede da 17 anni.

Fabio, infatti,  ha lasciato la casa della sua famiglia a Procida, per combattere al fianco delle camicie nere di Mussolini.

La morte del loro padre ha spinto André, seguendo le ultime volontà paterne, a cercare il fratello per farlo presenziare al funerale che si terranno a Procida.

Sulle prime Fabio rifiuta ma poi le circostanze e l’ambita eredità spingono  Fabio ad accompagnare

André.

Il viaggio sarà lungo. Nel corso di questo lungo viaggio, i due fratelli faranno degli incontri che porteranno Fabio a interrogarsi sul suo passato, mentre André scoprirà con amarezza che suo fratello è diventato un

delinquente. Si interrogano a vicenda sul significato del ritorno.

.E’ da quando sono bambino, che sogno l’Italia – dice il regista Weber – .

Sogno “La Strada” con Anthony Quinn, i piedi nel mare di notte; sogno Mastroianni in “Otto e mezzo”,

con gli occhiali da sole, che si aggira nei giardini della sua immaginazione;

sogno Procida, dove Arturo – l’eroe del romanzo di Elsa Morante – finge di morire per sentirsi amato…Sogno, e ho sempre sognato, l’arte italiana, soprattutto il suo cinema.

Come nel fumetto, il film doveva raccontare gli eventi di un’estate, ma non abbiamo potuto che

girarlo tra l’autunno e l’inverno.

Il film doveva essere girato, almeno in parte, in Francia ma a causa del Covid non siamo stati liberi di muoverci.

Niente è andato come mi aspettavo…per fortuna! Ecco tutto ciò che amo del cinema: l’imprevisto,

l’ignoto e la libertà che ne deriva.

In questo progetto, Francesco di Leva e Antonio Folletto sono stati dei partner meravigliosi.

All’inizio, ero terrorizzato dall’idea di dirigerli, di guidarli mentre recitavano in una lingua che non

capivo, eppure loro hanno saputo mettermi subito a mio agio, invitandomi a fidarmi di loro.

Come prima è una storia che, sin dall’inizio, mi ha toccato per quello che dice sulla fratellanza.

L’ho scelta perché mi sembrava un modo catartico per rivivere il complesso rapporto che ho con

mio fratello.

nostalgia

Nostalgia di Mario Martone con Favino, Mascia, Ragno, Di Leva molto applaudito a Cannes

Nostalgia è il  film di Mario Martone presentato al Festival di Cannes dove ha raccolto nove minuti di applausi.

Nostalgia è tratto dal romanzo Nostalgia di Ermanno Rea.

nostalgia Nel cast di Nostalgia ci sono : Pierfrancesco Favino, Francesco Di Leva, Tommaso Ragno, Aurora Quattrocchi, Sofia Essaidi, Nello Mascia, Emanuele Palumbo, Artem, Salvatore Striano, Virginia Apicella.

Il film è una coproduzione italo – francese in associazione, in partecipazione con Arte Confinova , in collaborazione con PRIME VIDEO

con il contributo di Regione Campania con il contributo di FILM COMMISSION REGIONE CAMPANIA.

Il film è realizzato con il sostegno della Regione Lazio.

Nostalgia è prodotto da Luciano Stella, Roberto Sessa, Maria Carolina Terzi, Carlo Stella e coprodotto da Angelo Laudisa.

In Nostalgia il protagonista Felice Lasco (Favino al suo primo film napoletano), torna a Napoli dopo 40 anni

per rivedere l’anziana madre che aveva lasciato all’improvviso quando era ancora un ragazzo.

Nel rione in cui è nato, la Sanità, vaga, si perde, quasi non capisce la lingua ma c’è qualcosa che lo attira,

i ricordi di una vita lontana con Oreste (Tommaso Ragno), il migliore amico d’infanzia,

diventano un motivo spontaneo e irrefrenabile per rimettere radici nonostante al Cairo lo aspetti la sua vita da ricco imprenditore con una moglie amata.

Il quartiere è cambiato, ma in peggio, con un sacerdote (Francesco Di Leva) a provare a tenere lontani i ragazzi dalla leva della camorra.

Tra quei vicoli una forza invincibile quasi gli impone di restare, è la ‘nostalgia’.

Faccio molta fatica a parlare in termini razionali di questo film

dice Pierfrancesco Favino – è stata per me una esperienza estremamente viscerale.

Ancora oggi tutto quello che posso dire è un tentativo maldestro di raccontare le emozioni che ho vissuto facendolo.

E’ stato un luogo, uno spazio, un tempo in cui mi sono completamente perso, la Sanità ammaliatrice mi ha fatto scoprire cose di me che non avevo tirato fuori.

E’ una bellissima storia di amore e di amicizia questa trama, però sento come se avesse parlato per me il mio ombelico.

Ognuno di noi – prosegue Favino – dentro di sé ha un sud di un mondo, come un magnete interno,

un luogo che forse rappresenta il suo se più intimo forse quello dei suoi avi.

La Sanità in questo senso rappresenta qualsiasi luogo del mondo, Napoli come Il Cairo, come l’altrove e il fatto che nell’altrove ritrovi se stesso è incredibile.

Ritornare: quel gesto lì diventa più importante dell’approdo”.

“Mi affascinavano tante cose del romanzo di  Rea- dice Martone –

certamente la possibilità di fare un film tutto in un quartiere,

una enclave come la Sanità che gli stessi napoletani conoscono poco e che è stata una terra di nessuno, un far west della camorra.

L’ho immaginato come un labirinto, una scacchiera, forme borgesiane in cui si immagina che dei personaggi facciano un percorso nel passato e nel presente.

C’era in tutto questo una forma cinematografica che mi tentava, l’idea di fare un film non con una messa in scena tradizionale

ma come cinema del reale buttandomi in strada come nel neorealismo italiano e incontrare le persone vere”.