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Under salt marsh – Segreti sommersi, la serie crime Sky Original  diretta da Claire Oakley con Mary Nighy

Under salt marsh – Segreti sommersi, la serie crime Sky Original  diretta da Claire Oakley con Mary Nighy alla regia degli episodi 3 e 4.

La serie è scritta da Claire Oakley, Jonathan Harbottle (episodi 3 e 5) e Nikita Lalwani (episodio 4).

under saltUnder salt marsh – Segreti sommersi è prodotta da Little Door Productions in collaborazione con Sky Studios.

La produzione ha ricevuto il sostegno del Governo gallese tramite Creative Wales.

I produttori sono Scott Bassett ed Emma Duffy.

I produttori esecutivi sono Elwen Rowlands per Little Door Productions, Megan Spanjian per Sky Studios, Claire Oakley e Kelly Reilly.

La serie ha debuttato il 2 febbraio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

Nel cast ci sono: Kelly Reilly e Rafe Spall, Jonathan Pryce, che porta in scena tutta la sua autorevolezza e ambiguità, e Naomi Yang,  Dinita Gohil, Brian Gleeson, Kimberley Nixon e Harry Lawtey.

A completare il quadro anche Mark Stanley, Dino Fetscher, Lizzie Annis, Rhodri Meilir e Julian Lewis Jones,

Under salt marsh – Segreti sommersi,  racconta un microcosmo isolato, stretto tra montagne imponenti e un mare che avanza in modo minaccioso, metafora di una comunità solo apparentemente compatta.

La narrazione si sviluppa attraverso tensioni sottili e rapporti complessi, dando spazio a emozioni trattenute e conflitti mai risolti.

Kelly Reilly ha spiegato di essere rimasta colpita fin da subito dalla profondità emotiva della storia, dichiarando:

“Quello che mi ha conquistata è il modo in cui la serie parla di colpa e di perdita senza mai essere giudicante.

È una storia molto umana, fatta di silenzi e di scelte difficili”.

Kelly Reilly ha inoltre  raccontato:

“girare con il vento e la pioggia incessante è stato fisicamente duro, ma ha aiutato moltissimo a entrare nello stato emotivo giusto: sentivi davvero che la natura era un avversario”.

Anche Rafe Spall ha ricordato come l’isolamento del set abbia contribuito a creare un forte legame tra gli attori, sottolineando che

“vivevamo quasi come la comunità che raccontiamo, lontani da tutto, e questo si riflette sullo schermo”.

Rafe Spall sulla serie dice:

“Non è il classico crime basato solo sugli indizi, è una storia su due persone che si conoscono profondamente e che devono imparare di nuovo a fidarsi, mentre tutto intorno a loro va in pezzi”.

Tra le curiosità più interessanti, c’è la scelta di girare la serie quasi interamente in location reali del Galles, spesso in condizioni climatiche estreme.

La produzione ha volutamente sfruttato il maltempo reale per aumentare il senso di autenticità e precarietà, rendendo la tempesta non solo uno sfondo ma un vero e proprio motore narrativo.

guglielmo tell

Guglielmo Tell è il film scritto e diretto da Nick Hamm da Friedrich Schiller con Claes Bang, Connor Swindells,Jonathan Pryce, Ben Kingsley

Guglielmo Tell è il film diretto da Nick Hamm che firma anche la sceneggiatura dal soggetto Guglielm Tell di Friedrich Schiller.

I produttori sono: Piers Tempest, Marie-Christine Jaeger-Firmenich, Nick Hamm e quelli esecutivi:

Jon Hamm, Francesco Marras, David Nichols.

guglielmo tellNel cast di Guglielmo Tell  ci sono:

Claes Bang, Connor Swindells, Golshifteh Farahani, Jonathan Pryce, Ben Kingsley, Jonah Hauer-King, Emily Beecham,

Rafe Spall, Ellie Bamber, Amer Chadha-Patel, Sam Keeley, Solly McLeod, Paul Bullion

La produzione è di: Free Turn, Tempo Productions, Beta Cinema mentre la distribuzione è a cura di:

Eagle Pictures.

Hanno girato Guglielmo Tell in Svizzera, nel Regno Unito ed Italia, in particolare nell’Alto Adige.

Nell’Europa del XIV secolo, le diverse nazioni che costellano il vecchio continente si contendono la supremazia all’interno del Sacro Romano Impero;

specialmente i potenti austriaci che, desiderosi di espandere il proprio territorio, invadono la vicina Svizzera, piccola nazione senza velleità guerresche e votata alla pastorizia.

Guglielmo Tell è un pacifico cacciatore il quale, dopo che la sua famiglia viene minacciata dal tirannico re austriaco e dai suoi signori della guerra,

decide di imbracciare le armi e guidare il suo popolo alla ribellione.

Il regista Hamm racconta quanto sia nodale la scena del centro alla mela da parte di Tell

Sono partito per questo film dalla scena di Tell che spara alla mela posta sulle testa del figlio e del suo significato.

Molte risposte le ho trovate  nel testo di Friedrich Schiller che ha usato la leggenda di Tell per esplorare la seria questione della libertà.

Cosa significa libertà individuale, come ottenerla, come mantenerla e, soprattutto, le conseguenze della sua perdita e della necessità di lottare per riconquistarla.

Guglielmo Tell è stato utilizzato dai movimenti nel corso della storia e adattato per le loro cause specifiche.

Durante la Rivoluzione francese, videro Tell come un’ispirazione. I nazisti lo usarono per diverse ragioni politiche. 

La scena della mela costituisce il cuore pulsante al centro del nostro film e dell’opera di Schiller. Una scena in cui è presente ogni personaggio del film.

E’ una scena che è senza dubbio una delle rappresentazioni più feroci e selvagge del terrorismo politico che si possano immaginare

 La storia si svolge in Svizzera, dove si combatte contro l’impero austriaco imperialista. Un generale austriaco fascista, Gessler, ordina a un eroe svizzero locale, Tell, di sparare pubblicamente una mela dalla testa di suo figlio nella piazza della città.

Gessler non ha dubbi che Tell mancherà il colpo  e con la morte del ragazzo non solo si confermerà il dominio degli austriaci sulla popolazione locale,

ma farà anche sì che screditino il loro eroe, Tell, e rinuncino alla loro nascente resistenza.

Tutto questo è selvaggio, brutale e fatto con uno scopo. Ma la cosa più importante, e più deprimente, è che ha una risonanza reale e contemporanea.

William Tell è un film contro la guerra. Ma per fare un film contro la guerra, devi fare un film sulla guerra .

Guglielmo Tell non vuole andare in guerra, ne conosce le conseguenze.

Così dovremmo fare anche noi”.