Tag: Sergio Castellitto

Il più bel secolo della mia vita

Al via le riprese di Il più bel secolo della mia vita di Alessandro Bardani con Castellitto e Lundini

Il più bel secolo della mia vita è il film  diretto da Alessandro Bardani, che firma anche la sceneggiatura con Luigi Di Capua con la supervisione di Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli.

Le riprese di Il più bel secolo della mia vita al via in questi giorni.

Il film è una coproduzione Lucky Red e Goon Films con Rai Cinema e in collaborazione con Amazon Prime.

Gabriele Mainetti è il produttore creativo.

con protagonisti un inedito Sergio Castellitto e Valerio Lundini.

Il film è tratto dall’omonimo spettacolo teatrale, campione d’incassi, degli stessi autori ed è un dramedy che porta sul grande schermo l’assurdità di una legge tutta italiana

che impedisce ai figli non riconosciuti di conoscere l’identità dei genitori naturali se non al compimento dei 100 anni, il fatidico secolo.

I protagonisti sono: Sergio Castellitto e Valerio Lundini.

Castellitto e  Lundini in Il più bel secolo della mia vita interpretano due personaggi diversi per età, provenienza, cultura e stile di vita, accomunati da un’unica ferita: sono N.N., ovvero due persone non riconosciute alla nascita.

Condannati entrambi dalla cosiddetta “Legge dei 100 anni” ad un ergastolo invisibile.

Il più bel secolo della mia vita  racconta di Un’assurda legge che impedisce a Giovanni, figlio non riconosciuto alla nascita,

di sapere l’identità dei suoi genitori biologici prima del compimento del suo centesimo anno di età.

Per riuscire ad attirare l’opinione pubblica, la sua unica speranza è ottenere la complicità di Gustavo, unico centenario non riconosciuto alla nascita in vita.

Il solo che avrebbe il diritto di avvalersi di questa normativa ma che sembra non aver alcun interesse a farlo.

Il più bel secolo della mia vita racconta l’incontro tra un centenario proiettato nel futuro e un giovane ancorato al passato e della loro inaspettata amicizia.

dante

Dante il film di Pupi Avati con Sergio Castellitto nelle sale dal 29 settembre

Dante è il film scritto e diretto da Pupi Avati da un suo soggetto basato sul “Trattatello in laude di Dante” di Giovanni Boccaccio e sarà nelle sale dal 29 settembre.

danteDante, prodotto da Antonio Avati, è una produzione Duea Film

con Rai Cinema e il contributo del Ministero della Cultura,

con il sostegno di Emilia-Romagna Film Commission.

Il film ha la fotografia di Cesare Bastelli, il montaggio di Ivan Zuccon ed i costumi di Andrea Sorrentino.

Il film, prodotto da Antonio Avati, è una produzione Duea Film con Rai Cinema

e il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Emilia-Romagna Film Commission.

Nel cast di Dante ci sono:

 Sergio Castellitto (Giovanni Boccaccio), Alessandro Sperduti (Dante giovane),

Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani), Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa),

Gianni Cavina (Piero Giardina), Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII), Ludovica Pedetta (Gemma Donati), Romano Reggiani (Guido Cavalcanti),

 Carlotta Gamba (Beatrice), Paolo Graziosi (Alighiero di Bellincione), Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani), Valeria D’Obici (Suor Beatrice),

Giulio Pizzirani (Dante anziano), Erica Blanc (Gemma Donati anziana), Morena Gentile (Donna gozzuta), Milena Vukotic (Rigattiera).

Settembre 1350. Giovanni Boccaccio viene incaricato di portare dieci fiorini d’oro come risarcimento simbolico

a Suor Beatrice, figlia di Dante Alighieri, monaca a Ravenna nel monastero di Santo Stefano degli Ulivi.

Nel suo lungo viaggio Boccaccio oltre alla figlia incontrerà chi, negli ultimi anni dell’esilio ravennate,

diede riparo e offrì accoglienza al sommo poeta e chi, al contrario, lo respinse e lo mise in fuga.

Ripercorrendo da Firenze a Ravenna una parte di quello che fu il tragitto di Dante,

sostando negli stessi conventi, negli stessi borghi, negli stessi castelli, nello spalancarsi delle stesse biblioteche, nelle domande che pone e nelle risposte che ottiene,

Boccaccio ricostruisce la vicenda umana di Dante, fino a poterci narrare la sua intera storia.

Le riprese si sono svolte nell’arco di undici settimane tra Umbria, Marche, Toscana, Emilia Romagna e Roma

Il film è scritto e diretto da Pupi Avati da un suo soggetto basato sul “Trattatello in laude di Dante” di Giovanni Boccaccio.

“Attendi tanto. Diciotto anni prima che ti sia concesso di realizzare un film.

Lo avevi nitido nel 2003 quando hai scritto la prima versione del soggetto.

Nel frattempo hai fatto altro, molto altro, ma quell’impegno con Dante ti è rimasto dentro, impellente, facendoti avvertire come una colpa il trascorrere del tempo

  • dichiara Pupi Avati –

“Poi, finalmente, incontri chi ti ascolta e non rimanda, chi apprezza l’idea e ti trovi ‘impreparato’ a quell’assenso, a quell’accoglienza.

Che si realizzi nell’Italia di oggi in cui le gerarchie di cosa e di chi conti è dettato da ben altro, un film sulla vita di Dante Alighieri, ha dell’inverosimile.

Dante comunica a tutti un senso di inadeguatezza. Crea complessi di inferiorità, e giustamente.

Apre una distanza per la sua onniscienza, per la sua dismisura poetica, per il suo mistero. Io ho tentato di rendere Dante seducente.

E per farlo ho studiato vent’anni”.