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non sono quello che sono

Non sono quello che sono – The tragedy of Othello di William Shakespeare è il film scritto, diretto ed interpretato da Edoardo Leo

Non sono quello che sono – The tragedy of Othello di William Shakespeare è il film scritto e diretto da Edoardo Leo.

non sono quello che sonoNel cast di  Non sono quello che sono – The tragedy of Othello di William Shakespeare ci sono:
Edoardo Leo, Jawad Moraqib, Ambrosia Caldarelli, Antonia Truppo, Matteo Olivetti, Michael Schermi, Vittorio Viviani.

I produttori del film sono:

Fulvio Lucisano, Federica Lucisano, Matteo Rovere, Sydney Sibilia.

La distribuzione è a cura di: Vision distribution.

il film esce nelle sale il 14 novembre.

L’Otello di Shakespeare non ha bisogno di essere raccontato.

Ha solo bisogno di essere riletto esattamente com’è stato scritto, con la sola forza del dialetto a riportarlo al presente.

Iago, Otello, Desdemona sono purtroppo ancora tra noi.

La cronaca attraverso un grande classico.

Ambientata nei primi anni 2000, una storia senza tempo in cui il bene e il male si mescolano in un vortice di inganni, tradimenti e folle gelosia.

 

Su Non sono quello che sono – The tragedy of Othello di William Shakespeare il resista Leo dice:

L’idea di lavorare all’Otello di Shakespeare nasce quindici anni fa da un articolo letto su un quotidiano.

Un uomo, accecato da una folle gelosia, uccide sua moglie e poi si suicida.

È allo stesso tempo la sinossi di una delle opere teatrali più famose nel mondo e triste cronaca dei nostri giorni.

Da lì è partita una lunga ricerca per pensare un adattamento contemporaneo che fosse il più possibile rispettoso dell’originale.

Dal confronto tra le numerose traduzioni italiane della tragedia, fatte in epoche diverse, è maturata la convinzione che per restituire la ‘parola’ di Shakespeare,

il dialetto (romano e napoletano) fosse paradossalmente il più vicino a rappresentare la forza di quel linguaggio.

Un lavoro di traduzione che è durato molti anni e mi ha permesso di filmare Otello senza ‘toccare’ il testo che è stato, tranne per i tagli necessari, integralmente riportato.

Razzismo, violenza, invidia sociale, maschilismo, femminicidio, un’indagine sul male di una modernità sconcertante per una drammaturgia che ha più di 400 anni.

Racchiusa nella frase di Iago che più di tutte suggerisce la profondità dell’analisi psicologica che questo testo opera sui suoi personaggi e ancora su di noi indagando nelle nostre contraddizioni.

E che dà il titolo a questo film:  “Non sono quello che sono”.

megalopolis

Megalopolis è il film scritto, diretto e co-prodotto da Francis Ford Coppola con Adam Driver, Jon Voight, Laurence Fishburne

Megalopolis è il film scritto, diretto e co-prodotto da Francis Ford Coppola.

I produttori di Megalopolis sono: Francis Ford Coppola, Michael Bederman, Fred Roos, Barry Hirsch.

I produttori esecutivi del film sono: Barrie M. Osborne, Darren Demetre, Anahid Nazarian, mentre le case di produzione sono: American Zoetrope, Lionsgate.

megalopolisLa distribuzione in italiano è a cura di Eagle pictures.

Nel cast di Megalopolis ci sono:

Adam Driver, Giancarlo Esposito, Nathalie Emmanuel, Aubrey Plaza, Shia LaBeouf, Jon Voight, Laurence Fishburne.

Un artista geniale con il potere di fermare il tempo combatte contro un sindaco ultraconservatore per salvare il mondo morente e ispirare speranza.

 Megalopolis è un’epopea romana ambientata in un’America moderna e immaginaria.

La città di New Rome sta cambiando, causando aspri conflitti tra Cesar Catilina, geniale artista che cerca di proiettarsi in un futuro utopico e idealistico,

e la sua nemesi, il sindaco Franklyn Cicerone, reazionario e legato a uno status quo regressivo, avido e corrotto.

Tra i due si inserisce Julia, la figlia del sindaco che, essendo innamorata di Cesar Catilina, si trova a dover scegliere in chi riporre la propria lealtà e a chiedersi cosa merita, davvero, l’umanità.

Il regista Francis Ford Coppola sul film Megalopolis e sul rapporto con l’Italia dice:

Penso all’Italia come ad un esempio perfetto per come va il mondo: qui ogni cosa che viene fatta è la migliore possibile.

Avete una tradizione incredibile dei migliori talenti nell’arte, nella musica e nelle scienze.

Questa cosa non accadeva solo nel passato, anche adesso accade che le migliori cose sono create in Italia

Mi spiego: anche in altri paesi ci sono personalità geniali e questo mi fa credere che possiamo superare ogni difficoltà e creare un futuro migliore per i nostri figli, per chi verrà dopo di noi. 

Ho fatto “Megalopolis” pensando proprio a questo e cioè al fatto che non esiste un problema che non siamo in grado di risolvere.

Io ora sono nonno e ho persino un pronipote, questo per dire che non credo sia utopistica la mia visione, o semplicista, sono invece profondamente convinto che ci saranno speranza e gioia in futuro.

“La storia di Roma, da un punto di vista cinematografico, è assolutamente perfetta: intanto è sempre stata considerata affascinante, facile da conoscere e in qualche modo anche da replicare.

Le stesse dinamiche politiche di allora sono quelle che conosciamo oggi!

Insomma, ho sempre pensato anche io che sarebbe stato divertente raccontare la storia epica di Roma e poi, avvicinandomi al progetto,

ho capito che avrei dovuto ambientare il film negli Stati Uniti che è la moderna Roma e questo è confermato da quello che sta accadendo nel mio paese:

rischiamo di perdere la repubblica, proprio come successe qui da voi…magari a breve avremo persino un nuovo re!”

 

 

inganno

“Inganno” è la serie Neflix diretta da Corsicato con protagonisti Monica Guerritore e Giacomo Gianniotti

“Inganno” è la serie Netflix diretta da Pappi Corsicato.

Basata sulla serie UK Gold Digger creata da Marnie Dickens, e adattata in italiano  da Teresa Ciabatti, Eleonora Cimpanelli, Flaminia Gressi e Michela Straniero.

ingannoI protagonisti di “Inganno” sono:

Monica Guerritore e Giacomo Gianniotti.

Ed inoltre fanno parte del cast:

Emanuel Caserio, Dharma Mangia Woods, Francesco Del Gaudio, Denise Capezza e con Fabrizia Sacchi e Sandra Ceccarelli, con la partecipazione di Geppy Gleijeses.

“Inganno” debutta il 9 ottobre, si compone di 6 episodi ed è prodotta da Cattleya – parte di Itv Studios.

È la storia di un’appassionante relazione, in cui non mancano ombre e segreti, che mette in crisi le convenzioni sociali e gli equilibri familiari, sovvertendo il ruolo della maternità nella cultura mediterranea.

“Inganno” è un thriller sentimentale che gioca tra la suspense, la rottura dei tabù e le verità scomode sull’amore.

Gabriella  è la proprietaria di un prestigioso hotel in Costiera Amalfitana, una donna elegante, fiera dei suoi sessant’anni e consapevole del suo ruolo.

I suoi tre figli ormai sono grandi e la vita non sembra riservarle più molte sorprese, finché non incontra Elia:

un ragazzo affascinante, vitale, libero, coetaneo del suo figlio maggiore, che esercita su di lei un fascino irresistibile, ma anche ambiguo e spaventoso.

Nonostante la differenza di età, Gabriella si riscopre donna, amante…e

per Elia sarà pronta a mettere in gioco tutto, anche il rapporto con i figli e la loro eredità.

Sulla serie Monica Guerritore ha dichiarato:

“In vita mia non sono mai stata con un uomo più giovane, questo set è stata la mia prima esperienza in assoluto.

Trovarmi davanti un giovane bello come Giacomo Gianniotti, toccare quella pelle giovane, mi ha fatto capire molto di quello che prova il mio personaggio,

una donna che di colpo sente che il suo cuore ancora esiste, che può amare appassionatamente e perdere la testa”.

 

parthenope

“Parthenope” è il film scritto e diretto da Paolo Sorrentino con Oldman, Orlando, Ferrari, Ranieri, Sandrelli

Parthenope è il film scritto e diretto da Paolo sorrentino, che dopo la presentazione in Concorso al Festival di Cannes 2024 dello scorso maggio, arriva nelle sale.

I produttori di Parthenope sono: Paolo Sorrentino, Lorenzo Mieli, Anthony Vaccarello, Ardavan Safaee mentre il produttore esecutivo è Douglas Urbanski.

Nel cast di Parthenope ci sono:

Celeste Della Porta, Dario Aita, Silvia Degrandi, Isabella Ferrari, Lorenzo Gleijeses, Biagio Izzo, Marlon Joubert, Peppe Lanzetta, Nello Mascia,

Gary Oldman, Silvio Orlando, Luisa Ranieri, Daniele Rienzo, Stefania Sandrelli e Alfonso Santagata.

La vita di Partenope, che si chiama come la sua città, ma non è né una sirena, né un mito.

Dal 1950, quando nasce, fino a oggi.

Dentro di lei, tutto il lunghissimo repertorio dell’esistenza:

la spensieratezza e il suo svenimento, la bellezza classica e il suo cambiamento inesorabile, gli amori inutili e quelli impossibili, i flirt stantii e le vertigini dei colpi di fulmine,

i baci nelle notti di Capri, i lampi di felicità e i dolori persistenti, i padri veri e quelli inventati, la fine delle cose, i nuovi inizi.

E poi tutti gli altri, i napoletani, vissuti, osservati, amati, uomini e donne, le loro derive malinconiche, gli occhi un po’ avviliti,

le impazienze, la perdita della speranza di poter ridere ancora una volta per un uomo distinto che inciampa e cade in una via del centro.

Sempre in compagnia dello scorrere del tempo, questo fidanzato fedelissimo.

Paolo Sorrentino sul film dice:

«Il film  è un ritorno a Napoli. Parla d’amore tra donne, di amori proibiti, tabù, di primi amori, paterni, mancati.

Cercavo per questo al netto la miglior interprete possibile, Celeste aveva tutte le caratteristiche che mi servivano, sa recitare,

ha una straordinaria capacità di muoversi negli accenti, e di passare nelle età, a 18, come a 35 anni, senza artifici.

Possiede una dote, anche nel dolore, nella tristezza, si intravede già la fine, ed è molto bella».

Oltre la protagonista nel film ci sono tanti altri personaggi inapoletani, vissuti, osservati, amati, uomini e donne, disillusi e vitali”, spiega il cineasta.

Le loro derive malinconiche, le ironie tragiche, gli occhi un po’ avviliti, le impazienze, la perdita della speranza di poter ridere ancora una volta per un uomo distinto

che inciampa e cade in una via del centro.

Sa essere lunghissima la vita, memorabile o ordinaria. Lo scorrere del tempo regala tutto il repertorio di sentimenti.

E lì in fondo, vicina e lontana, questa città indefinibile, Napoli, che ammalia, incanta, urla, ride e poi sa farti male”.

Parthenope è stato girato tra Napoli, Capri, Posillipo (nella splendida Grotta Romana), Megaride. Tra le location, anche una villa privata nei pressi di Villa Pavoncelli.

Citadel: Diana

“Citadel: Diana” è la serie diretta da Arnaldo Catinari con protagonista Matilda De Angelis in onda su Amazon prime

“Citadel: Diana” è la serie italiana dal mondo di “Citadel” diretta da Arnaldo Catinari.

Citadel DianaLa serie è  sviluppata da Alessandro Fabbri, che ricopre anche il ruolo di head writer,

ed ha scritto la serie con Ilaria Bernardini, Laura Colella, Gianluca Bernardini e Giordana Mari.

“Citadel: Diana” è prodotta da Cattleya – parte di ITV Studios – e Amazon MGM Studios, con la produzione esecutiva di AGBO dei Fratelli Russo.

Showrunner ed executive producer  sono Gina Gardini, con Riccardo Tozzi, Marco Chimenz e Giovanni Stabilini

Emanuele Savoini è co-executive producer.

Protagonista è Matilda De Angelis con Lorenzo Cervasio, Maurizio Lombardi, Julia Piaton,

Thekla Reuten, Giordana Faggiano, Daniele Paoloni, Bernhard Schütz e Filippo Nigro.

Milano, 2030: otto anni fa l’agenzia indipendente di spionaggio Citadel è stata distrutta da una potente organizzazione rivale, Manticore.

Da allora, Diana Cavalieri, spia di Citadel sotto copertura, è rimasta sola, intrappolata tra le linee nemiche come infiltrata in Manticore.

Quando finalmente le si presenta l’occasione di uscirne e sparire per sempre, l’unico modo per farlo è fidarsi del più inaspettato degli alleati,

Edo Zani, l’erede di Manticore Italia e figlio del capo dell’organizzazione, Ettore Zani, in lotta per la supremazia contro le altre famiglie europee.

 

La serie si compone di sei episodi che debutteranno in esclusiva su Prime Video in tutto il mondo il prossimo 10 ottobre.

Una caratteristica interessante del mondo Citadel è che ogni serie l ha per protagonisti talenti locali ed è creata, prodotta e girata nel territorio in cui è ambientata,

conferendo a ciascuno show una cifra stilistica unica e una decisa identità culturale radicata nel paese d’origine.

La serie italiana “Citadel: Diana” è la seconda a debuttare nel mondo

e sarà seguita dalla serie indiana Citadel: Honey Bunny, interpretata da Varun Dhawan e Samantha Ruth Prabhu.

Sul suo personaggio Matilda De Angelis dice:

Mi sono impegnata per “Citadel: Diana” in una preparazione fisica fondamentale per me che volevo arrivare a fare il 90% delle scene senza stunt.

Ho passato mesi ad allenarmi.

 Il mio modello? Charlize Theron in “Atomica Bionda”, sognavo di arrivare al suo livello di credibilità anche nel tipo di cattiveria che riesce a mettere nella recitazione.

Sono stata molto sportiva, ho fatto 12 anni di ginnastica artistica, il mio corpo evidentemente conserva una buona memoria muscolare.

 E ho anche imparato a scarrellare e cambiare caricatore come una professionista.

"La scommessa – una notte in corsia"

“La scommessa – una notte in corsia” di Giovanni Dota con Carlo Buccirosso, Lino Musella, Nando Paone, Iaia Forte

La scommessa – una notte in corsia è un film di Giovanni Dota

che firma anche la regia.

"La scommessa – una notte in corsia"Nel cast di La scommessa – una notte in corsia ci sono: Carlo Buccirosso, Lino Musella

e con Nando Paone, Yari Gugliucci, Vittorio Ciorcalo, Clotilde Sabatino, Chiarastella Sorrentino,

Elvira Zingone e Iaia Forte.

 

Alcune notti in corsia possono essere intense, concitate, tese: tutto vale pur di salvare una vita.

Certe notti invece sono solo calde e noiose.

È in una notte come queste, in pieno Ferragosto, che Angelo e Salvatore, infermieri cinici e svogliati, si ritrovano al capezzale del signor Caputo.

Per Angelo, l’uomo non supererà la notte. Salvatore invece sostiene che ce la farà.

“E se ci scommettessimo le ferie natalizie?” Una stretta di mano e i giochi sono fatti.

È l’inizio di una serie di vicende rocambolesche, tra colpi bassi, primari strafatti, pazienti fuori controllo, detenuti in fuga, mogli e amanti che si incrociano, mentre l’orologio ticchetta e l’alba si avvicina.

Una notte durante la quale può succedere qualunque cosa, per una commedia nerissima e travolgente in cui tutti giocano sporco. Anche la vita.

 

Sul film il regista Dota dice:

La scommessa – Una notte in corsia, oltre a essere un film ispirato alla nostra straordinaria tradizione di commedia, che Monicelli definì “tragedie che fanno ridere”,

ha due caratteristiche che ne determinano la narrazione e la messa in scena: l’unità di tempo e quella di luogo.

 Tutto in una notte, tutto in un ospedale.

Questa impostazione, apparentemente teatrale, ci ha permesso di avvalerci di un cast che,

oltre alle evidenti capacità artistiche e comiche, fosse preparato, esperto e particolarmente attento a tali necessità.

 Lavorando in un ambiente protetto da imprevisti e fattori esterni, dunque, gli attori hanno avuto modo di provare e riprovare movimenti e battute, con molta precisione,

sempre coordinati con l’altro, come un corpo unico, e con la macchina da presa/occhio che procede nei corridoi labirintici dell’ospedale,

 senza mai sostituirsi, se non raramente, allo sguardo dei protagonisti, ma li scruta, distorti, senza pietà, per poi abbandonarli a loro stessi, come un Dio vigile ma inerte.

La scommessa – Una notte in corsia si concentra e punta il dito contro gli esseri umani, tutti, non salvando nessuno.

Volevamo raccontare la storia di due persone con un lavoro ordinario, svogliate e senza stimoli, ma a contatto quotidiano con la morte, vero argomento ispiratore del film.

Il mondo dell’ospedale ci è sembrato quindi il più funzionale e ci ha permesso di creare il tono e gli atteggiamenti più consoni alla black comedy che volevamo realizzare.

il tempo che ci vuole

“Il tempo che ci vuole” è il film scritto e diretto da Francesca Comencini con Fabrizio Gifuni

“Il tempo che ci vuole” è il film scritto e diretto da Francesca Comencini.

Nel cast di “Il tempo che ci vuole” ci sono:

Fabrizio Gifuni, Romana Maggiora Vergano, Anna Mangiocavallo, Luca Donini,

Daniele Monterosi, Lallo Circosta, Luca Massaro,

Giuseppe Lo Piccolo, Luigi Bindi, Laura Borrelli, Paolo Mannozzi, Gianfranco Gallo, Massimiliano Di Vincenzo, Massimo Cimaglia, Aphrodite De Lorraine, Marco Belocchi, Leonardo Giuliani

il tempo che ci vuoleLa fotografia di “Il tempo che ci vuole” è di Luca Bigazzi e il montaggio di Francesca Calvelli, Stefano Mariotti

I produttori sono:

Simone Gattoni, Marco Bellocchio, Beppe Caschetto, Bruno Benetti, Sylvie Pialat

La produzione di “Il tempo che ci vuole” è di:

Kavac, IBC Movie, OneArt, Les films du Worso, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura,

con il sostegno di Eurimages, con il sostegno di Roma Lazio Film Commission.

Un padre e sua figlia abitano le stanze dell’infanzia: l’infanzia di lei e l’infanzia magica del racconto di Pinocchio, il film al quale sta lavorando lui.

Il padre racconta alla figlia del suo lavoro e la ascolta, la osserva, le parla con serietà, compostezza, rispetto,

come si parlerebbe non a un’adulta ma a una persona intera sì, la persona che è una bambina.

La bambina visita i set del padre, in cui pulsa la vita, il chiasso, l’umanità, il lavoro, l’affanno, l’infatuazione, la magia e il sudore. E lei si perde in quei mondi.

La figlia diventa una ragazza, l’incanto di quel limbo tra loro svanisce, la figlia lo sente, capisce che la rottura con l’infanzia è irreparabile.

Lo capisce da come il padre la guarda. Pensa che non sarà mai alla sua altezza e precipita apposta per non esserlo davvero.

La figlia si droga e continua a tornare a casa cercando di fare finta di niente.

Il padre all’inizio è disarmato, poi prende posizione e decide che non farà finta di niente.

Smaschera la figlia, si affaccia su quell’abisso, con poche parole e molta presenza la porta via con sé, a Parigi.

 

La Comencini sul film dice:

Questo film è il racconto molto personale di momenti con mio padre rimasti vividi

e intatti nella mia mente in un susseguirsi di faccia a faccia.

 Un racconto personale che credo però trovi la giusta distanza nel fatto che in mezzo al padre e alla figlia c’è sempre il cinema come passione, scelta di vita, modo di stare al mondo.

 Il cinema in mezzo alla vita è come una rete che sottende il racconto dei loro scambi, apre a una terza angolazione nella relazione tra i due, crea lo spazio dell’immaginazione.

 “Con il cinema” dice il padre “si può scappare. Con l’immaginazione.”

È una storia di trasmissione, anche, attraverso il cinema, di un modo di essere nella vita.

Le immagini partono dai ricordi e come i ricordi hanno una amplificazione di alcuni segni salienti e la cancellazione di altri.

Immagini scarne, in cui non c’è quasi niente tranne loro due e in cui il segno che è presente ha sempre qualcosa di esagerato:

se qualcosa è grande è molto grande, se è lontano è molto lontano, se c’è un raggio di luce è molto luminoso, se qualcosa è vicino è molto vicino.

 

vangelosecondomaria

Vangelo secondo Maria diretto da Paolo Zucca con Bendetto Porcaroli, Alessandro Gassmann in prima assoluta su Sky

Vangelo secondo Maria è il film diretto da Paolo Zucca che firma anche la sceneggiatura con Barbara Alberti, Amedeo Pagani.

vangelosecondomariaIn esclusiva su Sky Cinema il film Sky Original  in onda domenica 29 settembre alle 21:15 su Sky Cinema Uno, in streaming solo su NOW e disponibile on demand.

Su Sky il film sarà disponibile on demand anche in 4K.

Il film è tratto dal romanzo del 1979 Vangelo secondo Maria di Barbara Alberti.

Nel cast di  Vangelo secondo Maria ci sono:

Benedetta Porcaroli, Alessandro Gassmann, Lidia Vitale, Leonardo Capuano, Giulio Pranno, Maurizio Lombardi, Fortunato Cerlino, Andrea Pittorino.

La distribuzione de Vangelo secondo Maria è a cura di Sky mentre la produzione

La Luna, Indigo Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky.

Maria è una ragazzina a Nazareth dove tutto le è proibito, anche imparare a leggere e scrivere,

un vero inferno per lei che sogna di scappare quanto prima su un asino come fanno i profeti per andare alla scoperta del mondo.

Dopo aver messo a tappeto ogni pretendente trova in Giuseppe un maestro di saggezza, ma il loro matrimonio è casto,

mentre lui segretamente la istruisce, preparandola alla fuga.

Ma ecco un ostacolo imprevistoMaria e Giuseppe si innamorano.

Stanno per abbandonarsi alla passione, quando l’angelo dell’annunciazione rovina tutto.

 

Il regista sul film dice:

«Prima di tutto questa è una storia d’amore. Un amore asimmetrico, fragile, che nasce e si evolve in circostanze imprevedibili ed inedite.

Un amore così tenace da sfidare il destino, la volontà divina, la morte».

Zucca sulla Porcaroli afferma:

Benedetta Porcaroli è un’attrice piena di talento, una persona molto intelligente, mentalmente velocissima.

Ho imparato tantissimo da lei, perché anche se giovane, ha fatto tanti più film di quanti ne ho fatti io, conosce meglio la macchina del cinema e delle emozioni.

Il personaggio era molto molto complesso e il film era molto pesante, perché lei c’è dalla prima all’ultima scena.

 Io ero molto impaurito dal peso fisico di questa prestazione: l’ho buttata tra le spine e nel fiume. Lei, insieme ad Alessandro, porta sulle spalle tutto il film”.

Gassmann sul suo personaggio dice:

«Interpreto Giuseppe fuori dagli schemi classici: è un uomo solo, colto, che ha viaggiato e trova difficoltà a dialogare e, con questa ragazza, risolve la sua esistenza.

 Credo fermamente una cosa che sosteneva mio padre, che le donne sono superiori agli uomini e che se fossero state al potere avremmo avuto una società migliore».

The Crow – Il corvo con la regia di Rupert Sanders e con Bill Skarsgård, FKA Twigs, Danny Huston, Laura Birn

The Crow – Il corvo è il film diretto da Rupert Sanders.

The Crow - Il corvoIl film è l’adattamento cinematografico del fumetto Il corvo di James O’Barr e un remake in chiave moderna del cult Il corvo – The Crow.

Nel cast di The crow – Il corvo ci sono:

Bill Skarsgård, FKA Twigs, Danny Huston, Laura Birn, Jordan Bolger, Sami Bouajila, Isabella Wei, David Bowles.

La sceneggiatura  di The Crow – Il corvo è di Zach Baylin, William Josef Schneider.

I produttori sono: Victor Hadida, Molly Hassell, John Jencks, Edward R. Pressman.

I produttore esecutivi sono: William Josef Schneider, Jonathan Bross, Dan Farah, Jon Katz, Joe Neurauter, Sam Pressman, Joe Simpson, Kevan Van Thompson, Simon Williams.

Le case di produzione sono: Hassell Free Productions, Davis-Films, The Electric Shadow Company, Edward R. Pressman Film, Pressman Film, Sony Pictures Releasing.

La distribuzione in italiano è a cura di Eagle Pictures.

 

Eric Draven e Shelly Webster, legati da un amore profondo, vengono brutalmente uccisi, da una banda di criminali.

Di fronte alla possibilità di salvare Shelly, il suo unico vero amore, sacrificando se stesso,

Eric intraprende una vendetta feroce e senza pietà contro i loro assassini, viaggiando attraverso il mondo dei vivi e dei morti determinato a rimettere a posto le cose.

Il film ha subito diversi ritardi nella produzione ed anche rinvii nella uscita.

Sull’aspetto del suo personaggio il protagonista Bill Skarsgård ha dichiarato:

«Mi sono sentito davvero molto strano nel ritrovarmi in una forma così smagliante per interpretare Eric. Avrei davvero voluto che fosse molto più magro!

Insomma, non era certo il tipo di persona che avrebbe mai passato tanto tempo in palestra. In un mondo perfetto, almeno nella prima metà del film, non sarebbe certo stato così in forma.»

Il regista Sanders crede molto in questo lavoro:

 “Spero davvero che ci ritroveremo in un altro tipo di era di Easy Rider o Toro scatenato,

di dover realizzare questi film più duri e sporchi che sono ancora percepiti come grandi film epici, ma che sono sempre più peculiari.

Dobbiamo essere più abili nel fare le cose in modo più efficiente, che abbiano una risonanza emotiva e non solo spettacolo.”

Rupert Sanders spiega anche l’attenzione data alla storia d’amore tra Eric e Shelly: “Ciò che mi ha attratto è stata l’opportunità di creare una storia d’amore oscura, qualcosa che affrontasse la perdita, dolore, e il velo eterno tra la vita e la morte e il superamento di esso”.

colibri

 Il colibrì di Francesca Archibugi Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Bérénice Bejo, Laura Morante

 

 Il colibrì è un film di Francesca Archibugi dal romanzo di Sandro Veronesi

vincitore del Premio Strega 2020 edito da La Nave di Teseo.

Il colibrì  ha come interpreti  Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Bérénice Bejo, Laura Morante,

Sergio Albelli, Alessandro Tedeschi, Benedetta Porcaroli, Massimo Ceccherini, Fotinì Peluso,

Francesco Centorame, Pietro Ragusa, Valeria Cavalli e con Nanni Moretti

il colibriIl colibrì  è scritto da Francesca Archibugi, Laura Paolucci e Francesco Piccolo.

Il film va in onda l’11 settembre alle 21.30 SU RAI 1.

Una coproduzione italo-francese FANDANGO con RAI CINEMA LES FILMS DES TOURNELLES – ORANGE STUDIO.

Prodotto da Domenico Procacci, coprodotto da Anne-Dominique Toussaint.

È il racconto della vita di Marco Carrera, “il Colibrì”, una vita di coincidenze fatali, perdite

e amori assoluti.

La storia procede secondo la forza dei ricordi che permettono di saltare da un periodo a un altro,

da un’epoca a un’altra, in un tempo liquido che va dai primi anni ‘70 fino a un futuro prossimo.

È al mare che Marco conosce Luisa Lattes, una ragazzina bellissima e inconsueta. Un

amore che mai verrà consumato e mai si spegnerà, per tutta la vita.

La sua vita coniugale sarà un’altra, a Roma, insieme a Marina e alla figlia Adele.

Marco tornerà a Firenze sbalzato via da un destino implacabile, che lo sottopone a prove

durissime.

A proteggerlo dagli urti più violenti troverà Daniele Carradori,

lo psicoanalista di Marina, che insegnerà a Marco come accogliere i cambi di rotta più inaspettati.

Il Colibrì è la storia della forza ancestrale della vita, della strenua lotta che facciamo tutti

noi per resistere a ciò che talvolta sembra insostenibile.

Anche con le potenti armi dell’illusione, della felicità e dell’allegria.

 

Ho amato moltissimo il libro di Sandro Veronesi

– dice la regista Francesca Archibugi –

volevo essergli fedele e al tempo stesso

usarlo come materiale personale, perché così lo sentivo.

Il libro è avventuroso sul piano stilistico, e con gli sceneggiatori Laura Paolucci e Francesco

Piccolo abbiamo voluto non solo assecondare l’avventura, ma rilanciare.

Un unico flusso di avvenimenti su piani sfalsati, come quando si racconta una vita, con

episodi che vengono a galla apparentemente alla rinfusa,

 ma invece sono legati da fili interni, a volte inconsapevoli.

Ho scommesso su togliere qualsiasi data e qualsiasi riferimento che dipanasse la domanda:

in che epoca siamo?

Ho desiderato che il flusso del tempo fosse raccontato solo dagli attori.

Questo racconto unificato nel tempo ha avuto bisogno di una grande cura nell’agganciare

un frammento all’altro,

quindi attraverso gli attacchi di montaggio di Esmeralda Calabria, e non solo sul piano narrativo, ma forse ancora di più sul piano visivo.

In effetti la scelta principale di regia, per una storia così fortemente radicata nei personaggi,

è stata la scelta degli attori che dovevano incarnarli.

Grandi e piccoli ruoli.

Ognuno, primo fra tutti Marco Carrera, ha dovuto portare su di sé l’onere del racconto.

I vestiti, più che costumi, di Lina Taviani, dovevano suggerire cosa siamo dentro un’epoca,

non è moda, è abitare il proprio tempo.

Il mondo intorno, le case, le strade, le immagini, la luce e le stagioni che si susseguivano,

quindi dovevano avvolgere i personaggi come un mantello per il viaggio.

Anche in questo film, come per gli altri precedenti, il mio desiderio è stato annullare la macchina da presa,

riuscire a creare la percezione che la storia si stesse raccontando da sé.

Non è un esercizio di regia facile.

A volte la cosa più difficile da inquadrare è il viso di un uomo, di una donna, di ragazzi e

bambini.

Far capire i sottotesti. E filmare l’invisibile.