Anno: 2022

oscar

Oscar 2022 tutto quello che è successo alla cerimonia ed il trionfo de I segni del cuore – CODA

Oscar 2022 edizione numero 94. Sono successe tante cose alla cerimonia per l’assegnazione degli Oscar 2022.

oscarDa ricordare, infatti, il minuto di silenzio per L’Ucraina, il tradizionale momento In memoriam per Lina Wertmuller,

le esibizioni canore di Beyoncé e Billie Eilish,

ma soprattutto questa edizione sarà ricordata per il pugno che l’attore Will Smith ha dato a  Chris Rock

per una brutta battuta sull’alopecia di Jada Pinkett, moglie di Smith.

Tornando, poi,  alla gara l’Oscar per il miglior film va a I segni del cuore – CODA  che si aggiudica anche i premi per la migliore sceneggiatura non originale

e il miglior attore non protagonista per lo strepitoso Troy Kutsor.

Dune (Dune: Part One) vince sei premi su dieci nomination ed in particolare vince gli Oscar per : miglior fotografia, miglior sonoro, migliori effetti speciali, miglior scenografia, miglior montaggio, miglior colonna sonora.

Il Potere del cane, con 12 nomination vince l’Oscar per la miglior regia consegnato a Jane Campion.

Will Smith e Jessica Chastain risultano i migliori protagonisti rispettivamente per Una famiglia vincente – King Richard e Gli Occhi di Tammy Faye.

Migliore attrice non protagonista è Ariana DeBose, per West Side Story.

Encanto è il miglior film d’animazione, Drive My Car il miglior film internazionale.

OSCAR 2022 TUTTI I VINCITORI

I segni del cuore – CODA è il miglior film.

Jessica Chastain (Gli occhi di Tammy Faye) migliore attrice protagonista:

Miglior attore protagonista: Will Smith (Una famiglia vincente – King Richard).

Jane Campion (Il potere del cane) vince il premio per la migliore regia.

No time to die – Billie Eilish e Finneas O’Connell (No time to die) è la canzone scelta per il premio di questa edizione.

 Summer of Soul è il miglior documentario.

Sian Heder (I segni del cuore – CODA) si aggiudica la statuetta come migliore sceneggiatura originale. Kenneth Branagh (Belfast) per quella originale

Jenny Beavan (Crudelia)si aggiudica il premio per i costumi mentre Greig Fraser – Dune (Dune: Part One)

Quello per la fotografia e Paul Lambert, Tristen Myles, Brian Connor e Gerd Nefzer – Dune (Dune: Part One) quello per i migliori effetti speciali.

Il giapponese Drive My Car (Giappone – Ryusuke Hamaguchi) è il miglior film internazionale battendo E’stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino.

 

Troy Kotsur (I segni del cuore – CODA)  vince nella categoria miglior attore non protagonista e Miglior attrice non protagonista è Ariana DeBose (West Side Story)

Di seguito, infine,  i premi per il miglior:

Trucco a Linda Dowds, Stephanie Ingram e Justin Raleigh – Gli occhi di Tammy Faye (The Eyes of Tammy Faye)

Sonoro per Mac Ruth, Mark Mangini, Theo Green, Doug Hemphill, Ron Bartlett – Dune (Dune: Part One)

Scenografia a Patrice Vermette – Dune (Dune: Part One)

Montaggio a Joe Walker – Dune (Dune: Part One)

Miglior colonna sonora è quella composta da  Hans Zimmer – Dune (Dune: Part One)

Il Miglior cortometraggio è The Long Goodbye, regia di Aneil Karia e Riz Ahmed,

mentre il miglior corto documentario: The Queen of Basketball, regia di Ben Proudfoot ed

infine il miglior corto d’animazione: The Windshield Wiper, regia di Alberto Mielgo e Leo Sanchez.

l'ombra del giorno

L’ombra del giorno il film di Giuseppe Piccioni con Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli

L’ombra del giorno è un film di Giuseppe Piccioni con Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli e con Lino Musella e Vincenzo Nemolato.

L’ombra del giorno è una produzione Lebowski con Rai Cinema distribuito da 01 distribution.

Il soggetto e la sceneggiatura sono di  Giuseppe Piccioni, Gualtiero Rosella e  Annick Emdin

l ombra del giornoL’ombra del giorno è un film ambientato in una città di provincia (Ascoli Piceno) sul finire degli anni Trenta.

Luciano, simpatizzante del fascismo come la stragrande maggioranza degli italiani,

è il proprietario di un ristorante, che crede tuttavia di poter vivere secondo le regole che si è

dato, in una sorta di isolamento dal mondo esterno.

Ma sulla vetrina che dà sull’antica piazza, insieme ai segnali preoccupanti di qualcosa che sta per accadere nel mondo, compare una ragazza che porta con sé un segreto.

Si chiama Anna e riesce a farsi assumere nel ristorante.

Da allora per Luciano la vita non sarà più la stessa e insieme ai pericoli che si trova a fronteggiare,

c’è quello più grande di tutti: l’amore.

L’ombra del giorno è una storia d’amore, in quei difficili anni.

 

Se dovessi identificare uno stile – dice il regista Piccioni – , inteso come una costante presente nei miei film, direi che, in gran parte dei lavori realizzati,

ci sono delle scelte che mettono in stretta relazione la scrittura e la messa in scena.

Se dovessi imprudentemente autocitarmi direi che i personaggi che racconto

sono un po’ “fuori dal mondo”, non nel senso di stralunati, bizzarri o particolarmente eccentrici.

Nella loro normalità essi hanno una mancanza, una distanza da una vita piena, al passo con quella

degli altri.

La loro inadeguatezza è tuttavia evidente soprattutto quando si confronta con un’occasione di cambiamento

ed è quasi sempre segnalata dalle coordinate spaziali in cui si svolge il racconto e dalla predominanza del loro sguardo, soprattutto quello di Luciano, sugli altri e sul mondo.

Quindi in questa, come in altre mie storie, ci sono il dentro e il fuori, l’interno e

l’esterno.

Non amo i virtuosismi registici, mi piace raccontare una storia e nascondere i suoi

segreti nei personaggi, nei luoghi e nelle situazioni, nei dialoghi o cercare di raggiungere, anche

nell’artificio, anche in un piccolo, evidente scarto dal realismo in senso stretto, un qualche grado

di verità.

Presento dei personaggi evidentemente e apparentemente tipizzati poi cerco di

aggirare i cliché, di eluderli, con movimenti inattesi della storia e della messa in scena.

I problemi a cui abbiamo cercato di dare una soluzione possono essere i più diversi:

come si incontrano Luciano e Anna, in che modo, nelle varie situazioni, cresce la loro storia d’amore, attraverso quali gesti, in quale spazio, con quali parole, con quali scelte riguardanti le inquadrature, la luce, l’uso (o il non uso) della musica.

Tutto questo diventa ancora più decisivo della trama.

La piazza davanti al ristorante, nella prima parte della storia, sarà un luogo pieno di luce e equilibrio, dove prevalgono i colori e la presenza rassicurante di vicini e passanti.

Diversamente, nella seconda parte della storia, il paesaggio ci apparrà meno illuminato, quasi scialbo, denso di ombre accompagnate da una luce opaca.

Le stesse presenze umane saranno più rade, occasionali, i colori dei loro abiti meno vividi.

Presenze ostili, poco rassicuranti.

Prevale un senso di insicurezza, in un conformismo generale che alimenta un clima di diffidenza, di sospetto, di parole dette a bassa voce, e un sentimento di disagio che pervade tutto e tutti. 

corro da te

Corro da te di Riccardo Milani con Favino e Leone in uscita il 17 marzo

Corro da te è un film del 2022, diretto da Riccardo Milani, con Pierfrancesco Favino e Miriam Leone in uscita al cinema il 17 marzo 2022.

Corro da te  è distribuito da Vision Distribution, Universal Pictures.

Il cast di Corro da te è composto da: Pierfrancesco Favino, Miriam Leone, Pietro Sermonti,

Vanessa Scalera, Pilar Fogliati, Andrea Pennacchi, Carlo De Ruggieri, Giulio Base, Michele Placido,

Piera Degli Esposti nella sua ultima interpretazione arricchisce il cast con la sua immensa bravura.

La sceneggiatura di Corro da te è firmata da Furio Andreotti, Giulia Calenda, Riccardo Milani.

Il film è un remake  di Tutti in piedi, film del 2018 di Franck Dubosc

Il direttore della fotografia è Saverio Guarna, la scenografa è a cura di Marta Maffucci e i costumi sono di Alberto Moretti.

Inoltre, le musiche originali del film sono del compositore Piernicola Di Muro.

Il film è una produzione Wildside e Vision Distribution in collaborazione con SKY, in collaborazione con Prime Video.

Bello, sportivo, single incallito e seduttore seriale, Gianni è un quasi cinquantenne in carriera a capo di un importante brand di scarpe da running che vanta tra i suoi testimonial i più grandi atleti del momento.

Disposto a tutto pur di conquistare la giovane donna di turno, per una serie di circostanze arriva a fingere di essere costretto su una sedia a rotelle,

quindi questa volta puntando tutto sulla pietà, per lui l’unico sentimento che è possibile provare nei confronti di un disabile.

Ma quando incontra Chiara, una donna solare e dinamica, musicista per lavoro e tennista per passione nonostante l’incidente

che l’ha resa paraplegica, inizia a provare per lei tutt’altro tipo di sentimenti.

Attraverso lei e i suoi amici, sportivi e vitali almeno quanto lei, Gianni non potrà far altro che cambiare prospettiva su molte cose:

la vita, l’amore, la disabilità in sé. Imparerà che l’unico vero handicap è l’assenza di forza d’animo, per ritrovarsi infine totalmente cambiato sia come uomo che come businessman.

 L’Opera è la serie tv francese in onda dal 12 marzo su Sky Serie

 L’Opera è la  serie tv francese prodotta da Orange Studio in onda dal 12 marzo alle 21.15 su Sky Serie e in streaming su Now.

l'opera L’Opera, ambientata dietro le quinte dell’Opera di Parigi, un’istituzione francese che è anche lo specchio della nostra società,

La serie mette in scena i giochi di potere, rivalità interne e

rigore del lavoro che scandiscono i ritmi e le vite degli artisti che si esibiscono su uno dei palcoscenici più importanti del mondo.

L’Opera  è già stata rinnovata per una seconda stagione.

La folgorante carriera della 35enne Zoé, interpretata da Ariane Labed (premiata come miglior attrice al SeriesMania 2021), prima ballerina all’Opéra di Parigi, è in crisi:

troppe feste selvagge, troppi amanti, e soprattutto troppe ansie.

Alla ricerca di una seconda possibilità, nella vita privata oltre che in quella professionale,

Zoé, che teme di essere lasciata a casa da un momento all’altro, si ritroverà a fare i conti con l’istituzione di cui fa parte, con i suoi colleghi, e ovviamente coi suoi demoni interiori.

Intanto Flora (Suzy Bemba), una giovane ballerina di soli 19 anni, che si è unita da poco alla compagnia di ballo,

si impegna al massimo per provare il proprio valore, nella speranza di ritagliarsi un posto di tutto riguardo in quel mondo tanto dorato quanto spietatamente competitivo.

Sébastien (interpretato da Raphaël Personnaz), coreografo 38enne, ha un unico obiettivo: fare in modo che il Balletto dell’Opéra di Parigi risplenda ancora di più nel firmamento internazionale della danza.

Il cast della serie include  anche Damien Chapelle (Sasha), Loris Freeman (Jonas), Audrey Gorlenko (Russian Dancer), Maud Jurez (Louise) e Sarah Le Picard (Tiphaine).

Gli episodi della prima stagione di L’Opera sono otto, in onda con doppio appuntamento dal 12 marzo al 2 aprile su Sky Serie.

L’Opera è prodotta da Studio Orange, creata da Cécile Ducrocq e Benjamin Adam. Alla regia troviamo Stéphane Demoustier, Cécile Ducrocq, Inti Calfat, Dirk Verheye e Laïla Marrakchi.

 

 

c era una volta il crimine

C’era una volta il crimine è il film di Massimiliano Bruno in uscita nelle sale il 10 marzo

C’era una volta il crimine è il film di Massimiliano Bruno in uscita nelle sale il 10 marzo.

c era una volta il crimine

C’era una volta il crimine è il terzo capitolo della saga di viaggi nel tempo che, questa volta,  ci porta nell’Italia occupata dai nazisti del 1943

dove tutto è possibile, anche incontrare Mussolini, Hitler e Pertini.

Nel cast di C’era una volta il crimine ci sono:  Marco Giallini, Gianmarco Tognazzi, Giampaolo Morelli, Carolina Crescentini, Massimiliano Bruno,

Giulia Bevilacqua, Ilenia Pastorelli, Edoardo Leo, Duccio Camerini, Rolando Ravello, Eugenio Krauss

“Volevamo fare un film importante che parlasse con ironia di una data storica come l’8 settembre

– spiega Massimiliano Bruno –

E cosa c’è di meglio per fare questo che la ‘commedia all’italiana?’. Quella commedia con vigliacchetti alla Sordi che, alla fine, diventano eroi.

La commedia all’italiana – continua Bruno –  ha sofferto tantissimo in quest’ultimo periodo a causa della pandemia e ora della guerra.

Questo ha sicuramente depresso le persone ed è comprensibile che ora trovino più difficoltà ad andare al cinema quando hanno un’offerta enorme in tv.

 “Sono l’unico del gruppo -dice Morelli –  che ha due nozioni di storia, anzi ha addirittura scritto un saggio sulla seconda Guerra Mondiale,

ma questo è poco importante, vale di più il fatto di aver potuto dare due ceffoni ai nazisti, una cosa davvero catartica”.

In C’era una volta il crimine la nota  banda di criminali è decisa a tornare indietro nel tempo fino al 1943 per rubare la Gioconda e riportarla in terra italiana.

Di scena Moreno (Marco Giallini), Giuseppe (Gian Marco Tognazzi) e, new entry, un professore di storia, Claudio Ranieri (Giampaolo Morelli), polemico e irascibile.

I tre si vedranno costretti a trovare un riparo a casa della nonna ‘giovane’ di Moreno, Adele (Carolina Crescentini), dove lui rivede la mamma Monica ancora bambina.

Quando quest’ultima viene presa dai nazisti, la banda si ritroverà a viaggiare per un’Italia distrutta, dove incontreranno Benito Mussolini, Adolf Hitler, il Re Vittorio Emanuele e Sandro Pertini.

Ma i tre incontreranno anche alcuni elementi della banda della Magliana come il suo leader Renatino (Edoardo Leo), che li affiancheranno nello scontro finale con i nazisti.

Tra questi, Gianfranco (Massimiliano Bruno) e Lorella (Giulia Bevilacqua).

 

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le indagini di roy grace

Le indagini di Roy Grace con John Simm in onda su Sky Investigation

Le indagini di Roy Grace è la serie in due parti in onda dal 6 marzo su sky tratta dalla saga bestseller di Peter James.

Il protagonista di Le indagini di Roy Grace è John Simm.

le indagini di roy grace Le indagini di Roy Grace trasporta per la prima volta sullo schermo i due romanzi d’esordio della saga di Peter James:

Dead Simple e Looking Good Dead.

La serie, diretta da John Alexander  e Julia Ford e scritta da Russell Lewis,

ha come protagonista Roy Grace, detective brillante e risoluto, disposto a tutto pur di risolvere un caso.

Con John Simm nel cast ci sono: Richie Campbell  nei panni di Glenn Branson, collega affascinato dall’approccio anticonvenzionale di Grace, e

Rakie Ayola nei panni di Alison Vosper, superiore di Grace che, al contrario di Branson, si dimostra scettica nei confronti dei metodi del sovrintendente.

Nel cast anche Laura Elphinstone, Amaka Okafor e Brad Morrison.

Le indagini di Roy Grace  è prodotta da Second Act Productions, Tall Story Pictures e Vaudeville Productions per ITV.

I produttori esecutivi sono Andrew O’ Connor, Paul Sandler, Patrick Schweitzer, Russell Lewis e lo stesso Peter James.

Nell’apparentemente placida Brighton, Roy Grace è il tipo di detective disposto a tutto in nome della verità.

Rischierebbe la sospensione pur di risolvere un caso, e difficilmente fallisce nell’impresa. Roy però ha visto tempi migliori:

è tormentato dall’inspiegabile scomparsa della moglie Sandy nel giorno del suo compleanno, l’unico mistero che, in sei anni, non è ancora riuscito a svelare.

L’assenza di Sandy lo angoscia, compromettendo la sua lucidità e condannandolo a dedicarsi ai vecchi casi mai risolti. Ma i nuovi casi abbondano e c’è bisogno dell’intuito di Grace per districarli.

Nel primo episodio, basato sul romanzo Dead Simple e diretto da John Alexander,

il sergente Glenn Branson, collega e amico di Grace, è alle prese con la misteriosa sparizione di un futuro sposo a tre giorni dalle nozze, nella notte del suo tragico addio al celibato.

La stranezza del caso spinge Branson a coinvolgere Grace nelle indagini, spronandolo a rimettersi finalmente in carreggiata.

Nel secondo episodio, basato sul romanzo Looking Good Dead e diretto da Julia Ford, il ritrovamento del corpo di una donna sembra collegato a dei casi precedentemente irrisolti di abusi sessuali per mezzo di droghe.

Alla violenta esecuzione della donna assiste involontariamente un uomo d’affari,

che si imbatte in una chiavetta contenente le riprese dell’accaduto e lo denuncia alla polizia, mettendo in pericolo la propria famiglia.

Toccherà a Grace collegare i tasselli del puzzle.

il legionario

Il legionario il film diretto da Hleb Papou con Germano Gentile e Maurizio Bousso è nelle sale

Il legionario è un film diretto da Hleb Papou con Germano Gentile e Maurizio Bousso.

il legionarioIl soggetto e la sceneggiatura de Il legionario sono Giuseppe Brigante, Emanuele Mochi, Hleb Papou

La fotografia di Il legionario Luca Nervegna

La produzione è a cura di Gabriella Buontempo, Massimo Martino, Antoine de Clermont Tonnerre

Il film è prodotto da  Clemart e Mact Productions in collaborazione con Rai Cinema

Nel cast ci sono : Germano Gentile, Maurizio Bousso, Marco Falaguasta e Félicité Mbezelé

Le musiche sono di Andrea Boccadoro.

Distribuito in Italia da Fandango.

 

Roma. Migliaia di persone disperate sono costrette a occupare palazzi inabitati per rivendicare il diritto ad avere un tetto sopra la testa.

Le forze dell’ordine hanno il dovere di tutelare la legge e di impedire che questo avvenga.

Daniel, nato a Roma da genitori africani, è cresciuto in un palazzo occupato.

Molti anni fa ha deciso di andarsene per farsi una nuova vita ma adesso è costretto a ritornare.

Questa volta, però, in divisa da poliziotto del Primo Reparto Mobile della Polizia di Stato.

La sua missione è sgomberare il palazzo in cui ancora vivono sua madre e suo fratello, che intanto è diventato il leader degli occupanti.

Daniel, celerino tra gli occupanti e occupante tra i celerini, deve scegliere: restare fedele al suo corpo di polizia o salvare la propria famiglia dallo sgombero.

 

Il film segna l’esordio alla regiadi Hleb Papou.

Vincitore del premio regista emergente al Locarno Film Festival 2021.

 

L’idea de Il legionario – dichiara Hleb Papou –  nasce da un’esigenza molto forte:

raccontare l’Italia multiculturale di oggi e la generazione dei nuovi italiani, figli di immigrati ma nati e cresciuti in questo Paese.

Il mio obiettivo insieme a quello del film è di esplorare questa tematica attraverso una duplice chiave di lettura:

 con due protagonisti, due fratelli totalmente diversi, entrambi italiani di seconda generazione di origine africana.

Da un lato Daniel, un poliziotto del I Reparto mobile di Roma, dall’altro suo fratello, un occupante che lotta per il diritto di avere un tetto sopra la testa.

L’idea nasce da un’immagine, che mi era venuta in mente nel 2014,

ovvero di un poliziotto di pelle nera in uno dei reparti più duri della Polizia,

un ragazzo che in uno Stato democratico rivendica il diritto di poter essere un celerino, contro tutti gli stereotipi.

Partendo da quest’immagine il film si evolve raccontando un’ulteriore storia:

quella dell’ormai atavica questione dell’emergenza abitativa romana, poco conosciuta e allo stesso tempo molto controversa.

Il legionario è un film di genere drammatico e d’azione, che vuole raccontare le ferite aperte della nuova Italia, attraverso una chiave d’intrattenimento e riflessione.

Non mi interessa il Belpaese da cartolina ma neanche l’Italia della criminalità, che sono già stati ampiamente narrati.

Quella che vorrei raccontare è un’Italia ricca di contraddizioni, dove sono nati più di 800 mila figli di immigrati che rappresentano un nuovo capitolo di questo Paese.

Capitolo che parla di autodeterminazione e rivendicazione dei propri diritti.

Molto spesso si parla dell’immigrazione con toni tristi e cupi, a volte addirittura violenti,

ma in pochissimi casi se ne parla con l’urgenza di capirne veramente la reale complessità.

Il mio film si pone l’obiettivo di farlo.

hotel portofino

Hotel Portofino è la serie Sky con Natascha McElhone diretta da Adam Wimpenny

Hotel Portofino è in onda su Sky serie; si tratta di un sofisticato giallo inglese in costume ambientato in Italia, in Liguria  negli anni che videro l’ascesa al potere di Benito Mussolini.

La serie  segna il ritorno in TV di Natascha McElhone.

hotel portofinoHotel Portofino  è creata da Matt Baker e diretta da Adam Wimpenny e si compone di sei episodi.

La serie segue McElhone nei panni di Bella Ainsworth,

figlia di un ricco industriale inglese che si trasferirà nella Riviera ligure di Levante per aprire un hotel in stile britannico a Portofino.

Dal 22 febbraio è in libreria con Mondadori “Hotel Portofino” di J. P. O’Connell, per la prima volta edito in Italia in occasione dell’arrivo su Sky e NOW della serie omonima.

Una scrittura tipicamente british fa da contraltare alle bellezze inequivocabilmente italiane del paesaggio di Hotel Portofino.

Nel cast spiccano fra gli altri anche Mark Umbers nei panni dell’affascinante ma pericoloso marito di Bella, Cecil Ainsworth, e Anna Chancellor in quelli di un’influente ospite della struttura.

Fra gli avventori dell’Hotel Portofino anche gli italiani Daniele Pecci  e Lorenzo Richelmy ,

che saranno rispettivamente padre e figlio nei panni di due eleganti nobili italiani; con loro anche Rocco Fasano (Skam Italia),

che interpreterà un giovane del luogo, attivista antifascista, Pasquale Esposito e Carolina Gonelli.

Completano il cast Lily Frazer, Oliver Dench, Adam James.

 

Italia, anni Venti del Novecento.

Mentre nel Belpaese è in atto la scalata politica di Benito Mussolini, l’intraprendente Bella Ainsworth – figlia di un ricco industriale britannico, Jack Livesey

si trasferisce a Portofino per aprire un hotel in puro stile british.

Con lei il marito, Lord Cecil Ainsworth, appartenente a una famiglia ancora nobile ma non più possidente come ai bei vecchi tempi.

La sua speranza è quella di dare a se stessa e alla sua famiglia un nuovo inizio dopo uno dei periodi più oscuri degli ultimi decenni, la Grande Guerra,

un conflitto che ha lasciato un segno indelebile non solo nella Storia, ma anche nelle storie personali di chi si è ritrovato più o meno direttamente coinvolto.

Oltre a ciò, Bella ha anche un altro obiettivo altrettanto importante: raggiungere l’indipendenza economica. La sua impresa avrà successo?

I problemi sembrano essere sempre dietro l’angolo…

 

ennio

Ennio è il film documentario diretto da Giuseppe Tornatore

Ennio è il film  documentario diretto da Giuseppe Tornatore.

ennioIl cast di Ennio è composto da: Ennio Morricone, Quentin Tarantino, Clint Eastwood, Oliver Stone, John Williams,

Hans Zimmer, Barry Levinson, Dario Argento, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Tornatore, Quincy Jones, Bruce Springsteen, Vittorio Taviani, Nicola Piovani.

La sceneggiatura di Ennio è Giuseppe Tornatore; la fotografia è curata da Giancarlo Leggeri, Fabio Zamarion

La produzione è a cura di:

Piano b Produzioni, Potemkino, Fu Works, Terras, Gaga., Blossoms Island Pictures, Fonds Eurimages du Conseil de l’Europe ed è distribuito da Lucky Red.

Il film racconta un’eccellenza italiana, fautore di oltre 500 colonne sonore – tra cui alcuni film dello stesso Tornatore – e onorato nel 2007 dall’Academy con un Oscar alla carriera.

A delineare il ritratto di questo artista sono diversi volti del cinema, che hanno avuto il piacere di lavorare con lui  come Bernardo Bertolucci, Vittorio Taviani, Nicola Piovani e Carlo Verdone,

fino ai colleghi d’oltreoceano, come Clint Eastwood, Hans Zimmer, Oliver Stone, Quentin Tarantino e Bruce Springsteen.

Ma tantissime altre sono le figure note che hanno voluto spendere almeno una parola per provare a descrivere un uomo divenuto leggenda.

Ennio, uscito nelle sale da pochi giorni, ha già ricevuto riconoscimenti importanti:

Il film si  è aggiudicato il Nastro d’Argento 2022 per il Documentario dell’anno con questa motivazione:

È un Nastro alla passione, alla ricerca, al racconto d’autore di un protagonista eccezionale che rende unica l’emozione di un film che, oltre la musica e il cinema,

trasmette il senso profondo di un omaggio che rappresenta, insieme, viaggio sentimentale e grande cinema, lectio magistralis e racconto di una genialità assoluta nata in un mondo di disarmante semplicità.

Nel film la ricostruzione di un percorso che affascina lascia storditi non solo dalla magia delle note, ma dalla potenza emotiva che filtra dalle immagini e soprattutto dalle parole.  

E ci fa sentire un senso di profonda nostalgia per il ‘nostro’ Morricone ma anche per quel cinema così grande e irripetibile.

Ennio è stato designato Film della critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con questa motivazione:

Una partitura per immagini che ci porta letteralmente dentro al lavoro di Ennio Morricone, al farsi stesso del cinema come ‘montaggio delle attrazioni’.

Giuseppe Tornatore supera ogni intento agiografico in un documentario che, a dispetto del linguaggio tradizionale, diventa laboratorio di invenzioni e scoperte plurime.

Le due ore e mezzo del film non sembrano neppure sufficienti a una materia esplosiva, magnetica, decisamente inesauribile.

Non solo premi ma anche un trionfo al botteghino che Andrea Occhipinti della Lucky Red, che distribuisce il film con TIMVISION commenta così:

Con Ennio di Tornatore i cinema si sono riempiti. Il film ha già incassato un milione di euro. La gente torna ad avere fiducia e ha voglia di emozioni.

Il pubblico si era già innamorato del film nelle anteprime di fine gennaio, dove ogni proiezione veniva salutata da un applauso caloroso:

questo ha generato un forte passaparola, che siamo certi continuerà a trainare il film verso grandi risultati nelle prossime settimane.

 

 

 

vostro onore

Stefano Accorsi è il protagonista di Vostro onore diretto da Alessandro Casale su Rai 1

Vostro onore, adattamento dalla serie israeliana “Kvodo” (Yes Studios) è la serie con Stefano Accorsi protagonista.

La regia è di Alessandro Casale.

Vostro onore andrà in onda per 4 puntate su Rai 1 dal 28 febbraio.

Si tratta di una coproduzione Rai Fiction – Indiana Production

prodotto da Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli, Benedetto Habib, Marco Cohen per INDIANA PRODUCTION

con soggetto di serie di Donatella Diamanti. I soggetti e le sceneggiature sono di Mario Cristiani, Gianluca Gloria, Laura Grimaldi, Paolo Piccirillo e Donatella Diamanti.

Con Accorsi nel cast ci sono: Matteo Oscar Giuggioli nei panni di Matteo, Barbara Ronchi, Francesco Colella, Betti Pedrazzi, Camilla Semino Favro,

Leonardo Capuano, Isabella Mottinelli, Gabriele Falsetta, Roberto Oliveri, Simon Rizzoni, Riccardo Vicardi e Remo Girone.

Vostro Onore è la storia del conflitto morale, drammatico e assoluto di un uomo che deve scegliere tra la fedeltà ai principi etici di giustizia sui quali ha modellato la sua vita personale e professionale,

diventando un esempio di rettitudine e affidabilità, e l’istinto più ancestrale di difesa degli affetti più cari, in pericolo d’essere annientati.

In Vostro onore Vittorio Pagani è un giudice milanese, conosciuto e rispettato per la sua integrità, in corsa per la carica di Presidente del Tribunale di Milano.

La recente scomparsa della moglie ha segnato dolorosamente la sua vita e complicato il già difficile rapporto con suo figlio Matteo.

Ma quando quest’ultimo investe con la macchina il giovane esponente di una famiglia criminale, i Silva, Vittorio si trova costretto a fare una scelta.

I Silva sono una vecchia conoscenza del giudice: è stato lui infatti, quando era PM, a smantellarne l’organizzazione, arrestandone il capoclan.

Quindi sa bene che, se scoprissero chi è che ha causato l’incidente, i Silva non esiterebbero un solo istante a vendicarsi, uccidendo Matteo.

Per questo lo stimato giudice si avvia a infrangere quella “legge” della quale è stato da sempre integerrimo paladino.

“Non ho visto la serie israeliana da cui è tratta Vostro onore, né l’adattamento americano – afferma Stefano Accorsi -.

Mi sono basato sulla sceneggiatura che ho trovato molto avvincente.

Credo che il pubblico si immedesimerà nel mio personaggio che, ad un certo momento della vita, si chiede cosa è disposto a fare un padre per salvare la vita di un figlio.

Di sicuro si riescono a comprendere le sue scelte, ma non so se tutti saranno disposti a giustificarlo. Nonostante la situazione estrema in cui Vittorio si troverà non è mai diabolico, certo a volte è machiavellico.

Mi piace il fatto che questa Vostro onore  non cerca di dare una risposta alla domanda che in ogni scena ritorna. E’ una storia naturalmente inclusiva.

Abbiamo lavorato molto bene con tutto il cast, in grande sintonia e vorrei sottolineare come il livello tecnico degli italiani è altissimo.

Il regista è stato talmente attento e perfezionista da non lasciarci mai a un attimo di rilassamento perché abbiamo voluto creare un prodotto di qualità e sofisticato.

Mi sembrava – aggiunge Remo Girone –  di girare non per la televisione, ma per il cinema per la qualità dei mezzi messi a disposizione da un punto di vista tecnico.

La regia è stata ottima , un regista che sa lavorare molto bene con gli attori. Mi sono trovato molto bene con tutti ed in particolare con Stefano Accorsi.

Affrontare – dice il regista Casale –  l’adattamento italiano della serie originale israeliana “Kvodo” è stata una sfida entusiasmante e impegnativa, supportata dall’eccellente lavoro degli sceneggiatori.

Loro il merito di aver trasposto sul territorio italiano una drammaturgia aderente alla realtà di una nazione come Israele.

Durante le riprese mi sono concentrato, innanzitutto, sull’approfondimento dei personaggi che sono protagonisti e motore della nostra serie:

il giudice Vittorio Pagani e il figlio Matteo, incarnazione del rapporto padre-figlio, archetipo della letteratura e della cinematografia di tutti i tempi.

Ho deciso di innestare una vicinanza non solo emotiva ma anche fisica ai protagonisti, per condurre lo spettatore ad empatizzare

con le vicende straordinarie con cui si confrontano Vittorio, Matteo e gli altri personaggi della serie.

Ho scelto, quindi, un linguaggio di ripresa asciutto e privo di virtuosismi.