Anno: 2023

vivere non è un gioco da ragazzi

Vivere non è un gioco da ragazzi la nuova serie di Ravello con Fresi, Bisio, Grimaudo in onda dal 15 maggio

Vivere non è un gioco da ragazzi, serie prodotta da Picomedia per Rai Fiction, e in onda su Rai 1 dal 15 maggio, diretta da Rolando Ravello.

La fiction è composta da 6 episodi che saranno suddivisi in 3 serate, due episodi ogni lunedì.

Vivere non è un gioco da ragazzi  è prodotta da Roberto Sessa con il sostegno della Regione Emilia-Romagna

vivre non è un gioco da ragazziIl cast di Vivere non è un gioco da ragazzi è composto da:

Claudio Bisio, Stefano Fresi, Nicole Grimaudo, Riccardo De Rinaldis, Matilde Benedusi

Tommaso Donadoni, Pietro De Nova, Lucia Mascino, Fabrizia Sacchi,  Fausto Sciarappa,

Luca Geminiani.

Lele è cresciuto in periferia, ma attratto dalla scrittura s’iscrive a un liceo classico del centro di Bologna.

Per attirare l’attenzione di Serena, la ragazza che gli piace, Lele si è lasciato coinvolgere in un gruppo di amici che assumono ecstasy.

L’ha provata e ha assecondato la curiosità di un altro amico, Mirco, facendone assumere una pastiglia anche a lui.

Mirco però viene ritrovato senza vita, e per Lele è l’inizio di un incubo che lo conduce in Questura.

A cercare di capire quale sia il reale coinvolgimento di Lele nella vicenda ci sarà il commissario Saguatti.

 

Le riprese di Vivere Non è un Gioco da Ragazzi sono iniziate lo scorso autunno a Bologna, e terminate nelle prime settimane del 2022.

Claudio Bisio sulla sua partecipazione dice:

Avrei dovuto fare solo un cameo, poi una partecipazione, alla fine sono dentro con testa, cuore e piedi.

Il mio personaggio, il commissario Saguatti è burbero, scontroso ed indaga sulla morte dell’amico di Lele per una pasticca tagliata male.

Come tutti i personaggi di questa serie anche lui ha dei segreti che lo portano ad avere atteggiamenti non ortodossi.

 

 

il principe di roma

Il principe di Roma diretto da Edoardo Falcone con protagonista Marco Giallini in prima tv su Sky

Il principe di Roma è il film diretto da Edoardo Falcone, con protagonista Marco Giallini.

Nel cast di Il principe di Roma ci sono:  Giulia Bevilacqua, Filippo Timi, Sergio Rubini,

Denise Tantucci, Antonio Bannò, Liliana Bottone, Massimo De Lorenzo, con Andrea Sartoretti e con Giuseppe Battiston.

il principe di RomaIl film, una produzione Lucky Red con Rai Cinema in collaborazione con Sky Cinema, va in onda lunedì primo maggio

alle 21.15 su Sky Cinema Uno (e alle 21.45 anche su Sky Cinema Collection), in streaming su NOW e disponibile on demand

Roma, 1829. Bartolomeo (Marco Giallini) è un uomo ricco e avido che brama il titolo nobiliare più di ogni cosa.

Nel tentativo di recuperare il denaro necessario a stringere un accordo segreto con il Principe Accoramboni

per ottenere in moglie sua figlia, si troverà nel bel mezzo di un sorprendente viaggio a cavallo tra passato, presente e futuro. A

ffiancato da compagni d’eccezione dovrà fare i conti con sé stesso e conquistare nuove consapevolezze.

 

Sul film dice il regista Falcone

 Ho sempre voluto fare un film ambientato nella Roma del Papa Re.

Questo desiderio ha origine nella mia infanzia quando, in una lontana estate di tanti anni fa, mia madre mi portò in un’arena a vedere Nell’anno del Signore di Luigi Magni.

Proprio dalla visione di quel film così evocativo è nata in me una passione per la storia e le tradizioni della mia città, che ancora oggi non mi ha mai abbandonato.

Avevo però bisogno di trovare un’idea giusta per far rivivere quel mondo così particolare, senza dover rinunciare a trattare temi universali,

come ho sempre cercato di fare nelle mie regie precedenti.

E quest’idea l’ho trovata in un grande classico della letteratura: “Il Canto di Natale” di Charles Dickens. Tutto parte da una domanda paradossale:

e se l’odioso Scrooge invece di vivere a Londra nell’Ottocento, fosse vissuto nello stesso periodo a Roma?

Partendo da questo spunto iniziale, via via si è sviluppata la storia del Principe di Roma che nel tempo ha acquistato sempre più un’identità autonoma.

Tolto il Natale con i suoi regali, eliminato il vecchio Scrooge con la sua proverbiale avarizia, sono nate situazioni, personaggi e sviluppi assolutamente originali rispetto all’universo dickensiano.

In compenso sono rimasti i fantasmi.

Ma non sono più quelli classici del Natale passato, presente e futuro, bensì fantasmi “storici” come Beatrice Cenci, Giordano Bruno e Papa Borgia.

Presenze misteriose che secondo la tradizione continuano a vagare da secoli lungo le strade della città eterna e che guideranno il nostro protagonista in un percorso straordinario attraverso la sua vita.

Un viaggio che pur essendo assolutamente personale, alla fine parla a tutti noi.

La condizione umana, il tempo con il suo scorrere inesorabile, le conseguenze di ogni nostra azione, gli affetti e la memoria, sono solo alcuni dei temi affrontati,

senza però mai rinunciare al sorriso e al divertimento. Nello sviluppo della sceneggiatura, ma ancor più nella realizzazione del film, mi sono basato totalmente sulle numerose fonti d’epoca.

In primis ovviamente sui sonetti del Belli, miniera inesauribile di lingua, curiosità e tradizioni popolari.

Poi, per la ricostruzione iconografica, sulle stampe del Pinelli e sulle litografie di Thomas, istantanee meravigliose di un tempo che non c’è più, ma che ancora vive nella nostra memoria.

Tutto con l’obiettivo di non perdere mai di vista un approccio realistico e rigorosamente storico.

Il modo migliore, secondo me, per raccontare una favola senza tempo.

Giallini sui suoi personaggi:

Ci sono stati personaggi che ho praticato di più.

 C’è sempre un po’ di noi in tutto penso al personaggio di Rocco Schiavone, che forse si avvicina di più.

Alla sceneggiatura cerco di dare la mia impronta, non facendo nulla.

Mi attengo a quello che mi dice la sceneggiatura, di me non c’è niente.

Io non sono né avido, né Principe! Comunque mi diverto. Fare cinema è bellissimo”. 

 

 

rocco schiavone

Rocco Schiavone quinta stagione con Marco Giallini ancora protagonista diretto da Spada in onda sulla Rai

Rocco Schiavone quinta stagione è la serie tratta dai romanzi e racconti di Antonio Manzini

rocco schiavoneediti in Italia da Sellerio per la regia di Simone Spada.

Nel cast con Marco Giallini ci sono:  Ernesto D’Argenio, Christian Ginepro, Massimo Reale,

Lorenza Indovina, Valeria Solarino,  Mirko Frezza,  Massimo Olcese, Gino Nardella.

La sceneggiatura è di  Antonio Manzini e  Maurizio Careddu.

I Produttori della Rai sono: Ivan Carlei, Alessandro Carbone, Fania Petrocchi

Prodotto da Rosario Rinaldo (APA) e Maddalena Rinaldo per CROSS PRODUCTIONS

Rocco Schiavone quinta stagione  è una coproduzione RAI FICTION, CROSS PRODUCTIONS e BETA FILM con il sostegno di     Film Commission Vallée d’Aoste

Schiavone continua a dialogare con il fantasma della moglie Marina (ora interpretata da Miriam Dalmazio),

ma il colpo di pistola sparato per errore dall’agente D’Intino  gli ha lasciato un profondo senso di vuoto e di solitudine.

Con il trasferimento di Gabriele (Carlo Ponti) e Cecilia (Anna Bellato) a Milano, Rocco ha perso ogni legame affettivo, nulla sembra potergli riscaldare l’anima:

il rapporto con Sandra (Valeria Solarino) non prende il volo e di Sebastiano (Francesco Acquaroli) nessuno sa più nulla.

Persino il suo fiuto nelle indagini inizia a vacillare, al punto da portare Rocco a compiere uno sbaglio, il primo.

Sarà il ritorno di Baiocchi (Adamo Dionisi) e dei fantasmi del passato a far tremare ulteriormente la terra sotto i suoi piedi,

niente è come credeva che fosse e tutto ciò che lo legava alla sua vita romana sembra sgretolarsi.

Ormai Rocco è costretto ad arrendersi alla realtà aostana tanto detestata, ma che forse rappresenta il suo unico vero rifugio sicuro.

Il regista Simone Spada su Rocco Schiavone quinta stagione:

Schiavone è un vicequestore in forza alla Polizia di Stato, romano fin nel midollo, che si ritrova a dover svolgere le sue funzioni nella città di Aosta.

Ma Rocco Schiavone è sì un poliziotto, ma tutto di lui farebbe dire il contrario.

Se penso a Rocco penso a quel meraviglioso viso unico e vissuto di Marco Giallini;

penso alla scrittura umana e raffinata di Antonio Manzini,

a quei bei romanzi Sellerio che divoravo anche prima di poter immaginare che un giorno ne avrei in qualche modo fatto parte,

penso alla passione e alla visione del nostri produttori Rosario Rinaldo e Maddalena Rinaldo,

alla Valle d’Aosta, che anche quest’anno ci ha ospitato,

alla neve, un elemento naturale, magico, malinconico e visivo che merita di riempire quasi sempre un’inquadratura.

Rocco Schiavone è un racconto che più cresce e va avanti negli anni, più diventa potente, pieno e pregno di umanità e ricco di sfumature.

Rocco è un po’ la verità della vita, la sua forza è l’empatia che crea con chi lo ama e chi non lo sopporta.

Nonostante viva in un tempo sospeso, un continuo inverno che sembra non passare mai, Rocco cambia, perché noi stessi cambiamo con lui.

Anche in questa stagione come nelle precedenti si arricchiscono ulteriormente le linee dei personaggi che lo circondano, le sue amicizie, i suoi amori mancati o schivati, i rimpianti, gli incontri e alcuni ritorni.

A questa  quinta stagione  sono particolarmente legato perché fiero di questo prodotto che ormai, sembra assurdo, vivo un po’ come un figlio.

il sole dell'avvenire

Il sol dell’avvenire di Nanni Moretti nelle sale cinematografiche e poi a Cannes

Il sol dell’avvenire è il film sceneggiato da Francesca Marciano, Nanni Moretti, Federica Pontremoli, Valia Santella e diretto da Nanni Moretti nelle sale dal 20 aprile.

il sole avvenireNel cast de Il sol dell’avvenire ci sono:  Nanni Moretti, Margherita Buy, Valentina Romani, Silvio Orlando, Barbora Bobulova,

Flavio Furno, Mathieu Amalric, Zsolt Anger, Jerzy Stuhr, Teco Celio,

Giuseppe Scoditti, Beniamino Marcone, Valerio Da Silva, Angelo Galdi, Arianna Pozzoli, Rosario Lisma, Francesco Brandi, Laura Nardi,

Arianna Serrao, Blu Yoshimi, Michele Eburnea, Elena Lietti, Benjamin Stender, Francesco Rossini,

Federica Sandrini, Carolina Pavone, Sun Hee You.

A maggio, “Il sol dell’avvenire” concorrerà per la Palma d’oro al Festival di Cannes:

La distribuzione è di  01 Distribution, la fotografia di Michele D’Attanasio, il montaggio

Di Clelio Benevento e le musiche sono di Franco Piersanti

La produzione è a cura di  Sacher Film, Fandango con Rai Cinema, Le Pacte.

 

Il sol dell’avvenire vede protagonisti Giovanni (Moretti), un regista sempre meno in sintonia con il mondo attorno a lui.

Sta girando un film ambientato nel 1956, la storia del segretario della sezione del PCI del quartiere romano del Quarticciolo che deve capire come reagire all’invio dei carri armati sovietici a Budapest.

La produttrice del film è sua moglie Paola (Margherita Buy), che però sta pensando di lasciarlo, anche se Giovanni non lo sa.

Giovanni sta anche scrivendo un film tratto da “Il nuotatore” di John Cheever, e allo stesso tempo immagina di girare un film che racconti la storia quarantennale di una coppia,

con tante canzoni italiane a fare da sottofondo.

Sul film Moretti dice:

Per quanto riguarda il film ambientato nel ’56, alcuni anni fa, prima di ‘Tre piani’ cercammo di ambientare un film in quell’anno però non eravamo soddisfatti.

Poi dopo Tre piani ho detto ‘teniamo quella ambientazione del ’56 ma ai lati, sopra e sotto, voglio raccontare la vita del regista di quel film’”.

Il film offre l’opportunità di riflettere sul presente, per esempio sullo stato odierno del cinema e sulle piattaforme online che vanno bene solo per le serie, i film si devono fare per il cinema.

Ho sempre cercato di andare contro l’onda. Negli anni 80 si facevano pochi film realmente radicati sul territorio e io reagii creando una mia casa di produzione per film italiani;

poi negli anni 90, mentre le sale iniziavano a chiudere, aprii il cinema Nuovo Sacher;

e oggi faccio film rivolti unicamente agli spettatori in sala.

Un tempo i film d’autore venivano preparati bene, coccolati, uscivano al momento giusto. Oggi invece vengono gettati allo sbaraglio e il pubblico non capisce cosa sta uscendo.

Il cinema italiano è vivo, ci sono tanti registi giovani e bravi, oltre agli Amelio, ai Bellocchio, e il pubblico regala sorprese, si pensi a “Le otto montagne”.

Quello che manca è l’attenzione, per esempio delle belle trasmissioni a tema in tv.

 

Margherita Buy sul film dice:

“Questo è un film complesso, ed ero molto curiosa di vedere come si sarebbero intrecciate le varie storie, come sarebbero state rese.

È un film che mi ha molto commossa”.

i pionieri

I Pionieri diretto da Luca Scivoletto con Peppino Mazzotta, Lorenza Indovina, Claudio Bigagli prodotto da Fandango nelle sale

I Pionieri è il film diretto da Luca Scivoletto con soggetto e sceneggiatura di Eleonora Cimpanelli, Pierpaolo Pirone, Luca Scivoletto prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci.

I Pionieri è una produzione Fandango e Rai Cinema nelle sale dal 13 aprile.

i pionieriLa fotografia di I Pionieri è di Stefano Falivene, il montaggio di Alice Roffinengo.

Nel cast ci sono: Mattia Bonaventura, Francesco Cilia, Danilo Di Vita, Matilde Sofia Fazio, Peppino Mazzotta, Lorenza Indovina, Eleonora Danco con la partecipazione di Claudio Bigagli.

Sicilia, estate del 1990. Enrico ha dodici anni e tutti i problemi dei ragazzini della sua età. Ma a tormentarlo non sono gli ormoni impazziti o un amore non corrisposto.

Il suo problema più grande si chiama Partito Comunista Italiano.

Il partito di suo padre – dirigente locale e probabile futuro segretario regionale – e di sua madre, delegata all’educazione ortodossa dei figli:

niente religione, niente Reebook, niente Rambo, niente Nintendo. In pratica: niente vita sociale.

A parte Renato, l’unico amico di Enrico, anche lui figlio di comunisti (il padre morto per la troppa passione politica e la madre viva ma non meno appassionata)

che a dodici anni si veste e parla come un funzionario di sessanta.

Lui al comunismo ci crede davvero. Enrico invece vorrebbe solo essere come gli altri.

D’estate andarsene al mare, per esempio, e non in giro con il padre, a convincere i compagni che la svolta voluta dal segretario, l’abbandono della falce e martello, è ormai inevitabile.

Farebbe qualunque cosa per evitarlo, anche scappare.

Andarsene in campeggio loro due, lontani da sezioni fumose e da cugini maneschi.

Non un campeggio normale, no: rifonderanno i Pionieri, i vecchi scout comunisti ormai estinti da decenni.

E andrebbe tutto liscio se sulla via della fuga non incontrassero Vittorio, compagno di scuola pluribocciato e manesco che si unisce all’impresa;

e Margherita, anche lei in fuga dalla madre, militare americana della vicina base Nato, e da un vero campo scout.

Quattro ragazzini con ben poco in comune, se non la necessità di scappare.

Dai militari americani e da una madre che vuole portarti lontano, dai carabinieri e da un altro quartetto, male assortito come il loro:

i litigiosissimi genitori di Enrico, l’intransigente madre di Renato e il fascistissimo padre di Vittorio.

Per riuscirci Enrico, Renato, Vittorio e Margherita devono restare uniti, che se non si può tornare indietro non si può far altro che andare avanti. Anche se fa paura.

sul film il regista dice:

Il film parte da uno spunto autobiografico, quindi, ma che poi parte per la tangente. Una storia che racconta l’avventura, racconta la crescita, l’amicizia, l’amore.”

L’Italia era organizzata in maniera diversa rispetto ad ora.

C’era una partecipazione alla politica anche quotidiana.

Era una realtà molto diversa. Io faccio parte di quella generazione che ha assistito al distacco dalla politica.

Immagino che, leggendo il libro, i giovani attori siano riusciti ad entrare in un mondo che non conoscevano e farsi un’idea di che cosa fosse.

Il caso del personaggio di Renato è stato emblematico. Francesco, l’attore, doveva crederci. Questa è stata la sfida vera.

Doveva sostenere un personaggio già strano all’epoca. Usavamo la Juventus come metafora. Poi i problemi sono sempre gli stessi, nella famiglia, nella crescita.

Il rispecchiamento per loro c’è, il comunismo è uno sfondo storico.

Magari farà sorgere delle domande: cosa è successo in Italia dopo la caduta del muro?Se i più giovani si faranno questa domanda, la sfida è vinta”.

stranizza d'amuri

Stranizza d’amuri il debutto alla regia di Giuseppe Fiorello è nelle sale

Stranizza d’amuri è il film diretto da Giuseppe Fiorello al suo debutto alla regia.

Il film è liberamente ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto in Sicilia nel 1980, il delitto di Giarre. Il film è dedicato alle due vittime, Toni e Giorgio.

stranizza d'amuriNel cast di Stranizza d’amuri ci sono:  Gabriele Pizzurro, Samuele Segreto, Fabrizia Sacchi, Simona Malato, Antonio De Matteo, Enrico Roccaforte,

Roberto Salemi, Giuseppe Spata, Anita Pomario, Alessio Simonetti, Raffaele Cordiano, Giuditta Vasile

Il film è prodotto da Eleonora Pratelli per Iblafilm, Fenix Entertainment con Rai Cinema, Silvio Campara, Golden Goose e GeneraLife.

Le riprese si sono svolte tra Marzamemi, Ferla, Buscemi, Priolo Gargallo, Pachino.

Giugno 1982, in una calda Sicilia che freme per la Nazionale Italiana ai Mondiali di calcio, due adolescenti, Gianni e Nino, si scontrano con i rispettivi motorini lungo una strada di campagna.

Dallo scontro nasce una profonda amicizia, ma anche qualcosa di più, qualcosa che non viene visto di buon occhio dalle famiglie e dai ragazzi del paese.

Coraggiosi e affamati di vita, Gianni e Nino non si curano dei pregiudizi, delle dicerie e vivono liberamente.

Una libertà che gli altri non comprendono e non sono disposti ad accettare..

Stranizza d’amuri è dedicato a Giorgio e Antonio, vittime del delitto di Giarre, avvenuto nel 1980 in provincia di Catania.

Giuseppe Fiorello sul film dice:

“Questa mia prima regia nasce da un articolo che celebrava il trentennale del delitto Giarre, un caso che non conoscevo.

Mi è scattato così un grande senso di colpa: mi sentivo, in quanto siciliano, corresponsabile di quello che era successo.

Nonostante il tema, non volevo dare messaggi, ma casomai fare un inno alla vita. E poi anche io ho amato tanto i miei amici, anche l’amicizia è una forma d’amore, ma senza sesso.

Volevo fare una storia universale e non nascondo che mi sono ispirato a quel capolavoro che è ROMA di Alfonso Cuaron.

Lui più volte ha detto che ha guardato alla sua famiglia e così mi ha suggerito di ambientarlo nel 1982, anno importante per l’Italia, quando il nostro Paese vince i mondiali”.

che prende il titolo dal brano omonimo di Franco Battiato, ha poi le musiche di Giovanni Caccamo e Leonardo Milani.

il ritorno di casanova

Il Ritorno di Casanova è il film diretto da Gabriele Salvatores con Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio

Il Ritorno di Casanova è il film diretto da Gabriele Salvatores  nelle sale cinematografiche.

il ritorno di Casanova Liberamente tratto da “Il ritorno di Casanova” di Arthur Schnitzler il film è una produzione Indiana Production con Rai Cinema,

Ba.Be Productions ed EDI Effetti Digitali Italiani,

in collaborazione con 3 Marys Entertainment, in associazione con BPER Banca S.p.A. ai sensi delle norme del tax credit, con il contributo di Regione del Veneto.

Il film ha aperto  il Bif&st 2023 a Bari.

La sceneggiatura è opera dello stesso Gabriele Salvatores con Umberto Contarello e Sara Mosetti.

Nel cast di Il Ritorno di Casanova ci sono: Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio, Sara Serraiocco, Natalino Balasso, Alessandro Besentini, Bianca Panconi.

Inoltre figurano nel cast anche:  Antonio Catania, Elio De Capitani, Angelo di Genio, Sara Bertelà, Marco Bonadei.

 

Il protagonista Leo Bernardi è un affermato e acclamato regista alla fine della sua carriera,

che non ha alcuna intenzione di accettare il suo lento declino.

Per la sua ultima opera, Leo ha scelto di raccontare il Casanova di Arthur Schnitzler,

un personaggio incredibilmente simile a lui, più di quanto lui stesso possa immaginare.

Quello raccontato da Schnitzler è un Casanova che ha ormai superato la sua gioventù, i tempi di gloria sono andati:

non ha più il suo fascino e il suo potere sulle donne, non ha più un soldo in tasca, non ha più voglia di girare l’Europa.

Dopo anni di esilio, ha un solo obiettivo: tornare a Venezia, casa sua.

Nel suo viaggio verso casa, Casanova conosce una ragazza, Marcolina, che riaccende una fame di conquista che non sentiva da anni.

Nel tentativo di sedurla, Casanova arriverà alla più tragica delle conclusioni: è diventato vecchio.

Non è un caso se Leo Bernardi abbia deciso di raccontare questa storia proprio adesso, in un momento cruciale della sua vita e della sua carriera.

Le inquietudini e i dubbi dei due sono incredibilmente simili. È più importante il Cinema o la Vita? Continuare a recitare il proprio personaggio o lasciarsi andare alle sorprese che la Vita ti propone?

: “E’ un film a cui tengo molto – ha spiegato tempo fa Gabriele Salvatores – perchè è  la prima volta che parlo un po’ di me.

 

Il protagonista e’  un regista un po’ piu’  giovane di me che deve fare un film su Casanova anziano.

Due persone in una fase di dilemma della vita, che si chiedono se si deve sempre ripetere il proprio personaggio o lasciarsi andare al qualcosa diverso… ve lo anticipo, la vita e’  piu’  importante del cinema”.

christian

CHRISTIAN seconda stagione serie diretta da Stefano Lodovichi con Pesce, Santamaria, Morante

CHRISTIAN seconda stagione, è la serie Sky Original diretta da Stefano Lodovichi, nata da un’idea di Roberto “Saku” Cinardi,

christianprodotta da Sky Studios e Lucky Red in collaborazione con Newen Connect,

anche distributore internazionale della serie,

e liberamente ispirata alla graphic novel Stigmate di Lorenzo Mattotti e Claudio Piersanti (edita da Logos

Edizioni).

Il soggetto di serie è di Francesco Agostini, Giulio Calvani, Valerio Cilio, Stefano Lodovichi, con la collaborazione di Patrizia Dellea.

Sceneggiature di Valerio Cilio, Patrizia Dellea, Stefano Lodovichi e Valentina Piesanti.

I protagonisti di CHRISTIAN seconda stagione sono Edoardo Pesce e Claudio Santamaria con Silvia D’Amico,

Antonio Bannò, Francesco Colella, Gabriel Montesi, Giulio Beranek

e Ivan Franek, Romana Maggiora Vergano.

Due debutti assoluti nel cast della seconda stagione

di CHRISTIAN seconda stagione: quello di Laura Morante e  Camilla Filippi.

Il boss Lino è morto e Città-Palazzo ha bisogno di un nuovo re:

per Christian arriva il momento di prendere coscienza del proprio dono e costruire il regno predetto dal Biondo, diventando punto di riferimento di un’intera comunità,

colui che compie scelte che andranno a influire sulla vita di tutti.

Matteo, intanto, si trova davanti ad un’ardua scelta, quella di schierarsi contro il salvatore di suo figlio, cedendo alla tentazione di giocare per sé.

Al suo fianco infatti arriva la Nera, un essere divino determinato ad ostacolare i piani del Biondo.

Ma in questo mistico, magico gioco di potere fra santi e demoni, nessuno può anche solo immaginare che forma assumerà, tra le mura di Città-Palazzo, la lotta per la libertà..

Dice il regista Stefano Lodovich:

Christian – Seconda stagione è più di una storia di un quartiere periferico romano, di criminali o di giochi di potere tra… umani.

Perché se nella prima stagione abbiamo imparato a conoscere e ad amare il Biondo,

in questa seconda stagione incontreremo la sua nemesi, la Nera (Laura Morante),

pronta a ristabilire la sua idea di ordine a ogni costo, fosse anche

portare l’anarchia, la violenza, mettendo mano a tutti i trucchi e i sotterfugi che secoli di regole e tradizioni cristiane le hanno messo a disposizione.

E con lei troveremo altri personaggi nuovi e intriganti come Taribo (Khadim Max), capo di un piccolo gruppo di violenti nigeriani, o Esther (Camilla Filippi),

un’outsider del quartiere che, come i salmoni, non può che vivere controcorrente, contro tutto… e

tutti?

Ma in questo secondo capitolo, chi manovra e chi è manovrato? Chi è il burattino e chi il burattinaio? Noi

abbiamo fatto il possibile. Il resto sta a voi. Ah, voi sapete giocare a tressette?

Sulla serie dice Sonia Rovai, Senior Director Scripted Productions Sky Studios

 Indie e mainstream, “supercoatta” ma contemporaneamente in grado di esplorare temi altissimi,

pressoché insondabili, fra esseri sovraumani e piccoli, umanissimi criminali:

con Valerio Cilio e il suo team alla sceneggiatura, Lodovichi firma una serie che vive di estremi, che gioca divertita coi codici del genere per inventarne uno nuovo, solo suo.

Christian è un piccolo miracolo, talmente ben girata, scritta e recitata – insieme a Pesce come

non citare anche l’apporto di tutto il cast e, in particolare, di un talento cristallino come quello di

Silvia D’Amico – da essere diventata in breve un vero e proprio cult, andato a inserirsi in maniera

sorprendentemente coerente nella tradizione delle nostre produzioni.

Una serie che di Sky Studios incarna alla perfezione il DNA, fatto di progetti originali, high-concept, esaltati dal talento di giovani attori e creativi italiani e sorretti da valori produttivi d’eccellenza in tutti i reparti.

 

era ora

Era ora il film di Alesandro Aronadio con Leo e Ronchi raggiunge il primo posto nella classifica dei film Netflix più visti del momento

Era ora è il film diretto da Alessandro Aronadio, presentato all’ultima Festa del Cinema di Roma, un remake di Long Story Short di Josh Lawson.

La sceneggiatura di Era ora è firmata da Alessandro Aronadio e Renato Sannio.

era oraNel cast di Era ora ci sono: Edoardo Leo, Barbara Ronchi,  Francesca Cavallin, Raz Degan, Massimo Wertmüller, Mario Sgueglia e Andrea Purgatori.

Il film è prodotto da BIM Production in collaborazione con Vision Distribution e Netflix.

Uscito da poco su Netflix  il film è al primo posto nella classifica dei film Netflix più visti del momento non solo in Italia

ma anche nel mondo conquistando ben in ben 44 Paesi tra cui Argentina, Bolivia, Brasile, Portogallo, Marocco e tanti altri ancora e

con 11,550,000 ore di visualizzazione.

Dante e Alice si amano alla follia.

Peccato che lui sia la tipica persona a cui una giornata non basta mai, che arriva sempre in ritardo e si barcamena a fatica tra i mille impegni quotidiani di lavoro e vita privata.

Succede anche il primo giorno dei suoi quarant’anni, quando Dante si presenta in ritardo di ore alla sua festa di compleanno.

A detta sua, la soluzione sembra a portata di mano: se lavorerà abbastanza, magari tra qualche anno sarà riuscito a comprarsi un po’ di tempo.

Ma cosa succede quando l’indomani si sveglia e si ritrova un anno in avanti?

Come è possibile che sia già il giorno del suo quarantunesimo compleanno?

E come fa Alice a essere incinta di quattro mesi? Cosa ne è stato del resto del suo anno?

 

Sul film il regista dice:

Era ora parla di me, parla di noi, dei nostri errori, di quello che rischiamo di perdere ogni giorno, di quello che abbiamo lasciato indietro,

di quello che abbiamo dimenticato e di quello che non riusciamo a dimenticare.

Perché, grazie al cinema, le nostre tragedie di oggi possono diventare le commedie di domani”.

E’ stato un processo di trascrittura abbastanza brutale rispetto all’originale.

 Quando mi è stato proposto di fare il remake non ero molto d’accordo nel fare un film originale,

ma l’idea del salto nel tempo mi entusiasmava molto e volevo cimentarmi nella romantic comedy.

E’ stata una sfida divertente e il tentativo è stato quello di trovare una chiave originale

I protagonisti della pellicola Edoardo Leo e Barbara Ronchi raccontano i loro personaggi:

Il personaggio di Alice  fa un percorso di consapevolezza sul tempo.

Sa che il tempo che si dà ad un’altra persona è prezioso, così quando capisce che non è ricambiato decide di mettere un freno e prendersi cura di sé.

Credo che per gestire il tempo bisogna avere il talento di fare delle scelte, individuare le priorità.

Edoardo Leo dice:

“Non capita spesso di leggere sceneggiature che ti fanno fare domande personali, in questo caso io mi sono interrogato.

 Il tempo è qualcosa di profondamente contemporanea all’interno di un archetipo narrativo su cui il cinema si è sempre interrogato.

E questo è bastato per convincermi a fare il film. C’è una parte di questo film che mi ha toccato, alla fine della proiezione ho pianto.

il viaggio leggendario

Il viaggio leggendario è il film diretto da Alessio Liguori con Dominick Alaimo, Erick Parisi nelle sale dal 23 marzo

Il viaggio leggendario è il film diretto da Alessio Liguori tratto dall’opera letteraria Il viaggio leggendario

di Erick Parisi e Dominick Alaimo edito da Magazzini Salani ed esce nelle sale il 23 marzo.

Nel cast di Il viaggio leggendario ci sono:  Dominick Alaimo, Erick Parisi,

Sofia Iacuitto, Gianni Franco, Ladislao Liverani e con la partecipazione di Herbert Ballerina.

il viaggio leggendarioUna produzione Lotus Production, una società Leone Film Group, in collaborazione con Medusa Film

in collaborazione con DinsiemE Srl, una distribuzione MEDUSA FILM.

È sera, Erick e Dominick ricevono un pacco misterioso da parte di uno strano postino.

All’interno c’è un videogioco di cui non hanno mai sentito parlare: “Il Viaggio Leggendario”.

Curiosi, i ragazzi infilano nella console il videogioco e… vengono trasportati in un’altra dimensione, ovvero nel mondo di Leggendaria.

All’improvviso Erick viene catturato dal malvagio Dottor Timoti alleato con suo fratello Dottor Giniu,

scienziati pazzi e nemici giurati dei DinsiemE.

Dominick non riesce a salvarlo, e i due ragazzi si ritrovano da soli.

Nei loro percorsi paralleli, Erick e Dominick imparano ben presto che a Leggendaria, per sopravvivere, dovranno applicare la logica a livelli dei videogiochi.

Dominick, alla ricerca di Erick, si ritrova nel livello di Camelot, dove incontra la principessa Ginevra, Erick invece è nel livello del Regno di Atlantide,

dove trova come suo alleato il filosofo Platone e… addirittura si ritrova a duellare con il capitano dei pirati!

Tante sono le sfide e tanti sono i nuovi personaggi che incontreranno lungo il percorso. In un’entusiasmante corsa contro il tempo fino ad arrivare all’ultimo livello…

Riusciranno a fermare il Dottor Giniu, a salvare Leggendaria e a tornare a casa?

Sul film il regista dice:

Quando ho letto per la prima volta Il viaggio leggendario ho colto subito l’opportunità di poter

raccontare una storia davvero fantastica a un giovane pubblico, rievocando quel

senso di meraviglia e bellezza con il quale sono cresciuto.

 Il libro dal quale è tratto il film è ambientato in tre mondi fantastici: Camelot, Atlantide e il Regno di Diamante.

La lettura mi ha immediatamente riportato ad un’altra fantastica esperienza della mia

infanzia:

quella nei parchi a tema, dove ho potuto visitare in prima persona questi mondi ricostruiti, restandone segnato per sempre.

Nell’approcciare al film ho voluto unire queste due grandi suggestioni: i contenuti e

la narrazione del cinema di fine secolo scorso e l’esperienza ludica dei parchi a tema,

allo scopo di far vivere allo spettatore quel senso di stupore e fascinazione che mi ha

accompagnato per tutta la vita.

Emozioni che passano inevitabilmente anche attraverso la musica del film, che unirà

approcci di epoche differenti ma di medesima matrice, passando da John Williams ad

Alan Silvestri, sino a John Powell.

La trasposizione cinematografica de “Il Viaggio Leggendario” ha il grande vantaggio di

vedere due protagonisti che non sono “semplici YouTuber”.

 Sul set, Erick e Dominick dimostrano un talento innato che va ben oltre i media streaming e che sarà una grande rivelazione per il pubblico tradizionale cinematografico.

 Inoltre, sono coadiuvati da un cast d’eccellenza che danno vita a personaggi iconici.

Il “Viaggio Leggendario” è la realizzazione materica dei sogni di ogni bambino.

Le ambientazioni del film, gli allestimenti fantastici e i costumi, conducono lo

spettatore in un viaggio senza tempo paragonabile solo alle grandi attrazioni dei

parchi a tema più famosi del mondo, rendendo il film un’incredibile esperienza

emotiva e sensoriale.

La storia avvincente e dal ritmo serrato, i personaggi ben costruiti ed egregiamente

interpretati dal cast, fanno de “Il Viaggio Leggendario” un film divertente ed evocativo

per tutte le età.