Anno: 2025

ticket to paradise

Ticket to paradise di Ol Parker con George Cloney e Julia Roberts in onda su canale 5

Ticket to Paradise è il film diretto da Ol Parker autore anche, con Daniel Pipski, della sceneggiatura.

Il film è realizzato da  Universal ed è realizzato grazie agli incentivi del governo federale australiano e alla Production Attraction Strategy di Screen Queensland.

ticket to paradiseIl cast di Ticket to Paradise  è con i premi Oscar Julia Roberts e George Clooney

e con Tim Bevan, Eric Fellner, Sarah Harvey, Deborah Balderstone, Grant Heslov,  Lisa Roberts Gillan, Marisa Yeres Gill.

In Ticket to Paradise, George Clooney e Julia Roberts portano in scena i personaggi di David e Georgia,

una coppia divorziata che sembra essere d’accordo solo su una cosa: il loro amore per la figlia Lily.

E quando quest’ultima, durante il suo viaggio di laurea a Bali, incontra un allevatore di alghe di nome Gede,

si innamora di lui e annuncia ai suoi genitori che lo sposerà, c’è solo una cosa che possono fare:

collaborare per impedirle di compiere lo stesso errore commesso da loro tanti anni prima.

Quando a Bali David e Georgia si coalizzano con l’obiettivo di fermare la figlia, David inizia a rendersi conto che potrebbe provare ancora qualcosa per la ex moglie, anche se finge che non sia così.

L’obiettivo principale di Georgia quando arriva a Bali è assicurarsi che sua figlia non commetta gli stessi suoi errori.

Non vuole che Lily perda delle opportunità a causa di una decisione impulsiva.

E se è vero che Georgia ha un nuovo fidanzato più giovane,

Paul (Lucas Bravo), inizia a mettere in discussione quella relazione dopo aver passato del tempo con il suo ex marito.

Il film va in onda lunedì 9 giugno su Canale 5 alle 21.20.

“Le commedie romantiche rendono felici le persone, sono qualcosa di gioioso e ottimista,

ha spiegato il regista Ol Parker

Per questo, durante la prima ondata della pandemia da CoVid ho deciso di scrivere una storia che avesse come obiettivo quello di ridere collettivamente,

avendo da subito in mente la coppia Roberts e Clooney”.

David è sicuro di molte cose che riguardano la sua vita, tranne che del suo rapporto con Georgia,

dice del suo personaggio  Clooney.

Provava ancora qualcosa per lei anche durante gli anni in cui erano divorziati, ma era convinto che l’ex moglie fosse andata avanti e che lui dovesse farsene una ragione.

Lei ha un nuovo fidanzato e una nuova vita di cui lui non fa parte, e lui non vuole rischiare di stare male per essere stato tagliato fuori o di rendere le cose più complicate di quanto non siano già.

E, più di ogni altra cosa, non vuole compromettere il suo rapporto con la figlia Lily”.

Su una scena particolarmente spassosa la Roberts dice:

“Sono convinta che la scena in cui beviamo sia quella che tutti non vedevano l’ora di vedere.

Una scena molto divertente, che vedeva la presenza di gran parte del cast.

La scena del ballo era stata discussa prima, ma quel giorno abbiamo fatto tutto ciò che ci veniva in mente in quel momento.

Ed è giusto dire che ogni volta era diversa.

Ricordo che a fine giornata ero molto accaldata, sudata e stanca, e mi facevano male le guance per aver riso di George!”.

 

 

 

 

 

Berlinguer. La grande ambizione

“Berlinguer La grande ambizione” diretto da Andrea Segre con Elio Germano e Stefano Abbati, Paolo Calabresi

“Berlinguer La grande ambizione”  è il film diretto da Andrea Segre

autore anche della sceneggiatura con Marco Pettenello.

La fotografia è opera di Benoît Dervaux.

Berlinguer. La grande ambizioneUna produzione Vivo film e Jolefilm con RAI CINEMA

in coproduzione con Tarantula,  AGITPROP.

Il film va in onda lunedì 26 maggio su Sky Cinema  Uno in prima TV, in streaming su NOW e disponibile on demand.

Berlinguer La grande ambizione”, presentato come film d’apertura della 19ª edizione della Festa del Cinema di Roma,

ha vinto due David di Donatello alla settantesima edizione della cerimonia,

aggiudicandosi il premio per Miglior Attore Protagonista a Elio Germano e Miglior Montaggio.

Nel cast di “Berlinguer La grande ambizione”  con Elio Germano ci sono:

Stefano Abbati, Francesco Acquaroli, Fabio Bussotti, Paolo Calabresi, Ugo Pecchioli,

Roberto Citran, Pierluigi Corallo, Nikolay Danchev, Svetoslav Dobrev

Luca Lazzareschi, Lucio Patanè, Andrea Pennacchi, Paolo Pierobon

Elena Radonicich, Fabrizia Sacchi.

Quando una via sembra a tutti impossibile, è necessario fermarsi?

Non l’ha fatto Enrico Berlinguer, segretario negli anni Settanta del più importante partito comunista del mondo occidentale,

con oltre un milione settecentomila iscritti e più di dodici milioni di elettori, uniti

dalla grande ambizione di realizzare il socialismo nella democrazia.

Sfidando i dogmi della guerra fredda e di un mondo diviso in due, Berlinguer e il PCI tentarono per cinque anni di andare al governo,

aprendo a una stagione di dialogo con la Democrazia Cristiana e arrivando a un passo dal cambiare la Storia.

Dal 1973, quando sfuggì a Sofia a un attentato dei servizi bulgari, attraverso le campagne elettorali e i viaggi a Mosca,

le copertine dei giornali di tutto il mondo e le rischiose relazioni con il potere,

fino all’assassinio nel 1978 del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro:

la storia di un uomo e di un popolo per cui vita e politica, privato e collettivo, erano indissolubilmente legati.

 

Il regista Segre su “Berlinguer La grande ambizione” dice:

Su Enrico Berlinguer sono stati realizzati molti documentari, libri, saggi, ma nessuno ha mai provato ad affidare al cinema di finzione la ricostruzione “da dentro” della sua vita,

o di parte di essa, del suo mondo e del suo popolo.

Insieme a Marco Pettenello, sceneggiatore e compagno di tanti viaggi importanti, ho deciso di

misurarmi con questa sfida e due sono stati i cardini che mi hanno aiutato ad arrivare fin qui:

 

da una parte il rispetto della serietà e della sobrietà di Berlinguer, dall’altra la scelta di non

imitare né idealizzare, ma di provare sempre a capire.

Non sono due indicazioni puramente razionali, credo siano profondamente poetiche.

Seguendole, ho cercato di entrare nel pensiero di Berlinguer, nella sua relazione diretta con

quanto ha voluto e ha fatto,

con le sue ambizioni, le sue tensioni e le sue paure, negli anni forse

più complessi e decisivi della sua esperienza politica.

E ho cercato di penetrare nel suo mondo,

in quell’universo parallelo unico, intenso e non privo di contraddizioni, così singolare nella

storia d’Europa, che ha rappresentato il Partito Comunista Italiano,

 a cui Berlinguer ha dedicato la vita intera.

Aver scelto, sin dal primo istante, Elio Germano come protagonista è stato essenziale,

 perché sapevo e ora so ancora meglio che anche lui avrebbe lavorato per capire e non per rappresentare.

Ho seguito Enrico/Elio con una regia di immersione, grazie alla maestria della camera di Benoît Dervaux, dentro ai luoghi e alle scelte di quegli anni così densi,

 veri spartiacque dello sviluppo sociale e politico dell’Italia e non solo.

death of unicorn

Death of Unicorn il film scritto e diretto da Alex Scharfman con Paolo Rudd e Jenny Ortega

Death of a Unicorn è il film scritto e diretto, per la prima volta, da Alex Scharfman.

death-of-a-unicornIl film è prodotto da: Lucas Joaquin, Tyler Campellone, Drew Houpt, Lars Knudsen, Alex Scharfman

Tim Headington, Theresa Steele Page

Il cast di Death of a Unicorn  è formato da: Paolo Rudd, Jenna Ortega, Will Poulter

Tè Leoni, Richard E. Grant.

Le case di produzione di Death of a Unicorn sono:

Motore segreto, Monoceros Media, Piolo quadrato, Royal Budapest Film Co, Ley Line Entertainment.

Elliot e Ridley sono un padre e una figlia diretti verso la casa di Odell Leopold un ricco magnate farmaceutico.

Elliot è un avvocato che sta cercando di entrare nelle grazie di Odell e, per raggiungere il suo obiettivo,

ha deciso di accettare l’invito nella sua magione immersa in un parco sperduto tra le montagne.

Durante il viaggio, la macchina di Elliot e Ridley investe quello che sembra un animale selvatic e che invece si rivela un cucciolo di unicorno.

Mentre si trova al capezzale dell’animale esanime, Ridley tocca il suo corno e per un attimo entra in contatto con un mondo lontano e sconosciuto.

Elliot carica l’animale in macchina pensando sia morto, ma una volta arrivati a destinazione scoprirà non solo che l’unicorno è vivo,

ma che ha poteri magici in grado di guarire dalle piccole ferite alle malattie invalidanti.

Odell ci si butta a capofitto e insieme alla moglie Belinda e al figlio Shepard  farà di tutto per entrare in possesso del corpo dell’unicorno.

Peccato che il cucciolo abbia una famiglia che è venuta a cercarlo e che ha tutta l’intenzione di farla pagare agli esseri umani che gli hanno fatto del male.

Sul cast del film il regista racconta come lo ha composto una star dopo l’altra:

La teatralità, la violenza cruenta e le peripezie comiche erano un punto centrale per gli attori che

cercavo per ricoprire i ruoli dei Kintner e dei Leopold.

Ho scritto il personaggio di  Elliot Kintner per Paul Rudd, prediletto attore

comico  che per primo ha accettato la produzione.

Con Rudd a bordo, è diventato più facile assegnare gli altri ruoli principali.

Ho visto il film slasher revisionista di Ti West, X, qualche mese dopo aver completato la sceneggiatura.

Ho visto per la prima volta Jenna Ortega recitare nel ruolo di membro di una troupe

cinematografica che si trasforma in un’aspirante porno star durante le riprese di un film ambientato

nel Texas rurale degli anni ’70.

Il fine settimana prima che Mercoledì fosse trasmesso in streaming ho inviato Death of a Unicorn al

suo manager.

Ortega ha adorato la sceneggiatura e ha firmato, nonostante stesse rapidamente

diventando una delle attrici più ambite di Hollywood.

È come se avessimo vinto alla lotteria con Paul e Jenna a bordo”.

 

Jenny Ortega sulla sua famiglia in Death of a Unicorn dice:

  “I Leopold sono semplicemente orribili, le persone peggiori che tu possa mai incontrare in tutta la tua

vita.

Privilegiati oltre ogni misura, ma anche completamente fuori dal mondo,

si preoccupano solo di sé stessi e non potrebbero fregarsene di meno del resto del

mondo e dello stato in cui si trova”.

La casa degli sguardi è il film scritto e diretto da Luca Zingaretti con Federico Tocci, Gianmarco Franchini e Filippo Tirabassi

La casa degli sguardi è il film diretto da Luca Zingaretti da un soggetto di Daniele Mencarelli.

La sceneggiatura è di: Gloria Malatesta, Stefano Rulli, Luca Zingaretti, Daniele Mencarelli.

lacasadeglisguardiLe case di produzione sono: Bibi Film, Clemart, Stand by Me, Rai Cinema.

Mentre la distribuzione in italiano è a cura di Lucky Red.

Nel cast di La casa degli sguardi  ci sono: Luca Zingaretti, Gianmarco Franchini, Federico Tocci

Chiara Celotto, Alessio Moneta, Riccardo Lai, Marco Felli, Cristian Di Sante, Filippo Tirabassi.

Marco ha 20 anni e una grande capacità di sentire, avvertire ed empatizzare con il dolore del mondo,

scrive poesie, e cerca nell’alcool e nelle droghe “la dimenticanza”,

quello stato di incoscienza impenetrabile anche all’angoscia di esistere e di vivere.

Beve tanto Marco, beve troppo.

È in fuga dal dolore ma soprattutto da se stesso.

Per vivere si deve anestetizzare, dice.

È incapace di “stare” nelle cose, a meno che il tasso alcolico del suo sangue non sia altissimo,

e si è allontanato da tutti, amici e fidanzata, spaventati dalla sua voglia di distruggersi.

Anche il padre, testimone di questo lento suicidio,

è incapace di gestire tanta sofferenza ma tenta almeno di “esserci”, la madre è mancata da qualche anno e ha lasciato un grande vuoto.

Quando dovrà andare a lavorare nella cooperativa di pulizie del Bambin Gesù è convinto che questa esperienza, a contatto con i bambini malati, lo ucciderà.

 

Su La casa degli sguardi il regista Zingaretti dice:

«La casa degli sguardi è il mio primo film come autore e regista.

È un film che parla del dolore, ma non in termini negativi, ma come ingrediente necessario per la felicità,

perché dolore e gioia sono fatti della stessa materia.

La casa degli sguardi è un film sulla poesia, sulla bellezza e sulla loro capacità salvifica.

Un film che parla di genitori e figli e della capacità di stare, come atto di amore più puro.

È un film sull’amore e l’amicizia, che possono farti ritrovare la strada di casa.

È un film sul lavoro, che radica e identifica, e sulle persone che lo nobilitano.

Un film sulla vita, dove c’è sempre un motivo per resistere, sulla speranza e sulla capacità dell’uomo di risorgere.

Il mio film è una casa di tanti sguardi che ho visto, sostenuto, evitato, adorato, temuto, sperato».

Sulle possibili reazioni del pubblico, il regista si augura:

«Spero che il pubblico accolga il film come lo stanno accogliendo gli spettatori che incontro in questa breve tournée.

Sono tutti toccati dalla storia, ma soprattutto ognuno si porta a casa la scena che più lo riguarda,

che più lo rappresenta, e questo è ciò che dovrebbe fare un film, uno spettacolo teatrale, un libro, qualsiasi forma di arte.

Questo significa che il film contiene tante cose, alcune magari ce le hai messe in modo inconsapevole».

guglielmo tell

Guglielmo Tell è il film scritto e diretto da Nick Hamm da Friedrich Schiller con Claes Bang, Connor Swindells,Jonathan Pryce, Ben Kingsley

Guglielmo Tell è il film diretto da Nick Hamm che firma anche la sceneggiatura dal soggetto Guglielm Tell di Friedrich Schiller.

I produttori sono: Piers Tempest, Marie-Christine Jaeger-Firmenich, Nick Hamm e quelli esecutivi:

Jon Hamm, Francesco Marras, David Nichols.

guglielmo tellNel cast di Guglielmo Tell  ci sono:

Claes Bang, Connor Swindells, Golshifteh Farahani, Jonathan Pryce, Ben Kingsley, Jonah Hauer-King, Emily Beecham,

Rafe Spall, Ellie Bamber, Amer Chadha-Patel, Sam Keeley, Solly McLeod, Paul Bullion

La produzione è di: Free Turn, Tempo Productions, Beta Cinema mentre la distribuzione è a cura di:

Eagle Pictures.

Hanno girato Guglielmo Tell in Svizzera, nel Regno Unito ed Italia, in particolare nell’Alto Adige.

Nell’Europa del XIV secolo, le diverse nazioni che costellano il vecchio continente si contendono la supremazia all’interno del Sacro Romano Impero;

specialmente i potenti austriaci che, desiderosi di espandere il proprio territorio, invadono la vicina Svizzera, piccola nazione senza velleità guerresche e votata alla pastorizia.

Guglielmo Tell è un pacifico cacciatore il quale, dopo che la sua famiglia viene minacciata dal tirannico re austriaco e dai suoi signori della guerra,

decide di imbracciare le armi e guidare il suo popolo alla ribellione.

Il regista Hamm racconta quanto sia nodale la scena del centro alla mela da parte di Tell

Sono partito per questo film dalla scena di Tell che spara alla mela posta sulle testa del figlio e del suo significato.

Molte risposte le ho trovate  nel testo di Friedrich Schiller che ha usato la leggenda di Tell per esplorare la seria questione della libertà.

Cosa significa libertà individuale, come ottenerla, come mantenerla e, soprattutto, le conseguenze della sua perdita e della necessità di lottare per riconquistarla.

Guglielmo Tell è stato utilizzato dai movimenti nel corso della storia e adattato per le loro cause specifiche.

Durante la Rivoluzione francese, videro Tell come un’ispirazione. I nazisti lo usarono per diverse ragioni politiche. 

La scena della mela costituisce il cuore pulsante al centro del nostro film e dell’opera di Schiller. Una scena in cui è presente ogni personaggio del film.

E’ una scena che è senza dubbio una delle rappresentazioni più feroci e selvagge del terrorismo politico che si possano immaginare

 La storia si svolge in Svizzera, dove si combatte contro l’impero austriaco imperialista. Un generale austriaco fascista, Gessler, ordina a un eroe svizzero locale, Tell, di sparare pubblicamente una mela dalla testa di suo figlio nella piazza della città.

Gessler non ha dubbi che Tell mancherà il colpo  e con la morte del ragazzo non solo si confermerà il dominio degli austriaci sulla popolazione locale,

ma farà anche sì che screditino il loro eroe, Tell, e rinuncino alla loro nascente resistenza.

Tutto questo è selvaggio, brutale e fatto con uno scopo. Ma la cosa più importante, e più deprimente, è che ha una risonanza reale e contemporanea.

William Tell è un film contro la guerra. Ma per fare un film contro la guerra, devi fare un film sulla guerra .

Guglielmo Tell non vuole andare in guerra, ne conosce le conseguenze.

Così dovremmo fare anche noi”.

 

Muori di lei

“Muori di lei” è il film di Stefano Sardo con Riccardo Scamarcio, Mariela Garriga, Maria Chiara Giannetta

Muori di lei  è il film diretto da Stefano Sardo che firma anche la sceneggiatura con Giacomo Bendotti.

I produttori di Muori di lei sono: Cristiano Gerbino, Stefano Sardo, Ines Vasiljevic mentre le

muori di leiLe case di produzione sono : Nightswim, Baš Čelik, Medusa Film.

La distribuzione in italiano è a cura di Medusa Film.

Nel cast di Muori di lei ci sono:

Riccardo Scamarcio, Mariela Garriga, Maria Chiara Giannetta, Giulio Beranek, Francesco Brandi, Paolo Pierobon, Federico Mancini.

Quando inizia il lockdown a Roma, Luca, insegnante di filosofia del liceo con qualche latente frustrazione, si ritrova a viverlo da solo

perché la moglie Sara, medico, viene richiamata in ospedale per fronteggiare l’emergenza.

Mentre il mondo tutto intorno si ferma, la sua attenzione si concentra sulla nuova vicina, Amanda.

Quando il desiderio lo spinge a rompere la distanza che li separa, Luca è travolto da una passione incontrollata.

Ma l’affair si trasforma presto in un vortice pericoloso che sconvolgerà la sua vita, con conseguenze inaspettate.

Sul periodo del covid il regista dice:

«Era un momento di grande bilancio esistenziale ed era un’occasione per mettere i personaggi a nudo di fronte a loro stessi».

Mentre Scamarcio del suo personaggio dice:

«È costretto a guardarsi dentro, a guardare la sua attitudine di uomo indolente, passivo. 

Poi il suo sguardo si posa su questa giovane donna dirimpettaia, sola.

Il mio personaggio è un uomo mite, lontano da come sono io.

In Amanda non lo attrae solo il desiderio fisico, ma il fatto di trovarsi in una situazione insolita, di cui non potrà che accettare le conseguenze.

Credo possa esistere un codice comportamentale maschile, ma è personale, come per me che può riferirsi anche a cose romantiche come versare un bicchiere d’acqua o aprire uno sportello»

 
Maria Chiara Giannetta sui personaggi femminile afferma:

«Sono donne che sicuramente hanno un’intenzione giusta, poi non è che finisca proprio come vogliano loro, però in qualche modo sì.

Quindi partendo già con un’intenzione e essendo un momento in cui in generale ci vogliamo andare a prendere le cose, quello c’è».

Un mix di generi caratterizza questa pellicola come osserva Mariela Garriga

«Il lockdown è un frame del film, l’ha utilizzato il regista perché noi esseri umani quando siamo costretti e chiusi, tutti abbiamo vissuto quel periodo, ci sono i desideri e le emozioni che si amplificano.

Ci sono questi due vicini di casa che si trovano in lockdown e succedono delle cose, è troppo difficile non fare spoiler di questo film.

Ci sono diversi generi. Inizia come una commedia romantica poi diventa thriller, un noir.

È un mix di cose come la vita. Amanda, che è il mio personaggio, è una donna sola che desidera avere una famiglia».

the last showgirl

“The Last Showgirl” diretto da Gia Coppola con Pamela Anderson, Brenda Song, Jamie Lee Curtis, Dave Bautista

The Last Showgirl è il film diretto da Gia Coppola da una sceneggiatura di Kate Gersten.

La distribuzione è a cura di: Be Water Film in collaborazione con Medusa Film.

the last showgirlIl cast è davvero stellare:

Pamela Anderson, Kiernan Shipka, Brenda Song, Billie Lourd, Jamie Lee Curtis, Dave Bautista, John Clofine, Jason Schwartzman.

The Last Showgirl segue una ballerina esperta di nome Shelley, che dopo una lunga e gloriosa carriera durata ben trent’anni,

assiste alla chiusura dei suoi spettacoli a Las Vegas ed è costretta a ritirarsi.

Questo grande cambiamento la porta a riflettere sul suo futuro e a riprendere in mano la propria vita, iniziando con il riallacciare i rapporti con sua figlia,

aiutata nell’intento dalla sua cara amica Annette.

The Last Showgirl ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards.

Inizialmente Kate Gersten aveva lavorato ad uno script per il teatro poi trasformato per il cinema.

Questo lavoro rappresenta una rinascita per Pamela Anderson che ha rischiato di non interpretarlo

perché il suo agente ha gettato lo script dopo nemmeno un’ora da quando l’ha ricevuto e non ha mai chiamato l’artista .
Per fortuna la Coppola tramite Brandon, figlio della Anderson,  è riuscita a consegnare la sceneggiatura

Anderson ha raccontato:

Mi ricordo che sono uscita dal mio giardino, ho ricevuto un messaggio da Brandon e mi sono seduta davanti al computer per leggerla. E ho pensato: ‘E’ questa.

Questa è la mia opportunità per usare la mia intera esperienza di vita in qualcosa, è una donna così ben scritta, ben delineata, con dei difetti, interessante, complessa’.

Ho sentito che era una questione di vita o di morte non appena ho letto la sceneggiatura, era la prima volta che un materiale mi rendeva nervoso per la pura necessità di farlo.

Non vedevo l’ora di iniziare a girare, non mi era mai stata offerta una sceneggiatura veramente buona.

E ora mi sento come se avessi appena iniziato una nuova tappa”

La Anderson ha sentito molto vicino il suo personaggio:

“Mi vedo vicino al personaggio e, infatti, ho attinto alla mia esperienza personale.

Ho avuto a che fare con tutto questo, fin da ‘Baywatch’.

Tutti, prima o poi, affrontiamo il rifiuto, il modo di chiudere lo spettacolo..

Forse è l’unica opportunità di interpretare un ruolo come questo ed è per questo che ho usato le mie esperienze, tutte le esperienze che ho avuto: i miei matrimoni, i miei figli, la mia vita, la mia carriera…

Questo film è un’occasione di rivalsa per l’attrice:

”Ho sempre sentito di avere ancora qualcosa da dare, ma ho mantenuto quel piccolo fuoco acceso in me e, quando è arrivato questo film, ero pronta.

Anche se la gente non crede in te, devi spingerti in avanti perché è molto facile incasellare qualcuno, si trovano sempre motivi per farlo.

Ma devi continuare ad andare avanti, devi farlo per te stesso.

La colonna sonora dà valore al film sottolineandone i vari passaggi nodali, con il brano originale Beautiful That Way, interpretato da Miley Cyrus,

Che ha ricevuto una candidatura ai Golden Globe 2025 come miglior canzone originale.

Diamanti è il film diretto da Ferzan Özpetek e scritto dallo stesso regista con Carlotta Corradi ed Elisa Casseri

Diamanti è il film  diretto da Ferzan Özpetek e scritto dallo stesso regista con Carlotta Corradi ed Elisa Casseri.

Il film italiano più visto al cinema nel 2024.

Diamanti è il film Sky Exclusive che va in onda suSky Cinema eNOW, in ondadomenica 20 aprile alle 21:15 su Sky Cinema Uno, in streaming su NOW e disponibile on demand.

Su Sky il film sarà disponibile on demand anche in 4K.

Il direttore della fotografia è Gian Filippo Corticelli.

diamantiDiamanti è prodotto da Greenboo Production di Marco Belardi,

Faros Film e Vision Distribution, in collaborazione con Sky, al cinema con Vision Distribution.

La scenografia è di Deniz Kobanbay,

i costumi sono di Stefano Ciammitti,

il montaggio è curato da Pietro Morana e le musiche da Giuliano Taviani e Carmelo Travia.

Nel cast di Diamanti ci sono:

Luisa Ranieri, Jasmine Trinca, Sara Bosi, Loredana Cannata, Geppi Cucciari, Anna Ferzetti, Aurora Giovinazzo, Nicole Grimaudo, Milena Mancini, Paola Minaccioni, Elena Sofia Ricci, Lunetta Savino,

Vanessa Scalera, Carla Signoris, Kasia Smutniak, Mara Venier, Giselda Volodi e Milena Vukotic,  Stefano Accorsi,

Luca Barbarossa, Vinicio Marchioni, Valerio Morigi, Edoardo Purgatori e Carmine Recano

Geppi Cucciari, Sara Bosi, Vanessa Scalera, Milena Mancini, Giselda Volodi e Mara Venier.

Un regista convoca le sue attrici preferite, quelle con cui ha lavorato e quelle che ha amato. Vuole fare un film sulle donne ma non svela molto:

le osserva, prende spunto, si fa ispirare, finché il suo immaginario non le catapulta in un’altra epoca, in un passato dove il rumore delle macchine da cucire

riempie un luogo di lavoro gestito e popolato da donne, dove gli uomini hanno piccoli ruoli marginali e il cinema può essere raccontato da un altro punto di vista: quello del costume.

Tra solitudini, passioni, ansie, mancanze strazianti e legami indissolubili, realtà e finzione si compenetrano,

così come la vita delle attrici con quella dei personaggi, la competizione con la sorellanza, il visibile con l’invisibile.

Sul film il regista Özpetek dichiara:

” Io racconto quello che conosco. E questa volta, più della storia, volevo raccontare l’intesa che instauro con le attrici, con le donne.

È un’intesa diversa da quella con gli uomini. È più profonda.

Le donne hanno un sesto senso sulle cose, non hai bisogno di parlare né di spiegare, ti intendi subito. Con Mara Venier ho un rapporto viscerale. E così anche con Kasia Smutniak. Lo stesso vale con Luisa Ranieri.

E quando parlo con loro, non solo mi sento capito. Mi sento cresciuto. E poi è sempre tutto così caotico, così fuori dagli schemi, così inaspettato.

Per un ruolo dovevo prendere un’attrice spagnola famosa.

Poi ho scelto Vanessa Scalera. Lei arriva da me un giorno e scopro che dimostra venti anni di meno rispetto a come la truccano in televisione.

Dovevamo parlare quindici minuti e invece siamo rimasti insieme quattro ore a bere quattro gin tonic. Ho un rapporto speciale con tutte queste donne”.

gangs of milano

Gangs of Milano – Le nuove storie del Blocco è la serie di Ciro Visco con Laura Osma, Alessandro Piavani, Andrea Dodero

Gangs of Milano – Le nuove storie del Blocco, prodotta da Sky Studios  con TapelessFilm e Red Joint Film che va in onda in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

La regia della serie è di Ciro Visco anche co-sceneggiatore.

Salmo è supervisore musicale della colonna sonora nonché di attore.

gangs of milanoLe sceneggiature sono di:

Paolo Vari, Ivano Fachin, Tommaso Matano, Giovanni Galassi, Ciro Visco.

Il soggetto di serie è di:

Dario Bonamin, Giuseppe Capotondi, Fabrizio Cestaro, Ivano Fachin, Laura Grimaldi, Naima Vitale, Paolo Piccirillo, Stefano Voltaggio, Paolo Vari, Ciro Visco.

I protagonisti sono:

Laura Osma, Alessandro Piavani, Andrea Dodero

con Salmo, Alessandro Tedeschi, Noè Batita, Fahd Triki, Alessandro Borghi, Elisa Wong, Tommaso Donadoni, Anna Manuelli.

Nel Blocco, gli scontri tra bande vedono confrontarsi da un lato Bea, divisa tra il suo ruolo
di Segundera e la speranza di una vita normale,

e dall’altro Mahdi, che cerca in ogni modo di coprire il vuoto lasciato da suo zio.

Fra di loro, una banda di ragazzi giovani e sfacciati, la Kasba: multietnica, rumorosa, incontenibile.

A guidarli ci sono Zak e Nael, due ventenni di origine araba determinati a farsi strada, nella musica come nella vita.

I ragazzi della Kasba passano il tempo tra esibizioni trap, microcriminalità e scontri con gli abitanti.

Nessuno li spaventa, non temono nemmeno Mahdi e i suoi, che cercano faticosamente di
tenerli a bada.
Il ritorno in città di Ludo, ferito e perso dopo un evento di cui si addossa le colpe,

porta Bea, Ludo e Mahdi a fare i conti con quel legame che ognuno, a modo suo, cerca di
negare.

Ma insieme sono più forti:

così tra vecchi amici e nuovi nemici, la pressione delle
aspettative e una vita che sembra giocare con loro come fossero pedine,

Bea, Ludo e Mahdi si uniscono di nuovo in un’avventura senza esclusione di colpi.

Salmo sul suo personaggio, Snake, e  sul rapporto con il regista dichiara:

“l’idea era far capire che persone che hanno a che fare con la criminalità a volte nell’intimità sono sensibili, non per forza uno come Snake dev’essere un robot:

l’idea era aprire il personaggio e farlo diventare una persona normale, un cucciolone”.

Sulla mia  supervisione musicale devo dire che anche  Ciro (Visco n.d.r.) stesso è musicista, per cui abbiamo parlato la stessa lingua:

lui ci ha indicato cosa avesse in testa e noi siamo riusciti a tirar fuori il suo desiderio;

la parte della cura della colonna sonora è veramente interessante per uno come me che fa musica, seppur io abbia fatto da supervisore,

non abbia suonato, anzi sì, ho suonato la batteria; il processo creativo è molto interessante, perché diverso dal fare un disco:

qui con il suono puoi accompagnare l’emozione delle immagini”.

Visco parla delle capacità attoriali di Salmo:

Lui aveva molto presente il percorso di Snake: nella serie precedente aveva fatto un lavoro invidiabile, era in grado di sapere esattamente cosa facesse o meno il personaggio;

mi ha aiutato tantissimo nello sviluppo della sceneggiatura perché su alcuni aspetti, in modo molto diretto mi diceva questa cosa il mio personaggio non la farebbe, questa cosa non la direbbe’,

arrivando a darmi dei particolari che sono quelli che poi fanno la differenza, 

dettagli che infine danno la forma, restituendo la profondità del personaggio, a dimostrazione che la scrittura non si faccia sempre con la penna”.

Gangs of Milano – Le nuove storie del Blocco è realizzata con il sostegno di Film
Commission Torino Piemonte ed il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – bando
“Piemonte Film TV Fund”.

 

 

u.s. palmese

U.S. Palmese è il film dei Manetti Bros. con Rocco Papaleo, Blaise Afonso, Giulia Maenza, Gianfelice Imparato, Massimiliano Bruno, Claudia Gerini

U.S.Palmese è il film, diretto da Marco Manetti e Antonio Manetti,

autori anche della sceneggiatura con Luna Gualano e Emiliano Rubbi.

I produttori di U.S.Palmese sono: Pier Giorgio Bellocchio, Manetti Bros., Carlo Macchitella per Mompracem; da Paolo Del Brocco per Rai cinema

Il produttore esecutivo è: Laura Contarino

u.s. palmeseU.S.Palmese è prodotto da Momprecem con la partecipazione di Rai Cinema e Calabria Film Commision

Nel cast di U.S. Palmese ci sono:

Rocco Papaleo, Blaise Afonso, Giulia Maenza, Lisa Do Couto Teixeira, Max Mazzotta,

Massimo De Lorenzo, Gianfelice Imparato, Massimiliano Bruno,

Guglielmo Favilla, Aurora Calabresi, Giuseppe Futia, Mario Russo, Luca Attadia, Salvatore Costa,

Antonio Di Turi, Adriano Fedele, Guillaume De Tonquedec, Claudia Gerini.

 

A Palmi, una piccola cittadina della Calabria, Don Vincenzo, geniale agricoltore in pensione, ha un’idea folle per risollevare la squadra di calcio locale:

organizzare una bizzarra raccolta fondi per ingaggiare Etienne Morville, giocatore di serie A, dal pessimo carattere, ma tra i più forti al mondo.

Seppure controvoglia, Morville lascerà Milano per trasferirsi a Palmi e provare a risanare la sua immagine.

Qui si scontrerà con una realtà fatta di sincerità, che porterà tutti a vivere un’esperienza indimenticabile.

Sul film e su alcuni passaggi chiave i Manetti Bros. dicono:

Ci siamo chiesti come doveva essere far incontrare un campione che ha perso la sua anima con un paesino del Sud Italia per fargli ritrovare se stesso.

 Abbiamo in mente uno slogan che è l’anima del film: “È venuto per aiutare la Palmese ma sarà la Palmese ad aiutare lui”.

Volevamo non raccontare sempre e solamente il crimine, il folklore e l’arretratezza culturale.

Non vogliamo negare che esistano, ma abbiamo provato a mostrare che non esiste solo quello,

senza però voler essere detentori della sola ed unica verità.

Noi siamo sempre in bilico tra cadere nel grottesco eccessivo e riuscire a stare in equilibrio,

in questo caso per i palmesani abbiamo preso spunto dalla realtà, non sono finti,

ma è esattamente come noi vediamo i cittadini che abbiamo cercato di restituire sullo schermo.

Sempre in chiave ironica, che è il nostro tratto distintivo“.