Anno: 2025

THE WHITE LOTUS

THE WHITE LOTUS la serie firmata da Mike White torna per la sua terza stagione solo su Sky in contemporanea con gli Stati Uniti

THE WHITE LOTUS è la premiata serie HBO e Sky Exclusive creata da Mike White.

La terza stagione di THE WHITE LOTUS va in onda da lunedì 17 febbraio su Sky e in streaming su NOW, in esclusiva e in contemporanea con gli Stati Uniti.

THE WHITE LOTUSTHE WHITE LOTUS è creata, scritta e diretta da Mike White;

produttori esecutivi sono Mike White, David Bernad and Mark Kamine.

Nel cast di THE WHITE LOTUS ci sono:

Leslie Bibb, Carrie Coon, Walton Goggins, Sarah Catherine Hook, Jason Isaacs, Lalisa Manobal, Michelle Monaghan, Sam Nivola,

Lek Patravadi, Parker Posey, Natasha Rothwell, Patrick Schwarzenegger, Tayme Thapthimthong, Aimee Lou Wood.

E con: Nicholas Duvernay, Arnas Fedaravičius, Christian Friedel, Scott Glenn, Dom Hetrakul, Julian Kostov, Charlotte Le Bon, Morgana O’Reilly e Shalini Peiris.

Girato fra Koh Samui, Phuket e Bangkok, anche questo terzo capitolo della satira sociale di Mike White

è ambientato in un esclusivo resort e segue le vicende di diversi ospiti e dipendenti nel corso di una settimana.

THE WHITE LOTUS è una serie che ha ricevuto molti premi, basti pensare che

la prima stagione, arrivata nell’estate del 2021 e ambientata alle Hawaii,

ha ricevuto ben 20 nomination agli Emmy Awards in 13 categorie, portando a casa 10 statuette.

Il secondo ciclo di episodi, che ha debuttato nel dicembre 2022, ha avuto  23 nomination agli Emmy®, vincendone 5.

Michelle Monaghan in recenti interviste non nasconde il suo entusiasmo per la serie e per il suo ruolo:

Quando mi hanno proposto di fare l’audizione ero molto emozionata,

ma ero nel mezzo di un altro progetto, quindi una volta registrato il video provino mi sono ributtata sul set

e non ci ho pensato più di tanto.

Dopo appena dieci giorni ho scoperto di avere avuto la parte.

 È stata un’esperienza molto profonda, non ho mai fatto niente in modo così creativo e coinvolgente.

È stato inquietante e bellissimo, un radicale cambiamento rispetto alle prime due stagioni,

qui subentra una forte componente religiosa, il rapporto con la vita e la morte e il loro significato, di cui molti dei personaggi diventano consapevoli nel corso della serie.

Mike non ha paura di affrontare argomenti che sembrano un po’ tabù o che sono persino un po’ trasgressivi.

È un regista molto audace. E gran parte dei suoi scritti approfondiscono l’intersezione di più generi. Lo show è satirico, cupo, malinconico e drammatico.

 

l'abbaglio

“L’abbaglio” il film scritto e diretto da Roberto Andò con Toni Servillo e Ficarra e Picone

L’abbaglio è il film diretto da Roberto Andò

che firma anche la sceneggiatura con Ugo Chiti, Massimo Gaudioso.

Nel cast de L’abbaglio  ci sono:

Toni Servillo, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Tommaso Ragno, Giulia Andò,

Leonardo Maltese, Andrea Gherpelli, Daniele Gonciaruk, Vincenzo Pirrotta, Filippo Luna, Pascal Greggory, Giulia Lazzarini.

l abbaglioLa distribuzione è a cura di  01 Distribution mentre la produzione è di: Tramp Limited

e Bibi Film con Rai Cinema e Medusa Film, in collaborazione con Netflix

La fotografia è opera di Maurizio Calvesi.

1860: Giuseppe Garibaldi inizia da Quarto l’avventura dei Mille circondato dall’entusiasmo dei giovani idealisti giunti da tutte le regioni d’Italia,

e con il suo fedele gruppo di ufficiali, tra i quali si nota un profilo nuovo, quello del colonnello palermitano Vincenzo Giordano Orsini.

Tra i tanti militi reclutati ci sono due siciliani, Domenico Tricò, un contadino emigrato al Nord, e Rosario Spitale, un illusionista.

Sbarcati in Sicilia, a Marsala, i Mille iniziano a battersi con l’esercito borbonico, di cui è subito evidente la preponderanza numerica.

In queste condizioni, per il generale appare pressoché impossibile far breccia nella difesa nemica e penetrare a Palermo.

Ma quando è quasi costretto ad arretrare, Garibaldi escogita un piano ingegnoso.

Affida una manovra diversiva al colonnello Orsini, che mette in piedi una colonna di feriti con uno sparuto

gruppetto di militi,

cui viene affidato il delicatissimo compito di far credere a Jean-Luc Von Mechel, comandante svizzero dell’esercito regio,

che il generale stia battendo in ritirata all’interno dell’isola.

Inizia così una partita a scacchi giocata sul filo dell’imponderabile, il cui esito finale sarà paradossale e sorprendente.

 

Sul film L’abbaglio il regista Andò dichiara:

Questa vicenda è rimasta a lungo nell’ombra, nonostante siano apparsi alcuni saggi storici

che ne approfondiscono i dettagli.

Suscitò anche l’interesse di Leonardo Sciascia, che nel 1963 gli dedicò un racconto dal titolo Il silenzio, rimasto inedito e solo di recente dato alle

stampe da Adelphi nella raccolta postuma Il fuoco nel mare.

La vicenda della colonna Orsini ha un valore emblematico e contiene le potenzialità di una

parabola che partendo da un episodio del passato si rivolge all’oggi.

Un affresco in cui si narra l’idealismo appassionato con cui si cercò di realizzare l’unità della patria, mettendo in scena i compromessi cui quell’ispirazione ideale dovette adeguarsi per realizzarsi.

È un film sui paradossi della Storia, dove si mescolano comicità e dramma, e dove

ritornano i tre grandi interpreti del mio film precedente, La stranezza: Toni Servillo, Salvo

Ficarra e Valentino Picone.

Un’occasione per ricostruire un episodio poco noto della nostra Storia minima, illuminante per vedere i chiaroscuri e le contraddizioni di quella grande.

Una vicenda esemplare ambientata in una Sicilia che ancora una volta si rivela lo

scenario di un’identità inquieta e sfuggente, bilanciata tra il desiderio di giustizia e la

mistificazione, con un finale ambientato in un luogo che collega il passato al presente.

Un film sul carattere degli italiani: furbi, appassionati, generosi, opportunisti, coraggiosi,

individualisti, cinici, idealisti.

Secondo Servillo il film:

Dunque “L’abbaglio” ha come obiettivo soprattutto quello di porre interrogativi, quindi non raccontare la storia con la grancassa del trionfalismo, del come eravamo,

 ma di far risuonare potentemente delle domande che ci riguardano ancora molto oggi”.

Anche Ficarra e Picone dicono la loro sui personaggi che interpretano ne L’abbaglio:

“Per questo film ci prepariamo da almeno quattro anni.

Mentre Toni andava a cavallo, noi ci addestravamo a parlare siciliano: abbiamo fatto un corso di sei mesi a Brescia!

La prima volta, con La stranezza, c’era il desiderio di stare insieme.

Poi Roberto ha voluto rifrequentare un posto dove è stato bene, al di là del successo del precedente film.

Avere la consapevolezza di alimentare e vivere nella sua fantasia è una sensazione meravigliosa”

campo di battaglia

“Campo di battaglia” è il film diretto da Gianni Amelio con Alessandro Borghi, Gabriel Montesi, Federica Rosellini

“Campo di battaglia” è il film diretto da Gianni Amelio che va in onda in prima tv  venerdì 7 febbraio alle 21:15 su Sky Cinema Uno, in streaming su NOW e disponibile on demand.

La pellicola è sceneggiata da Alberto Taraglio e Gianni Amelio e liberamente ispirata a “la sfida” di Carlo Patriarca edizioni Beatbestseller.

campo di battaglia

La fotografia è di Luan Amelio Ujkaj.

Nel cast di “Campo di battaglia” ci sono:

Alessandro Borghi, Gabriel Montesi, Federica Rosellini, Giovanni Scotti.

Vince Vivenzio, Alberto Cracco, Luca Lazzareschi, Maria-Grazia Plos, Rita Bosello, Melania Mennea.

Il film è  prodotto da Kavac Film, IBC Movie, One Art e Rai Cinema, con la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia Film Commission e Trentino Film Commission.

I produttori della pellicola sono:

Simone Gattoni, Marco Bellocchio, Beppe Caschetto, Bruno Benedetti.

Sul finire della Prima guerra mondiale. Due ufficiali medici, amici d’infanzia lavorano nello stesso ospedale militare, dove ogni giorno arrivano dal fronte i feriti più gravi.

Molti di loro però si sono procurati da soli le ferite, sono dei simulatori, che farebbero di tutto per non tornare a combattere.

Stefano, di famiglia altoborghese, con un padre che sogna per lui un avvenire in politica, è ossessionato da questi autolesionisti e, oltre che il medico, fa a suo modo lo sbirro.

Giulio, apparentemente più comprensivo e tollerante, non si trova a proprio agio alla vista del sangue, è più portato verso la ricerca, avrebbe voluto diventare un biologo.

Anna, amica di entrambi dai tempi dell’università, sconta il fatto di essere donna.

A quei tempi, senza una famiglia influente alle spalle, era difficile arrivare a una laurea in medicina.

Ma lei affronta con grinta un lavoro duro e volontario alla Croce Rossa.

Qualcosa di strano accade intanto tra i malati: molti si aggravano misteriosamente.

Forse c’è qualcuno che provoca di proposito delle complicazioni alle loro ferite, perché i soldati vengano mandati a casa, anche storpi, anche mutilati, purché non tornino in battaglia.

C’è dunque un sabotatore dentro l’ospedale, di cui Anna è la prima a sospettare.

Ma sul fronte di guerra, proprio verso la fine del conflitto, si diffonde una specie di infezione che colpisce più delle armi nemiche.

E presto contagia anche la popolazione civile…

 

Il regista Amelio sul film dichiara:

È un film sulla guerra, e questo ne aumenta la forza emotiva.

 È fatto sulla pelle mia e dei personaggi, attori meravigliosi che ho voluto anche solo per una battuta

E che il mio meraviglioso casting ha scovato dalla Calabria, alla Puglia e la Val d’Aosta.

 

Sul lavoro sul set aggiunge:

Io non penso, io sento le cose, nelle viscere.

Con Alberto Taraglio, co sceneggiatore del film, che conosco e mi sopporta da 40 o 50 anni,

fingiamo di scrivere sei o sette versioni diverse della sceneggiatura, sapendo che il film poi sarà un’altra cosa.

Come scoprono anche gli attori, che ogni mattina ricevono un foglietto con la scena nuova.

 Ma non si scandalizzano più, ormai, anzi se non cambiassi le scene ogni giorno penserebbero che non sono in forma.

 

Gli fa eco, infatti Borghi che dice:

Ogni giorno veniva e scriveva dei macigni su dei fogli di carta: ogni tanto me li riguardo.

 L’importanza delle parole dette nel film è il risultato di un processo creativo meraviglioso,

che ho avuto la possibilità e la fortuna di fare.

Con Gianni abbiamo cominciato a parlare da un anno e mezzo prima di arrivare sul set:

al bar sotto casa sua, in cucina, pensando ai personaggi.

Quando poi sono arrivati anche i miei compagni di viaggio, che sono straordinari, è stato ancora meglio.

Abbiamo cercato di fare un film che parlasse di guerra ma in modo non canonico,

che avesse dei personaggi ben strutturati, in grado di creare dei livelli molto alti di empatia con il pubblico

 ma mettendolo anche di fronte a delle domande non di facile risposta“.

rapito

“Rapito” è il film di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni, Barbara Ronchi, Filippo Timi, Fausto Russo Alesi

Rapito il film di Marco Bellocchio, presentato al 76° Festival di Cannes come uno dei tre film italiani in concorso, va in onda sabato 1 febbraio su Rai 3 alle 21.15.

rapitoNel cast di Rapito ci sono:

Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi, Barbara Ronchi, Enea Sala, Leonardo Maltese, Filippo Timi,

Fabrizio Gifuni, Andrea Gherpelli, Samuele Teneggi, Corrado Invernizzi.

La sceneggiatura è di Marco Bellocchio e Susanna Nicchiarelli con la collaborazione di Edoardo Albinati e Daniela Ceselli,

e la consulenza storica di Pina Totaro.

Il montaggio è di Francesca Calvelli e Stefano Mariotti, la fotografia è di Francesco Di Giacomo.

Il film si ispira liberamente a “Il caso Mortara” di Daniele Scalise, edizioni Mondadori.

Il film è una produzione IBC Movie e Kavac Film con Rai Cinema in coproduzione con Ad Vitam Production (Francia) e The Match Factory (Germania)

ed è prodotto da Beppe Caschetto e Simone Gattoni, coprodotto con la partecipazione di Canal +, Cine’ + e Br/Arte France Cinéma in associazione con Film-und Medienstiftung NRW

con il supporto di Région Ile-de-France.

Nel 1858, nel quartiere ebraico di Bologna, i soldati del Papa irrompono nella casa della famiglia Mortara.

Per ordine del cardinale, sono andati a prendere Edgardo, il loro figlio di sette anni.

Secondo le dichiarazioni di una domestica,

ritenuto in punto di morte, a sei mesi, il bambino era stato segretamente battezzato.

La legge papale è inappellabile:

deve ricevere un’educazione cattolica. I genitori di Edgardo, sconvolti, faranno di tutto per riavere il figlio.

Sostenuta dall’opinione pubblica e dalla comunità ebraica internazionale, la battaglia dei Mortara assume presto una dimensione politica.

Ma il Papa è inflessibile e non accetta di restituire il bambino.

Mentre Edgardo cresce nella fede cattolica, il potere temporale della Chiesa volge al tramonto e le truppe sabaude conquistano Roma.

Sul suo personaggio Gufuni dichiara:

Questo personaggio è un altro regalo di Marco, lavorare con lui è una festa dell’intelligenza, della creatività e della libertà.

Mi ha dato la possibilità di condividere un momento creativo con uno dei più grandi artisti contemporanei, e un interprete non può che godere.

Bellocchio sul film dice:

Ho letto diversi anni fa il libro e la storia mi aveva affascinato.

Ma poiché Spielberg stava già preparando il film in Italia ci siamo fermati .

In un secondo momento sapemmo, durante un viaggio in America per la promozione del Il traditore che Spielberg si era fermato,

si disse perché non trovava il bambino.

E quindi siamo ripartiti.

Sicuramente quello che abbiamo immaginato ha echi nella storia di oggi, ma io non ho minimamente pensato di fare un film né politico né ideologico contro la Chiesa o il Papa.

Lockerbie: Attentato sul volo Pan Am 103

Lockerbie una serie Sky Peacock basata sull’attentato ai danni del volo Pan Am 103

Lockerbie: Attentato sul volo Pan Am 103 è la nuova serie Sky Original in cinque parti in partenza il 27 gennaio in esclusiva su Sky (in onda su Sky Atlantic) e in streaming solo su NOW.

Lockerbie: Attentato sul volo Pan Am 103Un drama che racconta l’impatto devastante sulle famiglie delle vittime dell’attacco di Lockerbie.

Il protagonista di Lockerbie: Attentato sul volo Pan Am 103 è  Colin Firth  nei panni di Jim Swire con  Catherine McCormack  nei panni di Jane Swire.

La serie è basata sull’attentato ai danni del volo Pan Am 103 e sulla ricerca di giustizia del dottor Jim Swire e di sua moglie Jane, che nel disastro aereo del 1988 persero la loro amata figlia, Flora.

Lockerbie: Attentato sul volo Pan Am 103  è una co-produzione tra UCP e Sky Studios,

prodotta con Carnival Films della Universal International Studios per Sky e Peacock.

Sia Universal International Studios che UCP sono divisioni di Universal Studio Group.

La serie è il primo scripted co-commissionato da Sky e Peacock.

Lockerbie è scritta e diretta da Jim e Kirsten Sheridan, con Naomi Sheridan che firma la sceneggiatura di uno dei cinque episodi.

Dan Winch è produttore. Nigel Marchant e Gareth Neame sono produttori esecutivi per Carnival, con Samantha Hoyle produttore esecutivo per Sky Studios. Oskar Slingerland è produttore esecutivo.

La serie è stata commissionata da Gabriel Silver, Director of Commissioning for Drama di Sky Studios per Zai Bennett, Managing Director of Content di Sky UK.

E’ prodotta col supporto della Screen Scotland’s Screen Commission.

Una miniserie in cinque episodi, scritta dai candidati all’Oscar Jim Sheridan e Kirsten Sheridan.

Il 21 dicembre 1988, 259 passeggeri e membri dell’equipaggio rimasero uccisi quando il volo Pan Am 103 esplose sopra Lockerbie 38 minuti dopo il decollo,

con altri 11 residenti che persero la vita quando l’aereo precipitò sopra la tranquilla cittadina scozzese. Sulla scia del disastro e della morte di sua figlia, il dottor Jim Swire , è  nominato portavoce delle famiglie delle vittime del Regno Unito, che si sono unite per chiedere verità e giustizia.

Viaggiando attraverso i continenti e le divisioni politiche, Jim intraprende un viaggio incessante che lo porta nei deserti della Libia

dove incontra il colonnello Muammar Gheddafi  e nei Paesi Bassi per il processo del cittadino libico condannato, Abdelbaset al-Megrahi .

Un viaggio che non solo mette a repentaglio la sua stabilità, la sua famiglia e la sua vita, ma ribalta completamente la sua fiducia nel sistema giudiziario.

Mentre la verità si sposta sotto i piedi di Jim, la sua visione del mondo cambia per sempre.

 

 «L’attentato al volo Pan Am 103 –  hanno dichiarato Jim e Kirsten Sheridan  è stato uno degli attacchi terroristici più letali del mondo

che continua ad avere implicazioni diffuse sul significato della giustizia negli Stati Uniti, in Scozia e in Libia.

A più di 30 anni di distanza, questa serie dà uno sguardo intimo e molto personale alle conseguenze del disastro,

e siamo grati a tutti coloro, in particolare Jim e Jane, che ci hanno affidato il compito di raccontare la loro storia, e quella dei loro cari, sullo schermo».

 La serie è basata sul libro “The Lockerbie Bombing: A Father’s Search for Justice” di Jim Swire e Peter Biddulph, insieme a diverse altre fonti.

la stanza accanto

La stanza accanto è il film scritto e diretto da Pedro Almodóvar con  Julianne Moore, Tilda Swinton, John Turturro

La Stanza Accanto è il primo lungometraggio di Pedro Almodóvar in lingua inglese, adattamento cinematografico del romanzo Attraverso la vita di Sigrid Nunez.

Almodóvar ha scritto la sceneggiature e dirige la pellicola.

la stanza accantoLa stanza accanto è stato presentato in anteprima mondiale all’81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove ha vinto il Leone d’oro al miglior film.

I produttori sono: Agustín Almodóvar, Esther García

La casa di produzione è El Deseo mentre la distribuzione in italiano è a cura di Warner Bros. Entertainment Italia.

Nel cast de La stanza accanto ci sono:

Julianne Moore, Tilda Swinton, John Turturro, Alessandro Nivola, Melina Matthews.

La Stanza Accanto segue la storia di una madre imperfetta e di una figlia rancorosa, separate da un grave malinteso.

Tra di loro, un’altra donna, Ingrid, amica della madre, è la custode del loro dolore e della loro amarezza. Martha,

la madre, è una reporter di guerra e Ingrid è una romanziera autobiografica.

Il film affronta la crudeltà infinita della guerra, i modi molto diversi in cui le due autrici femminili si avvicinano e scrivono della realtà, della morte, dell’amicizia e del piacere sessuale

come i migliori alleati nella lotta contro l’orrore.

Pedro Almodóvar sul film  ha raccontato:

La Stanza Accanto è il mio primo lungometraggio in inglese.

La mia insicurezza è scomparsa dopo la prima lettura a tavolino con le attrici, alle prime indicazioni di regia.

La lingua non sarebbe stata un problema, e non perché io padroneggi l’inglese, ma perché tutto il cast era pronto a venirmi incontro per capirmi e farsi capire.

I miei film sono pieni di dialoghi. Tra tutti gli elementi narrativi, sono gli attori a raccontare davvero la storia.

Ne La Stanza Accanto Tilda Swinton e Julianne Moore sostengono da sole tutto il peso del film e sono incredibili.

Sono stato fortunato perché entrambe hanno dato vita a un vero e proprio recital.

A volte, durante le riprese, sia io che la troupe eravamo sull’orlo delle lacrime.

È stato un lavoro molto commovente e benedetto, in un certo senso”.

i delitti del barlume

“I delitti del Barlume” la seria Sky con Filippo Timi, Lucia Mascino, Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi giunge alla dodicesima edizione

I delitti del Barlume giunge alla sua dodicesima stagione.

La serie, prodotta da Sky Studios e Palomar (a Mediawan Company), liberamente ispirata al mondo della serie “I delitti del BarLume” di Marco Malvaldi (edita da Sellerio Editore),

va in onda in esclusiva su Sky Cinema e in streaming

solo su NOW, dal 13 gennaio per tre lunedì.

i delitti del barlumeLe tre nuove storie, si intitoleranno “Non è un paese per bimbi”, “Gatte da pelare” e “Sasso carta forbici”.

Il primo film è diretto da Roan Johnson, che delle storie è anche produttore creativo,

per il secondo si dividono la regia Johnson e Marco Teti mentre il terzo è diretto da Milena Cocozza.

La sceneggiatura è di: Roan Johnson, Davide Lantieri, Ottavia Madeddu e Carlotta Massimi.

Nel cast di I delitti del Barlume ci sono: Filippo Timi, Lucia Mascino, Alessandro

Benvenuti, Atos Davini e Massimo Paganelli.

E Michele Di Mauro, Enrica Guidi , Corrado Guzzanti  e Stefano Fresi

Gino misteriosamente scomparso con una partita di diamanti e i Bimbi che provano a

rintracciarlo.

Viviani vuole evadere dalla sua prigionia e liberarsi dalle capre ereditate da Carmine.

Pasquali  rincorre la sua Susanita e scappa dalle minacce di brutti ceffi Colombiani.

La Fusco e Tassone in missione in Montenegro alla ricerca della loro amata e

odiata Anna Rusic.

Cioni e Govoni da soli a Pineta con le loro gatte da pelare.

Beppe e Tizi impelagati in una lotta all’ultimo scherzo contro Cosimo.

Marchino lanciato finalmente nella sua carriera da trapper.

Lucia Macino su questa serie dice:

«Roan è arrivato dalla seconda stagione e ha seguito i suoi gusti non quelli del pubblico. In tal modo risulta evidente che la serie non è studiata a tavolino.

È una commistione di qualsiasi cosa: giallo comico, un demenziale raffinatissimo, la tenerezza fra i personaggi che sono un po’ dei poveretti e fanno a gara a chi è messo peggio, rendendoli più vicini alle persone».

Filippo Timi parla delle novità di questa stagione: «Lucia ha parlato di tenerezza ed è vero, questo sguardo tenero sulla vita penso sia l’elemento in più che contagia, a partire dai “Bimbi” tutti gli altri personaggi.

E poi abbiamo alcuni attori che io considero delle Ferrari, come Corrado Guzzanti e Alessandro Benvenuti con i quali c’è uno scambio reale. Nessuno è in gara con l’altro.

Dico una sola parola: capre! A un certo punto sognavo solo di mangiare arrosticini, non ne potevo più di stare in mezzo a loro e con la troupe ci siamo presentati dal regista con dei cartelli con su scritto:

“Basta capre!”, perché va bene cercare se stessi, ma alla lunga che noia…

Alla fine il karma mi riporta in casa con il mio fratellastro, la Tizi e suo papà Cosimo.

m il figlio del secolo

M. il figlio del secolo la nuova serie con Luca Marinelli diretto da Joe Wright

M. il figlio del secolo per la regia di Joe Wright, è la serie Sky Original che va in onda da venerdì 10 gennaio  in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

Si tratta dell’adattamento dell’omonimo romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega e bestseller internazionale,

che racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere del Duce Benito Mussolini.

m il figlio del secolo Luca Marinelli  è il protagonista Benito Mussolini.

M. il figlio del secolo è prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment Pictures, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Pathé.

La serie ripercorrerà la storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al famigerato discorso di Mussolini in parlamento

dopo l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti nel 1925.

Offrirà inoltre uno spaccato del privato di Mussolini e delle sue relazioni personali, tra cui quelle con la moglie Rachele,

l’amante Margherita Sarfatti e con altre figure iconiche dell’epoca.

Come il romanzo, la serie racconterà la storia di un paese che si è arreso alla dittatura e la storia di un uomo che è stato capace di rinascere molte volte dalle sue ceneri.

M. il figlio del secolo è scritta da Stefano Bises  e Davide Serino.

«Per un grande progetto come ‘M.’ non potevamo che pensare a un talento autentico ed eclettico come Luca Marinelli, perfetto per un ruolo tanto complesso qual è quello di Mussolini.

dichiara Nils Hartmann, Executive Vice President Sky Studios per l’Italia e la Germania,

Un attore come pochi ce ne sono in Italia e nel mondo, che corteggiavamo da tempo e che siamo entusiasti di avere finalmente a bordo di questa nuova produzione Sky Studios,

che si delinea ancora più, ora, nella sua unicità. 

Con la regia di un maestro come Joe Wright e con la guida del testo di Scurati, adattato qui dalla scrittura di Stefano Bises e Davide Serino,

siamo pronti a varare un progetto che segna nel nostro percorso creativo e produttivo un ulteriore passo in avanti».

«Talento, originalità e audacia contraddistinguono da sempre i nostri Sky Original, e ‘M.’, un progetto che abbiamo fortemente voluto, li esprime nella loro più intensa e raffinata accezione.

dice Antonella d’Errico, Executive Vice President Programming Sky Italia

Con questa nuovo titolo vogliamo offrire al nostro pubblico una storia unica, non solo importante ma necessaria, dal successo di Antonio Scurati,

nella quale si incontrano il grande talento di un attore carismatico come Luca Marinelli, calato nel ruolo complesso di Mussolini,

e la visione di un regista raffinato come Joe Wright».

La serie arriverà in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW in tutti i territori Sky in Europa.

La distribuzione internazionale è di Fremantle.

Il protagonista Luca Marinelli:

Nominato ben 5 volte ai David di Donatello,  fra cui la nomination che gli è valsa il premio per Lo chiamavano Jeeg Robot,

film che gli ha fatto conquistare anche il Nastro d’Argento,

vincitore della Coppa Volpi come miglior attore a Venezia per Martin Eden

e del prestigioso Shooting Stars Award al Festival di Berlino.

Il romanzo  M. il figlio del secolo di Antonio Scurati

Pubblicato in Italia da Bompiani nel 2018,   è  tradotto ad oggi in 46 paesi, ha venduto oltre 600.000 copie. Negli Stati Uniti è edito da HarperCollins.

È il primo di una trilogia dedicata da Scurati al fascismo e a Benito Mussolini:

il secondo romanzo è M. L’UOMO DELLA PROVVIDENZA, cui ha fatto seguito da qualche settimana

il terzo romanzo della serie bestseller, M. GLI ULTIMI GIORNI DELL’EUROPA,

che si concentra sul cruciale triennio tra il 1938 e il 1940.

un gentiluomo a mosca

“Un Gentiluomo a Mosca” è la serie diretta da Sam Miller e Sarah O’Gorman con protagonista Ewan McGregor

Un Gentiluomo a Mosca è la serie tv ideata da Ben Vanstone, diretta da Sam Miller e da Sarah O’Gorman da una sceneggiatura di Ben Vanstone, Nessah Muthy.

La serie tv  è in 8 episodi della durata di circa 50 minuti l’uno ed è  disponibile su Paramount +.

un gentiluomo a moscaUn Gentiluomo a Mosca è tratto dal bestseller internazionale, edito da Neri Pozza, scritto da Amor Towles.

Il produttore è Lis Steele mentre i produttori esecutivi sono:

Tom Harper, Sharon Hughff, Pancho Mansfield, Xavier Marchand, Ewan McGregor, Sam Miller, Amor Towles, Ben Vanstone

Le case di produzione sono:  Lionsgate Television, Paramount Television International Studios, Vanity Film & TV, Popcorn Storm Pictures, Moonriver Productions.

Nel cast di Un Gentiluomo a Mosca con Ewan McGregor ci sono:

Mary Elizabeth Winstead, Beau Gadsdon, Johnny Harris, Leah Harvey, Paul Ready, Anastasia Hille, Björn Hlynur Haraldsson, John Heffernan, Fehinti Balogun,

Daniel Cerqueira, Lyes Salem, Billie Gadsdon.

 

1922 Russia, periodo dopo la Rivoluzione che ha deposto lo zar.

Al ricco conte Alexander Rostov non viene condannato alla pena capitale da un tribunale bolscevico per via di una poesia.

E’ condannato a rimanere agli arresti domiciliari nell’Hotel Metropol di Mosca, dove già stava vivendo, senza possibilità di uscire dall’edificio dove riceve vitto e alloggio.

Nella sua stanzetta nel sottotetto con un letto e poco altro,con compagni di vita solo i residenti dell’Hotel, Alexander cerca un nuovo scopo di vita.

Ben Vanstone parla dell’intento della serie: «portare sullo schermo lo stesso fascino e la stessa filosofia che hanno reso il romanzo un best-seller.

Volevamo cercare di catturare l’intera ampiezza dell’esistenza umana in uno show televisivo. Il che è una missione coraggiosa da realizzare».

 

Ewan McGregor, sul suo personaggio che ha amato dal primo momento della lettura del copione e del libro da cui è tratta la serie, tanto da spingerlo a diventare produttore esecutivo della stessa dice:

«Siamo in Russia subito dopo la rivoluzione che ha portato i bolscevichi al comando.

Il conte Alexander Rostov non viene ucciso come “meriterebbe” in quanto aristocratico perché si crede – cosa in realtà non vera – che in gioventù abbia scritto un poema sul comunismo.

All’inizio della storia che segue le sue vicende e quelle di altri personaggi intorno a lui in un arco temporale di oltre trent’anni, lo incontriamo subito dopo il processo.

Gli hanno risparmiato la vita, è vero, ma a una condizione:

dovrà passare il resto della sua esistenza dentro il Metropol hotel, se metterà anche solo un piede fuori dalla porta verrà immediatamente giustiziato».

Il regista Sam Miller dice di essere rimasto:

«colpito dall’umanità del romanzo.

Anche se è ambientato in Russia in un periodo storico preciso non volevamo fare una sorta di documentario.

Ci siamo presi delle libertà perché quello che contava era creare un “contenitore” capace di riflettere le emozioni che questa storia trasmette».

 

 

non essere cattivo

“Non essere cattivo” il film-testamento di Claudio Caligari con Alessandro Borghi e Luca Marinelli

“Non essere cattivo” è il film diretto da Claudio Caligari che firma anche la sceneggiatura con Giordano Meacci e Francesca Serafini.

Il film chiude idealmente la sua trilogia iniziata con Amore tossico (1983) e proseguita con L’odore della notte (1998).

non essere cattivoLa produzione è a cura di: Kimerafilm, Rai Cinema, Taodue Film, Leone Films; con il sostegno di Valerio Mastandrea come produttore delegato.

Nel cast di “Non essere cattivo” ci sono: Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei.

E con Alessandro Bernardini, Valentino Campitelli.

Ostia, 1995. Cesare e Vittorio, amici da sempre, sono due giovani in bilico tra piccola criminalità e sballo continuo.

Vivono nella periferia romana, in un mondo dove le dosi e le rapine rappresentano un’alternativa stentata alla vita comune.

Una notte, Vittorio vive un’esperienza allucinatoria dopo l’assunzione di droga e decide di cambiare vita.

Trova lavoro, si innamora di Linda e tenta di trascinare anche Cesare verso una via più stabile.

Ma le radici della periferia e del dolore di Cesare, legato alla sorella morta di Aids e alla nipote malata, sono troppo profonde:

scivola di nuovo nell’abisso dello sballo e della criminalità.

Curiosità:

Si tratta del testamento cinematografico di Claudio Caligari, realizzato mentre era già gravemente malato

“Non essere cattivo”  è ambientato nella stessa periferia di Amore tossico, con scene che richiamano immagini e inquadrature del film precedente.

Valerio Mastandrea, amico del regista, promosse e completò il film dopo la morte di Caligari, anche rivolgendosi a Martin Scorsese in una lettera aperta per sostenere il progetto.

Alla 72ª Mostra di Venezia, presentato fuori concorso, ha vinto i Premi Pasinetti per Miglior Film e Miglior Attore a Marinelli.

Ai Nastri d’Argento ha vinto come: Film dell’Anno, Miglior Produttore, Attore Rivelazione, Miglior Fotografia, Miglior Sonoro in presa diretta, Premio Persol

Ai David di Donatello:  Premio per il Miglior Sonoro in presa diretta, diverse nomination (tra cui Miglior Film, Regista, Attori, Colonna sonora, Sceneggiatura) .

 

Luca Marinelli sulla forza emotiva della sceneggiatura dice:

“La sceneggiatura di “Non essere cattivo” andrebbe pubblicata: è scritta meravigliosamente.

È pazzesca: mi ricordo che mentre la leggevo la mia compagna si è avvicinata e mi ha chiesto come stavo. Avevo il fiatone.”

 

E ricorda con commozione l’incontro con Claudio Caligari:

“Incontrare Claudio è stata una fortuna: purtroppo non posso più augurarla a nessuno.

Però lui è nei suoi film e quelli ci rimangono.

Una volta, per spiegare una scena, ha detto che non bisogna avere paura sul set: mi ha colpito molto. È vero: non bisogna avere paura.”

Alessandro Borghi sul suo desiderio di ruoli sfidanti dice:

Mi piacerebbe un cattivo vero. Uno che spara tanto e male, senza redenzione. […] nemmeno un buono a senso unico, altro ruolo che mi piacerebbe.”

Inoltre, Borghi descrive  così l’intimità sviluppata con Marinelli:

“Questo è un film meraviglioso, tratto da una storia vera che parla di due amici veri, quasi fratelli…

io e Luca Marinelli, i due protagonisti, abbiamo fatto un lavoro soprattutto su di noi, parlando molto e

passando molto del nostro tempo insieme proprio per cercare sul set  l’empatia che serve ai due personaggi per essere reali.”