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il sole dell'avvenire

Il sol dell’avvenire di Nanni Moretti nelle sale cinematografiche e poi a Cannes

Il sol dell’avvenire è il film sceneggiato da Francesca Marciano, Nanni Moretti, Federica Pontremoli, Valia Santella e diretto da Nanni Moretti nelle sale dal 20 aprile.

il sole avvenireNel cast de Il sol dell’avvenire ci sono:  Nanni Moretti, Margherita Buy, Valentina Romani, Silvio Orlando, Barbora Bobulova,

Flavio Furno, Mathieu Amalric, Zsolt Anger, Jerzy Stuhr, Teco Celio,

Giuseppe Scoditti, Beniamino Marcone, Valerio Da Silva, Angelo Galdi, Arianna Pozzoli, Rosario Lisma, Francesco Brandi, Laura Nardi,

Arianna Serrao, Blu Yoshimi, Michele Eburnea, Elena Lietti, Benjamin Stender, Francesco Rossini,

Federica Sandrini, Carolina Pavone, Sun Hee You.

A maggio, “Il sol dell’avvenire” concorrerà per la Palma d’oro al Festival di Cannes:

La distribuzione è di  01 Distribution, la fotografia di Michele D’Attanasio, il montaggio

Di Clelio Benevento e le musiche sono di Franco Piersanti

La produzione è a cura di  Sacher Film, Fandango con Rai Cinema, Le Pacte.

 

Il sol dell’avvenire vede protagonisti Giovanni (Moretti), un regista sempre meno in sintonia con il mondo attorno a lui.

Sta girando un film ambientato nel 1956, la storia del segretario della sezione del PCI del quartiere romano del Quarticciolo che deve capire come reagire all’invio dei carri armati sovietici a Budapest.

La produttrice del film è sua moglie Paola (Margherita Buy), che però sta pensando di lasciarlo, anche se Giovanni non lo sa.

Giovanni sta anche scrivendo un film tratto da “Il nuotatore” di John Cheever, e allo stesso tempo immagina di girare un film che racconti la storia quarantennale di una coppia,

con tante canzoni italiane a fare da sottofondo.

Sul film Moretti dice:

Per quanto riguarda il film ambientato nel ’56, alcuni anni fa, prima di ‘Tre piani’ cercammo di ambientare un film in quell’anno però non eravamo soddisfatti.

Poi dopo Tre piani ho detto ‘teniamo quella ambientazione del ’56 ma ai lati, sopra e sotto, voglio raccontare la vita del regista di quel film’”.

Il film offre l’opportunità di riflettere sul presente, per esempio sullo stato odierno del cinema e sulle piattaforme online che vanno bene solo per le serie, i film si devono fare per il cinema.

Ho sempre cercato di andare contro l’onda. Negli anni 80 si facevano pochi film realmente radicati sul territorio e io reagii creando una mia casa di produzione per film italiani;

poi negli anni 90, mentre le sale iniziavano a chiudere, aprii il cinema Nuovo Sacher;

e oggi faccio film rivolti unicamente agli spettatori in sala.

Un tempo i film d’autore venivano preparati bene, coccolati, uscivano al momento giusto. Oggi invece vengono gettati allo sbaraglio e il pubblico non capisce cosa sta uscendo.

Il cinema italiano è vivo, ci sono tanti registi giovani e bravi, oltre agli Amelio, ai Bellocchio, e il pubblico regala sorprese, si pensi a “Le otto montagne”.

Quello che manca è l’attenzione, per esempio delle belle trasmissioni a tema in tv.

 

Margherita Buy sul film dice:

“Questo è un film complesso, ed ero molto curiosa di vedere come si sarebbero intrecciate le varie storie, come sarebbero state rese.

È un film che mi ha molto commossa”.

i pionieri

I Pionieri diretto da Luca Scivoletto con Peppino Mazzotta, Lorenza Indovina, Claudio Bigagli prodotto da Fandango nelle sale

I Pionieri è il film diretto da Luca Scivoletto con soggetto e sceneggiatura di Eleonora Cimpanelli, Pierpaolo Pirone, Luca Scivoletto prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci.

I Pionieri è una produzione Fandango e Rai Cinema nelle sale dal 13 aprile.

i pionieriLa fotografia di I Pionieri è di Stefano Falivene, il montaggio di Alice Roffinengo.

Nel cast ci sono: Mattia Bonaventura, Francesco Cilia, Danilo Di Vita, Matilde Sofia Fazio, Peppino Mazzotta, Lorenza Indovina, Eleonora Danco con la partecipazione di Claudio Bigagli.

Sicilia, estate del 1990. Enrico ha dodici anni e tutti i problemi dei ragazzini della sua età. Ma a tormentarlo non sono gli ormoni impazziti o un amore non corrisposto.

Il suo problema più grande si chiama Partito Comunista Italiano.

Il partito di suo padre – dirigente locale e probabile futuro segretario regionale – e di sua madre, delegata all’educazione ortodossa dei figli:

niente religione, niente Reebook, niente Rambo, niente Nintendo. In pratica: niente vita sociale.

A parte Renato, l’unico amico di Enrico, anche lui figlio di comunisti (il padre morto per la troppa passione politica e la madre viva ma non meno appassionata)

che a dodici anni si veste e parla come un funzionario di sessanta.

Lui al comunismo ci crede davvero. Enrico invece vorrebbe solo essere come gli altri.

D’estate andarsene al mare, per esempio, e non in giro con il padre, a convincere i compagni che la svolta voluta dal segretario, l’abbandono della falce e martello, è ormai inevitabile.

Farebbe qualunque cosa per evitarlo, anche scappare.

Andarsene in campeggio loro due, lontani da sezioni fumose e da cugini maneschi.

Non un campeggio normale, no: rifonderanno i Pionieri, i vecchi scout comunisti ormai estinti da decenni.

E andrebbe tutto liscio se sulla via della fuga non incontrassero Vittorio, compagno di scuola pluribocciato e manesco che si unisce all’impresa;

e Margherita, anche lei in fuga dalla madre, militare americana della vicina base Nato, e da un vero campo scout.

Quattro ragazzini con ben poco in comune, se non la necessità di scappare.

Dai militari americani e da una madre che vuole portarti lontano, dai carabinieri e da un altro quartetto, male assortito come il loro:

i litigiosissimi genitori di Enrico, l’intransigente madre di Renato e il fascistissimo padre di Vittorio.

Per riuscirci Enrico, Renato, Vittorio e Margherita devono restare uniti, che se non si può tornare indietro non si può far altro che andare avanti. Anche se fa paura.

sul film il regista dice:

Il film parte da uno spunto autobiografico, quindi, ma che poi parte per la tangente. Una storia che racconta l’avventura, racconta la crescita, l’amicizia, l’amore.”

L’Italia era organizzata in maniera diversa rispetto ad ora.

C’era una partecipazione alla politica anche quotidiana.

Era una realtà molto diversa. Io faccio parte di quella generazione che ha assistito al distacco dalla politica.

Immagino che, leggendo il libro, i giovani attori siano riusciti ad entrare in un mondo che non conoscevano e farsi un’idea di che cosa fosse.

Il caso del personaggio di Renato è stato emblematico. Francesco, l’attore, doveva crederci. Questa è stata la sfida vera.

Doveva sostenere un personaggio già strano all’epoca. Usavamo la Juventus come metafora. Poi i problemi sono sempre gli stessi, nella famiglia, nella crescita.

Il rispecchiamento per loro c’è, il comunismo è uno sfondo storico.

Magari farà sorgere delle domande: cosa è successo in Italia dopo la caduta del muro?Se i più giovani si faranno questa domanda, la sfida è vinta”.

stranizza d'amuri

Stranizza d’amuri il debutto alla regia di Giuseppe Fiorello è nelle sale

Stranizza d’amuri è il film diretto da Giuseppe Fiorello al suo debutto alla regia.

Il film è liberamente ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto in Sicilia nel 1980, il delitto di Giarre. Il film è dedicato alle due vittime, Toni e Giorgio.

stranizza d'amuriNel cast di Stranizza d’amuri ci sono:  Gabriele Pizzurro, Samuele Segreto, Fabrizia Sacchi, Simona Malato, Antonio De Matteo, Enrico Roccaforte,

Roberto Salemi, Giuseppe Spata, Anita Pomario, Alessio Simonetti, Raffaele Cordiano, Giuditta Vasile

Il film è prodotto da Eleonora Pratelli per Iblafilm, Fenix Entertainment con Rai Cinema, Silvio Campara, Golden Goose e GeneraLife.

Le riprese si sono svolte tra Marzamemi, Ferla, Buscemi, Priolo Gargallo, Pachino.

Giugno 1982, in una calda Sicilia che freme per la Nazionale Italiana ai Mondiali di calcio, due adolescenti, Gianni e Nino, si scontrano con i rispettivi motorini lungo una strada di campagna.

Dallo scontro nasce una profonda amicizia, ma anche qualcosa di più, qualcosa che non viene visto di buon occhio dalle famiglie e dai ragazzi del paese.

Coraggiosi e affamati di vita, Gianni e Nino non si curano dei pregiudizi, delle dicerie e vivono liberamente.

Una libertà che gli altri non comprendono e non sono disposti ad accettare..

Stranizza d’amuri è dedicato a Giorgio e Antonio, vittime del delitto di Giarre, avvenuto nel 1980 in provincia di Catania.

Giuseppe Fiorello sul film dice:

“Questa mia prima regia nasce da un articolo che celebrava il trentennale del delitto Giarre, un caso che non conoscevo.

Mi è scattato così un grande senso di colpa: mi sentivo, in quanto siciliano, corresponsabile di quello che era successo.

Nonostante il tema, non volevo dare messaggi, ma casomai fare un inno alla vita. E poi anche io ho amato tanto i miei amici, anche l’amicizia è una forma d’amore, ma senza sesso.

Volevo fare una storia universale e non nascondo che mi sono ispirato a quel capolavoro che è ROMA di Alfonso Cuaron.

Lui più volte ha detto che ha guardato alla sua famiglia e così mi ha suggerito di ambientarlo nel 1982, anno importante per l’Italia, quando il nostro Paese vince i mondiali”.

che prende il titolo dal brano omonimo di Franco Battiato, ha poi le musiche di Giovanni Caccamo e Leonardo Milani.

il ritorno di casanova

Il Ritorno di Casanova è il film diretto da Gabriele Salvatores con Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio

Il Ritorno di Casanova è il film diretto da Gabriele Salvatores  nelle sale cinematografiche.

il ritorno di Casanova Liberamente tratto da “Il ritorno di Casanova” di Arthur Schnitzler il film è una produzione Indiana Production con Rai Cinema,

Ba.Be Productions ed EDI Effetti Digitali Italiani,

in collaborazione con 3 Marys Entertainment, in associazione con BPER Banca S.p.A. ai sensi delle norme del tax credit, con il contributo di Regione del Veneto.

Il film ha aperto  il Bif&st 2023 a Bari.

La sceneggiatura è opera dello stesso Gabriele Salvatores con Umberto Contarello e Sara Mosetti.

Nel cast di Il Ritorno di Casanova ci sono: Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio, Sara Serraiocco, Natalino Balasso, Alessandro Besentini, Bianca Panconi.

Inoltre figurano nel cast anche:  Antonio Catania, Elio De Capitani, Angelo di Genio, Sara Bertelà, Marco Bonadei.

 

Il protagonista Leo Bernardi è un affermato e acclamato regista alla fine della sua carriera,

che non ha alcuna intenzione di accettare il suo lento declino.

Per la sua ultima opera, Leo ha scelto di raccontare il Casanova di Arthur Schnitzler,

un personaggio incredibilmente simile a lui, più di quanto lui stesso possa immaginare.

Quello raccontato da Schnitzler è un Casanova che ha ormai superato la sua gioventù, i tempi di gloria sono andati:

non ha più il suo fascino e il suo potere sulle donne, non ha più un soldo in tasca, non ha più voglia di girare l’Europa.

Dopo anni di esilio, ha un solo obiettivo: tornare a Venezia, casa sua.

Nel suo viaggio verso casa, Casanova conosce una ragazza, Marcolina, che riaccende una fame di conquista che non sentiva da anni.

Nel tentativo di sedurla, Casanova arriverà alla più tragica delle conclusioni: è diventato vecchio.

Non è un caso se Leo Bernardi abbia deciso di raccontare questa storia proprio adesso, in un momento cruciale della sua vita e della sua carriera.

Le inquietudini e i dubbi dei due sono incredibilmente simili. È più importante il Cinema o la Vita? Continuare a recitare il proprio personaggio o lasciarsi andare alle sorprese che la Vita ti propone?

: “E’ un film a cui tengo molto – ha spiegato tempo fa Gabriele Salvatores – perchè è  la prima volta che parlo un po’ di me.

 

Il protagonista e’  un regista un po’ piu’  giovane di me che deve fare un film su Casanova anziano.

Due persone in una fase di dilemma della vita, che si chiedono se si deve sempre ripetere il proprio personaggio o lasciarsi andare al qualcosa diverso… ve lo anticipo, la vita e’  piu’  importante del cinema”.

christian

CHRISTIAN seconda stagione serie diretta da Stefano Lodovichi con Pesce, Santamaria, Morante

CHRISTIAN seconda stagione, è la serie Sky Original diretta da Stefano Lodovichi, nata da un’idea di Roberto “Saku” Cinardi,

christianprodotta da Sky Studios e Lucky Red in collaborazione con Newen Connect,

anche distributore internazionale della serie,

e liberamente ispirata alla graphic novel Stigmate di Lorenzo Mattotti e Claudio Piersanti (edita da Logos

Edizioni).

Il soggetto di serie è di Francesco Agostini, Giulio Calvani, Valerio Cilio, Stefano Lodovichi, con la collaborazione di Patrizia Dellea.

Sceneggiature di Valerio Cilio, Patrizia Dellea, Stefano Lodovichi e Valentina Piesanti.

I protagonisti di CHRISTIAN seconda stagione sono Edoardo Pesce e Claudio Santamaria con Silvia D’Amico,

Antonio Bannò, Francesco Colella, Gabriel Montesi, Giulio Beranek

e Ivan Franek, Romana Maggiora Vergano.

Due debutti assoluti nel cast della seconda stagione

di CHRISTIAN seconda stagione: quello di Laura Morante e  Camilla Filippi.

Il boss Lino è morto e Città-Palazzo ha bisogno di un nuovo re:

per Christian arriva il momento di prendere coscienza del proprio dono e costruire il regno predetto dal Biondo, diventando punto di riferimento di un’intera comunità,

colui che compie scelte che andranno a influire sulla vita di tutti.

Matteo, intanto, si trova davanti ad un’ardua scelta, quella di schierarsi contro il salvatore di suo figlio, cedendo alla tentazione di giocare per sé.

Al suo fianco infatti arriva la Nera, un essere divino determinato ad ostacolare i piani del Biondo.

Ma in questo mistico, magico gioco di potere fra santi e demoni, nessuno può anche solo immaginare che forma assumerà, tra le mura di Città-Palazzo, la lotta per la libertà..

Dice il regista Stefano Lodovich:

Christian – Seconda stagione è più di una storia di un quartiere periferico romano, di criminali o di giochi di potere tra… umani.

Perché se nella prima stagione abbiamo imparato a conoscere e ad amare il Biondo,

in questa seconda stagione incontreremo la sua nemesi, la Nera (Laura Morante),

pronta a ristabilire la sua idea di ordine a ogni costo, fosse anche

portare l’anarchia, la violenza, mettendo mano a tutti i trucchi e i sotterfugi che secoli di regole e tradizioni cristiane le hanno messo a disposizione.

E con lei troveremo altri personaggi nuovi e intriganti come Taribo (Khadim Max), capo di un piccolo gruppo di violenti nigeriani, o Esther (Camilla Filippi),

un’outsider del quartiere che, come i salmoni, non può che vivere controcorrente, contro tutto… e

tutti?

Ma in questo secondo capitolo, chi manovra e chi è manovrato? Chi è il burattino e chi il burattinaio? Noi

abbiamo fatto il possibile. Il resto sta a voi. Ah, voi sapete giocare a tressette?

Sulla serie dice Sonia Rovai, Senior Director Scripted Productions Sky Studios

 Indie e mainstream, “supercoatta” ma contemporaneamente in grado di esplorare temi altissimi,

pressoché insondabili, fra esseri sovraumani e piccoli, umanissimi criminali:

con Valerio Cilio e il suo team alla sceneggiatura, Lodovichi firma una serie che vive di estremi, che gioca divertita coi codici del genere per inventarne uno nuovo, solo suo.

Christian è un piccolo miracolo, talmente ben girata, scritta e recitata – insieme a Pesce come

non citare anche l’apporto di tutto il cast e, in particolare, di un talento cristallino come quello di

Silvia D’Amico – da essere diventata in breve un vero e proprio cult, andato a inserirsi in maniera

sorprendentemente coerente nella tradizione delle nostre produzioni.

Una serie che di Sky Studios incarna alla perfezione il DNA, fatto di progetti originali, high-concept, esaltati dal talento di giovani attori e creativi italiani e sorretti da valori produttivi d’eccellenza in tutti i reparti.

 

era ora

Era ora il film di Alesandro Aronadio con Leo e Ronchi raggiunge il primo posto nella classifica dei film Netflix più visti del momento

Era ora è il film diretto da Alessandro Aronadio, presentato all’ultima Festa del Cinema di Roma, un remake di Long Story Short di Josh Lawson.

La sceneggiatura di Era ora è firmata da Alessandro Aronadio e Renato Sannio.

era oraNel cast di Era ora ci sono: Edoardo Leo, Barbara Ronchi,  Francesca Cavallin, Raz Degan, Massimo Wertmüller, Mario Sgueglia e Andrea Purgatori.

Il film è prodotto da BIM Production in collaborazione con Vision Distribution e Netflix.

Uscito da poco su Netflix  il film è al primo posto nella classifica dei film Netflix più visti del momento non solo in Italia

ma anche nel mondo conquistando ben in ben 44 Paesi tra cui Argentina, Bolivia, Brasile, Portogallo, Marocco e tanti altri ancora e

con 11,550,000 ore di visualizzazione.

Dante e Alice si amano alla follia.

Peccato che lui sia la tipica persona a cui una giornata non basta mai, che arriva sempre in ritardo e si barcamena a fatica tra i mille impegni quotidiani di lavoro e vita privata.

Succede anche il primo giorno dei suoi quarant’anni, quando Dante si presenta in ritardo di ore alla sua festa di compleanno.

A detta sua, la soluzione sembra a portata di mano: se lavorerà abbastanza, magari tra qualche anno sarà riuscito a comprarsi un po’ di tempo.

Ma cosa succede quando l’indomani si sveglia e si ritrova un anno in avanti?

Come è possibile che sia già il giorno del suo quarantunesimo compleanno?

E come fa Alice a essere incinta di quattro mesi? Cosa ne è stato del resto del suo anno?

 

Sul film il regista dice:

Era ora parla di me, parla di noi, dei nostri errori, di quello che rischiamo di perdere ogni giorno, di quello che abbiamo lasciato indietro,

di quello che abbiamo dimenticato e di quello che non riusciamo a dimenticare.

Perché, grazie al cinema, le nostre tragedie di oggi possono diventare le commedie di domani”.

E’ stato un processo di trascrittura abbastanza brutale rispetto all’originale.

 Quando mi è stato proposto di fare il remake non ero molto d’accordo nel fare un film originale,

ma l’idea del salto nel tempo mi entusiasmava molto e volevo cimentarmi nella romantic comedy.

E’ stata una sfida divertente e il tentativo è stato quello di trovare una chiave originale

I protagonisti della pellicola Edoardo Leo e Barbara Ronchi raccontano i loro personaggi:

Il personaggio di Alice  fa un percorso di consapevolezza sul tempo.

Sa che il tempo che si dà ad un’altra persona è prezioso, così quando capisce che non è ricambiato decide di mettere un freno e prendersi cura di sé.

Credo che per gestire il tempo bisogna avere il talento di fare delle scelte, individuare le priorità.

Edoardo Leo dice:

“Non capita spesso di leggere sceneggiature che ti fanno fare domande personali, in questo caso io mi sono interrogato.

 Il tempo è qualcosa di profondamente contemporanea all’interno di un archetipo narrativo su cui il cinema si è sempre interrogato.

E questo è bastato per convincermi a fare il film. C’è una parte di questo film che mi ha toccato, alla fine della proiezione ho pianto.

il viaggio leggendario

Il viaggio leggendario è il film diretto da Alessio Liguori con Dominick Alaimo, Erick Parisi nelle sale dal 23 marzo

Il viaggio leggendario è il film diretto da Alessio Liguori tratto dall’opera letteraria Il viaggio leggendario

di Erick Parisi e Dominick Alaimo edito da Magazzini Salani ed esce nelle sale il 23 marzo.

Nel cast di Il viaggio leggendario ci sono:  Dominick Alaimo, Erick Parisi,

Sofia Iacuitto, Gianni Franco, Ladislao Liverani e con la partecipazione di Herbert Ballerina.

il viaggio leggendarioUna produzione Lotus Production, una società Leone Film Group, in collaborazione con Medusa Film

in collaborazione con DinsiemE Srl, una distribuzione MEDUSA FILM.

È sera, Erick e Dominick ricevono un pacco misterioso da parte di uno strano postino.

All’interno c’è un videogioco di cui non hanno mai sentito parlare: “Il Viaggio Leggendario”.

Curiosi, i ragazzi infilano nella console il videogioco e… vengono trasportati in un’altra dimensione, ovvero nel mondo di Leggendaria.

All’improvviso Erick viene catturato dal malvagio Dottor Timoti alleato con suo fratello Dottor Giniu,

scienziati pazzi e nemici giurati dei DinsiemE.

Dominick non riesce a salvarlo, e i due ragazzi si ritrovano da soli.

Nei loro percorsi paralleli, Erick e Dominick imparano ben presto che a Leggendaria, per sopravvivere, dovranno applicare la logica a livelli dei videogiochi.

Dominick, alla ricerca di Erick, si ritrova nel livello di Camelot, dove incontra la principessa Ginevra, Erick invece è nel livello del Regno di Atlantide,

dove trova come suo alleato il filosofo Platone e… addirittura si ritrova a duellare con il capitano dei pirati!

Tante sono le sfide e tanti sono i nuovi personaggi che incontreranno lungo il percorso. In un’entusiasmante corsa contro il tempo fino ad arrivare all’ultimo livello…

Riusciranno a fermare il Dottor Giniu, a salvare Leggendaria e a tornare a casa?

Sul film il regista dice:

Quando ho letto per la prima volta Il viaggio leggendario ho colto subito l’opportunità di poter

raccontare una storia davvero fantastica a un giovane pubblico, rievocando quel

senso di meraviglia e bellezza con il quale sono cresciuto.

 Il libro dal quale è tratto il film è ambientato in tre mondi fantastici: Camelot, Atlantide e il Regno di Diamante.

La lettura mi ha immediatamente riportato ad un’altra fantastica esperienza della mia

infanzia:

quella nei parchi a tema, dove ho potuto visitare in prima persona questi mondi ricostruiti, restandone segnato per sempre.

Nell’approcciare al film ho voluto unire queste due grandi suggestioni: i contenuti e

la narrazione del cinema di fine secolo scorso e l’esperienza ludica dei parchi a tema,

allo scopo di far vivere allo spettatore quel senso di stupore e fascinazione che mi ha

accompagnato per tutta la vita.

Emozioni che passano inevitabilmente anche attraverso la musica del film, che unirà

approcci di epoche differenti ma di medesima matrice, passando da John Williams ad

Alan Silvestri, sino a John Powell.

La trasposizione cinematografica de “Il Viaggio Leggendario” ha il grande vantaggio di

vedere due protagonisti che non sono “semplici YouTuber”.

 Sul set, Erick e Dominick dimostrano un talento innato che va ben oltre i media streaming e che sarà una grande rivelazione per il pubblico tradizionale cinematografico.

 Inoltre, sono coadiuvati da un cast d’eccellenza che danno vita a personaggi iconici.

Il “Viaggio Leggendario” è la realizzazione materica dei sogni di ogni bambino.

Le ambientazioni del film, gli allestimenti fantastici e i costumi, conducono lo

spettatore in un viaggio senza tempo paragonabile solo alle grandi attrazioni dei

parchi a tema più famosi del mondo, rendendo il film un’incredibile esperienza

emotiva e sensoriale.

La storia avvincente e dal ritmo serrato, i personaggi ben costruiti ed egregiamente

interpretati dal cast, fanno de “Il Viaggio Leggendario” un film divertente ed evocativo

per tutte le età.

pantafa

Pantafa diretto da Emanuele Scaringi con Kasia Smutniak esce nelle sale il 30 marzo

Pantafa è il film di Emanuele Scaringi, presentato al 40º Torino Film Festival nella sezione Crazies, che esce nelle sale il 30 marzo 2023.

pantafaNel cast di Pantafa ci sono: Kasia Smutniak, Greta Santi, Mario Sgueglia, Betti Pedrazzi, Mauro Marino, Giuseppe Cederna

e Francesco Colella.

Il film è scritto da Tiziana Triana, Vanessa Picciarelli ed Emanuele Scaringi e

prodotto da Fandango con Rai Cinema e distribuito da Fandango.

 

Marta si trasferisce insieme a sua figlia Nina a Malanotte, un piccolo paese di montagna.

La bambina da qualche tempo soffre di paralisi ipnagogiche, un disturbo del sonno che può portare

ad avere stati allucinatori, e Marta ha pensato che un po’ di aria di montagna e di lontananza dalla frenesia

cittadina possano giovare alla piccola.

La casa in cui si trasferiscono però è tutt’altro che accogliente e

per le strade di Malanotte non si vedono mai bambini.

I sintomi di Nina cominciano a peggiorare già dalla prima notte,

la bambina fa incubi sempre più vividi in cui una figura spettrale le si siede sul petto, la immobilizza e le ruba il respiro.

Per Marta, madre sola in un paese che le appare sempre più sinistro, sarà ogni giorno più difficile

trovare il modo di fare la cosa migliore per la sua bambina.

 

Il regista Scarlingi sul film dice:

La Pantafa è una leggenda popolare. Una creatura che si siede sul petto e ti ruba il respiro.

 Il folclore italiano è popolato da numerose leggende che fanno parte della nostra cultura e

che rappresentano uno dei modi principali con cui esorcizzare il male e le paure.

Attingere a questo impressionante pozzo di storie significa entrare in un mondo fatto di riti, superstizioni e meraviglie.

Un mondo affascinante e pauroso insieme. La Pantafa è la raffigurazione del mostro. La rappresentazione del male. L’incarnazione della nostra parte più buia.

Un male oscuro che ci consuma quotidianamente e rode ogni nostra piccola sicurezza.

Una delle paure più inconfessabili e difficili da accettare è l’odio verso la progenie.

Un rancore indicibile e soffocato. Quello spirito maligno che insinua il dubbio che senza quel figlio la propria vita sarebbe stata diversa. Un tabù. Forse il più terribile di tutti.

La Pantafa è una parte di noi, parla delle nostre bassezze più recondite.

Quello che spaventa non è l’orrore mostrato ma il non visto, l’orrore che viene evocato.

Quello che non si potrebbe raccontare.

Le storie dell’orrore servono anche a questo, a trasformare, tramandare e liberarsi delle nostre paure e debolezze.

La protagonista Kasia Smutniak. Sul suo personaggio afferma:

 

Questo è un film che racconta una parte femminile dell’universo:

c’è una madre, c’è una figlia, una donna adulta che tramanda il proprio sapere a queste due femmine

e c’è il lato oscuro, anche questo è una donna.

Il racconto va a esplorare cose del subconscio femminile.

educazione fisica

Educazione fisica il film di Cipani con Mezzogiorno, Finocchiaro, Rubini, Santamaria, Rea nelle sale dal 16 marzo

 Educazione Fisica è il nuovo film diretto da Stefano Cipani,

presentato alla Festa del Cinema di Roma, in uscita nelle sale il 16 marzo.

Il film è tratto dal testo teatrale La Palestra di Giorgio Scianna, la sceneggiatura è firmata da Damiano e Fabio D’Innocenzo,

Fabio Cianchetti cura la direzione della fotografia, la scenografia è di Ivana Gargiulo mentre i costumi sono  di Catia Dottori ed il montaggio di Jacopo Quadri.

educazione fisicaEducazione Fisica è una coproduzione italo-polacca.

Una produzione Paco Cinematografica con Rai Cinema in coproduzione con Agresywna Banda,

in collaborazione con Cinecittà SpA.

Nel cast ci sono: Angela Finocchiaro, Giovanna Mezzogiorno, Raffaella Rea, Sergio Rubini e Claudio Santamaria.

Educazione Fisica racconta dei genitori di tre alunni che vengono convocati dalla preside di una scuola media di provincia.

Il motivo? È accaduto un fatto grave, di cui i loro figli (che frequentano la terza media) sono i responsabili. Tuttavia per i genitori sarà difficile sia da credere che da accettare.

La palestra si tramuterà in un’aula di tribunale improvvisata, dove andrà in scena un processo per tentare di smentire il tutto, nascondendo la verità.

 

Sul film dice il regista Stefano Cipani:

Educazione Fisica è tratto dal testo teatrale La Palestra di Giorgio Scianna che ho avuto modo

di leggere nel 2014.

In quegli anni di sofferenza, dove il cinema sembrava un miraggio nel deserto, pensai fosse un

testo estremamente interessante con un set up assolutamente dinamico e cinematografico.

Mi ricordava quelle storie ambientate in tribunale che mi appassionavano molto da bambino: film

come Parola ai giurati di Sidney Lumet, o JFK di Oliver Stone.

Inoltre, l’idea di girare un film interamente in una location e avere l’occasione di lavorare con

un gruppo di attori in maniera organica, cronologica e totalizzante nella propria verbosità, mi

affascinava molto.

Ho avuto la possibilità di ricreare interamente, secondo i criteri della mia immaginazione, la

palestra in uno studio a Cinecittà con l’obiettivo di realizzare un film intelligente, scioccante,

emotivo, vicino al pubblico e al contempo personale, personalizzato.

Volevo fare un classico, senza fronzoli dove tutto è rivolto alla discussione.

Il montaggio è per scelta democratico e non lascia scampo a nessun personaggio, i quali sono sempre tutti presenti attraverso i piani d’ascolto che giocano un ruolo chiave nella lettura del film.

Ho optato per un découpage classico le cui geometrie vengono dettate dall’emotività della scena.

Nel rispetto della scrittura dei D’Innocenzo e all’autenticità tematica di Scianna, ho realizzato

un mio personale esperimento di cinema classico.

Il tutto per discutere del tema centrale dell’opera, urgente e attuale, che viene espresso al meglio nel senso di responsabilità che pervade e al contempo si sottrae ai personaggi del film.

Mi sono stati d’ispirazione i cartoni animati anni 70’ di Ralph Bakshi, il cinema di Buñuel e il

punk.

 

 

ultima notte d'amore

 L’ultima notte di Amore di Andrea Di Stefano con Pierfrancesco Favino

 L’ultima notte di Amore è il film di Andrea Di Stefano che esce il 9 marzo dopo essere stato presentato al Festival di Berlino fuori concorso.

Il film è prodotto da Vision Distribution, Indiana Production, Memo Films e Adler Entertainment.

ultima notte d'amoreL’ultima notte di Amore Pierfrancesco Favino, Linda Caridi, Antonio Gerardi e Francesco Di Leva.

La notte prima di andare in pensione dopo 35 anni di onorato servizio senza neanche un colpo sparato,

il tenente Franco Amore vede il suo mondo capovolto.

Ma forse è il mondo intorno a lui che è cambiato, dal giorno alla notte.

Sua moglie è molto più consapevole di lui che la vita è una questione di compromessi e che a volte bisogna prendere decisioni difficili.

Sul suo ruolo dice Favino:

“Ho amato il personaggio di Amore, tra i più belli che ho interpretato, un uomo qualunque, un poliziotto a fine carriera che ha sempre fatto il suo dovere con onestà cristallina, l’antitesi del super-cop”.

 

Sul film parla il regista e sceneggiatore Andrea Di Stefano:

“L’ultima notte di Amore è la discesa agli inferi di un uomo onesto, un marito devoto, un amico affidabile, un agente ammirato dai suoi colleghi per serietà e devozione alla divisa.

Ho sempre immaginato questo film come un film d’altri tempi, sia per fabbricazione che per narrazione,

e con l’obiettivo ultimo di raccontare la storia del suo protagonista come una parabola religiosa.

Un avvertimento a tutti quelli che pensano di tradire la propria natura per il miraggio di una vita migliore.

Le scorciatoie morali non sono per tutti, alcuni riescono a farla franca, persone come Franco Amore non sono tagliati per queste soluzioni avventurose.

Ho cominciato a scrivere la sceneggiatura immaginando sempre Franco Amore col volto di Pierfrancesco Favino.

Poi, durante uno dei primi giorni di riprese, seduto davanti al combo, tutto è cambiato ed il film è diventato mio.

Ammirando l’umanità dello sguardo di Pierfrancesco Favino mentre sorrideva a Viviana, ho finalmente realizzato che avevo scritto un film su mio padre.

Questo film è un omaggio a tutte le persone che ambiscono ad essere persone per bene, come Franco Amore, come mio padre”.