Anno: 2022

paolo rossi

Paolo Rossi L’Uomo. Il Campione. La Leggenda il film di Gianluca Fellini e Michela Scolari nelle sale

Paolo Rossi L’Uomo. Il Campione. La Leggenda è il film diretto da Gianluca Fellini e Michela Scolari che firmano la sceneggiatura.

Paolo Rossi L’Uomo. Il Campione. La Leggenda è distribuito da FilmIn’ Tuscany, 44 Production, Phoenix Worldwide Entertainment e prodotto da FilmIn’Tuscany e 44 Production.

paolo rossiChi non ricorda la vittoria dei Mondiali di calcio da parte dell’Italia nel 1982?

Le braccia alzate del presidente Pertini a suggellare un attimo che è entrato nella storia.

L’Italia vince i Mondiali e nessuno ci aveva scommesso.

Quei calciatori Tardelli, Cabrini, Scirea, Collovati, Conti, Rossi e il loro allenatore Bearzot sono entrati nel cuore delle persone.

Erano il contrario delle dive che oggi popolano i campi di calcio: lavoratori con una grande passione per la maglia azzurra.

Un gruppo unito  del quale Paolo Rossi è stato il leader calmo.

Lui che a quel mondiale ci è arrivato subito dopo u infortunio serio lui ha permesso alla squadra di vincere ed alzare il trofeo verso il cielo.

Come racconta lo stesso Rossi nel film “La Nazionale fu la metafora di un’Italia che crede, che lotta che spera”.

Paolo Rossi L’Uomo. Il Campione. La Leggenda è un ritratto intimo e toccante di uno dei più grandi ed amati calciatori di tutti i tempi il cui nome si è legato indissolubilmente allo storico mondiale di Spagna dell´82:

tre prodigiosi gol contro i fenomeni del Brasile, due alla Polonia in semifinale e uno in finale con la Germania trascinarono l’Italia ad una vittoria

in grado di travalicare i confini dello sport per farsi occasione di rinascita per un paese che usciva da una fase storica assai difficile e complessa.

Amato per il suo talento e il suo fascino, per il fair play e per il suo stile unico, Rossi è uno dei giocatori simbolo di quella generazione di campioni che hanno segnato l’età d’oro del calcio.

La sua preziosa testimonianza diretta, i filmati d’epoca e gli inediti contributi di compagni di squadra e giocatori indimenticabili

come Falcao, Platini, Maradona, Zico, Rummenigge e Baggio, ci restituiscono un affettuoso

ed emozionante ritratto di Pablito,

che ha saputo dimostrare, con i suoi trionfi e le sue cadute, quali incredibili traguardi si possano raggiungere con una straordinaria volontà e la determinazione a non arrendersi mai.

Paolo Rossi L’Uomo. Il Campione. La Leggenda  non è solo un film su Paolo Rossi, la sua vita e le sue gesta sportive,

ma soprattutto l’unico ed irripetibile lavoro cui Paolo ha partecipato attivamente alla realizzazione sin dalle prime fasi della sua impostazione.

Un film che quindi, oltre a raccontarci tutto su Pablito ci regala anche un ritratto senza eguali di quella bellissima persona che è stata il Signor Paolo Rossi.

 

Il film è impreziosito dal brano inedito dedicato a Rossi: “Mio Fratello è un campione”, scritto da Mario Lavezzi, uno dei più importanti autori della musica leggera italiana, con Lorenzo Vizzini e Luca Durgoni.

 

 

christian

Christian al via le riprese della seconda stagione della serie con Edoardo Pesce e Claudio Santamaria

Christian, il supernatural-crime drama Sky Original prodotto da Sky e Lucky Red in collaborazione con Newen Connect, avrà una seconda serie.

christianConsiderato il successo della prima stagione questa è davvero una bella notizia per tutti coloro che hanno amato Edoardo Pesce interpretare Christian.

Christian nasce da un’idea di Roberto “Saku” Cinardi,  è una serie Sky Original prodotta da Sky e Lucky Red in collaborazione con Newen Connect, anche distributore internazionale della serie,

e liberamente ispirata alla graphic novel Stigmate di Lorenzo Mattotti e Claudio Piersanti (edita da Logos Edizioni).

Il soggetto di serie è di Francesco Agostini, Giulio Calvani, Valerio Cilio, Stefano Lodovichi, con la collaborazione di Patrizia Dellea.

Christian è scritta da Valerio Cilio, Patrizia Dellea, Stefano Lodovichi e Valentina Piersanti.

Sei nuovi episodi compongono la  seconda stagione di Christian, interamente diretta da Stefano Lodovichi (anche produttore creativo nonché fra gli autori dei nuovi episodi),

che vede il ritorno sul set dei protagonisti della prima, i vincitori del David di Donatello Edoardo Pesce  e Claudio Santamaria.

 

Nel cast con i due protagonisti ci sono:

Silvia D’Amico nei panni di Rachele, ex tossica dal passato doloroso, miracolata da Christian e rinata a nuova vita,

Antonio Bannò in quelli di Davide, erede dell’impero di Lino, il boss locale,

Francesco Colella nel ruolo di Tomei, il losco veterinario del quartiere,

Gabriel Montesi è l’amico della compagnia di Christian, Penna,

Giulio Beranek e Ivan Franek ancora nei panni rispettivamente del carismatico Biondo e di Padre Klaus, esorcista che ha un conto in sospeso con Christian.

Sul set anche Romana Maggiora Vergano  che sarà di nuovo Michela, nella prima stagione morta e risorta per mano di Christian.

Nuovi ingressi nel cast

Non ci sarà in questa stagione Lina Sastri perchè il suo bellissimo personaggio è morto nella prima stagione ma ci sono nuovi ingressi di prestigio:

Laura Morante  che interpreterà un misterioso personaggio pieno di sorprese, e

Camilla Filippi, che nella seconda stagione di Christian sarà Esther, una donna che non sembra vivere bene la presenza di Christian.

 

Cosa succede nella seconda stagione di Christian:

Dopo la morte del boss Lino la Città-Palazzo ha bisogno di un nuovo re e per Christian arriva il momento di applicare il suo dono e costruire quel regno predetto dal Biondo.

Christian dovrà imparare cosa significhi passare da piccolo delinquente a santo, da uno dei tanti a punto di riferimento di un’intera comunità,

diventando “il re” di Città-Palazzo ed imparando a compiere scelte in nome del bene di tutti.

Al suo fianco i vecchi amici ma anche nuovi ostacoli e nemici sempre più insidiosi.

 

 

 

una boccata d'aria

Una boccata d’aria di Alessio Lauria con Aldo Baglio e Lucia Ocone è nelle sale

Una boccata d’aria è il film di Alessio Lauria prodotto da Matteo Rovere; il film è una produzione Groenlandia con Rai Cinema distribuito da 01 Distribution.

una boccata d'ariaUna boccata d’aria  è interpretato da: Aldo Baglio, Lucia Ocone, Giovanni Calcagno, Massimiliano Benvenuto, Davide Calgaro, Francesca Faiella, Enrico Gippetto, Ludovica Martino, Marcello Mazzarella.

In Una boccata d’aria due fratelli orgogliosi e lontani, un’eredità contesa e un passato che torna a bussare alla porta.

Quando viene a sapere della morte di suo padre, con cui non ha rapporti da tanti anni, Salvo (Aldo Baglio) si imbarca in un viaggio nella natia Sicilia.

L’obiettivo è convincere suo fratello Lillo a vendere il casale di famiglia per salvare la

sua pizzeria sull’orlo del fallimento. Ma il compito sarà tutt’altro che facile, e Salvo sarà costretto a

fare i conti con tutte le sue scelte.

Abbiamo selezionato attori dotati di uno humor affine alla nostra scrittura, in

grado di valorizzare le battute scritte in sceneggiatura con il loro carattere – afferma il regista Alessio Lauria.

La regia ha prediletto la semplicità: sono stati ridotti al minimo gli artifici

stilistici, e i movimenti di macchina inseriti solo se funzionali al racconto. Il

protagonista scappa da Milano e dai suoi problemi per prendere una boccata d’aria nel paesino in Sicilia in cui ha trascorso l’infanzia.

La regia ha  assecondato questo racconto passando da una macchina a mano, impercettibile, quasi per niente nervosa, con inquadrature telate e un massiccio uso di quinte,

a restituire la sensazione claustrofobica in cui si trova il protagonista a Milano –

per poi, una volta arrivati in Sicilia, sfruttare maggiormente inquadrature fisse con ottiche più aperte e senza troppe quinte,

linguaggio che aiuta il pubblico a esperire direttamente la sensazione di break e rilassatezza provata dal protagonista al suo arrivo al paesino.

Anche il suono ha seguito questa evoluzione: siamo passati dagli ambienti rumorosi di Milano alla quiete della campagna siciliana.

Non è cambiato invece il ritmo, vivace dall’inizio alla fine del film.

Ad essere privilegiati costumi e location che hanno trasmesso autenticità e vissuto piuttosto che eleganza e pulizia.

Salvo non torna nel classico paesino del sud da cartolina ma in un borgo di poche centinaia di anime,

desolato eppure fascinoso per chi lo sa guardare.

la mia ombra è tua

La mia ombra è tua è un film di Eugenio Cappuccio nelle sale dal 29 giugno con Marco Giallini

La mia ombra è tua è un film di Eugenio Cappuccio nelle sale dal 29 giugno.

La mia ombra è tua è tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Nesi edito da LA NAVE DI TESEO

la mia ombra è tuaIl cast di La mia ombra è tua è composta da:  Marco Giallini, Giuseppe Maggio, Anna Manuelli, Sidy Diop,

Claudio Bigagli, Leopoldo Mastelloni, Miriam Previati, Alessandra Acciai e con la partecipazione di Isabella Ferrari.

Il film è una produzione FANDANGO con RAI CINEMA prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci

Questa è una storia d’amore, iniziata quarant’anni fa e mai finita.

È anche la storia di un viaggio attraverso l’Italia intrapreso da una strana coppia a bordo di una vecchia jeep:

Emiliano, un venticinquenne appena laureato con il massimo dei voti in Lettere Antiche,

e Vittorio Vezzosi, un burbero scrittore sessantenne che da anni conduce una vita da eremita in seguito alla pubblicazione del suo unico libro, successo planetario indelebile nella memoria di tutti.

I due sono diretti a Milano, alla Fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta, in un viaggio ricco di rocamboleschi

e divertenti rovesci seguito avidamente in diretta dal mondo social, stimolato casualmente da un’influencer.

Il Vezzosi ha infatti accettato di tenere un discorso infrangendo un silenzio durato più di vent’anni.

Alla fiera li attendono Milena, il perduto amore dello scrittore, e una folla oceanica smaniosa di ascoltare il Vezzosi fare i conti con il suo passato,

e soprattutto con lo sguardo del nostro Paese, attanagliato dalla nostalgia e perso nel ricordo di sé.

https://www.comingsoon.it/film/la-mia-ombra-e-tua/61568/scheda/

Ho lavorato pensando sempre che potesse essere un film divertente sulla perdita della colpevolezza

– dice il regista Cappuccio –

e la conquista dell’innocenza, della consapevolezza che “da soli”, se pur non è impossibile tirare a campare,

certamente non è così piacevole, e trovare salvifico qualcuno con cui parlare di sé, a cui chiedere “che devo fare della vita?”.

Le importantissime figure femminili che seguono i passi del racconto, costituiscono in tal senso la sfida, con le loro istanze, di un’anima meno avvitata su se stessa, che i due uomini cercano.

Con gli attori ho tentato di costruire il ritratto di due fragilissimi maschi d’oggi, separati da oltre trent’anni di sostanziale incomunicabilità colpevole, due tipi “interrotti”

che, chilometro dopo chilometro, divengono “maestri speculari” del reciproco salto nel vuoto di una nuova Età personale.

Alla ricerca, sostanzialmente, di amore ed equilibrio.

E il tutto per costituire il senso che forse c’è ancora qualche spazio di umano, per permettere alle generazioni, padri, madri, figli e figlie,

un passaggio di testimone, il conferimento di una qualche eredità non sterile, interiormente ricca,

e non esclusivamente basata sulla trasmigrazione di “cose” o danaro. Missione ambiziosa, nella quale ho sentito vicinissima la Fandango per tutto il cammino

beata te

Al via le riprese di Beata te il film di Paola Randi con Serena Rossi e Fabio Balsamo

Beata te è il film di Paola Randi con Serena Rossi e Fabio Balsamo.

Le riprese di Beata te, un film Sky Original prodotto per Sky da Cinemaundici e Vision Distribution, sono iniziate in questi giorni a Roma.

beata teBeata te è liberamente tratto dall’opera teatrale “Farsi Fuori” di Luisa Merloni e la sceneggiatura di Lisa Nur Sultan e Carlotta Corradi.

Nel cast di Beata te anche:  Paola Tiziana Cruciani, Gianni Ferreri, Valentina Correani, Elisa Di Eusanio,

Corrado Fortuna, Emiliano Masala e Alessandro Riceci e con la piccola Caterina Bernardi

 

Marta (Serena Rossi) è una regista di teatro, single e bene o male soddisfatta della sua vita, a un passo dal debutto del suo Amleto.

Al suo 40esimo compleanno riceve una visita inaspettata: l’Arcangelo Gabriele (Fabio Balsamo), che vorrebbe annunciarle la nascita di un figlio.

Ma Marta non è sicura di volere un figlio “in dono” e chiede tempo per pensarci.

Preso alla sprovvista da questa richiesta, costretto a fermarsi sulla Terra più del previsto,

Gabriele si trasferirà a casa sua e le starà accanto per le due settimane che a Marta serviranno per capire cosa vuole per sé stessa e per essere felice.

 

Quando Lisa Nur Sultan mi ha parlato dell’idea di ‘Beata te’ l’ho trovata folgorante

– ha dichiarato  la regista Paola Randi. –

Una donna che compie quarant’anni e vede materializzarsi davanti ai suoi occhi il famigerato orologio biologico nei panni dell’Arcangelo Gabriele.

La sceneggiatura, da lei scritta insieme a Carlotta Corradi, ha fatto il resto.

La commedia italiana di grande tradizione incontra qui un sapore contemporaneo, internazionale, metropolitano, che sa essere graffiante, ma caldo e coinvolgente. 

È stato impossibile non farsi coinvolgere da un progetto come questo 

– continua la regista –

che mi dà, tra l’altro, l’opportunità di lavorare con una squadra di donne straordinarie che stimo molto.

Mi ha conquistata anche l’occasione di affrontare un tema importante come quello del diritto delle donne di scegliere se avere o meno un figlio, con leggerezza e al contempo profondità.

Perché, come ci insegnano le maestre e i maestri, la commedia è libertà.

 

Il film Sky Original Beata te  arriverà in prima assoluta prossimamente su Sky e NOW.

come prima

Come prima film diretto da Tommy Weber con Francesco Di Leva ed Antonio Folletto è nelle sale

Come prima è il film diretto da Tommy Weber che, con  Filippo Bologna e Luca Renucci, ha curato anche la sceneggiatura.

Come prima, tratto dall’opera Come Prima di Alfred © Editions Delcourt, è attualmente nelle sale.

come primaNel cast di Come prima  ci sono: Francesco Di Leva, Antonio Folletto, Massimiliano Rossi, Gianluca Gobbi, Hugo Dillon.

Il film è una produzione MAD ENTERTAINMENT con RAI CINEMA, prodotto da Maria Carolina Terzi, Luciano e Carlo Stella,

coprodotto da Angelo Laudisa Laurence Clerc e Olivier Thery Lapiney

in collaborazione con Rosebud Entertainment Pictures e Alcatraz Films.

Le musiche originali sono di Antonio Fresa.

Dieppe. Estate 1957. Fabio, dopo una sconfitta molto dura subita in un incontro di boxe, si trova di fronte il fratello minore, che non vede da 17 anni.

Fabio, infatti,  ha lasciato la casa della sua famiglia a Procida, per combattere al fianco delle camicie nere di Mussolini.

La morte del loro padre ha spinto André, seguendo le ultime volontà paterne, a cercare il fratello per farlo presenziare al funerale che si terranno a Procida.

Sulle prime Fabio rifiuta ma poi le circostanze e l’ambita eredità spingono  Fabio ad accompagnare

André.

Il viaggio sarà lungo. Nel corso di questo lungo viaggio, i due fratelli faranno degli incontri che porteranno Fabio a interrogarsi sul suo passato, mentre André scoprirà con amarezza che suo fratello è diventato un

delinquente. Si interrogano a vicenda sul significato del ritorno.

.E’ da quando sono bambino, che sogno l’Italia – dice il regista Weber – .

Sogno “La Strada” con Anthony Quinn, i piedi nel mare di notte; sogno Mastroianni in “Otto e mezzo”,

con gli occhiali da sole, che si aggira nei giardini della sua immaginazione;

sogno Procida, dove Arturo – l’eroe del romanzo di Elsa Morante – finge di morire per sentirsi amato…Sogno, e ho sempre sognato, l’arte italiana, soprattutto il suo cinema.

Come nel fumetto, il film doveva raccontare gli eventi di un’estate, ma non abbiamo potuto che

girarlo tra l’autunno e l’inverno.

Il film doveva essere girato, almeno in parte, in Francia ma a causa del Covid non siamo stati liberi di muoverci.

Niente è andato come mi aspettavo…per fortuna! Ecco tutto ciò che amo del cinema: l’imprevisto,

l’ignoto e la libertà che ne deriva.

In questo progetto, Francesco di Leva e Antonio Folletto sono stati dei partner meravigliosi.

All’inizio, ero terrorizzato dall’idea di dirigerli, di guidarli mentre recitavano in una lingua che non

capivo, eppure loro hanno saputo mettermi subito a mio agio, invitandomi a fidarmi di loro.

Come prima è una storia che, sin dall’inizio, mi ha toccato per quello che dice sulla fratellanza.

L’ho scelta perché mi sembrava un modo catartico per rivivere il complesso rapporto che ho con

mio fratello.

invito al viaggio - omaggio a franco battiato

“Invito al viaggio – Concerto per Franco Battiato” il film di Pepsy Romanoff nelle sale dal 20 giugno

“Invito al viaggio – Concerto per Franco Battiato”  è il film di Pepsy Romanoff,

prodotto da International Music & Arts ed Except,

sul concerto dedicato al Maestro all’Arena di Verona il 21 settembre 2021, al cinema solo il 20, 21 e 22 giugno distribuito da Adler Entertainment.

invito al viaggio“Invito al viaggio – Concerto per Franco Battiato”  racconta il concerto dove i più grandi artisti della musica italiana

rendono omaggio a Franco Battiato, scomparso il 18 maggio dell’anno scorso.

40 brani del maestro interpretati da  cinquanta artisti che

diventano un indimenticabile tributo a uno dei più grandi musicisti italiani di sempre.

Dunque, Battiato  ha saputo essere al contempo innovativo e tradizionale, colto e popolare,

facendo ballare e riflettere intere generazioni, sempre portatore di un eclettismo unico,

in grado di mixare sapientemente musica colta ed elettronica, avanguardia e letteratura, ricerca pop e straordinaria poesia.

Essere stato coinvolto in ‘Invito al viaggio’ all’Arena di Verona è stato per me un riconoscimento immenso”

-ha dichiarato il musicista Saturnino-

“Ho avuto la fortuna e il privilegio di poter collaborare con Franco Battiato, anche se per un arco di tempo piuttosto breve.

Ci siamo incontrati in seguito, ma non ho avuto una vera e propria frequentazione,

mentre ‘Invio al viaggio è organizzato e voluto da persone che gli hanno voluto molto bene,

e quindi  mi ha davvero riempito di orgoglio esserci, perché evidentemente Franco Battiato ha parlato di me in mia assenza”. 

“Porterò con amore e commozione il ricordo della mia partecipazione al concerto omaggio a Franco Battiato all’arena di Verona –

ha dichiarato il cantautore Giovanni Caccamo –

“Emotività  tra gli artisti, il pubblico e l’orchestra: una grande preghiera collettiva di anime per Franco Battiato”.

E’ bene sapere che “Invito al viaggio – Concerto per Franco Battiato” parte da uno dei suoi album più amati e popolari,

“La voce del padrone”, uscito quarant’anni fa,  e vede sul palco

un’orchestra formata dalla Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti,

con Carlo Guaitoli alla direzione d’orchestra e pianoforte,

insieme ai musicisti che hanno accompagnato Battiato nell’ultima tournée:

Angelo Privitera alle tastiere e programmazione,

Osvaldo Di Dio e Antonello D’Urso alle chitarre,

Andrea Torresani al basso e Giordano Colombo alla batteria.

Si esibiscono sul palco Alice, Arisa, Enzo Avitabile, Mario Incudine, Baustelle, Sonia Bergamasco,  Bluvertigo,

Angelo Branduardi, Giovanni Caccamo, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Colapesce DiMartino,

Diodato, Paolo Buonvino, Emma, Extraliscio, Roberto Molinelli, Eugenio Finardi, Max Gazzè, Carlo Guaitoli,

Jovanotti, Saturnino, Luca Madonia, Mahmood, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Morgan,

Gianna Nannini, Subsonica, Paola Turci e Danilo Rossi.

L’evento è  organizzato dai direttori artistici Francesco Cattini, Stefano Senardi,

Pino “Pinaxa” Pischetola, Carlo Guaitoli

e con la produzione esecutiva delle riprese video di Maurizio Vassallo.

“Invito al viaggio – Concerto per Franco Battiato”  è un lascito artistico con pochi paragoni in Italia, nel rispetto delle partiture originali e soprattutto dello spirito

che ha sempre animato la ricerca del musicista catanese.

Quindi un flusso ininterrotto di canzoni senza tempo, ormai entrate nel dna di tutti noi,

capaci di attraversare i decenni con il dono del continuo rilancio,

in una serata-evento.

Il film opera del regista e art director Giuseppedomingo Romano, in arte Pepsy Romanoff,

autore di regie video dei live di numerosi artisti internazionali e non tra cui

Vasco Rossi, Dave Gahan and Soulsavers (Depeche Mode) – Franco Battiato, Ezio Bosso, Vinicio Capossela,

Pino Daniele, Club Dogo, Marracash, Guè Pequeno, Casino Royale, Subsonica , Levante, Cosmo, Ex Otago,

Brunori Sas, Deproducers, Salmo e Sfera Ebbasta.

arci 30 anni di cinema a ponticelli

 “30 anni di cinema a Ponticelli” è il docufilm che racconta la storia dell’Arci Movie di Napoli

 “30 anni di cinema a Ponticelli” è il documentario di Isabella Mari in anteprima al Biografilm Festival 2022 il 18 giugno presso la Sala Scorsese del Cinema Lumière.

30annidicinemaaPonticelli“30 anni di cinema a Ponticelli” racconta di una sala salvata dalla trasformazione in supermercato,

lo storico cineforum con registi e attori internazionali,

le attività con gli studenti, le proiezioni estive nelle arene di periferia.

L’Arci Movie, storica associazione di Napoli, si racconta attraverso questo  documentario.

Il film ripercorre l’esperienza della realtà associativa che, attraverso il linguaggio del cinema,

ha messo insieme giovani, studenti, docenti e cittadini

per promuovere cultura e aggregazione nella periferia orientale del capoluogo campano, e non solo.

 “30 anni di cinema a Ponticelli”, prodotto da Arci Movie e Parallelo 41 Produzioni in collaborazione con Arci Nazionale e UCCA,

è stato realizzato in occasione del trentennale dell’associazione (1990-2020) e sviluppato in “FILMaP – Atelier di Cinema del Reale” da un’idea di Antonella Di Nocera,

che ne ha curato anche la produzione insieme ad Antonio Borrelli.

Preziosi sono stati contributi di Marco Cappelli, autore delle musiche originali, di Simona Infante, per la color correction e la fotografia, e di Rosalia Cecere, per il montaggio del suono e il mix.

La storia di Arci Movie – raccontata attraverso un suggestivo ricorso all’archivio dell’associazione –

riflette quella degli ultimi lustri di Ponticelli, quartiere di oltre 50mila abitanti della periferia orientale di Napoli.

Nel documentario scorrono testimonianze, ricordi, immagini.

Emerge l’amore per la cultura e per un territorio che, con la promozione del cinema nel segno della condivisione, ha potuto cambiare la propria prospettiva.

Sono tanti i volti noti che hanno prima preso parte negli anni Novanta alla battaglia per salvare il cinema Pierrot,

storica sala del quartiere di Napoli Est, unico riferimento di tutta l’area orientale della città e della zona vesuviana con un bacino di almeno 300mila abitanti,

attualmente chiusa per lavori.

Credo davvero che la nostra storia sia stata e sia un esempio di straordinarietà – dice  Roberto D’Avascio, Presidente di Arci Movie –

non solo per l’azione culturale ossessiva ed incessante, ma soprattutto per la risposta continua del nostro territorio,

con la partecipazione costante alle attività di tante persone, giovani, adulti e anziani.

Dopo trent’anni siamo ancora qui a immaginare nuovi scenari per fare cinema, scegliendo sempre i luoghi più difficili e i pubblici più lontani,

in una contemporaneità che ha moltiplicato l’offerta audiovisiva, ma ha drasticamente ridotto al minimo gli spazi di aggregazione sociale.

Siamo ancora insieme e con la stessa passione del 1990“.

Personaggi che, nel tempo, hanno continuato a sostenere l’azione associativa di Arci Movie sul territorio: da Ken Loach a Mario Monicelli, da Francesco Rosi a Ettore Scola, da Toni Servillo a

Paolo e Vittorio Taviani, da Frederick Wiseman a Mario Martone, da Enrico Ghezzi a Ferzan Ozpetek, da Michele Placido a Roberto Faenza, da Pupi Avati a Giuliano Montaldo.

A loro si aggiungono gli attivisti, gli educatori, gli operatori culturali, gli studenti, i giovani, i docenti, i soci e i semplici cittadini protagonisti di una storia di cinema che ha lasciato segni nella comunità come poche altre esperienze della storia recente di Napoli.

Poter mettere mano ad un archivio tanto vasto con protagonisti il cinema e un territorio – evidenzia la regista Isabella Mari – 

mi ha consentito di trasformare testimonianze e racconti in un discorso sul cinema stesso, divenendo preziosa opportunità di scoperta e riscoperta.

Ad influire sul lavoro è stata anche l’epoca storica, di profonda crisi, che il cinema sta ancora attraversando:

non è possibile dimenticare le immagini delle sale vuote, con una fruizione del prodotto cinematografico che muta di giorno in giorno.

 Nel film è l’archivio a parlare, ho cercato sempre di conferire alle immagini la medesima passione, forza ed energia con le quali sono state al tempo girate,

ma anche con le fragilità di una esperienza di trent’anni in un territorio difficile.

Il tutto rielaborato senza mai dimenticare il fascino di uno sguardo al passato che si fa,

al contempo, possibilità di riscoperta di un presente fondamentale per guardare al futuro”.

L’idea – affermano i produttori Antonella Di Nocera e Antonio Borrelli – era approcciarsi all’immenso archivio audiovisivo di Arci Movie costruito fin dal 1990,

per dare vita ad un’opera che celebrasse i 30 anni dell’associazione.

Fin dall’inizio, però, l’obiettivo non è stato solo quello di ripercorrere una storia di attivismo, ma di ricercare un discorso più ampio,

per alimentare una riflessione collettiva sull’importanza che assume la promozione culturale in alcuni contesti.

Questa storia, ne siamo convinti, pur riguardando lo specifico contesto di una periferia napoletana, può essere emblematica di come un’azione di cittadinanza attiva e

un impegno socio-culturale possano incidere sulla vita di luoghi problematici.

Infine, in un periodo nel quale la fruizione cinematografica in sala è in profonda crisi, questa piccola storia di Cinema imperniata sull’attivismo culturale per la collettività,

può essere di incoraggiamento per il futuro recupero di una socialità che tutti auspichiamo“.

hill of vision

Hill of vision è il film di Roberto Faenza su Mario Capecchi nelle sale dal 16 giugno

Hill of vision è il film di Roberto Faenza che esce nelle sale dal 16 distribuito da Altre Storie.

Hill of vision è anche co-sceneggiato da Roberto Faenza con David Gleeson.

hill of visionNel cast ci sono: Laura Haddock, Edward Holcroft, Elisa Lasowski, Rosa Diletta Rossi e la partecipazione di Francesco Montanari.

 Hill of vision è prodotto da Jean Vigo Italia con Rai Cinema, in compartecipazione con Rhino Films, Inc.

 Seconda guerra mondiale, Alto Adige.

Mario ha solo 4 anni quando sua madre viene arrestata dai fascisti e lui trascorre l’infanzia per strada vivendo di espedienti.

Finita la guerra, lui e la madre miracolosamente si ritrovano e ricominciano una nuova vita in America, presso la comunità Quacchera ‘Hill of Vision’.

Mario non riesce a inserirsi nel nuovo contesto di normalità, fino a quando non scopre, grazie allo zio scienziato, la passione per la scienza.

Basato sull’avventurosa vita di Mario Capecchi, Premio Nobel per la Medicina nel 2007.

Mario Capecchi nel 2007 è stato insignito del Premio Nobel per la Medicina insieme ai colleghi Martin Evans e Oliver Smithies.

Oggi, Distinguished Professor presso la School of Medicine dell’Università dello Utah, vive a Salt Lake City,

ai piedi di una montagna che gli ricorda quella vicino a Bolzano dove ha vissuto da bambino.

Le sue ricerche sulla genetica molecolare si sono rivelate di fondamentale importanza nella lotta contro gravissime malattie,

in primo luogo il cancro, e sono attualmente rivolte allo studio delle componenti genetiche dell’ansia.

 

Sono quindici anni che lavoriamo a questo film – dice il regista Faenza –  dal 2007, da quando io e Elda Ferri abbiamo appreso della vita di Mario Capecchi.

Sua madre Lucy, americana, viene arrestata dai nazifascisti e deportata a Dachau, e Mario all’età di 4 anni viene abbandonato tra le montagne di Bolzano.

Ci siamo chiesti: Come può un bambino così piccolo sopravvivere vivendo alla giornata, senza mai un pasto caldo,

e poi emigrare in America dove si trova ad affrontare altre enormi difficoltà?

La cosa che più mi ha affascinato di questa impresa è stata l’idea di dovermi cimentare con la psicologia di Mario in quell’arco di tempo che va dai 4 agli 11 anni, il periodo che intendevamo raccontare.

Ho sempre avvertito il fascino della psicologia infantile, che ho raccontato in alcuni miei film, da ‘Jona che visse nella balena’ a ‘I Viceré’.

Freud sosteneva che nei primissimi anni di vita si forma il carattere di un individuo.

È certamente vero nel caso del nostro piccolo Mario, che deve aver introiettato da sua madre Lucy un insegnamento così forte e potente

da superare quell’inferno che ha vissuto sino a quando è stato ritrovato, allorché nel 1945 lei è tornata viva dal campo di concentramento.

La sceneggiatura di questo film ha richiesto molti anni di elaborazione.

Sono stati anni di lavoro accanto a Capecchi, che oggi ha 84 anni, per il quale ricordare il suo passato non è stata una passeggiata.

Tornare indietro nel tempo, affrontare momenti drammatici della propria vita,

anche se poi accompagnati da molte gioie, comporta uno scavare dentro se stessi che richiede forza e dedizione.

Ho contato il tempo dei nostri incontri e siamo a molte decine di ore registrate, oltre alle giornate spese a tornare sui luoghi dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza sia in Italia che in America.

Più che ricercare le location dove girare il film, abbiamo scavato “le location dell’anima” di Mario.

Parlando con Mario ho avuto la sensazione di entrare in una miniera dove scendendo i vari piani si scopre sempre qualcosa di nuovo. 

Il senso del film è offrire allo spettatore gli stessi momenti di emozione e passione generati in me dall’incontro con la vita di Mario, un’avventura così appassionante che sembra un romanzo.

Il messaggio è chiaro: se ce l’ha fatta Mario, partendo da una condizione così estrema, allora possiamo farcela anche tutti noi.

Basta saper essere “resilienti”, ovvero non darsi vinti mai.  

 

 

il giorno più bello

Il giorno più bello il film diretto da Andrea Zalone, con Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri nelle sale

Il giorno più bello  è il film diretto da Andrea Zalone, con Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri, Violante Placido, Carlo Buccirosso,

Stefano De Martino, Fiammetta Cicogna, Valeria Bilello, Lodo Guenzi e Massimo De Lorenzo, Ettore Scarpa.

il giorno più bello Il giorno più bello è l’esordio alla regia cinematografica di Andrea Zalone, da anni spalla comica e braccio destro di Maurizio Crozza.

Il film è basato sulla commedia francese C’est la vie – Prendila come viene,

diretta dai registi di Quasi amici Éric Toledano e Olivier Nakache.

Il protagonista è Aurelio (Paolo Kessisoglu), un wedding planner che ha ereditato l’attività di famiglia,

l’azienda “Il giorno più bello” che cerca, però, di vendere.

Aurelio ha un grande sogno: fare  un viaggio in barca a vela, con la sua collaboratrice Serena (Valeria Bilello), di cui Aurelio è innamorato,

ma che è sposata con Giorgio (Luca Bizzarri), amico del protagonista dai tempi del liceo

Qualcosa sembra risolversi quando compare un acquirente per l’azienda, il Dottor Musso (Carlo Buccirosso).

A questo punto l’unica cosa che Aurelio deve fare è organizzare il suo ultimo matrimonio, quello fra Pier (Stefano De Martino) e Chiara (Fiammetta Cicogna)

Il giorno del ricevimento Aurelio scopre che il Dottor Musso è il padre di Chiara, che vuole usare il matrimonio della figlia

come banco di prova per decidere se comprare o meno l’azienda.

“Il giorno più bello– dice il regista Zalone –  vuole essere una commedia elegante e divertente adatta a tutti e non ho sentito l’esigenza di inserire per forza qualcosa che volesse graffiare.

Magari la prossima volta scriverò qualcosa di politicamente scorretto

Mi è stato chiesto di fare un adattamento italiano e con Fabio Bonifacci abbiamo lavorato duramente al progetto e

non ci siamo posti il problema di un confronto con il film originale, ma abbiamo accettato perché è bello sperimentare

e per il fatto che da anni mastico un po’ di comicità”.

 “Il regista ci ha messo subito a nostro agio – dichiara Stefano De Martino, al suo esordio al cinema – e poi è stato bello poter essere qualcun altro.

Certo il mio personaggio è insopportabile, ma ha dalla sua una comicità inconsapevole”.

Il mio personaggio è un uomo  che si fa passare sopra le corna con estrema serenità”, dice Luca Bizzarri.

Gli fa eco Paolo Kessisoglu che sul suo personaggio, Aurelio, dice : “È uno che a cinquant’anni scopre di non aver mai deciso nulla e vuole cambiare le cose”.

Il giorno più bello è una produzione Oplon Film e IBC Movie con Rai Cinema in partecipazione con 102 Distribution.