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i soliti idioti3

I soliti idioti 3 – Il ritorno il film scritto, diretto ed interpretato da Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli e Ferruccio Martini

I soliti idioti 3 – Il ritorno è il film scritto, diretto ed interpretato da Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli e Ferruccio Martini.

In I soliti idioti 3 – Il ritorno con Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli ci sono: Sabrina Ferilli oltre a Gué Pequeno, Andrea Delogu ,

Gabriele Corsi, lo youtuber Gabriele Vagnato, la rapper Anna, Big Fish e gli attori Giulia Vecchio, Carlo Amleto, Ippolita Baldini, Daniela Virgilio

i soliti idioti3Il film è prodotto da Road movie e distribuito da Medusa Film

Nel film ritroviamo i personaggi

di Biggio e Mandelli più iconici e più attuali che mai:

Ruggero De Ceglie e il vessato figlio

Gianluca, gli(im)moralisti Giampietro e Marialuce, gli “zarri” Patrick e Alexio,

fino

al metallaro Sebastiano alle prese con la sfiancante postina Gisella, la coppia di omosessuali, Fabio e Fabio.

Un racconto del la contemporaneità, attraverso cinque storie parallele che hanno come comun denominatore il tema della famiglia,

sempre al centro del dibattito sociale e culturale del nostro Paese.

Cosa si intende per famiglia? Cosa deve essere?

Con questo film il duo comico vuole dare la sua risposta, ovviamente attraverso la lente deformante dei suoi personaggi più amati che nelle loro estremizzazioni ben raccontano i tempi che corrono.

Un occhio cinico, divertito, a tratti feroce, sempre esilarante.

Sul film Mandelli, Biggio e Martini dicono:

A distanza di dieci anni i Soliti Idioti tornano sul grande schermo, questa volta non

solo come attori e autori ma anche come registi.

 L’attenzione principale della regia riguarda naturalmente l’aspetto comico e satirico del film:

il racconto dei vizi, dei difetti, delle idiosincrasie degli italiani,

che in questi dieci anni sono cambiate di poco:

 in fondo siamo gli stessi di sempre, forse soltanto ancora un po’ più “idioti”.

Quello che è cambiato è il mondo tutto attorno.

 La rivoluzione tecnologica, ad esempio, che abbiamo affrontato trattandone gli elementi più iconici e rappresentativi:

 l’intelligenza artificiale, impersonata dalla voce di una Sabrina

Ferilli che incarna una sorta di “alter-ego” di Ruggero De Ceglie;

 il dilemma morale della tecnologia, che si manifesta nelle scelte dell’auto a guida autonoma dei due borghesi “immoralisti”;

 i cambiamenti di costume nella sessualità, con l’esplosione

della “fluidità” di genere, che irrompe nella vita sentimentale della nostra coppia “gay”, Fabio e Fabio;

di nuovo la tecnologia delle “App” e delle operazioni da remoto come elemento di ulteriore vessazione nella mani della burocrazia, impersonata dalla sadica Postina.

 In tutto ciò, i registi sono stati attenti a mantenere il loro

sguardo caratteristico, osservando i propri personaggi non dall’alto, in tono giudicante, ma al loro stesso livello, obbligando il pubblico a domandarsi:

sono quelli i veri “mostri”, o in fondo lo siamo un po’ anche noi?

Da un punto di vista dello stile, i registi hanno proseguito e approfondito un approccio alla commedia che si rifà alla tradizione classica del cinema italiano di costume,

arricchito da spunti più surreali alla maniera della comicità inglese, dai Monty Python a Little Britain.

Un impasto stilistico che a nostro avviso ben si adatta al tema principale del film:

quello della “famiglia”, così denso di elementi tradizionali ma al tempo stesso in uno stadio di complessa evoluzione,

decostruzione e trasformazione che ne mette in luce gli aspetti più surreali e stranianti

pare parecchio parigi

“Pare Parecchio Parigi” è il film scritto, diretto ed interpretato da Leonardo Pieraccioni con Francini, Frassica, Ceccherini, Bevilacqua

Pare Parecchio Parigi è il film diretto ed interpretato da Leonardo Pieraccioni.

Il cast di Pare Parecchio Parigi è formato da: Leonardo Pieraccioni, Chiara Francini, Giulia Bevilacqua, Nino Frassica, Massimo Ceccherini.

Il soggetto è di Filippo Bologna e Leonardo Pieraccioni che firma anche la sceneggiatura con Alessandro Riccio.

pare parecchio parigiProdotto da Levante con Rai Cinema e con 01 Distribution.

Per esaudire il desiderio, ormai rimpianto, che ha un vecchio e malatissimo padre di non aver fatto un viaggio a Parigi con i figli

ecco che i tre fratelli che non si parlano da cinque anni,

fingeranno di partire con lui da Firenze a bordo di un camper, che non uscirà mai dai confini di un maneggio di cavalli.

Quel viaggio, messo in scena perché i figli non possono fare allontanare il padre dalla struttura ospedaliera che glielo ha affidato,

diventerà una paradossale, avventurosa e irresistibile occasione per tentare di far riavvicinare i fratelli e cercare di riconciliarsi con il loro papà.

Con il motore dell’immaginazione si possono fare migliaia di chilometri: se non si può andare a Parigi, Parigi può venire da noi!

Dopotutto anche se fai il giro del mondo ritorni sempre nel solito punto, no?

 

Sul Pare Parecchio Parigi  Pieraccioni dice:

Questa storia è liberamente ispirata ai fratelli Michele e Gianni Bugli che nel 1982 partirono con il padre malato in roulotte e gli fecero credere di essere arrivati a Parigi.

Viaggiarono non uscendo quasi mai dal loro podere. Il film è dedicato a loro. E a tutti i sognatori”

Mi è piaciuta da morire quando me l’hanno raccontata.

È una storia che avevo messo in un cassetto da quattordici anni e sul cassetto c’è l’ etichetta ‘Storie audaci’, perché fare un viaggio da Firenze a Parigi tutto in un maneggio mi sembrava una cosa ardita.

Mi ha fatto impazzire il fatto che questi fratelli avevano messo il padre nella roulotte dicendogli che stavano andando a Parigi.

Mi sono divertito a scrivere il film insieme ad Alessandro Riccio”.

 

Nino Frassica sul suo personaggio afferma:

È una commedia all’italiana, quindi si ride e c’è anche il momento drammatico.

Grazie a Leonardo Pieraccioni abbiamo interpretato personaggi veri.

In realtà io non ho mai conosciuto uno come il mio personaggio, il professor Cannistraci, ma esiste, così come esistono gli altri personaggi.

Inventando persone che esistono racconti l’Italia: non a caso si dice commedia all’italiana.

i delitti del barlume

I delitti del Barlume al via la undicesima stagione con tre episodi nuovi su Sky e Now

I delitti del Barlume è la serie diretta da Roan Johnson anche autore delle sceneggiature con Davide Lantieri, Ottavia Madeddu, Carlotta Massimi.

In onda su Sky e su Now i tre episodi che compongono l’undicesima stagione.

i delitti del barlumeLa serie Sky Original è prodotta da Sky Studios e Palomar liberamente ispirata al mondo della serie “I delitti del BarLume” di Marco Malvaldi (edita da Sellerio Editore).
Le tre nuove storie sono “Il pozzo dei desideri”, “La girata” e “Sopra la
panca”. La prima, “Il pozzo dei desideri”, è stata presentata fuori concorso al
41esimo Torino Film Festival.
Il  cast de I delitti del Barlume è formato da:  Filippo Timi, Lucia
Mascino, Alessandro Benvenuti, Atos Davini, Massimo Paganelli e il compianto Marcello Marziali (Gino)  Enrica Guidi, Corrado Guzzanti  e Stefano Fresi.
I camei di quattro guest star d’eccezione sono quelli di: Orietta
Berti, Marco Messeri, Francesco Motta e Sandro Veronesi.

 

Torna l’estate a Pineta e con lei risate e indagini.

Il padrone di casa di Massimo, Beppe e Tizi viene trovato morto in un pozzo;

loro rischiano di rimanere senza casa e Pasquali la bancarotta.

C’è un incidente durante una battuta di caccia e la Fusco non ci vede chiaro mentre il sindaco Pasquali, per far fronte ai debiti del Comune, multa tutta Pineta scatenando le ire dei bimbi.

L’accoltellamento di un imprenditore vede coinvolto il padre della Tizi, preda delle amnesie.

Ma davvero è stato lui?

Una valigetta piena di soldi sembra essere la risposta a tutto, anche ai debiti di Pasquali,

mentre al BarLume si svolge un improvvisato concerto di Orietta Berti con i bimbi e
Beppe a fare da coro.

Su I delitti del Barlume dice il regista:

Un prodotto più unico che raro, con delle dinamiche produttive che in questi undici anni lo fanno diventare un case study, di cui ovviamente non vi possiamo parlare.

 Il BarLume è una serie che vive dentro delle contraddizioni inestricabili:

è una serie che parte dall’adattamento degli esilaranti romanzi di Marco Malvaldi ma che per necessità produttive e per scelte narrative

se ne discosta diventando una sorta di universo parallelo della saga inventata dallo scrittore pisano.

Si tratta di una serie comedy, forse addirittura comica, dove però si parla di morti ammazzati, e basa il suo successo più che sui gialli, sui suoi personaggi e i loro drammi e inciampi personali

e perfino esistenziali. È una serie che parte come collection di film con un protagonista assoluto, e muta la sua pelle, diventando sempre più orizzontale,

e sempre più corale – perdendo per qualche film il suo personaggio principale, per ritrovarlo prima in Argentina e riaccoglierlo dentro sé come il miglior padre fa con i suoi figliol prodighi.

Il BarLume, infatti, è sempre riuscito a contenere dentro di sé cammeo, toni, generi,
scherzi sia narrativi sia metanarrativi con una naturalezza

che ha stupito perfino noi sceneggiatori (gli stessi da dieci anni, cioè Davide Lantieri, Ottavia Madeddu,
Carlotta Massimi e io), la Palomar, Sky e il fido montatore Paolo Landolfi.

E a ogni stagione questo divertissement ha conquistato il pubblico che lo ha amato sempre di più. Spesso, nei momenti più difficili di questo ciclo ininterrotto di scrittura, cast, scouting e preparazione, set, montaggio, mix, promozione,

non ci siamo persi d’animo perché abbiamo pensato a chi ci aveva detto che aspettava il BarLume
come un rito, uno dei momenti dove si riuniva la famiglia per farsi delle sane risate
tutti insieme.

Credo quindi che il mio ruolo principale sia stato quello di mantenere in quel ginepraio di ego, paure, rivendicazioni, insicurezze, tensioni

che è ogni serie, un’atmosfera il più possibile divertita, giocosa, e soprattutto, autoironica.

Il BarLume, infatti, ha una regola fondamentale:

si può ridere di tutto, perfino della morte, e non deve mai e poi mai prendersi troppo sul serio.

il punto di rugiada

Il punto di rugiada è il film scritto e diretto da Marco Risi con Massimo De Francovich, Alessandro Fella, Eros Pagni, Lucia Rossi

Il punto di rugiada è il film scritto e  diretto da Marco Risi

Nel cast di Il punto di rugiada ci sono:

Massimo De Francovich, Alessandro Fella, Eros Pagni, Lucia Rossi,

Luigi Diberti, Roberto Gudese, e con Valerio Binasco e con Elena Cotta

Il film ha il soggetto di  da Marco Risi, Riccardo De Torrebruna,

Francesco Frangipane, mentre la sceneggiatura è firmata da  Marco Risi, Riccardo De Torrebruna e Francesco Frangipane.

Il film è  prodotto da Fandango con Rai Cinema e distribuito da

Fandango Distribuzione

 

Carlo, un ragazzo viziato e sregolato, una notte provoca da ubriaco un grave incidente d’auto per il

quale viene condannato a scontare un anno di lavori socialmente utili in una casa di riposo.

Insieme a lui a Villa Bianca arriva anche Manuel, un giovane spacciatore colto in flagrante.

Luisa, infermiera che lavora da anni nella struttura, guiderà i due ragazzi in un mondo senza età dove

condivisione, conforto e accoglienza cambieranno per sempre il loro sguardo sul mondo e sulla vita.

 

Su Il punto di rugiada Marco Risi scrive:

Erano circa tredici anni che pensavo a questo film sui vecchi e, nel frattempo, si può dire che lo sono diventato.

Ero a Pordenone ad un incontro per Fortapàsc.

Mi si avvicina un giovane maestro di scuola che nel frattempo è diventato uno scrittore di successo, Enrico Galiano, e mi parla della sua esperienza

di qualche anno prima in una Casa di riposo come alternativa al servizio militare.

Quei racconti mi sono rimasti dentro, sentivo che c’era materiale da romanzo come avrebbe detto

Balzac ma anche da cinema.

Contemporaneamente nasceva l’idea di scrivere un libro che avesse a che fare con mio padre, “Forte

respiro rapido”.

Ci misi cinque anni mentre Il punto di rugiada ancora non trovava la sua strada.

Alla fine, nel 2019, con Riccardo de Torrebruna e Francesco Frangipane ci siamo chiusi nella casa del

Circeo e ne siamo usciti solo con una scaletta finalmente convincente.

Mentre poi scrivevamo la sceneggiatura affioravano qua e là pezzi di Forte respiro rapido che

chiedevano sempre più insistentemente di far parte del film.

Addirittura il protagonista vecchio si volle chiamare Dino.

Questo per dire di come, in fondo, le due cose siano in qualche modo collegate.

Fra l’altro sapevo che, negli ultimi anni di vita, mio padre avrebbe voluto fare un film sui vecchi. In

realtà su La morte di Ivan Il’ič, di Tolstoj.

E sarebbe stato un bel film, anche se diceva che, leggendo il racconto, ci si accorgeva che ancora non avevano inventato il cinema per via del ritmo che,

secondo lui, qua e là, mancava nel libro.

Di quante cose è fatto un film prima che venga realizzato? Di quanti umori che poi a seconda

dell’abilità del regista, non vorrei usare la parola sensibilità, si spera di vedere sullo schermo?

Sono qui a scrivere queste note che forse sono più pensieri per cercare di rendere partecipi, io per

primo che scrivo, quelli che le leggeranno del sentimento che anima un film.

Se traspare, se ce ne lasciamo avvolgere, se qualcosa rimane, allora vuol dire che ne è valsa la pena.

Io, con l’aiuto di tutta la troupe ma soprattutto del meraviglioso cast, giovane e vecchio, al quale mi

sento molto legato, spero di esserci riuscito.

enea

Enea è il film scritto e diretto da Pietro Castellitto che è anche uno degli interpreti con Chiara Noschese, Benedetta Porcaroli e Sergio Castellitto

 Enea è il film scritto e diretto da Pietro Castellitto.

Nel cast di Enea ci sono:

Pietro Castellitto, Benedetta Porcaroli, Giorgio Quarzo Guarascio, Chiara Noschese,

Giorgio Montanini, Adamo Dionisi, Matteo Branciamore, Cesare Castellitto, Clara Galante, Sergio Castellitto.

Una produzione The Apartment Pictures, Vision Distribution e Frenesy film, in collaborazione con Sky.

Il film è distribuito da Vision production.

 

Enea rincorre il mito che porta nel nome, lo fa per sentirsi vivo in un’epoca morta e decadente.

Lo fa assieme a Valentino, aviatore appena battezzato. I due, oltre allo spaccio e le feste, condividono la giovinezza.

Amici da sempre, vittime e artefici di un mondo corrotto, ma mossi da una vitalità incorruttibile.

Oltre i confini delle regole, dall’altra parte della morale, c’è un mare pieno di umanità e simboli da scoprire.

Enea e Valentino ci voleranno sopra fino alle più estreme conseguenze.

Me nel film c’è altro:

un padre malinconico, un fratello che litiga a scuola, una madre sconfitta dall’amore e una ragazza bellissima,

un lieto fine e una lieta morte, una palma che cade su un mondo di vetro.

È in mezzo alle crepe della quotidianità che l’avventura di Enea e Valentino lentamente si assolve.

Un’avventura che agli altri apparirà criminale, ma che per loro è, e sarà, prima di tutto, un’avventura d’amicizia e d’amore.

 

Su Enea dice Pietro Castellitto:

Attraverso il Vietnam della Roma nord, racconta una storia più simile alla temperatura della vita e meno grottesca del mio primo film I predatori.

Mi piaceva l’idea di un film che fosse molto simbolico nei confronti della vita e non fosse poi troppo retorico riguardo la morte che arriva e cancella tutto:

 i pranzi in famiglia, gli amori infiniti e le amicizie.

E poi ho cercato di trovare un contenitore dove mettere tutto questo facendo un miscuglio tra romanticismo e ferocia.

 

Porcaroli sul suo personaggio:

Ho immaginato il film leggendo la sceneggiatura perché le dinamiche raccontate di amicizia, amore e confronto tra generazioni sono estremamente precise.

Comunque in Eva c’era qualcosa di mio, di un temperamento che conosco.

È una donna che ha un forte aspetto razionale, tanto da diventare una sorta di rifugio per Enea pur essendo consapevole del pericolo che lo circonda.

 

Sergio Castellitto sul film dice:

In Enea c’è una generazione di adulti per bene che ha sempre condotto la propria esistenza con dignità, ma ha perso il sentimento del desiderio, della felicità.

A fronte di questo c’è poi una generazione di adulti ‘per male’ che però rivendica il diritto alla felicità.

Questo è il segno più commovente di quest’opera che, secondo me, è molto morale pur non facendo la morale.

Questa la sua forza.

50kmalll'ora

50 km all’ora il film scritto, diretto ed interpretato da Fabio De Luigi con Stefano Accorsi

50 km all’ora è il film diretto da Fabio De Luigi che è anche il protagonista con Stefano Accorsi.

Il soggetto è di Giovanni Bognetti che firma anche la sceneggiatura con lo stesso De Luigi.

50 km all'oraNel cast di 50 km all’ora  ci sono: Elisa Di Eusanio, Giorgia Arena, Barbara Abbondanza, Miriam Previati,

con la partecipazione di Beatrice Schiros, di Stefano Vito, di Paolo Cevoli, con di Alessandro Haber,

e con la partecipazione straordinaria di Marina Massironi e con Simone Baldasseroni

 

50 km all’ora   è prodotto da Iginio Staffi e Alessandro Usai

una produzione Colorado Film Production, in associazione con Sony Pictures International Productions con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission

in collaborazione con PRIME distribuito da EAGLE PICTURES

 

Due fratelli si ritrovano dopo tani anni al funerale del padre.

Tra rancori passati e affetto sopito, i due affrontano un viaggio per portare le ceneri del loro genitore accanto alla moglie, seguendo le sue ultime volontà.

A bordo di due motorini scassati, costruito anni fa quando erano due ragazzini,

percorreranno un viaggio attraverso l’Emilia-Romagna e attraverso i loro

sentimenti per scoprire che c’è sempre tempo per litigare ed amarsi di nuovo.

 

Fabio De Luigi sul film scrive:

Un’occasione speciale – il funerale del padre Corrado –, crea le condizioni affinché due fratelli dai caratteri opposti, Rocco e Guido,

si ritrovino a distanza di anni da un distacco dovuto a cause mai chiarite e decidano di intraprendere

il viaggio che si erano reciprocamente promessi di fare da adolescenti;

viaggio che i due compiranno seguendo regole stabilite allora, tra le quali spicca –

fondamentale -, l’obbligo di compierlo a cavallo dei loro vecchi motorini.

Da questa idea iniziale (ispirata ad un film tedesco del 2018 intitolato 25 Km/h) sono partito per raccontare – attraversando e facendo attraversare ai due

protagonisti la loro regione di appartenenza –,

il “viaggio di formazione” di due cinquantenni.

Un viaggio congelato nel tempo, intrapreso fuori tempo.

Una storia che avrebbe potuto anche intitolarsi 50km Allora, senza apostrofo.

Mi affascinava l’idea di raccontare come una famiglia sgangherata, “smontata”

dagli eventi, trovasse il modo di ricostruirsi attraverso tappe di un viaggio

decisamente improbabile.

Paesaggi dell’Appennino Emiliano-Romagnolo: fiumi, dighe e pianure prima;

la costa Adriatica dalle saline ai pedalò poi, diventano anch’essi protagonisti della storia;

così come i due vecchi motorini – veri e propri costumi di scena –

diventano rappresentazione eloquente dei caratteri di Rocco e Guido: sobrio

ed essenziale il primo; smargiasso ed estroverso il secondo.

50 Km All’Ora è film contemporaneo che racconta una storia congelata nel

tempo.

Ambienti, luce, costumi e colonna sonora sono funzionali all’idea di restituire allo spettatore il sapore degli negli anni in cui questo viaggio si sarebbe dovuto compiere: gli anni 80.

È attraversando questa sorta di bolla spazio-temporale, che i nostri due “eroi” compiranno un viaggio che li aiuterà a ritrovarsi.

50 Km All’Ora è un film contemporaneo, in costume. Un ossimoro.

bang bank

“Bang Bank – L’occasione fa l’uomo morto” il film scritto, diretto ed interpretata da I Ditelo Voi su prime dal 3 gennaio

“Bang Bank – L’occasione fa l’uomo morto” è il film scritto, diretto ed interpretato da I Ditelo Voi  Il film  sarà in esclusiva su Prime Video dal 3 gennaio, e in cinema selezionati.

bang bankNel cast di “Bang Bank – L’occasione fa l’uomo morto”  ci sono I ditelo Voi ( Francesco De Fraia, Domenico Manfredi e Raffaele Ferrante),

con Martina Stella, e con Antonella Morea e Mario Porfito, affiancati da Pasqualina Sanna, Fabio Cocifoglia e Giuseppe Mastrocinque.
 
“Bang Bank – L’occasione fa l’uomo morto”  è Prodotto da Partenope Pictures Entertainment di Gaetano Di Vaio, Bronx Film e Minerva Pictures (anche distributore),

con il contributo della Regione Campania e il sostegno della Film Commission Regione Campania.

Il film è tratto dall’omonimo spettacolo teatrale, con la supervisione artistica di Francesco Prisco, la fotografia di Roberto Ostuni,

la scenografia di Massimiliano Forlenza, i costumi di Teresa Papa, il montaggio di Davide Franco e le musiche di Andrea Bellucci.

Un imponente spiegamento di forze dell’ordine assedia l’esterno di una banca del Centro Direzionale. All’interno dell’istituto, kalashnikov spianato e corpetto imbottito di esplosivi ben in vista, ‘O Micione tiene in ostaggio un gruppo di persone,

dopo che il suo goffo tentativo di rapina è fallito e la situazione gli è pericolosamente sfuggita di mano.

Con il passare dei minuti, la pressione cui è sottoposto ‘O Micione diventa insostenibile.

I diversi tentativi di incursione della polizia e, addirittura, la morte accidentale di un cecchino pronto a irrompere, spingono il rapinatore a valutare l’idea di arrendersi.

Ma è proprio davanti all’intenzione di resa del bandito che lo smaliziato imprenditore avanza una proposta: se dividerà la refurtiva con loro – 3 milioni di euro tondi tondi – gli reggeranno il gioco fino a quando riuscirà a fuggire.

Quei soldi cambierebbero la sorte a chiunque, figuriamoci a tre come loro che vivono una vita ben al di sotto delle aspettative.

Con la prospettiva della galera certa, il piano proposto dai due ostaggi diventa la sola strada percorribile.

Così, con il bancario e il cliente ormai perfettamente calati nel ruolo di complici, Micione si prepara ad introdursi negli angusti budelli sotterranei che lo condurranno alla fuga.

Per farlo, si libera sbrigativamente del giubbetto, ma quel gesto impacciato e incauto gli risulterà fatale: inavvertitamente,

innesca il timer collegato agli esplosivi che, dopo un inesorabile conto alla rovescia, deflagrano con una potenza tale da provocare il crollo dell’istituto.

Per un incredibile favore del destino, però, i tre si risvegliano praticamente illesi tra le macerie, disposti a tutto pur di tornare in superficie.

 

 Sul film dicono i Ditelo voi: «“BANG BANK” rappresenta l’ultimo capitolo di un progetto ambizioso, una sorta di

panoramica in tre spettacoli teatrali sulla contaminazione di generi.

Dopo esserci cimentati con la Black Comedy e l’Horror, ci è sembrato naturale puntare il nostro sguardo surreal- popolare

su un genere capace di offrire numerosi spunti su temi sociali e inesauribili situazioni esilaranti: l’Heist Movie.

Dopo averne testato il potenziale drammaturgico e comico sulle tavole del palcoscenico,

abbiamo deciso di lavorare all’adattamento cinematografico, forti dell’ottimo riscontro di pubblico ricevuto dal nostro precedente film,

“TRE UOMINI E UN FANTASMA”.

La nostra è una commedia caustica, un film che diverte facendo scattare il meccanismo

di identificazione con i protagonisti, ognuno alle prese con i propri limiti.

Quando parliamo di “commedia” non ci riferiamo al termine generico

(o, per essere precisi, al genere che interpreta una storia),

ma proprio alla grande tradizione della commedia all’italiana che

ha saputo raccontare vizi e virtù del nostro Paese, anticipandone i cambiamenti e

fotografandone il costume.

Un cinema che sa parlare al pubblico senza però risparmiargli momenti di intenso pathos, perché si riesce a raccontare la realtà anche attraverso la

commedia solo se si fa leva sui momenti drammatici.

“BANG BANK” è quindi un progetto profondamente italiano anche se i temi trattati lo

rendono “universale”, un film di ampio respiro, ma con un forte legame con il territorio.

Napoli è il teatro degli eventi, impareggiabile scenario dei conflitti dei protagonisti attraverso l’ambientazione più moderna e metropolitana dell’intera regione:

il Centro Direzionale, un vero e proprio pezzo d’America trapiantato nel cuore della città di

Partenope.

 

 

berlino

Berlino spin off de La casa di carta con Pedro Alonso debutta su Netflix il 29 dicembre

Berlino, spin off de La casa di carta,  arriva su Netflix il 29 dicembre e mette fine ad una lunga attesa degli appassionati della serie.

Il progetto annunciato quando il Vol.2 della quinta e ultima stagione stava per uscire su Netflix con un enigmatico annuncio:

berlino«Questa rapina potrebbe finire, ma la storia continua… BERLINO: una nuova serie in arrivo nel 2023».

Ed ora arriva Berlino scritto da  Esther Martínez Lobato e Álex Pina con la regia di Albert Pintó , David Barrocal e Geoffrey Cowper.

Nel cast con il protagonista Pedro Alonso ci sono:  Michelle Jenner, Tristán Ulloa, Begoña Vargas Julio Peña Fernández, Joel Sánchez, e due vecchie conoscenze Itziar Ituño e Najwa Nimri.

Nel corso degli otto episodi dello spin-off Berlino ragiona sulle dieci cose che possono trasformare una giornata terribile in una meravigliosa.

Il primo è l’amore. E per la verità, non era questo il caso. La mia terza moglie mi aveva appena lasciato. La seconda è un bottino di oltre dieci milioni di euro.

Ma non era nemmeno questo il caso.

Per questo inizia a progettare una delle sue rapine più importanti: un colpo che gli farà rubare gioielli per un valore pari a 44 milioni di dollari.

Per ottenerli Berlino si servirà di una sorta di trucco magico e dell’aiuto di una banda con cui ha già rubato in passato.

Gli ideatori della serie dicono:

“Il personaggio di Berlino è quello con la personalità più frizzante per collocarlo in un altro universo.

Ci è piaciuta l’idea di presentare una nuova gang insieme a Berlino in uno stato emotivo completamente diverso“.

Pedro Alonso sulla serie ha dichiarato:

«Ne sono così felice. Sono profondamente grato di poter entrare in contatto con persone di tutto il mondo, ricevere così tanto amore e poter vivere un momento così memorabile. 

Questo è un momento memorabile è il finale di un ciclo e il principio di un altro»

«Abbiamo iniziato questa serie barcollando nel buio e da allora abbiamo vinto. Voi fan siete nostri complici e vi ringraziamo per questo».

 

 

 

enzo jannacci: vengo anch'io

“Enzo Jannacci: Vengo Anch’io” di Giorgio Verdelli disponibile su Netflix dal 27 dicembre

“Enzo Jannacci: Vengo Anch’io” è il film di Giorgio Verdelli.

Sarà disponibile su Netflix a partire dal 27 dicembre.

Il film è prodotto da Sudovest Produzioni e Indigo Film, in associazione con Gianfranco Romano, con la partecipazione di Ala Bianca Group e Jando Music.

 “Enzo Jannacci: Vengo Anch’io”  arriva in streaming dopo il grande debutto alla 80° Mostra del Cinema di Venezia,

dove ha conquistato il pubblico e la critica cinematografica e musicale con oltre 10 minuti di standing ovation, e il successo al botteghino.
 

Il film è un ritratto unico e appassionato che riporta alla luce le mille sfumature di un mito che a dieci anni dalla sua scomparsa continua a sorprendere ed affascinare con la sua cifra unica, stralunata e surreale.

Grazie a un sapiente uso del montaggio, è lo stesso Jannacci il narratore del film.

I momenti topici, le collaborazioni con l’amico Giorgio Gabercon  Dario Fol’incontro con Cochi & Renato,

ma anche le avventure sui palchi, teatri, cantine e quella vocazione di medico che forse gli sarebbe piaciuto seguire di più,

vengono raccontate in prima persona, recuperando le sue parole da un’intervista finora inedita, rilasciata nel 2005 allo stesso Giorgio Verdelli.

Tanti i compagni di viaggio, accanto al figlio Paolo Jannacci e al suo pianoforte, che impreziosiscono la narrazione con aneddoti inediti:

da Diego Abatantuono a Cochi PonzoniMassimo Boldi e Nino Frassica passando per i racconti di colleghi come Paolo Conte, Roberto Vecchioni, Paolo Rossi, Claudio Bisio, Elio, Valerio Lundini e molti altri.

Nel film anche la straordinaria testimonianza di Vasco Rossi che va ad aggiungere un tocco di autenticità ed emozione contribuendo a rendere l’eccezionalità di questo tributo a Enzo Jannacci.

 

Del film il regista Verdelli dice:

«Questo film non è una biografia di Enzo Jannacci, ma un’esplorazione del suo mondo insieme ai suoi amici e i suoi “allievi” di più generazioni.

L’artista Jannacci era inscindibile dall’uomo, dal genio creativo capace di dire “La Vita è un buco nero in fondo al Tram”, “Io e te”

ma anche “Stessa Squadra, Stessa Osteria”, “Una sola donna, la mia”, “L’Armando”, con una capacità di sintesi e di invenzione che non ha mai smesso di stupire ed emozionare.

Ci manca Jannacci. Ci manca molto quel suo sorriso stralunato e intelligente capace di catturare con una parola,

con un lampo di arguzia negli occhi, capace di racchiudere un mondo nel “Perché no”

 

santocielo

“Santocielo” è il film diretto da Francesco Amato con Ficarra e Picone, Maria Chiara Giannetta, Barbara Ronchi e Giovanni Storti

Santocielo è il film diretto da Francesco Amato da una sceneggiatura di Salvo Ficarra, Valentino Picone

Francesco Amato, Davide Lantieri, Fabrizio Testini.

santocieloNel cast di Santocielo ci sono: Salvo Ficarra, Valentino Picone, Barbara Ronchi, Maria Chiara Giannetta e Giovanni Storti.

Il film è prodotto da Attilio De Razza per Tramp Limited in collaborazione con Medusa Film.

Il genere umano ultimamente sembra aver toccato il fondo, tanto che in paradiso decidono di inviare sulla terra un nuovo messia.

Per l’uomo è l’ultima occasione dopodiché, se si ostinerà a non mettere la testa a posto, sarà diluvio universale, questa volta senza arca.

A fare l’annunciazione e ad insufflare nel grembo della nuova Madonna il nuovo Messia viene inviato Aristide, un angelo che crede di sapere il fatto suo

ma che in realtà non conosce l’animo umano e nemmeno se stesso.

Tanto che tra errori di valutazione e imperdonabili leggerezze, finisce per “ingravidare” non la prescelta ma tale Nicola Balistreri,

un professore bigotto, ossessionato dai propri pregiudizi e da ciò che la gente dice di lui.

Quel che si dice “un bel casino”, sia per Aristide che per Nicola.

Trascinati dagli eventi, i due finiranno per fare squadra, o meglio famiglia, nella speranza di uscire dai guai senza fare troppi danni.

 

Sul film il regista dice:

Quando è partita l’avventura di Santocielo, di commedie ce ne erano due. Sia io, con

Davide Lantieri, che Salvo e Valentino, avevamo scritto, senza saperlo, due film che si

assomigliavano.

Io sono un regista che si dedica agli altri e la mia curiosità è scoprire come ragionano altri autori

attorno a una storia.

Nel tempo della scrittura mi sono dedicato a studiare i processi che portano Ficarra e Picone a pianificare una scena comica.

Mi sono preparato per metterli nelle migliori condizioni per permettere alla loro ispirazione di volare alto.

La comicità di Ficarra e Picone evolve.

Va oltre la consuetudine del rapporto con il pubblico: in questo film Salvo e Valentino hanno altri nomi.

Hanno altri caratteri rispetto a quelli che ben conosciamo, e anche il look li trasforma rispetto alla tradizione della loro estetica.

I ruoli femminili sono stati facili da identificare. Abbiamo infatti scritto pensando a Barbara Ronchi

e Maria Chiara Giannetta, attrici deliziose, capaci di non prendersi mai del tutto sul serio, che

abbiamo scelto per la capacità di non perdere mai di vista l’umanità nei personaggi.

Da sempre penso e realizzo storie d’amore, dunque in questo orizzonte drammaturgico, avevo lo

spazio per dare un contributo al cinema di Ficarra e Picone.

Sul fil ha dichiarato Salvatore  Ficarra:

Abbiamo cercato di raccontare cos’è l’umanità, questa cosa meravigliosa della gravidanza che purtroppo a noi uomini non è dato vivere,

è una condizione femminile e, attraverso il film, abbiamo avuto l’occasione di poter parlare di cosa è la donna, che cos’è lo status femminile, di cosa è la famiglia, i diritti e l’amore.

Valentino Picone ha aggiunto:

Possiamo rassicurare tutti quelli che conoscono il nostro percorso che abbiamo affrontato con molto rispetto e garbo la religione,

quello che viene fuori è un Dio che è sicuramente molto più avanti rispetto a certi umani.